giovedì 21 luglio 2022

I racconti di constantine - sei ... sette anni, tre e mezzo per gamba - la madre del generale






Nel cortile del Palazzo custodito da mia nonna c'era una signora anziana, che tutti chiamavano la madre del generale. Dovete sapere che negli anni sessanta le storie delle madri dei generali erano leggenda da libro cuore,  e intorno al braciere ogni tanto accanto a quelle delle Ianare e dei lupi mannari c'erano anche queste storie d'amore.... che poi finivano sempre allo stesso modo; La madre andava in caserma con il suo grembiule da lavoro e siccome era troppo sempliciotta le guardie non la facevano passare,  ma poi lei diceva: chiamate il vostro generale e ditegli che c'è Maria sua madre-  eh sì! Il cuore si riempiva come quando nel finale delle sceriffate del lunedì John Wayne, sul primo canale della RAI,  baciava la sua donna sfumando. Nel periodo estivo, per necessità, mia madre mi parcheggiava da mia nonna... io ricordo a casa di mia nonna  gli uccelli imbalsamati e una stampa su tela dei fratelli  Alinari raffigurante l'Angelus di Millet... che riuscii a salvare e a regalare a mia madre quarant'anni dopo, le partite ad asso piglia tutto, il comò con tutti i morti,  e le passeggiate ai campetti, tutto durato troppo poco.   Dicevo,  nel cortile c'era quella signora anziana che vedendomi solo sotto il sole mi chiamava e mi raccontava delle bellissime  storie... così mi parlò di un principe... ed io ad ascoltare... intanto mi sistemava la camicetta dentro i pantaloni, mi controllava le unghie, e se stavo scapigliato mi metteva a posto i capelli,  decise d'insegnarmi a camminare non è che io non sapessi farlo... ma come camminano i nobili... così diceva.  “ Mai curve Michelino... dritte le spalle che le hai perfette... su con la testa... sguardo dritto... mai le mani in saccoccia... il passo deve essere deciso e continuo... misurato-- e cammina” - così si passava il tempo e in effetti miglioravo in postura. La verità è che poi mi premiava con giornalini e caramelle della Rossana... quelle con la carta rossa...  ma in quel cortile facevo chilometri.  Un giorno mi trovò un poco stanco e feci capire in modo incisivo che non avevo voglia di imparare a fare il principe...  e lei se la prese un poco...  - “ ma come non vuoi essere un principe? , ed io le risposi... “ no, non voglio imparare a fare il principe... voglio fare il generale!” .  E lei : “Insomma, vuoi lasciarmi pure tu.... “ - ed io : no,  ma ho dei soldatini....


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