mercoledì 28 dicembre 2022

L'amore che non muore

 L'ho visto

in un giorno senza sole,

dove sognano le stelle in primavera

e ancora testardo innamorava...

l'amore che non muore.

Scompare dalle vene

mentre il cuore lo nutre ancora...

l'amore che non muore,

e nel vuoto che rimane

ci si va a morire.

--L'amore che non muore 

domenica 18 dicembre 2022

Il buio della luce - la libertà


 


Ho sempre  tenuto io il buio,

uno stupido, presuntuoso, eroe,

convinto che in cambio potessi donare 

la libertà della luce.

Adesso che è ormai troppo tardi  

mi accorgo dell'inganno del tempo.

Ho amato, eccome se ho amato! 

Ho amato generando l'amore più sconosciuto e più vero, 

il più ingenuo e per questo incerto, 

quello meno credibile perché il più puro,

senza percepire il  trascorrere dei giorni, 

dei mesi, degli anni e quindi le attese, perché è un amore eterno.

Convinto di nutrire  della libertà della luce, un cuore,  una stella,

un sasso, la Luna, l'intero mare al tramonto e forse anche me stesso,

io non avevo compreso  quanto il buio possa innamorare,

quanto è necessario,  perché tutto possa davvero brillare.

giovedì 15 dicembre 2022

l'amicizia

 





La mia malinconia 

avrà pure le sue ragioni,

ma davvero io non posso 

stare a raccontarle,

eppure ogni volta che tracima, 

giuro io lascio volare una parola, 

non è un verso, 

è uno scugnizzo di sorriso 

e mai per caso, 

un mio talento 

che sa innamorare 

e sa dipingere d'azzurro 

in un contrasto,

qualunque cielo ci sia  

in quell'istante.

Tutto questo per distrarre 

e in fondo proteggere anche 

chi mi sta accanto 

mentre affondo nell'assenza 

e quasi io scompaio. 

Allora...  benedetta l'amicizia 

ma quella vera e complicata

 che sempre nutre 

anche nel silenzio, 

concreta, fatta di sostanza e non di ricordi, 

di verità umana e non d'illusioni.

Un panino con la mortadella 

condiviso senza pudore 

su una panchina in mezzo al caos, 

stretti a un raggio di sole 

rimasto incuriosito

dai versi di una vecchia canzone, 

o un babà alla panna 

con  cui sporcarsi  il naso 

venendo fuori come ragazzini 

dalla Galleria Umberto I 

a Napoli senza la paura di perdere

le carte.

L'amicizia, quella stretta sotto il braccio,  

che  sa comprendere e accarezzare, 

che resta generosa e sa nutrirsi  

e nutrire 

e  io penso alle farfalle...  

che sanno lasciare intatto un fiore.

mercoledì 14 dicembre 2022

solitudini








Davvero pensi che l'amore 

sia la leggerezza di  un respiro? 

Un bacio tra bollicine di un vino buono, 

chicchi di mais scoppiati ancora caldi 

e le tue labbra?

O  la forma in cui lasciarti andare

assaporando il fumo di un attimo che si ripete?

Tu forse pensi che sia la misura del tacco 

a stabilire il passo, 

ma è la giovinezza quella,

amore mio.

Corri in riva al mare e cerca l'ombra, 

sii sentinella quando il silenzio è fiume in strada,

quando il tempo muta e la pioggia irrompe,

respira le stazioni, riponi i tuoi occhi, 

i tuoi sensi, in chi si abbraccia, 

quando arrivano, quando partono,

perché nella vita una sola volta capita 

di vivere due solitudini che s'incontrano,   

un amore che non inganna 

perché non ha bisogno di raccontarsi

lunedì 12 dicembre 2022

Per non morire








Ti amo così tanto,  

quest'amore  non chiede alcun consenso,

e per non morire sono prigioniero 

di un bene così profondo ... 

così assolutamente  irragionevole. 

sabato 10 dicembre 2022

Difendere la vita con l'amore della poesia








Se il giorno fosse solo un clic e lo fosse anche la notte? Se il cambio fosse un solo istante? Se questa nostra vita, e potrebbe accadere, ci si adeguasse? Se il giorno fosse il bianco e la notte il buio? Se non esistesse un solo colore diverso dal bianco e dal nero, e nemmeno una scala di grigi ma solo il bianco della luce di un clic e il buio di un clic? Se l'uomo fosse il negativo di ogni singolo stato? Non cesserebbe la capacità dell'uomo di costruire comodi divani e ambienti infiniti, ma egli dovrebbe poi cercarli con il tatto o distinguerli con i suoni o affidarsi ai profumi.  L'uomo avrebbe forma ma non un volto, forse dei profili  più ricercati.  La bellezza resterebbe nella linea di contrasto, e per spostarsi in sicurezza dovrebbe affidarsi a percezioni e non più ai suoi occhi. La pioggia avrebbe il freddo del bagnato, ma  avrebbe la stessa luce del giorno o il buio della notte, eppure  l'uomo costruirebbe ripari come oggi.  La nascita e la morte. Il clic dell'unico colore del giorno e il clic dell'unico colore della notte. Vi sembra assurdo tutto questo? Un po' folle... ? Pensate a un paradiso artificiale, quel metaverso che si spegne con un clic a fine gettone... non è più folle ? Lo è?  Siamo ancora in grado di capire di poter perdere tutti i colori naturali? E' Assurdo, ma non lo temiamo solo  perché possediamo da sempre di più e in modo gratuito. Un fiume di poesia ci attraversa, i colori infiniti di un arcobaleno ci permettono di vivere il giorno gradualmente e lo stesso vale per la notte, anche del  sonno a volte non perdiamo il tempo ed forte il disagio in strani pomeriggi in cui al risveglio non sappiamo collocarci nel giusto tratto . Vediamo il sole sorgere e il colorarsi del cielo e la luce arrivare gradualmente come del resto accade anche inversamente  al tramonto . La nascita- sbocciare come un fiore o come un seme che germoglia e diviene albero e poi i rami, i fiori e le foglie e poi le stagioni, i nostri figli, i nostri anziani, noi stessi. Noi siamo abituati a vederci dentro attraverso gli occhi, amiamo il colore degli occhi e ci fidiamo o diffidiamo degli sguardi altrui, a volte amiamo i volti, i nasi, le fossette, le rughe del tempo, le carezze guidate in quei percorsi. Un miliardo di altre cose compongono il nostro esistere e anche la vita più misera che possa capitare avrà da raccontare ben più della differenza  a un tic. Mi chiedo se l'uomo pur avendo così tanto non arrivi per necessità e indifferenza per rinuncia a lasciar ridurre la propria vita addirittura  in senso liberatorio, a un clic. So che da sempre ci sono tiranni  e uomini malvagi con idee ferme e chiare che fanno cose così alle vite altrui.  Io scrivo di poesia d'amore, ma non solo dell'amore che è desiderio dei sensi, ma dell'amore che colora la vita e  in tutte le sue forme,  e spesso divengo come una pozzanghera fastidiosa, quanto inutile, sulla strada della gente,  a volte mi sento la stanchezza addosso, forse perché non sono abbastanza o forse perché non so mentire, e divengo muto perché come tutti gli uomini  posso rovinare  a terra a causa degli eventi. La poesia è colori, la poesia è  tutta la gradualità amica che ci chiede di sciogliere il tempo e centellinarlo, fare resistenza, andare controcorrente.  Non è vero che indicare l'arcobaleno rende ciechi, e lo stesso di quando da ragazzi scoprivamo con una certa autonomia il dono del piacere... ciechi lo si diviene per volontà altrui! La poesia è l'ostacolo a quel demone. La circostanza per cui il  bene e il male non sono un clic è viva e concreta solo perché l'uomo è in grado di vivere  tutte quelle emozioni e colori che chiama vita, e tutto questo  grazie alla poesia, che sa moderare, proteggere, a volte vince  e a volte purtroppo anche soccombe. Buona domenica e se non vi piace quello che ho scritto sappiate che non ho chiesto il permesso di farlo... siate liberi e coraggiosi allo stesso modo.

