lunedì 27 dicembre 2021

Il fiume Volturno




Questo fiume è maledetto,

è malato, è scuro come il letame,

è da tempo che non riflette più il cielo.

In piedi sulla sponda c'è una puttana,

una donna, una figlia, una santa,

solo una che si lascia amare.

La gente di qui è maledetta,

è malata, è scura in viso come il letame.

In piedi sulla sponda c'è una puttana,

una donna, una figlia, una santa

una che si lascia amare,

in silenzio, per un nulla da chi si ferma.

Due pastori bianchi come la neve, l'hanno trovata, 

e le giacciono ai piedi come dei soldati.

C'è  pure un ghiacciaio  che riflette il sole,

sotto questo cielo sporco  accanto a un fiume, 

dove la  gente  malata,  scura in viso  come il letame,

a volte si ferma per comprare.

lunedì 6 dicembre 2021

carpe diem -


bussa già da ragazzina, 

lo fa dolcemente

per non farsi sentire,

si siede sullo scalino,

si appoggia alla porta con la schiena 

e attende per tutto il tempo che ci vorrà.


Ha i piedini nudi e un vestitino corto

e le chiome le cadono sul  viso


ha le labbra morbide

e possiede occhi meravigliosamente 

grandi con la neve  

intorno al mare


porta con sé una coperta per il freddo e

si addormenta con gli occhi dentro al sole

e le ginocchia sotto il mento.




Lei attende sbarazzina

e quando sarà vecchia abbastanza

qualcuno di certo le aprirà.


Lei si alzerà

spingendo con le mani sulle ginocchia

e poi si toccherà i capelli

divenuti bianchi,

entrerà nella sua casa

avrà voglia di raccontarsi

di tutto quello che ha visto

lì seduta sulla porta

e poi si addormenterà

è avrà il sorriso di una ragazzina.


---- La vecchiaia 

venerdì 3 dicembre 2021

dedicata a Maria e al suo Angelo

Se vuoi vivere la sostanza  di ogni singola parola

e non  conservare  un  respiro destinato  a mancare,

o  uno spazio con un confine troppo vicino,

porta la gioia che  veste le lacrime,

porta ago e cotone e inizia a cucire.

Porta  i sogni  ovunque  ci sia da sognare

corri la vita  con la purezza di un fanciullo,

porta  un cesto pieno di magie 

e  che non manchino le caramelle,  

le cioccolate e tanti fiori appena sbocciati.

Indossa  una pioggia di sorrisi tutti da bacio 

e sii tra gli ombrelli quello più bucato.

Suona e vivi la musica che si accorda al cuore, 

e coltivala in ogni vaso, in ogni aiuola, 

in ogni stanza, in ogni cortile, su ogni scala, 

a ogni altezza, sopra ogni cuore e in ogni singolo gesto.

Sii folle  e generosa  perché così è  l'amore. 

Dona miracoli  come il primo dei santi, 

ruba l'inverno a ogni primavera,

raccogli il poco e  montalo a neve, 

sii  tu l'amore che manca,

il rintocco felice  di ogni  campana,

la vita che rende la vita, 

la luce che rende la luce,

il fiore che si offre al sole, 

sii tu il pane più ricco che sappia nutrire.

Il segreto più segreto

 Il segreto più segreto

quello che più di ogni altro 

ci rende immensamente fragili

e meravigliosamente malinconici 

è tutto lì  nel nostro cielo 

sotto gli occhi di tutti.


sabato 27 novembre 2021

L'amore


Ti ho avuta 

in un abbraccio...

come nella passione di un bacio.

Ho sentito l'amore 

divenire il mio sangue,

Solo chi ama 

può rubare così tanto.



mercoledì 24 novembre 2021

L'amore dentro

Stammi lontano, o va dove vuoi,

da qualche parte dentro di me,

ma smetti di pensare,

sta lì muto, non farmi soffrire,

non voglio sentire,

non voglio nemmeno deglutire,

però ti prego non farti male

e  non dimenticare.



sabato 13 novembre 2021

Agnello di Dio

 















Vi racconto una storia che ho raccolto oggi, una di quelle storie mie fatte per i fragili, per cui  agli altri dico... non sporcate, state lontani. 

---

Il pastore stringeva con la mano le zampe di un piccolo agnello, chissà forse domani una piccola pecorella, il sole stava calando e il pastore aveva fretta. Pensavo, poverino quel cucciolo,  chissà come deve essere morto,  caduto dal muretto?  inseguito dai cani?  E il gregge intanto mi scorreva davanti lasciando la collinetta verde e trasferendosi in strada velocemente, per scomparire all'orizzonte  subito dopo la chiesetta di campagna, in un cielo grigio di Novembre. Mentre salivo su verso il borgo ho sentito uno scalpitio di zoccoli, pensavo a uno di quei pony che usano per far divertire i bambini, forse sfuggito al suo padrone, ma a superarmi non è stato un cavallino ma una pecora, una grande pecora. Aveva il terrore negli occhi, gridava forte rompendo il silenzio da terra fino al cielo, fin sopra le cime dei pini e da una collina all'altra, in realtà chiamava il suo cucciolo come sa fare una madre terrorizzata. Velocemente ha percorso tutto il campo verde e il suo urlo, perché di un urlo tremendo si trattava,  gelava il cuore. Poi  l'ho vista come improvvisamente rassegnata, come se si fosse resa conto di averla fatta grossa a non seguire il gregge, e  di corsa da sola ha percorso tutta la strada del ritorno, con il rischio che finisse con lo scontrarsi con qualche automezzo. Ecco! Mi sono detto, ecco... questa maledetta fragilità tutta mia,  la stessa che mi rende poeta... dolore e sofferenza... quest'antropomorfismo nemmeno troppo forzato... il dolore materno di una pecora... come quello di una madre umana e del resto era così simile, così potente... in questo tempo in cui nessuno più si commuove per il dolore di una madre che soffre in guerra o in mare per un proprio figlio. Cosa può offrire un poeta se non il suo dolore, un dolore vero... in fondo è solo amore. I miei pensieri cercavano risposte e lenimento, così mi è giunta la luce di una riflessione... se al mondo che soffre spetta l'amore povero espresso dal dolore di un poeta, un amore intenso, puro e anche folle, in fondo perché non sperare in un amore simile ancora più grande, un amore divino,  che possa offrire generosamente il proprio dolore per l'uomo e le sue storie, compreso i poeti? Poi si sa il Divino potrebbe fare anche di più. Stasera guardando le foto, questa storia così vissuta e raccontata è miracolosamente cambiata, almeno per un po'. Guardando le foto della pecora madre, ho scoperto che aveva ancora componenti della placenta,  essa aveva partorito e il pastore per timore del buio aveva raccolto il piccolo o la piccola e lo teneva con la mano e non era morto... la madre una volta che si era ripresa non ha capito nulla è tornata come una matta indietro a cercarlo e solo quando a distanza ha sentito il gemito del cucciolo, e anch'io l'ho sentito, ormai lontano oltre la strada, ha ripreso a correre nel senso inverso da cui era venuta. Sì! Il Divino ha un modo tutto suo per raddrizzare le storie. 

