Un passero d'inverno,
costretto a volare,
radente al suolo senza radici,
senza un nido,
ho il cuore che si ritrae
e il sapor del sangue tra le labbra,
e gli occhi miei riposano oltre
la libra e il grande carro,
sono io la solitudine
di un mondo
di cui non faccio parte.
La pace è sull'onda della luce,
ed è fatale per me ogni scintilla.
Sono incisi su di me
i segni dell'amore,
la mia immortalità.
-Un passero d'inverno - m.constantine

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