lunedì 5 dicembre 2022

Iride e Speranza



Devi sapere amico mio che tanti e tanti anni fa, al di qua e al di là del fiume, esistevano due villaggi. Oh! Erano abitati da gente assai prepotente e litigiosa, pronta a uccidere per un piede di terra. Ma proprio in quei villaggi per volontà di antichi Dei , nacquero Iride - figlio di Fiume, che era un bellissimo giovane con il mare negli occhi, e Speranza - figlia di Fuoco, anche lei bellissima e  aveva il verde dei campi in primavera nei suoi. I due si conobbero da bambini risalendo le rive opposte dello stesso fiume, e quando raggiunsero l'età della giovinezza decisero di attraversarlo entrambi per incontrarsi giusto in  mezzo. Lì danzarono, e diedero vita a vortici che ancora oggi compaiono senza alcuna ragione. Ma torniamo alla nostra storia; quando la gente di Fiume e quella di Fuoco si accorsero di quest'amore, si dichiararono guerra e incatenarono i ragazzi ognuno nel proprio villaggio.  Una notte  Iride e Speranza riuscirono a scappare e certi che si sarebbero riabbracciati  al centro del fiume corsero verso quel luogo e così fu.  Lì decisero di fare l'amore. La gente di Fiume da una parte e quella di Fuoco  dall'altra accorsero con lunghi bastoni e impedirono ai due di poter tornare a riva. Quando li videro esausti e destinati alla morte li lasciarono alla corrente del fiume. Un Ibis sacro, che  aveva assistito a tutto questo male,  chiamò a sé Aironi e Garzette dalla terra di Giza e assieme raccolsero i corpi i ragazzi morenti e li portarono sulla cima di una  piramide che non era mai stata un monte, e quella si aprì rivelando un segreto oscuro. Apparve un Tempio, e il suo  sacerdote ne venne fuori, Grano era il nome suo  e amava l'lbis messaggero  così tanto  che all'istante gli regalò il Volturno. Grano non poteva cambiare gli eventi futuri tar gli uomini , ma poteva fermare il tempo, tenendoli quindi in vita con sé per sempre. Tutti gli uccelli, gli animali...  proprio tutti, i corvi, le poiane, le volpi e qualche cinghiale della Piana, prepararono ghirlande di festa per questi ragazzi miracolosamente restituiti alla vita e le viti offrirono la loro uva per il vino e gli alberi suonarono i loro tronchi con i maestri picchi per battere un ritmo che scuotesse la valle. Fu festa in eterno e i ragazzi in un istante senza fine ripresero a danzare la loro vita. Quando la gente di Fiume e di  Fuoco  sentirono i suoni della festa nell'aria della notte, accorsero ai piedi della Piramide con torce di fuoco, decisi a finire quello che avevano iniziato, ma quella terra  cosi fertile si aprì sotto di loro e li inghiottì, divorandoli per sempre. Ebbene se ancora oggi  capitasse di chiedere a qualche vecchio  contadino al di là del fiume... se gli fosse mai capitato di sentire di notte rumori di una festa lontana provenienti proprio da quel monte vedreste comparire sul suo volto la paura e andrebbe via.

domenica 4 dicembre 2022

IL FIORE DEL DOLORE


                                                                                                 ph.m.constantine



È un urlo senza voce, 

non può essere raccontato,

è  il dolore della vita 

foss'anche di un passato mai vissuto o forse 

di un futuro che verrà, 

ma davvero non può essere raccontato.

È percezione in uno sguardo 

che nemmeno sa dire con certezza  quando 

fu la prima volta, o quando si è destato.

È nel sangue  segnato su una tavola di legno 

viva come il muscolo del cuore,

dove sono incise  le origini di ogni storia  umana

eppure se io dovessi dare una forma,

una qualunque concretezza a sì tal dolore,

per  cagionare lenimento o per giustizia, 

io giuro sceglierei un fiore.

mercoledì 30 novembre 2022

ladro di parole






Un giorno un giovane vento decise di rubare a  un poeta e per farlo gli raccontò una storia senza fine. Quando il poeta socchiuse gli occhi, il vento lo baciò sulle labbra e gli rubò tutte le sue parole. Quindi corse a costruire  un cielo tutto suo,  e una parola alla volta, una accanto all'altra,  andò avanti fin quando non gliene  rimase più nessuna. Desiderò di essere  una brezza e all'istante  lo divenne,  scelse dapprima di essere una brezza  di mare  e poi  di terra,  la poesia gli permise tutto quello che desiderava. Come una pantera percorse in lungo e in largo quel cielo pieno di parole, finché  quando fu stanco dovette riposare e lo fece  per una notte intera, una notte lunga come quella di un poeta.  Al mattino  quando provò a  ritornare vento  si accorse di non sapere più volare.

L'aurora polare dei sensi

 "Potrà anche essere solo l'universo di un uomo mortale, o quello di una donna anch'ella mortale, eppure per straordinaria magia sarà quanto di più divino e meraviglioso possa essere vissuto in vita da un'altra persona. Nel bene o nel male questa cosa non potrà essere cancellata. La reciprocità nell'incontro è rara, e costituisce il sublime dell'amore, l'aurora polare dei sensi."

martedì 29 novembre 2022

ANIME FRAGILI

La fragilità è una sorta di portale, un dono difficile con cui convivere, perché è come possedere una sorgente che t'impregna sempre di più e tutto può divenire complicato. La tua stessa libertà riceve un riflesso condizionato, cambiano gl'interessi e i punti di vista e anche le scale dei valori. Da bambino compresi subito che non potevo essere vigliacco e nemmeno troppo saggio. La fragilità muore ancor prima di essere percorsa... senza il coraggio, aprendo a un comportamento vile consapevole o non. Per cui volevo a tutti i costi essere coraggioso e cosa può mettersi di traverso se non la paura di morire? La paura nasce come prudenza, come protezione naturale a questo nostro corpo, ma quella cresce se non dominata e allora incide sul coraggio seppellendolo. La paura protegge la vita ma se non gestita la trasforma in qualcosa di orribile e di non vissuto. Così iniziai a considerare di non esser vivo e di non dover temere di morire, mi abituai alla morte come compagna di gioco in realtà chiamai la morte vita.  Ogni circostanza in cui il cielo diveniva nero il mio coraggio era un fiume improvviso e senza alcun impedimento ero pronto a cambiare le regole, a negare quel tratto in ogni modo. Non aver paura di perdere la vita non vuol dire non avere timore di nulla, ma solo metterle un morso e toglierle la libertà di uscire fuori dal solco suo. Non divieni certo un muscoloso lottatore, non divieni  un pugile imbattibile,  resti un uomo che ha il coraggio di provare a  fare l'impossibile con gesti semplici, con tutti i mezzi che possiede senza scappare via. La fragilità è anche una scelta riguardo al dover soffrire, perché quasi nessuno si farà carico di non ferirti, e questo senza una ragione,  bisognerà stringere i denti per attraversare sentieri complessi e profondi che incidono tanto, ma davvero tanto.  La fragilità è attraversare ciclicamente campi di rovi per scoprire terre nuove, inesplorate ed è questa la ricompensa. Bisognerebbe essere sempre giovani, ma non è così... non basta liberarsi della paura della morte... con il passare degli anni spesso è la stanchezza che diviene derma, carne, muscolo e s'insinua nel sangue, una stanchezza purtroppo saggia assai, perché reclama ogni sua presenza con ragione e prove... soffrire diviene la paura subdola, un limite toccato e l'aver messo già sul tavolo la morte non basta più.  Per questo alcuni eroi fragili a volte decidono di farla finita e di non soffrire per vincere ancora. Ma questo non vuol dire che le persone fragili non siano in grado di andare  oltre quel limite toccato e lo fanno  spendendo  nella vita ordinaria essenze raccolte di vita eterna.

mercoledì 23 novembre 2022

le mie tasche

Quello che raccolgo

conservo in pieghe

che la mente a volte nasconde

anche a me stesso

e senza 

non vivo.

Non possiedo morbide linee,

la mente stanca mi

propone inventari

ed io m'impongo

di non cambiare

e ancora cercare.

Percorro il tempo

fin dove è iniziato

cerco a riva

le telline

con le dita nella sabbia

col salato tra le labbra

e l’onda che bagna,

se proprio le mettessi

le mani

se io avessi le mie tasche

quanti mondi toccherei.

mi manchi 2013

Conosco

le parole

che gridi con forza

dentro di me

e che riaprono una ferita

ancora viva.

Quale tormento

è quel cercare nei ricordi...

sì nei ricordi

perché ancora

lì io la posseggo.

In un tempo sospeso

che non è il passato.

Io la vivo

chiudendo gli occhi

e scongiurandoli

di non farmi male.

Ed eccole

le parole...

mi manchi...

sì...

mi manchi...

eccole le mie parole.


Mi manchi

martedì 22 novembre 2022

PERDERSI









Forse fu un amore sporco, 

un amore ingenuo, inquieto,

un amore per rabbia, 

una vendetta in punta di piedi, 

un mare  sbagliato, 

un confine  toccato,

il nervo nudo attraversato, lacerato.