I racconti di michele constantine


venerdì 5 novembre 2021

il silenzio

 Il silenzio del mondo,

riempie tutti gli spazi, 

e ogni voce d'adulto che non si accorda 

diviene rumore volgare. 

Il silenzio divino 

sorge da tutto quello che rimane,

è un grido senza voce, 

è l'essenza

la solitudine intima di un addio

e un nuovo inizio.

Un abito bianco, un velo da sposa, 

un dono divino, 

si muove sospeso nell'aria e

puoi attraversarlo

è aura di chi va via. 

Sfiorare con le dita per l'ultima volta,

e attraversare la nebbia di questo silenzio,  

è possibile sulla linea  del confine. 

Jasmine mi asciuga una lacrima

la fa sua come se fosse nutrimento.

domenica 31 ottobre 2021

En la oscuridad de la luz



Dibujo garabatos

sobre el alma

líneas confusas

que caen sin dolor


Los ojos

los dejo en el vacío

con la mente en otro lugar

y lejos de mi.


Tu no sabes

pero me detuve

de hablarte

incluso cuando no estás ahí.


Tu no sabes

los límites que he tocado

y tu no estabas junto a mi.


Tu no sabes

de la oscuridad

de la luz.


Nel buio della luce - Traduction  in Spagnolo di Anne Marquez

venerdì 29 ottobre 2021

IL NOBILE NUDO


 


C'era una volta un uomo molto ricco che vestiva con nobili tessuti provenienti da ogni parte del mondo,  quest' uomo si annoiava tanto e  guardava spesso dalla finestra della sua casa la gente che nuda, infreddolita, rassegnata,  correva giù in strada. Così pensò di cedere ogni giorno a caso un qualche  suo capo di vestiario,  lasciandolo cadere dall'alto. Scelse per prima un calzino, e a trovarlo fu un vecchio del paese che non avendone mai visto uno se lo infilò in testa fino ai denti marci, bloccando la mascella perché era troppo stretto. Poi il nobile gettò un mantello e fu una donna che  lo  raccolse, e lo avvolse prima lungo una gamba e poi intorno all'altra e per questo non riuscì, da quel momento,  a fare che un quarto di passo alla volta. Il giorno dopo un paio di calzoni, ma anche quelli non ebbero fortuna, divennero il turbante di un ciccione che volle lungo in testa ciò che gli mancava altrove. Per quanto il nobile fosse generoso e per quanto svuotasse i propri armadi, nessuno dei suoi indumenti venne indossato nel modo giusto.  "Possibile che sia così difficile intuire come vestire? "  - Le mutande infilate  a mo' di sciarpa,  guanti annodati sulle orecchie, i maglioni indossati come gonne, e i cappelli infilati come scarpe, che dire poi delle canotte avvolte intorno ai piedi come calzini?   Questo nobile uomo  ci aveva provato in tutti i modi e  lanciando tutto quello che possedeva,  confidando inutilmente anche sul caso... insomma che  qualcosa andasse al posto giusto, ma  non ci fu verso, la cosa non accadde. Disperato, si affacciò al suo terrazzo, dimenticandosi di non avere più nulla addosso.  Oh! Non lo avesse mai fatto, tutti a ridere di lui; “ Guardate è nudo! E' nudo!” gridò la donna con le mutande sulla bocca....  “Oh! che stupido!” disse il ciccione tirando su per far spazio all'occhio la patta dei calzoni... e di peggio gli altri.  Il nobile  zittì con il solo suo sguardo fiero  ogni  bocca volgare che si era aperta in quel vociare  e solo dopo rientrò in casa dove  scoppiò a ridere con gusto.  Pensava di aver perso tutto e  anche inutilmente,  ma   aveva compreso  di possedere  qualcosa di straordinario  che  indossava con la libertà di un Dio e la sua mente. 

I racconti di constantine - il nobile nudo

venerdì 15 ottobre 2021

martedì 12 ottobre 2021

Le radici dell'Amore





Mio amore,

mia ragione di vita,

ho aperto un solo istante, 

pensa, un quasi niente,

di questo Amore eterno 

che mi è rimasto addosso,

l'ho squarciato nella mia mano, dove

la linea della vita corre incerta e

in questa ferita inferta

l'ho rivissuto  tutto. 

