Tra le cose belle che mi sono capitate questa è accaduta quando lavoravo in fabbrica a Pomigliano, feci amicizia con Giuseppe, un operaio, un ragazzino di Scampia, che aveva già bruciato una vita e ne stava vivendo un'altra e me ne raccontava ogni giorno un pezzettino chiedendomi consigli. Spesso lo portavo con me alla mensa degli amministrativi, dove si mangiava meglio, e così un giorno lesse una cosa che stavo scrivendo e mi chiese cosa fosse. Io gli risposi:< è la mia malattia... scrivo poesie quando posso>. Così mentre affondavamo le forchette in dei buonissimi gnocchi alla sorrentina, con la bocca piena e con la faccia sorpresa mi disse:< una poesia? Ma io la capisco, come è possibile? > e io gli risposi:< si! le mie sono scritte con le parole scartate sai quelle semplici, quelle che si usano tanto ma solo a casa>. Ridemmo di gusto, tenendo d'occhio il banco dei secondi piatti prima che finissero.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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sabato 12 novembre 2022
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