E' nel buio, è nella luce, vive là remoto,

è una  vena, una cicatrice che attraversa il viso,  

sfigura per sempre un sorriso innocente,

per quanto voluto, cercato... amato.


venerdì 18 novembre 2022

TEMPESTA SILENZIOSA

 la meraviglia degli spazi, 

l'armonia delle linee, 

l'essenziale che trattengo, 

il disordine, 

il coraggio, 

la mia fragilità, 

la luce che 

dovrebbe non abbisognare di finestre.

Non esistono pareti, 

non ho bisogno di vedere un mare o una collina, 

non ho bisogno di andare via, piuttosto 

di restare,

comprendere 

e vivere l'armonia

sono cose vere queste, sono cose che provo ... 

Ma quanto resiste tutto questo?

Amo così tanto

e possiedo una grande voglia di scoprire ancora,

conto il tempo donato

con le  pillole  già prese, 

difficile parlare di armonia in questa mia tempesta senza suoni,

e poi c'è questo mondo in cui si corre solamente,

la mia testa se ne va per le cose non fatte,

per le storie mancate, quelle perdute, incomplete, 

tante cose da scrivere e da riscrivere

e la saggezza è un cuscino 

che uso solo per sognare di sfuggirle.

domenica 13 novembre 2022

fuori dal sogno

Ti ho vista 

nei  tuoi pantaloni rossi 

e la maglietta bianca

per strada a discutere 

di cose della vita

eri così lontana 

e così bella

che sono corso fuori 

dal sogno ad aspettarti.

sabato 12 novembre 2022

Pomigliano





Tra le cose belle che mi sono  capitate questa è accaduta quando lavoravo in fabbrica  a Pomigliano, feci amicizia con  Giuseppe, un operaio, un ragazzino di  Scampia, che aveva già bruciato una vita e ne stava vivendo un'altra e me ne raccontava ogni giorno un pezzettino chiedendomi consigli.  Spesso lo portavo con me alla mensa degli amministrativi, dove si mangiava meglio, e così un giorno lesse una cosa che stavo scrivendo e mi chiese cosa fosse. Io gli risposi:< è la mia malattia... scrivo poesie quando posso>.  Così mentre affondavamo le forchette in dei buonissimi gnocchi alla sorrentina,  con la  bocca piena e con la faccia sorpresa mi disse:< una poesia?  Ma io la capisco, come è possibile? >  e io gli risposi:< si! le mie sono scritte con le parole scartate sai quelle semplici, quelle che si usano tanto ma solo a casa>. Ridemmo di gusto, tenendo d'occhio il banco dei secondi piatti prima che finissero.

lunedì 7 novembre 2022

Gregorio

Costruiamo la nostra casa con le cose che percepiamo, che vediamo, che ci coinvolgono, siamo in grado di comprendere che  la maggior parte della cose che insistono intorno a noi non siamo in grado di vederle se non quando accadono eventi particolari e potenti... non ultimo la luce di un fulmine durante una tempesta. Siamo costretti dalla nostra natura  a fidarci del poco o quasi nulla perché abbiamo bisogno di certezze su cui costruire.  Ci ho messo tanto a comprendere una poesia scritta da un sacerdote santo che raccontava del suo costruire casa ogni giorno e Dio  che ogni giorno gliela demoliva ed egli tra quelle macerie a ringraziarlo.

domenica 6 novembre 2022

la mela

 



A volte quando inizia a farsi sera prendo una mela, la lavo bene e la infilo in tasca. Quindi esco. Io vivo sul confine tra la collina  e il paese, quindi posso camminare su quella linea per un po', è  scarsamente  illuminata ma piena di profumi. Tiro fuori la mela, e inizio a morderla, come facevo da piccolo. Lo so non è bello per un professionista e nemmeno per un poeta questa cosa qui...  per strada poi, ma sotto la luna e il riservo della collina si può  fare. Il primo morso è corposo , gli altri meno, perché dopo il primo so esattamente quanto mi deve durare ogni morso successivo. Come il padrone che toglie il guinzaglio al proprio fido così io lascio libera la mia mente. Mi corre avanti come una fanciulla, e grida tante cose,  io fingo di non sentirla,  assaporando l'essenza della sola mela. Dopo un poco abbassa la voce, ed espone delle rivendicazioni... mi fa  garbati rimproveri e io continuo a masticare.  Lei corre sull'erba, rincorre la luna e cerca i contrasti di luce su nel cielo, poi riprende a recriminare su ogni cosa, libera di poterlo fare, ma  dopo la grande curva  ricorda che c'è un contratto che la lega a questo corpo mio e ritorna a me proprio quando le luci si accendono, lei mi guarda  per un po' e mi fa...: "siamo quasi arrivati mio eroe"

sabato 5 novembre 2022

la mia mente


 


Dopo trent'anni ho rifatto lo stesso sogno, una casa meravigliosa che si accorda alle linee di armonia della mia mente. Conosco questa casa come le mie tasche, eppure è un labirinto di grandi spazi, è una casa degli anni----  posta su un solo piano forse  di oltre mille metri quadri. Ogni stanza è raggiungibile attraverso più percorsi interni, è attraversabile ed è moderna ed elegante, ha lo schema di una Reggia ma non ha vecchiume e sfarzo esagerato, è sicuramente artisticamente illuminante per la sua semplicità ed eleganza. Sembra leggermente vuota nel mobilio ma ci sono tavoli e sedie preziose nel design, un moderno che non invecchia mai... sedie  e libri riposti in modo disordinato... pavimenti in legno e moquette con scelte raffinate  con prevalenza di colori tendenti al marrone e a vicine  sfumature... era animata da tante persone ma da una unica famiglia di cui rimane nell'aria qualcosa di fortemente positivo. Le stanze principali sono disposte per  sorprendere, la grandezza di almeno settanta  o ottanta  metri quadri di ciascuna e l'armonia poi delle prospettive sulle altre che in più punti s'intravvedono... una vera  meraviglia di linee mai curve,  davvero un labirinto che ti mette in pace ovunque tu ti fermi. La cura e la genialità artistica di ogni oggetto di arredo sia pur pochi  e l'impressione che sia   stata parzialmente svuotata ma non abbastanza  riempie gli occhi di attenzione...   un gradevole disordine  da riordinare. Da bambino sognavo, nel senso che dormendo mi ci ritrovavo, un'altra casa, la mia prima casa... era anch'essa grande  e silenziosa con suoni di vita in sottofondo... la mia prospettiva era sembra da sotto qualcosa... forse un tavolo... e io guardavo delle antiche applique poste sul muro … e comprendevo che si trattava di  luoghi sacri... forse attinenti a  una chiesa. Allora la mia casa  vera era un basso di dodici metri quadri con una luce fioca e il nulla.   Ho percorso la mia mente, alla mia età, la meraviglia degli spazi, l'armonia delle linee, l'essenziale, il disordine, il coraggio, la mia fragilità, la luce che non abbisogna di finestre. Non esistono pareti, non ho bisogno di vedere un mare o una collina, non ho più bisogno di andare via ma di restare e comprendere e vivere l'armonia.  

I racconti di constantine 

domenica 16 ottobre 2022

Con il coraggio degli eroi








Si muore da soli,

non basta amare,

e non basta essere amati,

perché è così che accade.

Si muore da soli 

con tutto il proprio amore,

con tutte  le illusioni, ogni promessa, 

ogni bugia,

ogni ferita che si ha addosso, 

anche i sogni si ricompongono

in corolla e i baci... quelli ritornano.

Si muore da soli ma

con il coraggio degli eroi.

Un discorso di commiato, 

giusto quel che serve 

e sempre che ce ne sia il tempo,

senza disturbare.

Il dolore non lo puoi lasciare, lo porti via

insieme a una carezza che è tua da sempre.

Si muore da soli,  

ma con il coraggio degli eroi


domenica 9 ottobre 2022

la notte buia

 








Tu non guardarmi negli occhi

non ho cose da dire

non ho armonie da disegnare


Non sono le parole

a mancarmi

è il tutto

che non me lo permette.


Ho ferite

e le nascondo


cicatrici riaperte

equilibri sospesi

che crollano ai bordi


sono momenti

solo momenti


è il buio che non s’illumina

è la spalla già negata

è la testa che non trova pace

è il freddo nelle ossa

è lo stomaco

è l’ansia


e non riesco a dirtelo

potrei solo gridare


ma il silenzio

è la voce

è scrivere

scrivere

scrivere


Non ho perso

la ragione,

è che la follia

è l’unico rifugio

per una sola notte

è l’isola che non c’è.