L'Amore, 

quello che è stato nostro, 

quello che possiede, 

di quando ci ha vissuti,

quello che si è lasciato cogliere  

affinché lo incidessi.

Ho trovato le radici, 

le ho toccate,

fredde come il marmo,

le ho strette a me,

le ho riscaldate

e le ho riportate in vita

ancora per un po'.



le radici dell'Amore - michele constantine 

ph. Opera di Silvia Paolini

lunedì 11 ottobre 2021

Le perle ai porci








Questa tarda notte ha essenze che mi liberano dai pensieri, è  un tempo nudo e crudo, e non ci sono tasche in cui infilare le mani o luoghi dove scomparire.  E'  un tempo rischioso per la mia essenza così fragile,  non so definire cosa sia... sarà questa la sorgente?  Io non lo so! Sarà ciò che ho raccolto ?  Sarà coraggio?  C'è il buio dell'inverno sopra il monte, ma non è ancora l'Autunno e l'aria non è fredda.  Possiede vibrazioni questo tempo come  certi pezzettini di carta  che raccontano la pioggia che verrà domani,  o forse domani l'altro. Di quali dolci inganni  sarà capace ancora?  Colori gialli, rossicci, rugginosi  attendono di riversarsi ovunque, e la vita proverà ad addormentarsi, a sospendersi,  per poi  nascere di nuovo più in là.  Stanchezza - la stanchezza di uomo si aggiunge a quella di  poeta che non sa mentire, bramo quello che ha da venire, e pretendo di far gemmare l'amore, ancora rincorro incantesimi.  Quando scrivo del cielo buio e della notte... vorrei illuminarlo quel cielo, alla pari di un fulmine e  generare  la stessa adrenalina di un tuono, tutto questo  solo con delle parole. Chiedo a una  pozzanghera, la cui vita è stata negata  dal  sole,  di resistere,  di essere tenace, e generare ancora mille volte  se stessa. 

venerdì 8 ottobre 2021

il vento

 La colpa 

è del vento,

è sempre colpa del vento,

passi la vita 

a puntare i piedi,

a opporgli resistenza,

ci vai tenero... assonnato,

innamorato,

o tenacemente ubriaco, 

matto come un gatto,

oppure come un tronco 

e pensi di essere un eroe,

ma è sempre lui che sceglie,

ti mette giù, 

ti sposta a lato,

ti tira su,

e la  vita scorre

e quando non ne resta tanta,

comprendi che  il vento 

non è fuori 

ma lo possiedi dentro.

mercoledì 22 settembre 2021

Corazón de una gaviota

                                   PHOTO Isabella Eugenia Monti


Mi corazón

es aquel de una gaviota, 

una gaviota

que no quiere más volver,

que no quiere más luchar, 

y que solo quiere quedarse en medio del mar...

A millas de la costa,

lejos de los ojos, 

que también saben enamorarse,

donde las olas tocan sus alas,

y el eco es una lágrima dulce

infinita

que hace que el corazón se sienta bien.

Donde los recuerdos

no tienen un pasado,

y el cielo está allí para ser volado.

El mío es el corazón de una gaviota,

una gaviota casi ciega,

que ya no quiere mirar. 


(traduzione a cura di Anne MARQUEZ - Città del Messico)

sabato 18 settembre 2021

I pomodori









Non ricordo bene se era fine Agosto o inizio Settembre ma quell'anno fu davvero straordinario. Avevo tredici anni e a pensarci adesso, a quello che mi passava per la testa,  vivevo già allora un tempo più giovane di quello dei miei anni. Erano gli ultimi vissuti nel basso san Carlino, è incredibile come il mio frequentare la scuola, ed era appena la terza media, generava in mia madre energie per  offrirmi qualcosa in  più affinché non sfigurassi con i miei compagni di classe e potessi perseguire gli stessi obiettivi e sogni. Ancora trascorrevo la maggior parte del mio tempo relativamente da solo. Mi ero scelto  da parecchio una famiglia  per riempire quel tempo, senza rinunciare al mio randagismo,  incantavo con i miei racconti di quello che accadeva intorno e che raccoglievo da scugnizzo.  Non si trattava solo di curiosità in chi ascoltava, c'era il mio modo gioioso e divertente di raccontare storie a limite tra  dramma e pura follia,  una commedia comica, vista e vissuta in quel grande teatro che era la strada antica. Ma ora voglio parlarvi dei pomodori. Proprio così i pomodori; dovete sapere che i pomodori significavano, per un ragazzino come me, trovare improvvisamente un cortile in festa.  Sì! Era così! Era festa! Proprio di quella famiglia quasi adottiva che poi resterà il meglio che io abbia avuto dai miei quattro anni a oggi. A guidarci tutti  in quell'avventura c'erano... nonno Giovanni, silenzioso maestro severo quanto buono e semplice, e nonna Maria...  una chioccia che  come tutte le madri  era pronta a rimproverarti  ma non senza  una carezza. Le bottiglie erano quelle robuste e scure. Ci s'infilavano le dita da sotto, e di sicuro se avessero potuto parlare avrebbero avute  storie bellissime da raccontare. Il mio gioco cambiava a secondo delle esigenze.  Lavarle, capovolgerle, e una volta asciutte infilarci dentro qualche foglia di basilico, liberando il collo, ad esempio. Oppure  togliere i piccioli, e con me cerano Susy, Anna e Michelina,  Peppino forse  anche Alfonso. Non ricordo tutti i presenti, ma giuro erano lì anche gli assenti. Ero così preso dalla gioia di quell'ammuina familiare, quel ritrovarsi in una gioia spensierata di figli grandicelli  e genitori. tutti  presi da un progetto comune antico assai. Le  bottiglie di pomodoro - che meravigliosa invenzione! I più grandi accendevano il forno antico in mattoni e tufo e in grossi pentoloni l'oro veniva lasciato cuocere e poi riposare.   Tutto doveva  poi passare per il banchetto, nell' imbuto grande con manovella a mano che compiva un miracolo: separava semi e “pellecchie” da quel nettare profumato, che ancora caldo  nonna Maria mi porgeva in un bicchiere ed io storcevo il naso. Nonno Giovanni era stato un militare di sicurezza e aveva idee chiare su ordine e strumenti così anche io potevo far girare la manovella a mano. Bisognava riempire le bottiglie e riporle in  un grande bidone messo su un treppiede a gas dove avrebbero bollito ancora una volta. Ma adagiare le bottiglie in quel cilindro nero, da fare con uno scaletto, e il controllo della chiusure una per una e mettere le coperte affinché non scoppiassero toccandosi era compito del capo famiglia e giuro Nonno Giovanni era l'incarnazione magnifica di quello. L'aria fresca alle sei del mattino, le voci di adulti che tornavano bambini, quel fare e  fingere cose da grandi, con l'acqua che scorreva in abbondanza per  poterci giocare a piedi nudi senza essere ripresi... la libertà nelle espressione dei visi, i ricordi che divenivano il presente, la certezza che il bello era ancora da scoprire... si! Io lo sapevo che appena fuori quel cortile tra la gente,  c'era la paura... il terrore... c'era il colera, e io solo il giorno prima mi ero vaccinato... e giravo la manovella... fottiti dolore, che meraviglia la  vita.

