Devi sapere amico mio che tanti e tanti anni fa, al di qua e al di là del fiume, esistevano due villaggi. Oh! Erano abitati da gente assai prepotente e litigiosa, pronta a uccidere per un piede di terra. Ma proprio in quei villaggi per volontà di antichi Dei , nacquero Iride - figlio di Fiume, che era un bellissimo giovane con il mare negli occhi, e Speranza - figlia di Fuoco, anche lei bellissima e aveva il verde dei campi in primavera nei suoi. I due si conobbero da bambini risalendo le rive opposte dello stesso fiume, e quando raggiunsero l'età della giovinezza decisero di attraversarlo entrambi per incontrarsi giusto in mezzo. Lì danzarono, e diedero vita a vortici che ancora oggi compaiono senza alcuna ragione. Ma torniamo alla nostra storia; quando la gente di Fiume e quella di Fuoco si accorsero di quest'amore, si dichiararono guerra e incatenarono i ragazzi ognuno nel proprio villaggio. Una notte Iride e Speranza riuscirono a scappare e certi che si sarebbero riabbracciati al centro del fiume corsero verso quel luogo e così fu. Lì decisero di fare l'amore. La gente di Fiume da una parte e quella di Fuoco dall'altra accorsero con lunghi bastoni e impedirono ai due di poter tornare a riva. Quando li videro esausti e destinati alla morte li lasciarono alla corrente del fiume. Un Ibis sacro, che aveva assistito a tutto questo male, chiamò a sé Aironi e Garzette dalla terra di Giza e assieme raccolsero i corpi i ragazzi morenti e li portarono sulla cima di una piramide che non era mai stata un monte, e quella si aprì rivelando un segreto oscuro. Apparve un Tempio, e il suo sacerdote ne venne fuori, Grano era il nome suo e amava l'lbis messaggero così tanto che all'istante gli regalò il Volturno. Grano non poteva cambiare gli eventi futuri tar gli uomini , ma poteva fermare il tempo, tenendoli quindi in vita con sé per sempre. Tutti gli uccelli, gli animali... proprio tutti, i corvi, le poiane, le volpi e qualche cinghiale della Piana, prepararono ghirlande di festa per questi ragazzi miracolosamente restituiti alla vita e le viti offrirono la loro uva per il vino e gli alberi suonarono i loro tronchi con i maestri picchi per battere un ritmo che scuotesse la valle. Fu festa in eterno e i ragazzi in un istante senza fine ripresero a danzare la loro vita. Quando la gente di Fiume e di Fuoco sentirono i suoni della festa nell'aria della notte, accorsero ai piedi della Piramide con torce di fuoco, decisi a finire quello che avevano iniziato, ma quella terra cosi fertile si aprì sotto di loro e li inghiottì, divorandoli per sempre. Ebbene se ancora oggi capitasse di chiedere a qualche vecchio contadino al di là del fiume... se gli fosse mai capitato di sentire di notte rumori di una festa lontana provenienti proprio da quel monte vedreste comparire sul suo volto la paura e andrebbe via.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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