Non ho cose da dire

non ho armonie

da disegnare

È solo la mia notte

quella più nera…


Tu non guardarmi

negli occhi,

aspetta domani

ti prego

è solo la mia notte.


---- la notte buia 

NEL BUIO DELLA LUCE




Disegno scarabocchi

sull'anima,

linee confuse

che cadono senza dolore.


Gli occhi

li lascio nel vuoto,

con la mente già altrove

e lontana da me.


Tu non sai

ma ho smesso

di parlarti,

anche quando non ci sei.


Tu non sai

i confini che ho toccato

e non eri insieme a me.


Tu non sai

del buio

della luce.



non cambiano le cose si spengono le luci

Non una sola parola,

delle nostre,

ho forza di pronunciare.


Il tuo respiro qui ,

intorno a me.


Nemmeno di lei,

che va via all'alba,

io scrivo.


Cerco

lo spazio minore,

in un letto già piccolo


E ascolto

la tua voce,

che non parla

di me.


Non s'incrociano

gli sguardi,

in una tristezza

insostenibile.


Si muore così,

non cambiano le cose,

si spengono le luci.

Un foglio di luce - prosa per una poesia

 


Amore mio
la notte si è addormentata solo adesso
e dorme ancora il giorno,
tenace l'amore 
spinge le mia dita
a incidere un foglio di luce.
Le strade della notte iniziano a spegnersi,
e prendono vita, una alla volta,
come scintille, le storie del giorno.
Sanno che sono destinate a morire,
ma riscaldano le pareti di piccole case
grandi quanto un sogno di una sola notte.
Quante vite vivono lottando,
alcune si arrendono,
altre gioiscono.
Quante piangono o solo vivono sospese
in un giogo di eserciti,
di fantasmi  e libertà perdute.
E poi  le vite folli, generose, 
sofferte, come quelle dei poeti.
Il mio corpo è con me,
e un po'  riposa, ma anche
obbedisce alla mente, e la mente all'amore,
che duole nel respiro dei miei pensieri.
E' la gioia che manca.
Vorrei essere felice
non che non sappia sorridere
e raccogliere le spighe di grano,
separarne i semi
macinarli e farne farina, e con quella 
il pane.
Il sonno è qui e attende, 
pronto a soccorrermi, 
attende l'essenza dolce che innamora,
conosce il sapore  dell'amaro,
e conosce l'umore salato
che resiste in amore
e non asciuga al sole.
Che senso avrebbe non osare... ?
Amore, amore ancora amore... 
follia dove nulla è  somma,
si rivela e basta,
istinto e memoria di una nebbia corposa
e avvolgente a cui appartengo,
improvvisa e imprevista come la carne dei poveri
che nasce in una sola notte  nutre e profuma
divina al palato
e avvelena a volte.
Ti ho vista nascere
tra le stelle del mattino
in un'alba d'estate, nei colori del mare,
l'amore non è una scelta
amore mio.
Magia senza tempo,
sublime appartenere e possedere,
questo è l'amore.
Il cercarsi, il vedersi, il sentirsi,
che diviene  senso della vita,
e tutto ben oltre le leggi del tempo.
Quello di cui io scrivo
non ha radici terrene .
ma vi dimora.
Un bacio, 
amore mio
con le labbra carnose e morbide,
che si cercano nude, 
coraggiose,
e si soccorrono nutrendosi,
sapendo di dover bruciare
perché solo ciò che brucia possiede,
come accade ai passeri innamorati,
indifesi quando la primavera
ha già il sangue dell'estate.
Un bacio che stringa il mio 
e il tuo corpo 
ogni cellula che ci appartiene, 
ogni nostro pensiero,
ogni desiderio, ogni energia,
ogni presente, ogni domani...
rapiti, innamorati come Dei,
senza che nessuna storia del giorno
o della notte possano dividerci.
- Un foglio di luce - vers, integr, scritta da michele constantine

L' alba

 





Sul mare volano gli uccelli

e l'onda ruba baci alla roccia,

il sole ama il cielo

e il mare gli stende i colori.


Anime di querce cullano

l'arancio e suoni antichi

contano gli anelli.


Ciò che muore

inverte il suo corso,

il tramonto diviene alba

e l'uomo ritorna

bambino.


----- alba 

come all'acqua la sete



Al sonno la stanchezza

come all'acqua la sete.

Abbracciata all'amore,

nel respiro del sangue,

la mente invano

cerca i colori

e trova solo trasparenze.

Il tempo si stringe

intorno a una luce che

non so se è un ricordo sbiadito

o l'incancellabile di un amore perduto.

domenica 2 ottobre 2022

lunedì 26 settembre 2022

Ci vorrebbe una poesia

Ci vorrebbe 

una poesia d'amore, 

una poesia dedicata a me 

per questo cuore che  

si è messo storto...  

che di solito  prendo 

lo porto nel mio tempio

e quello si addormenta... 

fa amicizia con i  sogni... 

con le cose mie preziose, 

rincorre l'amore di una stella... 

ma sarà colpa della pioggia 

che mi sta bagnando l'anima,  

ora io non  posso,

è come se chiedessi...

io che  ho sempre solo dato.


sabato 24 settembre 2022

IL MIO CIELO

 










Amore mio

il mio cielo

non ha un colore,

il mio cielo

è un buio segreto,

dove i grandi

suonano la vita

e dove io pur di ascoltare

ho finto di esser sordo.

Il mio cielo è lì,

dove la giovinezza

rifiuta il tempo,

dove un uomo

solo per destino

di un fiore imperfetto,

si è trovato tra le dita,

una, dieci, cento magie

per lenire ogni soffrire.

Tienti stretta a me

amore mio,

e non aver paura

di quando sarà pioggia,

e di me non resterà nulla,

e ogni storia raccontata sarà dimenticata,

perché ciascuna stella lassù nel cielo

ne vorrà una per sua luce,

e allora io sarò il mio cielo,

e tu il mio colore.


--- Il mio cielo - m.constantine

Un passero d'inverno


 



Un passero d'inverno,

costretto a volare,

radente al suolo senza radici,

senza un nido,

ho il cuore che si ritrae

e il sapor del sangue tra le labbra,

e gli occhi miei riposano oltre

la libra e il grande carro,

sono io la solitudine

di un mondo

di cui non faccio parte.

La pace è sull'onda della luce,

ed è fatale per me ogni scintilla.

Sono incisi su di me

i segni dell'amore,

la mia immortalità.


-Un passero d'inverno - m.constantine

i poeti sacri


Su in collina i papaveri di appena un giorno 

sono stati  cancellati  da una stupida pioggia, 

ma già domani i nuovi semi sbocceranno 

e i poeti torneranno sacri.

la bellezza di Dio e la confusione




La Bellezza, Dio, e la confusione.

Non lo ricordo più il nome della suora che mi preparò per la  prima comunione , non ricordo più nemmeno il suo viso. Ricordo che era buona e che le volevo bene, ma la mia mente, non trattiene nulla dei nomi , solo le emozioni, è il mio difetto di un quadrifoglio. In vacanza è  facile incontrare la bellezza e in quella vedere Dio. Dio in costa Azzurra, in costa Smeralda, Dio in ogni sole di un tramonto infinito, Dio nelle limpide acque di mari da sogno, Dio su una spiaggia meravigliosa, Dio in un bellissimo villaggio turistico, Dio sulle scogliere ai confini del mondo, Dio sulle cime degli alberi nei boschi, sì...  Dio anche sulla mia collina bruciata. La mia piccola suora, di cui non ricordo più il viso, prima di abbracciarmi per l'ultima volta, mi portò una scatola e all'interno vi erano decine di bomboniere molto belle che tanti bambini nel tempo le avevano donato... mi disse : portale a mamma lei saprà cosa farne e mentre ancora io  toccavo e curiosavo, lei aggiunse :Dov'è Dio Michele? - Io le risposi subito, per quanto distratto: <in cielo, in terra, in ogni luogo e in questa scatola>. Quello che volevo dirvi, ve l'ho detto. Siate sempre generosi con o senza Dio.

- Racconti brevi -  Michele constantine

L'ipocrisia e i Santi




- E'  morta!

- Ma come?

- Accussì! Senza permesso.

- E mo?

- E mo niente... c'è la festa, la madonna

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Ma dove sta?

- Chi? La madonna?

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- La morta!