martedì 14 settembre 2021

Intima poesia

 E' il seme amato 

di un ricordo vissuto, 

ma è anche meno, 

è il meno che io possa sostenere

è un fotogramma minore di un istante 

è il meno che io possa  ricordare 

è la crosta su una ferita viva 

finanche le mie viscere tremano 

al pensiero di toccarla ancora. 

venerdì 10 settembre 2021

Il sognatore -

 




Matto!

Un matto senza tempo...

se tu sapessi quanto mi è costato.

Ti dico: “su, prendimi la Luna...”

Mi rispondi con saggezza: “ tu sei

matto! Ma sei cretino?

lo sai che la Luna

è una cosa grande grande che sta in cielo

e non può mica appartenere?”

Lo so, sono un uomo grande e grosso,

già... un giullare di spessore,

che va per conto suo,

l'idiota dei sogni,

una locomotiva a vapore

a cui non frega nulla del tempo,

e che si lascia attraversare.

Eppure l'altra sera

quando mi hai trovato con

una sfera luminosa tra le mani,

ti ho visto correre spaventata alla finestra,

guardare in mezzo al cielo

e tornare rincuorata...

cretino! mi hai gridato.. cretino!

Manco l'avessi rubata per davvero.

martedì 7 settembre 2021

la vita adesso

 Che vita è questa? Si è costretti a imparare tante cose e si perde l'innocenza, senza divenire colpevoli.

lunedì 6 settembre 2021

la stazione


Hai tanta voglia di partire, di conoscere,

t'infili tra la gente, ti siedi accanto al finestrino

ma sei tu il custode della stazione 

e non sai quando è successo. 

Ti affezioni ai viaggiatori, 

quelli che vanno via.  

Tu resti,  

vivi lì ogni stagione, 

scrivi  le storie più belle 

che ti hanno raccontato,

la tua valigia   

con poche cose  dentro

non l'hai più aperta.

domenica 5 settembre 2021

il mare salato - pezzettino di carta

 è impossibile che si possa bere tutto il mare, ma piangerlo è un'altra cosa,  una lacrima alla volta, una vita intera... non è che poi stai lì a fare i conti. 

Il soffio

 Il coraggio soffia la vita

dentro il sangue di un amore

e lo rende vero,

per quello un cuore batte,

altrimenti fa solo rumore.

mercoledì 28 luglio 2021

ACQUASANTIERA 1




Una lama sottile 

corre avanti  a una carezza

riapre una ferita, 

e il mio cuore attende

nel sospiro di una brezza.

Quelli come me lasciano fare,

dopo c'è più dolore 

ma solo nelle mani. 

Paolo e Francesca, benedetti

baciano i miei occhi

per  riposare la mia  stanchezza,

liberi per dono dall'inferno

il mio e il loro amore così vero 

per un riscatto.

Così son divenuto acquasantiera, 

ognuno anche il più inetto

viene a misurar l'amore sul mio petto. 

Incide la lama 

e il mio sangue si riversa

e rifugge l'anima molesta.

Chissà perché sempre nelle mani

 il dolore resta.



