La fragilità è una sorta di portale, un dono difficile con cui convivere, perché è come possedere una sorgente che t'impregna sempre di più e tutto può divenire complicato. La tua stessa libertà riceve un riflesso condizionato, cambiano gl'interessi e i punti di vista e anche le scale dei valori. Da bambino compresi subito che non potevo essere vigliacco e nemmeno troppo saggio. La fragilità muore ancor prima di essere percorsa... senza il coraggio, aprendo a un comportamento vile consapevole o non. Per cui volevo a tutti i costi essere coraggioso e cosa può mettersi di traverso se non la paura di morire? La paura nasce come prudenza, come protezione naturale a questo nostro corpo, ma quella cresce se non dominata e allora incide sul coraggio seppellendolo. La paura protegge la vita ma se non gestita la trasforma in qualcosa di orribile e di non vissuto. Così iniziai a considerare di non esser vivo e di non dover temere di morire, mi abituai alla morte come compagna di gioco in realtà chiamai la morte vita. Ogni circostanza in cui il cielo diveniva nero il mio coraggio era un fiume improvviso e senza alcun impedimento ero pronto a cambiare le regole, a negare quel tratto in ogni modo. Non aver paura di perdere la vita non vuol dire non avere timore di nulla, ma solo metterle un morso e toglierle la libertà di uscire fuori dal solco suo. Non divieni certo un muscoloso lottatore, non divieni un pugile imbattibile, resti un uomo che ha il coraggio di provare a fare l'impossibile con gesti semplici, con tutti i mezzi che possiede senza scappare via. La fragilità è anche una scelta riguardo al dover soffrire, perché quasi nessuno si farà carico di non ferirti, e questo senza una ragione, bisognerà stringere i denti per attraversare sentieri complessi e profondi che incidono tanto, ma davvero tanto. La fragilità è attraversare ciclicamente campi di rovi per scoprire terre nuove, inesplorate ed è questa la ricompensa. Bisognerebbe essere sempre giovani, ma non è così... non basta liberarsi della paura della morte... con il passare degli anni spesso è la stanchezza che diviene derma, carne, muscolo e s'insinua nel sangue, una stanchezza purtroppo saggia assai, perché reclama ogni sua presenza con ragione e prove... soffrire diviene la paura subdola, un limite toccato e l'aver messo già sul tavolo la morte non basta più. Per questo alcuni eroi fragili a volte decidono di farla finita e di non soffrire per vincere ancora. Ma questo non vuol dire che le persone fragili non siano in grado di andare oltre quel limite toccato e lo fanno spendendo nella vita ordinaria essenze raccolte di vita eterna.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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martedì 29 novembre 2022
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