- Sta qua, sta là, da qualche parte deve stare, ma non qua, c'è la madonna!

- Evviva evviva evviva la madonna!

- La madonna?

- Evviva evviva! Evviva! la madonna!

- E che palle... dove sta?

- La madonna?

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Ma tu senti questi... no! La morta...!

- Qua non può stare... è festa... è la madonna!

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- E dove sta? Non è casa sua questa?

- Sta qua sta là, ma qui non deve stare, è la madonna!

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Ma è morta.. è ancora calda!

- Ma è festa e proprio qui!

- Già la madonna!

- Evviva evviva evviva la madonna!

- 'Sti cazzi all'inferno la troverete... la madonna!

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Fanculo.



giovedì 15 settembre 2022

il piacere





Il piacere,

amore mio,

è in amore,  

come il sole 

dentro al mare, 

è un bacio estremo

senza più distanze, 

senza alcuna divisione,

senza spazi,

tutto dentro un infinito

e uno solo, 

nasce

e poi muore,

per ritornare

alla vita 

in un solo amore. 


lunedì 12 settembre 2022

i poeti nudi

 




Fanno tenerezza i grilli,  ignari dell'autunno che s'insedia nella terra, continuano a chiamare l'estate senza sosta fino alle porte dell'inverno,  nudi di ogni cosa, come i poeti che vivono la notte.

sabato 10 settembre 2022

Il sognatore




Matto!

Un matto senza tempo...

se tu sapessi quanto mi è costato.

Ti dico: “su, prendimi la Luna...”

Mi rispondi con saggezza: “ tu sei

matto! Ma sei cretino?

lo sai che la Luna

è una cosa grande grande che sta in cielo

e non può mica appartenere?”

Lo so, sono un uomo grande e grosso,

già... un giullare di spessore,

che va per conto suo,

l'idiota dei sogni,

una locomotiva a vapore

a cui non frega nulla del tempo,

e che si lascia attraversare.

Eppure l'altra sera

quando mi hai trovato con

una sfera luminosa tra le mani,

ti ho visto correre spaventata alla finestra,

guardare in mezzo al cielo

e tornare rincuorata...

cretino! mi hai gridato.. cretino!

Manco l'avessi rubata per davvero.

venerdì 9 settembre 2022

LA POESIA NELL' UOMO





Una settimana strana quella va finendo, un generoso amico poeta ha scritto della necessità di lasciare facebook e mi chiedo se facebook sia cosciente di quanto perde questo mondo virtuale quando un poeta come Luciano va via. Penso al vuoto che resta in tante anime che non potranno raccogliere più nulla di quel bene prezioso che generosamente egli distribuiva.  Un altro amico giovane e poeta ha provato a scrivere del come nasce in lui la poesia  e dopo aver toccato punti precisi... anche l'estasi in qualche modo, conclude senza usarla esplicitamente con una  parola votata come la più bella... “forse”. I poeti sfuggono a questa domanda anche quando se la pongono da soli.

Mentre lo  leggevo  mi sono perso, perché provavo a farmi la stessa domanda e cercavo di comprendere qualcosa di più su di me.  Credo che le motivazioni per cui si sceglie di scrivere  non dipendano dal possedere o meno un talento... semmai quello inciderà sul come si scriverà e sono convinto che nemmeno il solo saper scrivere potrebbe bastare. Ho iniziato a fermare immagini su un foglio, usando parole, quando stavo morendo, credo che di questo posso essere certo. Scrivere da poeta, a prescindere dalla qualità degli scritti,  è un tentativo quasi istintivo di dare voce a un intimo profondo che è già tutto lì al momento che si nasce e man mano  se ne prende coscienza. Se io dovessi descrivermi in età, mentre scrivo in poesia, ad essere sincero dovrei  definirmi un ragazzino, un senza tempo, uno che scompare scrivendo. Ma di fatto, io ho vissuto come uomo, con tutti i sacrifici, e le responsabilità, richiesti a un uomo, e il mio corpo  non è più quello di un ragazzino da tanti anni, e si lamenta pure  che non mi prendo molto cura di lui. Il ricordo di quando ho iniziato a scrivere, anche se senza mezzi... intendo tutto quello che è necessario per esprimersi, è ancora vivo in me,  ricordo bene il  raccontare a me stesso, e a chi mi capitava,  la vita intorno a me, e giuro ero bramoso di leggerla con gli occhi e farla rivivere con le parole per quanto ne avessi poche a tre anni. Fragilità, sensibilità, un po' di malasorte, ma anche la gioia che si genera dalle piccole cose ed è  quest'ultima il vero mio talento. Violenza, cattiveria umana, carità pelosa, amore cristiano,  l'amore in tutte le sue meravigliose espressioni già ribelli e già orgogliose di essere una scelta, l'ipocrisia, la ribellione, gl'incontri, l'universo, la distanza dello sguardo, il dolore, le ferite, i pochi giorni di gioia che fanno impazzire, la vita che scorre addosso e le mani e tutto il resto che cambia il cielo ogni giorno... il lavoro, gli altri, chi ami, chi ti appartiene... la notte, il giorno, il cibo, le ingiustizie, i torti,  il bene, il male...  rappresentano un miliardo di filamenti che un bambino vede crescere sul proprio corpicino  e ognuno di essi scava, si nutre, nutre, ferisce, e chiede per sé un'incisione nella carne. Si sa che qualcosa deve cedere posto ad altro... perché tutto è troppo e  per fare bene qualcosa occorre farlo...  ma quanto si è costretti a cambiare? Ognuno per un po' conserva memoria di quel compromesso, delle sue scelte e sa bene che ogni scelta fatta porterà a percorsi diversi e ad altre scelte. Ed ecco la mia risposta: Sono stato un folle. Non ho rinunciato a nulla di quello che avevo da bambino... e quindi da ragazzino... ho lasciato che tutto accadesse solo sul mio corpo, ho protetto i doni originali della vita... e tutti quelli che anime buone mi hanno anche insegnato a proteggere e l'ho fatto vivendo una vita da uomo. Non sta a me dire che disastro ho combinato o che miracolo ho realizzato. 

La poesia non lenisce  le ferite, non cambia la vita, non fa smettere di bramare l'amore anzi al contrario, può dare un senso quando è sacrificio, quando non è un corso a pagamento, o un lusso da potersi permettere, è allora  facile trovare giusta  la parola follia per definire cosa davvero comporta vivere di solo poesia. E' coscienza di una scelta fatta, è un percorso intimo da vivere per non perdere nulla di ogni momento vissuto, di ogni rinuncia, di ogni conquista, e  di ogni volta in cui guardando le proprie  mani assolutamente vuote... le vedi limpide e luminose come la luce. La poesia nasce per poterci accarezzare, lenire un dolore, nutrendoci dell'essenza dell'amore che ci è dato di conoscere e che ci aiuta ad approfondire, e  poi ma solo dopo e non per tutti, è certamente anche studio profondo delle parole, del pensiero già scritto,  e del lavoro già fatto da chi ha percorso prima e con talento la stessa strada. La poesia può non bastare. Quando il corpo soffre, quando è violato dalla vita, quell'intimo trovare difende l'anima, difende lo spirito, difende la luce, difende la verità, fa giustizia dove non c'è, difende l'amore, e fin quando alimenterà quella fiammella folle e miracolosa di non sola speranza ne varrà la pena. Occorre che i versi spingano le menti a salvare qualcosa, che resti  integro  il senso del bene della vita e non solo le esigenze del corpo che pur resta compagno di viaggio  e con cui tutto si condivide.  Il successo, le vendite, richiedono tanto impegno e tenacia, e in quello si può riuscire con gli strumenti giusti, ma  potrebbero divenire sì un soccorso ma anche un cancro, il consenso... anche quello conta solo in parte e anche per certi versi il saper scrivere, che abbisogna di uno sguardo esterno...ed è complicato, visto i tempi, da comprendere in giudizio soprattutto nei percorsi medio/alti come è sempre l'arte che si evolve,  invece conta il bene che si genera... e se tutto questo essenziale a un certo punto finisse? Questa risposta va letta altrove perché altri poeti l'hanno già scritta. m.constantine

ONDE DI UNO SCRITTORE



Cosa c’è di più luminoso di una pagina bianca?

Cosa c’è di più vuoto di una pagina bianca?

Una tempesta di pensieri fugge ai miei occhi, 

e  scorre così velocemente  

che solo il vento mi resta.

E’ la vita …

e nel correrle avanti,

nel gioco dell’onda del mare

mi accorgo che più volte mi ha raggiunto e travolto.