sabato 24 luglio 2021

LETTERA A UN SOGNATORE





Che strano tempo, c'è la percezione che stia avvenendo qualcosa di intimo e grave. Che ci venga sottratto qualcosa d'importante, e non si sappia ben definire, in modo completo e preciso, cosa.  Penso alla vita degli eroi guerrieri, si confrontavano quotidianamente con la possibilità di essere traditi, di essere vinti e  i valori in gioco erano ben divisi e certi. La preparazione fisica del corpo e della mente alla battaglia, lo scontro era l'occasione della prova.  A cicli di guerra corrispondevano il bisogno della pace, la conoscenza di valori come la gloria, il coraggio, la giustizia,  e l'amore il motore di tutto. La bellezza e l'importanza di accrescerla come patrimonio comune prendendo esempio visivo e conoscitivo dalla Natura e dalle opere del passato, il benessere, la cultura, la forza  nel quotidiano vivere il tempo e l'altro piatto della bilancia,  la consapevolezza del sacrificio estremo sempre possibile, il dolore di perdere un fratello, un compagno d'armi, un maestro, l'amore, essere sconfitto, il tradimento, l'errore,  il perdere tutto.  Certo altro ancora fa parte di questo lungo elenco. Quest'uomo moderno è davvero una creatura complicata egli stesso ancora  prima dei mali del tempo,  eppure non  soffre di malattie nuove ma di mali antichi. La sera faccio un giro  per capire la mia solitudine e forse non per liberarmene ma per abbracciarla, non pensate a quel significato classico della parola, ma proprio a quella percezione di cui alla prima riga. Al bar incontro io da astemio uomini  ubriachi ma anche donne stanche, alcuni uomini tendono a manifestare aspetti violenti altri invece fragilità e tenerezza non  ingenue. Poi ci sono quelli che passano, si fermano a sentire da una posizione diversa il fresco della notte, la luce di un cielo notturno, il senso minore di una libertà a stare per strada  a una certa ora senza essere tacciati di vagabondaggio,  tra loro molti egoisti, non per forza cattivi, ma non li amo.  Cosa sia io rispetto a loro non me lo chiedo e non lo so, spero di essere solo un poeta, preso dal cercare di rispondere a delle domande e  non escludo che io stesso come loro non mi accorga non solo di stare consumando il tempo presente ma di spendere anche quello futuro  in quello corrente, insomma ne avrò meno domani. L'amore e la bellezza, improvvisamente nonostante il loro splendore si mostrano imperfetti, mancanti e non so bene di cosa. Il malessere è tutto lì, la percezione della mancanza di una libertà legata all'essenza della vita, una libertà diversa nel suo significato fino ad oggi da me conosciuto o semplicemente vissuto.   Mi viene spontaneo pensare in modo estremo ai prigionieri dei lager, ma anche ai non prigionieri, agli illuminati liberi che sentono le catene di questa aberrazione umana a prescindere da averle addosso. Questo mondo così unito in un male biblico come la pandemia, il sospetto che sia un male creato e voluto dalla malvagità  e voracità dell'uomo stesso, la divisione quotidiana e stupida  in gruppi e in fazioni, questo dividerci  nutrendoci nella medesima acqua di fogna fetida per poi darci addosso gli uni contro gli altri rivendicando differenze che nemmeno si sanno ben definire,  ognuno incapace di vedere davvero quanto sporco abbia addosso... ecco  forse è questa la causa. Non è il piatto ancora più piccolo a tavola, non è il mancato riscontro a un progetto, non è il fallimento di un percorso per raggiungere un poco di sicurezza personale o familiare, non è la risposta infame a un atto di generosità, non è un amore non corrisposto e nemmeno un tradimento la causa vera  ma di certo ognuna di queste onde personali diventa elemento scatenante affinché il fiume tracimi travolgendoci. Forse il sogno, forse è quello che  sta morendo, come muore un Dio nel cuore degli uomini perché osserva e non agisce e chiede troppo a una fede che vacilla. Ma tra il sogno e Dio c'è differenza, il sogno è già dell'uomo, è il dono che contiene la divinità negata, è la forza che se esercitata nel modo giusto non teme nulla. Insomma il sogno può ordinare la vita a regole diverse dalla materialità oggettiva, e ricollocare emozioni e sensi, anima tempio e spirito forza, in un mondo diverso, una realtà parallela che non si chiede nulla dell'istante dopo ma vive quello corrente su un disegno surreale di quello successivo. Io sono stato sempre un sognatore e la mia vita in fondo l'ho cambiata così.  Non credo che in molti sarebbero stati capaci di portare avanti una vita come la mia, fatta di scampoli avanzati caduti dal cielo. Chi mi conosce crede che io sia fortunato e  ricco, e non posso contraddire questa impressione,  ma sfido chiunque a toccarla questa mia ricchezza e  provare a portarsela via...  farsela bastare... sono sogni, disegni che materializzo in una nebbia che segue me,  nel mio vivere... richiede davvero gli strumenti di un universo parallelo e  se non li si possiede si muore.  Questa lettera così lunga l'ho scritta per un amico, che sento sta soffrendo, perché ha investito tanto in un sogno, è generoso questo mio amico e scrive tanto, ma ha una fragilità che lo sta scavando dentro e da cui deve imparare a difendersi. L'attesa di un grazie, amico mio, se toglie al sogno lo uccide, ma qui solo per te io metto il mio. La percezione del male dell'umanità non distrugge la nostra anima e non ci conduce a nessun mare non navigabile purché restiamo sinceri e anche eroi nel  nostro sogno, chiedendo a noi stessi di lasciarlo vivere in libertà,  creatore di un mondo migliore  e dono di cui non possediamo però alcun atto di proprietà.

martedì 20 luglio 2021

La verità - Sulla collina di San Michele

 








Sulla collina di San Michele 

le api hanno smesso di amare i fiori 

e le farfalle divenute cieche non osano più il volo,

la nebbia del fuoco nasconde il mare 

e il sole brucia la vita prima che sia trascorso il proprio tempo.


Voci volgari:

Dov'è la bellezza? Dove sei poeta?


Il buio vive il giorno stanco di ogni rumore,

presuntuose e mediocri disarmonie in festa

mentono  narrando come propri 

confusi ricordi di chiari di luna.


Voci volgari:

Dov'è il coraggio? Dove sei poeta?


Sulla collina di San Michele 

l'attesa abbatte i Pini e la ginestra livida richiude i propri fiori,

il ramarro scava la roccia bollente tra gusci vuoti di lumache morte,

non è questa la morte e non è questa la vita scrive il grillo 

su una foglia ancora verde.


Voci volgari:

Dov'è l'amore? Dove sei poeta?


Bocche di fogna cancellano  baci,

fiumi di birra si mischiano al piscio,

è festa tra gli uomini inutili giù a valle.

Muore l'amore e con disprezzo ne sputano il sangue.

Viltà, ipocrisia, presunzione, odio, ogni mano possiede una lama 

e l'affonda compiaciuta nella giugulare di un fratello.


