Questa notte ho avuto modo di rivivere un momento preciso della mia vita ma in una dimensione diversa. Il momento in cui un ragazzo assume con profonda sincerità le proprie responsabilità, ed è pronto ad offrire tutto se stesso per un mondo migliore. A verificare se ero pronto o meno una sconosciuta quanto matta insegnante con le sue domanda potenti e il suo sorprendersi innanzi alla serenità e alla concretezza delle mie risposte. Ho avuto modo di rivedere giovani alcuni miei amici e altri sconosciuti, intrattenendomi brevemente con loro come se non ci fossimo mai relazionati prima, ma ciò che ci univa, in fondo dividendoci, era quel momento comune che stavamo vivendo. Nell'ultimo colloquio alla fine dell'esame sostenuto con la vivace. travolgente, per il suo metodo sperimentale di analisi, e relativamente giovane insegnante, la stessa mi confessava che non ero uno dei suoi esaminandi ufficiali e che, fin dall'inizio, pur sapendolo, aveva deciso di andare avanti in quanto aveva trovato in ogni mia risposta alle sue domande, e so ripercorrerle tutte, quello che aveva bramato di ascoltare. Per questo mi prometteva che avrebbe fatto di tutto per evitarmi un torto e quindi riconoscermi quindi quello che mi era dovuto. Adesso non sto qui a fare analisi freudiane sulle ragioni dell'accaduto, e so che in modo banale le troverei pure e ragionevolmente tante. Penso, come sono abituato a fare, a vivere, e non a ricordare, a godermi la meraviglia che sa essere la nostra mente, aggiunge del tempo al tempo, lo riempie di un vissuto non compreso prima, ed è un dono che stringo al cuore da quella dimensione diversa ma poi non troppo, se non fosse che per l'età così distante. In quest'alba che va nascendo è come se tenessi ancora la mano di quella strana prof e il mio sguardo nei suoi occhi. mentre le sussurro in modo sereno... "non importa... non importa".
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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