L’essere giovane prima e il desiderio di esserlo ancora

non basta, perché il tempo non restituisce mai il passato 

ma solo i ricordi e li adagia su onde che le parole disegnano 

senza suoni nemmeno se lette a voce alta.

La risacca nonostante l’impeto non ha fragore. 

Occorre imparare , ancora una volta ad amare,

senza i ricordi per poter baciare.

Il silenzio e la tempesta non sono la fine,

come colonne d' Ercole indicano  tra follia e

smarrimento  il confine con il nulla, 

l’addivenire, lo sconosciuto,

il fardello con cui io cerco, le divine parole,

che traccino disegni, immagini 

che convincano me stesso,

del mio talento, del dono,

e se esso esiste. 

in quest’ultimo, senza alcuna umiltà, il senso

della mia vita.

Constantine il poeta


                                                                                   Ph. copyright Cristina Fernandez





- Constantine posso innamorarmi di te?

- Fai pure.

- Mi dedicherai poesie?

- Una per ogni giorno che resterai con me.

- Ma mi amerai veramente ?

- Come l’aria che respiro, come la pioggia,

come certe parole.

- Ma cosa vorrai in cambio?

- Nulla se non l’amore.

- E se io non ne avessi?

- Ti resteranno le poesie.

IL MURO



L'amore butta giù i muri,

scioglie i cuori e le passioni...

dà un senso alla vita,

oh... il vento...

e chi non ama correre nel vento?

ma tutti 

fingono di non sapere che 

l'amore muore proprio

ai piedi di un muro.

il coraggio e la vita

 Il coraggio soffia la vita

dentro il sangue di un amore,

e lo rende vero,

per quello un cuore batte,

altrimenti fa solo rumore.

sabato 3 settembre 2022

La vita troppo in fretta

 







Ogni giorno mi

porti via qualcosa,

è una ferita,

chissà quando me l'hai incisa,

chissà  come.





martedì 30 agosto 2022

Il vento e il bacio.





E' colpa dell'amore,

questo maledetto amore,

che non frena il tempo, 

non gl'importa nulla di me 

e non restituisce un solo giorno 

di quelli già vissuti...

 ed io stupido a innamorarmi ancora.

C'è ancora tanta  magia nel mio sangue,

ma non serve, 

non serve che io viva  un tuo stesso istante, e

non serve che io veda, che io senta, che io tocchi,

tu corri insieme al vento...e io non posso... 

perché conservo un tuo bacio... 

sulle mie labbra.


domenica 28 agosto 2022

fragilità 2

 


"quante adolescenze provo a vivere in una sola vita, pur sapendo che sempre dopo un po'  sarò ricondotto  alla mia età...  sembra tutto così vano ma non sono per nulla  lontano dal vivere ciò che regola la vita umana... un istante di vita un istante di morte...  e giuro  che se mi trovasse adolescente non mi preoccuperei di non esser stato saggio."  

mercoledì 24 agosto 2022

(sei mio) appartenere




 

In un giorno  buio, 

uno di quelli solitari,

attraversando una strada, 

una delle tante, 

da qualche parte dentro una ferita

riprende vita un fiore 

che ha lì da sempre  le sue radici ... 

possiede un'anima, un corpo,

un nome, 

ed è capace di cambiare anche  il cielo, 

verrà a prendermi, 

mi porterà via, lontano dalle iene del deserto,

io so che è  amore...  

è amore questo  immenso appartenere.

martedì 23 agosto 2022

Il mio amore che non muore





Il mio amore...  è giovane, 

così è nato e così è rimasto,

è tenace,  

è intimo, introverso,

l'ho sempre tenuto stretto nella mano.  

Giuro mi fa impazzire, 

e tante volte mi viene giustiziato 

proprio in mezzo al cuore, 

così per gioco, 

solo perché è il mio. 

Chi vuoi che usi il proprio?

Il mio  è strano, è folle,  

è  prezioso,  è stupido,   

è banale e sa di sale,

ricorda il mare perché ama ritornare. 

Sa farsi albero 

e con le sue foglie vestire un cielo intero

e forse più di uno, 

ma nel gioco in libertà c'è chi ama spogliarlo... 

per quanto io dica di non farlo, 

così... a volte  ritorna seme ma non muore...  

nemmeno quando muore.

lunedì 15 agosto 2022

senza memoria

 E' incredibile come io sia riuscito a vivere senza memoria, cercando ogni giorno nel presente i ricordi che mi mancavano.

domenica 14 agosto 2022

merlino






Non so se i cieli che ho donato

si spegneranno già domani, 

ho solo scelto di credere... in ciò che nasce.

Ho scelto la magia

fingendo di non capire,

ho aggiunto  il tempo fino all'impossibile.

Quante volte  il confine non c'era,

e giuro ho atteso comunque.

Ho scritto dell'amore 

così come tutti lo desiderano all'alba

e lo dimenticano al tramonto.

Non  credo perderà qualcosa  

chi possiede i miei versi. 

Chi mente

continuerà a farlo,

chi è mancante

continuerà a esserlo,

e chi sogna sa già

quanto coraggio occorre

perché un sogno  possa divenire vero.

Io ho compreso la mia follia,

e il perché del quasi nulla che mi rimane.

Continuo a costruire cieli,

e non m' importa se non  saranno volati,

accendo fuochi  per le stelle e fiammelle

per le onde del mare 

perché possano continuare a  innamorare.

Sono nato mago

e resto poeta, 

poeta della notte,

un uomo sempre 

in ritardo nel tirar conti.

 Amo con  la dolcezza dell'eterno,  e vivo il tempo 

che scorre troppo in fretta per la mia mente

ed io non me ne accorgo.

Per questo, sono un uomo difficile da amare,

chiedo più del giusto... ma per  amore..

martedì 9 agosto 2022

Un libro nero e le parole magiche (2014)



Parole bramate,

sussurrate,

gridate, 

nutrite, adagiate, 

parole magiche...

la mia vita non più mia.

Accuse e baci 

al prezzo di una carezza.

Sono stato bene

tra le onde del lago 

dove sono annegato.

Non 

innamorarti,

non devi,

l'amore va domato,

l'amore va vinto.

Musa del tempo

non trema più 

il tuo cuore?

Dov'è finita la follia?

E' questa la legge degli Dei?

Io vivo

nei suoni, 

nelle curve della mente,

nei fogli strappati,

e non so per quanto ancora,

è solo questa la tua grande magia?


Poeta dell'amore

le tue parole 

petali di un fiore nato per te,

non le troverai qui alla sorgente

dovrai  portarle via alla

passione folle  di un  raggio di luce  

per un'onda tremula di lui innamorata,




amaro amare


 


Alla mia età 

sentire di sapere amare 

in modo così grande  

è  fuori tempo, 

è  una malattia, 

di quelle che arrivano 

e ti portano via.

lunedì 8 agosto 2022

Il mio libro










Sui miei fogli tante ferite,

colpa di vecchi scarponi,

sbadati, senza cuore,

senza occhi.

Pieghe sui bordi

e nero di fumo,

impronte di mani

unte di sapere,

spiccioli di superbia

lasciati cadere,

umano malessere

mischiato al fango,

ma anche copiose lacrime...

intime, 

sorprese.

Gocce di sangue

per un abbraccio a una rosa,

e poi i sogni... 

su petali bianchi di

margherite senza età.

Viole selvatiche,

rametti di menta,

rucola amara,

e ancora i baci

quelli che non si dimenticano

in respiri sospesi.

Scintille di luce 

in  occhi innamorati,

sguardi amati.

I colori del mare,

quelli del cielo,

semi del tempo che non ritorna...

eppure qui germogliati.

Quanti sogni ritrovo

nelle mie parole,

baciate da stelle assonnate... al mattino

e da quelle silenziose e solitarie... la notte.

Dio che estate ho vissuto... 

ho donato tutto,

libero di essere

come un uomo deve

almeno una volta volere.

I miei occhi amano

e senza confini,

io e l'universo,

e non ho freddo

e non ho caldo

e sorrido alla pioggia

che mi bagna il viso.