Voci volgari: 

Dov'è la verità, dove sei poeta?


L'attesa  non  uccide l'odio 

che nasce senza seme e divora l'amore,

è la gramigna che si nutre della luce fragile dei poeti, 

ne divora la vita  e nessuna bellezza  sopravvive al buio.

Le ombre creano linee profonde 

e gli occhi e i mari tornano ad essere caverne incolori.


Una creatura nasce col sole buio all'alba e

il vento che naviga il mondo prega Dio... 

fa che sia poeta, fa che sia vero.

martedì 13 luglio 2021

La magia tradita

Quando l'amore   

diviene nebbia 

per essere spazzato via dal vento, 

resta  una pinta di birra 

con  l'alito molle 

di una mela marcita, 

resta  il bene maturo 

sulla cicatrice 

di una magia tradita,  

e la bellezza che  non lo sa,  

diviene mortale 

mentre il tempo sorride 

al suo banchetto. 

mercoledì 7 luglio 2021

L'aurora polare.

Potrà  anche essere solo l'universo di un uomo mortale, o quello di una donna anch'ella mortale, eppure per straordinaria magia sarà quanto di più divino e meraviglioso possa essere vissuto in  vita da un'altra persona. Nel bene o nel male questa cosa non potrà essere cancellata. La reciprocità nell'incontro è rara, e costituisce il sublime dell'amore, l'aurora polare dei sensi.


mercoledì 30 giugno 2021

Senza poesia

Quando la poesia va via 

muore il silenzio, 

resta il rumore di sempre, 

il chiacchiericcio delle comari, 

l'acufene della vita, lo sfiato dei corpi, 

lo sciabordio della folla 

e il vuoto invisibile di un'ombra generosa 

nel deserto dell'Uomo.

lunedì 28 giugno 2021

Restare





A volte arriva il vento 

ed è molto freddo, 

e tu dici è il vento. 

Poi a volte arriva il bagnato 

e ti s'inzuppa l'anima 

e tu dici sarà la pioggia.

A volte un rumore squarcia il cielo

e tu dici è il tuono. 

A volte il cielo si fa buio 

e tu dici si è fatto scuro.  

A volte ci sono dei lampi nel cielo 

e tu li chiami bagliori. 

Ognuna di queste cose 

prende e dà qualcosa,  

poi arriva la tempesta 

e tutti scappano spaventati 

e tu invece no, 

resti lì a vedere se c'è qualcosa in più 

di quello che hai già vissuto.


lunedì 21 giugno 2021

Francesco, l'infermiere.

 - Dotto', poi le mutande tutto a posto?

- Si... France' tutto a posto,  amico mio.

Prendo spunto da un rimprovero più volte ricevuto, il fatto di scrivere delle cose della vita come se fosse un romanzo... e usare il web e un social per raccontare senza disagio ciò che al di fuori di questa circostanza magica una persona normale non farebbe  mai.  Ma ve l'immaginate uno che v'incontra in macelleria e vi saluta così : < Dotto', poi le mutande tutto a posto?>, disagio!  E la moglie del macellaio che i fatti suoi non se li fa, ti  domanda... <scusate... ma quello non fa l'infermiere? Che fa? Adesso vende l'intimo?>. La storia è un poco lunga e di diversi anni fa, una cosa inconfessabile a quel tempo per me. Finii in ospedale e sotto shock, ed io riservato e schivo come ero  mi ritrovai in un incubo al mattino. Insomma quando il mio corpo smise di tremare manco c'avessi la corrente addosso, accadde che al mattino mi ritrovai bagnato. Dio mio che vergogna, non volevo che nessuno se ne accorgesse e dovevo davvero avere il terrore negli occhi, che poi si sa in ospedale non è che stai lì da solo in una cameretta singola. Così mentre l'inserviente faceva le sue pulizie quotidiane e i lamenti nel reparto andavano sommandosi ai rumori del nuovo angosciante giorno io stavo con gli occhi sbarrati a chiedermi come avrei fatto. Ed ecco che ti arriva questo tipo... di mezza età,  ti guarda, ti scruta da lontano e capisce tutto. <E allora dotto' che vulimme fa? Te vuo' fa da'  'na mano?>. Io zitto, e mo che vuole questo?... che vergogna... che situazione... ma il fatto era che non stavo per nulla bene... anche se lo shock era passato. < Dotto', guardate che adesso è fesseria, e quello che viene “appriesso” che po' essere assai peggio... sentite a me faciteve aiutà... io so' Francesco e faccio l'infermiere da tanti anni... vuie site do paese... o “face” con tutto o core> . Ecco, una cosa peggiore non avrebbe potuto dire... mi conosceva pure. Ricordo le parole del Papa polacco che dovendo subire una colonscopia con immensa sincerità mostrò mettendolo in parole quanto doloroso e imbarazzante sia rinunciare sia pure per necessità a quella protezione in dignità che quotidianamente costruiamo intorno all'intimità del nostro corpo. Ebbene io fui molto risoluto, dissi... <France' mi fareste un favore? Mi andreste a comprare un paio di mutande?>, - <Ah! - rispose lui- è giusto... giusto... faccio un corsa proprio qua sotto e torno>. Intanto che si era allontanato, io studiavo una strategia... che aveva solo una soluzione perfetta... scomparire, ma quella non era praticabile. Alla fine guadagnai il bagno e convinto di esserlo divenuto invisibile al ritorno mi sedetti accanto al letto e attesi, ora bisognava fare scomparire il letto. Francesco arriva e : < bravo dotto' al resto mo penso io, ecco qua...> e mi mette addosso una busta da cui tirai fuori una piccola scatola e sapete che ci trovai? Un paio di mutande rosse in pizzo, ma di quelle grosse. Ridevo come un matto... sarà che mi sentivo asciutto e profumato... ma quella cosa lì era veramente folle...e  Francesco : < Uh! Dotto'... no no l'altro è vostro... l'altro scatolo... questo qui... (rimettendo a posto il capo in pizzo) è per una vecchietta in oncologia... che pure me l'aveva chiesto>.  - < France' ma come una vecchietta in oncologia? Le mutande in pizzo? ( intanto nella stanza ormai era come stare in un piccolo teatro... negli altri pazienti si era sospeso il dolore e tra sorrisi e curiosità si attendevano risposte) > - <Dotto', io ve l'ho detto, bisogna imparare molto e avere pazienza, perché la vecchiaia è carogna ed è meglio arrivarci preparati... adesso tutto è fesseria. Che vi devo dire... le mutande rosse in pizzo? Un buon augurio... l'ultimo desiderio... un regalo per la figlia, per lei stessa... per una nipote... a me che importa di sapere...  io  so che poi ci si sorride e quella è la cosa giusta.> 

Io non ho risposto alla moglie del macellaio ma le ho sorriso in pieno viso  e deve essere una cosa contagiosa perché poi ha sorriso pure lei.  

< France', sono andate bene quelle mutande, le tengo qua in mezzo alla mente >. Insomma in questo racconto la storia vera è nel  non raccontato... una lezione di vita fatta da Francesco e io non posso assicurarvi che sia una storia vera... semplicemente perché sono uno scrittore di emozioni e non conta la verità della storia  ma la sostanza delle emozioni. 

venerdì 18 giugno 2021

Come sarebbe stato






Noi due a guardare il mare


ed io ad abbracciarti per proteggerti, 


per tenerti stretta, mentre cala la sera,


i tuoi occhi  fieri che corrono lontano oltre l'orizzonte,


oltre questa vita, oltre la mia vita, per poi ritornare da me,


 e folli, innamorati, liberi, bramosi di vivere


magia di luce in un sorriso.


Noi non avremmo conosciuto la solitudine


e nemmeno la malinconia del tempo perduto,


avremmo vissuto la giovinezza eterna della pioggia, 


l'avremmo attesa insieme in primavera 


e d'estate l'avremmo vissuta come fiori di ciliegio, senza  paura, 


come gli alberi che toccano il cielo su in collina.


In Autunno avremmo raccolto foglie di granturco e di lauro ceraso,


ne avremmo fatto un giaciglio caldo e rumoroso in cui affondare, 


in cui nasconderci solo per poterci ritrovare.


D'inverno ci saremmo bagnati con gli occhi nella neve 


attenti a non cadere  tenendoci per mano,


avremmo trovato casa per il profumo delle castagne messe ad arrostire... 


ci saremmo scottate le dita per sbucciarle ancora calde sulle labbra da baciare.


Ci saremmo  rincorsi per non perdere mai  il vento che ci condusse


alla stessa panchina osando,


liberi come  la poiana,  custode del suo bosco.


Ci saremmo baciati tante volte come chiedono i sensi,


e saremmo impazziti d'amore    


per tutto quello che avremmo rubato,  


per tutto quello che spetta agli audaci, agli eroi,


degni di  un destino fuori da ogni tempo.


versione libro



Noi due a guardare il mare,

ed io ad abbracciarti per proteggerti, 

per tenerti stretta, mentre cala la sera,

i tuoi occhi  fieri che corrono lontano, oltre questo mondo,

oltre questa vita, oltre la mia vita per poi ritornare da me,

folli, innamorati, liberi, bramosi di vivere, 

magia nella luce di un sorriso.

Noi non avremmo conosciuto la solitudine

e nemmeno la malinconia del tempo perduto,

avremmo vissuto la giovinezza eterna della pioggia, 

l'avremmo attesa insieme in primavera 

e d'estate l'avremmo vissuta come fiori che germogliano da un ciliegio, 

senza  paura, come gli alberi che toccano il cielo su in collina.

In Autunno avremmo raccolto foglie di granturco e di lauro ceraso,

ne avremmo fatto un giaciglio caldo e rumoroso in cui affondare, 

in cui nasconderci, solo per poterci ritrovare.

D'inverno ci saremmo bagnati con gli occhi nella neve 

attenti a non cadere se non tenendoci per mano,

avremmo trovato casa e il profumo delle castagne messe ad arrostire... 

ci saremmo scottate le dita per sbucciarle ancora calde sulle labbra da baciare.

Ci saremmo  rincorsi per non perdere mai  il vento che ci condusse

alla stessa panchina osando,

liberi come  la poiana  custode del suo bosco.

ci saremmo baciati tante volte come chiedono i sensi,

e saremmo impazziti d'amore    

per tutto quello che avremmo rubato,  

per tutto quello che spetta agli audaci, agli eroi,

degni di  un destino fuori da ogni tempo.

martedì 8 giugno 2021

L'inganno - quanto di più prezioso ebbi a trovare al mondo





Poi ci si abitua a non sentirsi e

domani  sarà un respiro che non costerà  nulla.

La goccia cade per suo destino 

e corre libera la giostra.

L'onda del mare, il giorno e la notte,

l'inganno della costanza.

oscura magia.

Il tempo non ritorna e le parole non creano seme

seppur alcune cangiano il colore del sangue.

domenica 23 maggio 2021

la mia musa

Proprio tu Morfeo 

mi hai sparato un chiodo 

in mezzo al cuore

quando a mani nude soccorrevo.

Dov'è finita la tua amicizia amico mio?

perché così tanto inganno?

Vivo ancora,  

non so per quanto,

ma ho lei

la mia musa

accanto.

La nebbia dentro al cuore






Va incontro alla nebbia,

e attraversala quando

lei lo farà.