Mai fui così nudo...

stupido vento...

ancora ci provi?

io non posseggo un corpo

eppure ti ho toccato.

domenica 7 agosto 2022

venerdì 5 agosto 2022

Stanchezza





I libri, amico mio,  si finiscono sempre, anche se poi come tutto ciò che è generato dal dono di un frammento  prezioso  irripetibile  della  propria vita...  non si finisce mai di accarezzarlo e in fondo mutarlo. Quello che può finire a un tratto è il desiderio di condividere, di donare.  Una  stanchezza in giustizia, che diviene rinuncia. Il cantastorie segna sulle pareti dell'aria la misura che fascia, senza chiuderle, le generose  ferite,  e la vita stessa raccoglie un silenzio dove c'è tanto volgare rumore, e allora diviene più facile dirti...  "non ancora", piuttosto che un'amara verità... "non ne vale più la pena".  Ma tu amico mio non tirare somme su una  vita che non sia che la  tua... io continuerò scrivere pagine mie e se un giorno trovassi quello che cerco da sempre...  nessuno saprà.

giovedì 4 agosto 2022

Il mio Angelo

 







Quando quelle ali

mi cercarono

io le strinsi con timore.  


Compresi la forza divina 

di quella fragilità,

il nulla che contiene il tutto,

la leggerezza al tocco di quella magia 

che permette il volo era

nelle mie mani.


Un demone che amo

questo vento che ritorna.


Che io muoia d'amor

come  la roccia solitaria, 

che si sgretola sul monte.


Per quanto fragile  

il respiro della mia vita,

in questo mio cuore, 

tutto sublima.

lunedì 1 agosto 2022

Io non scriverò una poesia per te 2

 




Sono i tuoi occhi,  amore mio, 

che m'innamorano di una goccia di rugiada.

Sei l'arcobaleno che rompe il cielo e  tacita ogni tempesta.

Sei tu il sole di marzo, quello

rosso sul confine che scorre dentro agli occhi 

e si fa sangue nelle mie vene.

Sei il fulmine che irrompe, ma che io amo .

Le tue essenze intorno a me e la mia mente è rapita,

come  in primavera quando sei fiore di ciliegio.

E poi la nebbia,  

che corre sopra il prato, 

il mare che ha smarrito l'onda, 

e mi travolge mentre la tua giovinezza eterna,  

così irrequieta e ribelle al tempo,  

ti spinge a  scalare il monte, per toccare un cielo 

e poi un altro ancora.

No, non scriverò una poesia per te,  amore mio.


giovedì 28 luglio 2022

innamorandomi





Ho rimosso il tempo

dai tuoi occhi

niente linee

niente somme

quel che tocco

io sento,

innamorandomi

un infinito tondo

un mare con il sole dentro.

venerdì 22 luglio 2022

muse

I poeti amano le muse e hanno imparato a compiere una magia, scelgono una donna da cui si terranno lontano, una donna speciale, ne ridisegnano l'aura... ogni linea diviene bellezza e ogni gesto principio d'arte, ogni parola di lei  avrà  i colori dell'arcobaleno e i poeti fermeranno il mondo  per  obbligarlo agli occhi di lei... ogni battito del suo cuore diverrà  suono prezioso all'universo... meraviglia sono le muse ma  quel che non sanno di questa grande magia è che non sono eterne agli occhi degli altri

l'amore in Autunno

Getta tutto all'aria,

e lascia il senso del vuoto

di un mondo mancato. 

Dannato Amore


È dannato l'amore.

E' vigliacco l'amore

È ribelle, 

non obbedisce nemmeno al cuore.

giovedì 21 luglio 2022

I racconti di constantine - sei ... sette anni, tre e mezzo per gamba - la madre del generale






Nel cortile del Palazzo custodito da mia nonna c'era una signora anziana, che tutti chiamavano la madre del generale. Dovete sapere che negli anni sessanta le storie delle madri dei generali erano leggenda da libro cuore,  e intorno al braciere ogni tanto accanto a quelle delle Ianare e dei lupi mannari c'erano anche queste storie d'amore.... che poi finivano sempre allo stesso modo; La madre andava in caserma con il suo grembiule da lavoro e siccome era troppo sempliciotta le guardie non la facevano passare,  ma poi lei diceva: chiamate il vostro generale e ditegli che c'è Maria sua madre-  eh sì! Il cuore si riempiva come quando nel finale delle sceriffate del lunedì John Wayne, sul primo canale della RAI,  baciava la sua donna sfumando. Nel periodo estivo, per necessità, mia madre mi parcheggiava da mia nonna... io ricordo a casa di mia nonna  gli uccelli imbalsamati e una stampa su tela dei fratelli  Alinari raffigurante l'Angelus di Millet... che riuscii a salvare e a regalare a mia madre quarant'anni dopo, le partite ad asso piglia tutto, il comò con tutti i morti,  e le passeggiate ai campetti, tutto durato troppo poco.   Dicevo,  nel cortile c'era quella signora anziana che vedendomi solo sotto il sole mi chiamava e mi raccontava delle bellissime  storie... così mi parlò di un principe... ed io ad ascoltare... intanto mi sistemava la camicetta dentro i pantaloni, mi controllava le unghie, e se stavo scapigliato mi metteva a posto i capelli,  decise d'insegnarmi a camminare non è che io non sapessi farlo... ma come camminano i nobili... così diceva.  “ Mai curve Michelino... dritte le spalle che le hai perfette... su con la testa... sguardo dritto... mai le mani in saccoccia... il passo deve essere deciso e continuo... misurato-- e cammina” - così si passava il tempo e in effetti miglioravo in postura. La verità è che poi mi premiava con giornalini e caramelle della Rossana... quelle con la carta rossa...  ma in quel cortile facevo chilometri.  Un giorno mi trovò un poco stanco e feci capire in modo incisivo che non avevo voglia di imparare a fare il principe...  e lei se la prese un poco...  - “ ma come non vuoi essere un principe? , ed io le risposi... “ no, non voglio imparare a fare il principe... voglio fare il generale!” .  E lei : “Insomma, vuoi lasciarmi pure tu.... “ - ed io : no,  ma ho dei soldatini....


mercoledì 20 luglio 2022

Il letto di Wojtyla - I racconti di Constantine.

 










Quel giorno di fine luglio ero diretto ad Assisi e con gli unici soldi contanti in tasca...   i miei jeans, la maglietta quasi rosa, la mia vettura,  non erano un buon bigliettino da visita ma questo non potevo saperlo preso da quell'amore che anima la mente di chi si reca ad Assisi per la prima volta.  Supero le porte della città del poverello e chiedo al direttore dell'Albergo a tante stelle di una camera... lui fa una pausa mi scruta  a raggi x compreso nelle mutande... si sofferma sulle scarpe e quindi mi dice no. Gli dico che posso pagare anche anticipatamente ma niente lui si è formata una sua idea e io non so come fare...  il fatto è che sembrava che si fossero passati la voce per cui il no veniva altrove ancor prima che aprissi bocca. Ritorno fuori le mura e chiedo a una persona anziana raccontandole la cosa e questa m'indirizza lì vicino a una sorta di tavernetta in un cortile di campagna. Era sera ormai e fui accolto con amore... ma con un discorso diretto... la camera è grande ha un letto e un lavandino... il bagno è nel corridoio ed è solo vostro.  Entrai nella camera, aveva un pavimento antico sale e pepe... un mobilio essenziale un vecchio letto matrimoniale,  due finestre in linea alle spalle di quello... il lavabo accanto al letto in marmo e un vecchio rubinetto e l'atmosfera assai buia per una vecchia lampadina la cui luce flebile  oscillava come  quella di una candela.  Era tutto così misero... fin quando non aprii le finestre e tutte le stelle di assisi vennero dentro.  Una meraviglia in cui mi addormentai come un sasso... al mattino la stanza si ricompose nella sua umiltà e nei quadretti appesi apparvero le foto ricordo di un Arcivescovo che amava dimorare in quella stanza e in quel letto...  la sua Chiesa era quella di Gracovia  ed era il mio Papa da tredici anni.  Ho fatto colazione , pranzato , cenato per quei quattro giorni  e proprio lì ho dormito, in quel lettone e ho contato milioni di stelle da quelle finestre... e quando andai per pagare i proprietari mi accolsero con un sorriso e un abbraccio rifiutando tutto il mio danaro.   Questo mi accadde nella casa del Santo.

Il letto di Wojtyla - I racconti di Constantine.



martedì 5 luglio 2022

Io e un canarino . la tenerezza - I racconti di constantine

 





In età matura c'è una tendenza  tenera  a raccontare storie che iniziano con  "quando ero bambino".  Questa storia ha avuto inizio che frequentavo le elementari, era il periodo in cui non avevo ancora il coraggio di essere uno scugnizzo. Vivevo il mio tempo in un  piccolo basso e attendevo mia madre che lavorava dodici ore al giorno, la vedevo al mattino quando era il tempo della prima corsa, quella della bacinella con l'acqua fredda e la colazione con l'orzo e il pane raffermo, quindi  la seconda corsa verso l' Istituto e infine la sera quando il tempo era stanco e costringeva al sonno, ma non quelli come me. Io ci mettevo tempo e mi chiedevo come fosse possibile sprecare quelle  bellissime notti solo per dormire. La solitudine  era come la pelle, non ero in grado di capire che era  eliminabile. Ero nato solo, e riempivo le mie giornate con le meraviglie della fantasia propria dei bambini, ma non ero diverso da un bambino cieco, o da uno zoppo, o da uno muto, insomma era la  solitudine a  caratterizzare la mia personcina.  Non so chi glielo diede, ma una sera mia madre tornò a casa con un canarino, era  malaticcio, aveva poco piume sul corpo e mostrava nudità visivamente disarmoniche.  Ma si riprese, e  quando  svolazzava pazzerello mi metteva allegria, così lo chiamai pagliaccio.  Divenne il mio amico più reale che avessi. Quando era bel tempo, lo tiravo fuori dalla prigione del basso e lo appendevo con la gabbietta a un chiodo sul muro perimetrale del cortile comune, e il sole in quel punto scendeva abbastanza per farlo felice. Riprese a cantare come un giovincello e il rapporto tra me e lui divenne assolutamente miracoloso. Era tutta la mia gioia, era sempre nei miei pensieri e aveva tanto tempo solo per me. Lo tiravo fuori dalla gabbietta e mi restava intorno o addosso e se invece era dentro il solo vedermi arrivare già  da lontano lo riempiva di gioia e come un pagliaccio faceva moine di ogni tipo.  Un giorno, finalmente riuscii a prendere un dieci a scuola. Prendere un dieci da noi era qualcosa di straordinario, come poteva essere la congiunzione di dieci pianeti.  In Istituto i genitori non contavano nulla, e i maestri erano quelli con la riga di legno. Erano Istitutori ancor prima che maestri.  Nemmeno ricordo il motivo, ma quel giorno portai a casa un bel dieci e non vedevo l'ora di festeggiarlo, e  non so bene se con mia madre per prima, oppure con pagliaccio. Entrai dal  portone con il mio grembiulino nero e la cartella a tracollo, corsi al muretto e Pagliaccio era giù steso, stecchito,  senza più vita nel  vuoto silenzioso dell'assenza. Fu pagliaccio il mio primo amore e anche il mio primo grande vissuto dolore.  Il senso della morte, prima non era tra le mie conoscenze.  Non avremmo giocato più assieme, e non avrei affondato più il mio cuore nella tenerezza di quel dono... appartenerci.  Un canarino giallo, lo so era solo un canarino. Non lo seppellimmo, anche quella carezza era sconosciuta alla mia vita,  finì nel secchio dell'immondizia, come tutte le cose rotte,  quelle consumate,  gettate via. Amavo gli animali, avevo paura dei cani perché quelli che venivano a trovarmi erano randagi e troppo grandi, e i gatti a quel tempo erano i padroni della strada. Da piccoli i gatti si lasciavano accarezzare e giocavano con te, ma appena cresciuti scappavano liberi per azzuffarsi, per fare l'amore e poi sopravvivere. Mi restava qualche topolino, e li ho avuti anche quelli come amici. Ma nessuno più come Pagliaccio. Con lui morì una parte di me, una parte troppo vulnerabile, che non avrei concesso più a nessuno allo stesso modo . A ogni motivazione di gioia premettevo una nota nel mio cuore, nella mia anima, la consapevolezza della possibilità di perderla. Ho dovuto imparare ad amare cento volte più di chiunque altro, affinché quella nota non mi togliesse la gioia della vita. Aladino, Jasmine e tanti altri prima di loro... amo gli animali, e so che loro lo avvertono, li amo come se io fossi un vento amorevole che dà e anche prende , tuttavia quella ferita aperta, quella freddezza non del cuore ma comportamentale, per non morire troppe volte, è rimasta. Ho imparato a togliere con dolore e coraggio  le loro carcasse dalla strada, anche quando non erano miei, quando al mattino andando al lavoro percorrevo la strada dei grandi tir e  a seppellirli con una preghiera, ho imparato a leggere nella loro mente  e a navigare  i loro pensieri.  I cuccioli non sono diversi dai  bambini si affidano completamente,  anche quando sono ribelli  invecchiando non sono per nulla diversi dagli uomini. Quanto è preziosa e fragile  la vita in ogni creatura. Non ho imparato   a fermare il dolore, ma  a disciplinarlo, a prenderlo a schiaffi, visto che lui arriva senza  aver cura di chiedere  permesso,  fa come la Luna, come   il sole. In fondo il muscolo del cuore un po' si prepara a questa cosa con la morte non morte, tra un battito e l'altro  che pure morte in fondo è, e se non lo fosse allora è certamente solitudine che ritorna.

martedì 21 giugno 2022

Io ho te



E' una nebbia 

che prende corpo, 

è dentro di me,  

è già nei miei occhi,

va giù dalla spalla 

fin dove la natura  fonde in nuda armonia

le linee amate del braccio e dell'avambraccio,

Dio! Quanto ho abbracciato...

oscura quelle segrete

fino al confine  del  polso

dove scorre come un ruscello d'argento 

il mio sangue, 

è la mia vita...  attraversata, 

il viso  e la mia mano. 

E' lì adesso il mio  cuore,

e lì che stringo la mia certezza, 

la mia forza. 

Io l'ho  conosciuta...

so che esiste, 

io ho te.

lunedì 20 giugno 2022

la preghiera di un figlio di Abramo.


E adesso Signore mio, cosa farai?

Abbiamo pianto come ci hai insegnato,

abbiamo gioito come ci hai concesso,

abbiamo pregato come abbiamo percepito fosse giusto.

Noi siamo gli uomini i semi lasciati nella terra.

Dimmi Signore cosa farai di noi adesso?

Ti rivelerai?

O lascerai che tutto vada ancora distrutto? 

Farai come quel  fornaio che getta via ciò che è andato bruciato 

per  ripetere l'impasto?

Dov'è l'amore promesso? 

Per  ciò che mi hai insegnato, per quel  che ho compreso, 

non avrebbe senso se questo fosse tutto.

Non ho un solo giusto da offrirti 

e non ho numeri da sottoporti, il mio foglio è bianco ancora una volta.

Scrivi tu mio Signore il senso di tutto questo, 

perché non può esserci in me più amore di quello

che dimora nel mio Dio, e io ti ho creduto.

lunedì 30 maggio 2022

che porti notte? - racconto

Questa notte ho avuto modo di rivivere un momento preciso della mia vita ma in una dimensione diversa. Il momento in cui un ragazzo assume con profonda sincerità le proprie responsabilità,  ed è pronto ad offrire tutto se stesso per un mondo migliore.  A verificare se ero pronto o meno una sconosciuta quanto matta insegnante con le sue domanda potenti  e il suo sorprendersi innanzi alla serenità e alla concretezza  delle mie risposte. Ho avuto modo di rivedere giovani alcuni miei amici e altri sconosciuti,  intrattenendomi  brevemente  con loro come se non ci fossimo mai relazionati prima, ma ciò che ci univa, in fondo dividendoci, era quel momento comune che stavamo vivendo. Nell'ultimo colloquio alla fine dell'esame sostenuto con la  vivace. travolgente, per il suo metodo  sperimentale di analisi,  e relativamente giovane insegnante,  la stessa  mi  confessava che non ero uno dei suoi esaminandi ufficiali e  che,   fin dall'inizio, pur sapendolo, aveva deciso di andare avanti in quanto  aveva trovato in ogni mia  risposta alle sue domande, e so ripercorrerle tutte,   quello che aveva bramato di ascoltare. Per questo  mi  prometteva  che  avrebbe fatto di tutto per evitarmi un torto e  quindi riconoscermi quindi quello che mi era dovuto.  Adesso non sto qui a fare analisi freudiane sulle ragioni dell'accaduto, e so che in modo banale le troverei pure  e ragionevolmente tante. Penso, come sono abituato a fare, a  vivere, e non a ricordare,  a godermi la meraviglia che sa essere  la nostra mente,  aggiunge del tempo al tempo, lo riempie di un vissuto  non compreso prima, ed  è un dono che stringo al cuore da quella  dimensione  diversa  ma poi non troppo, se non fosse che per l'età così distante. In  quest'alba che va nascendo  è  come se tenessi ancora  la mano di quella strana prof e il mio sguardo nei suoi occhi.  mentre le sussurro in modo sereno... "non importa... non importa".

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...