Sentila sulla pelle, 

e di lei bagnati le labbra,

e se tu  dovessi aver paura

se tu la trovassi sconosciuta,

vivi il buio della notte,

e sarai pronta al desiderio

della luce.

Sfidala, un passo alla volta

e la vedrai farsi vento pur di

scomparire.

giovedì 6 maggio 2021

La ragazza








Io la ricordo col suo cane

e la  giovinezza che le fioriva addosso,

si è tolta la vita come fanno i maschi. 

Se la luna  lo avesse saputo

ieri in cielo non ci sarebbe stata.

Senza turbamento nel paese

scorrono le vite inutili.

Chi  l'ha lasciata sola? 

Quale pena l'ha vinta così tanto?

Questo gridano le mura 

di un paese che dimentica in fretta

ciò che non comprende.

Si è tolta la vita come fanno i maschi.

Io la ricordo, col suo cane 

teneva sempre la  sua storia tra le mani.

Se solo avessi saputo di quel tormento

l'avrei  cercata e glielo avrei detto: 

corri... corri  pure nel vento,

vola vagabonda come fanno le foglie,

siamo tutto  strappati ai rami e non possediamo le ali,

diranno che sei buona ma tu non ci cascare,

tieniti lontano dalle carezze che non possiedono sostanza,

non scegliere una terra che non sia la tua,

prometti a te stessa che ti amerai di un amore che non

non sarà mai  abbastanza,

bada bene perché tu possa avere solo tempo per amare, 

ben venga un cuore uguale

purché tu lo senta nella mano.

Taglia le radici al primo getto 

se tu dai piedi le vedessi già spuntare,

va via passando  libera  e orgogliosa

perché possano  dire...  

è stata qui, 

è tornata, è andata,  e ritornerà, 

sapessi quanta meraviglia  lasciare  nell'attesa per poi 

ritrovarsi in un abbraccio  e stare ancora assieme.

Come gli uccelli non  aver timore di  restare nuda, 

scegli  ciò che  non sia  mai un malessere, 

e nemmeno di essere  un pensiero rubato da qualcuno  

e messo in un taschino.


domenica 2 maggio 2021

Fa male

Questo silenzio   

non  può contenere  

tutto quello che ho  dentro,

ma tu amore mio

fa rumore, 

fa rumore 

anche per me.


este silencio


no puede contener


todo lo que tengo dentro,


pero tu mi amor


has ruido,


has ruido


también para mi.


- Me duele  - traduzione in spagnolo a cura di A. Marquez


giovedì 22 aprile 2021

Per una carezza



Mentirai, 

e tu sai che dovrai mentire,

le parole in amore 

non ti saranno amiche, e

se tu portassi 

tutto quello che possiedi,  

per bilanciare il peso della verità,

le vedresti  offese divenire polvere

come la giovinezza nelle mani del tempo.

Non conoscerai più un sorriso 

che non abbia pentimento.

Non avrai un solo abbraccio 

che non avvertirà l'inganno.

Nemmeno i ricordi ti ameranno,

mostreranno  il solo istante in cui lo divennero, 

e rifiuteranno di essere navigati. 

Ti aggrapperai alla vita 

con la consapevolezza dell'edera 

che sa di uccidere un albero, 

ma non avrai più il mio sguardo 

a difenderti per un valore.

Finanche il fiore più amorevole 

maledirà la tua mano tesa, 

perché saprà di morire invano.

E il sole  che illumina tutto e tutti 

troverà un ombra  grigia per tua cagione.

Eppure nonostante tutto questo, 

una tua lacrima salvata, onesta, 

nata non si sa come,  

resterà per sempre stretta nella mia mano.


domenica 11 aprile 2021

ribellione

Al mattino la luce brilla sull'erba dei campi,  e tutto questo davvero sembra magia per chi li attraversa in auto con la testa altrove. I poeti gli scrittori sono quelli che raccolgono una singola goccia e cercano di comprendere come nasce e perché nutre. Studiare per capire, ancor prima che per scrivere nella forma migliore. 

Essere lasciati da soli  o la scelta di restare soli, di certo si tratta di

una dolorosa ferita, assai viva, cagionata dalle mani altrui 

oppure a quelle sottratta e affidata alle proprie anche più violente. 

La differenza in sostanza è solo una ribellione.

sabato 10 aprile 2021

QUALCUNO CON CUI CAMMINARE

 Qualcuno con cui camminare,

in silenzio, assaporando i pensieri

senza domande da farsi o risposte  da darsi

qualcuno con cui  camminare in silenzio

mano nella mano,

guardare l'orizzonte senza dover aggiungere nulla,

senza toccare la luce,

qualcuno nei cui occhi è possibile riposare lo sguardo.

giovedì 8 aprile 2021

Una storia d'amore vers.2

Andrea si era infilato in macchina seguendo solo l'istinto, un bisogno d'amore. Quel bar dieci anni dopo non era più lo stesso. La nuova proprietaria era una donna fastidiosa, che incuriosita da quel viso nuovo, non aveva perso un istante per imporre la sua simpatia, ma  Andrea era lì solo per provocare il destino. A quell'amore con radici in un 'altra vita, a quell'amore misterioso stroncato nel  presente, proprio a quello egli aveva deciso di dare una nuova possibilità, anzi una impossibilità. Lì si erano perduti, e lì l'avrebbe cercata. Nessuno sapeva di ciò che stava accadendo, tutto era solo nella sua testa e fino a un attimo prima di assecondare quell'impulso nemmeno lui lo sapeva. Tentare il destino! Una sola possibilità, senza una storia, sfidare e attendere.  Attendere cosa? Non c'era un appuntamento e non c'era nell'aria nemmeno l'ombra di una coincidenza così magica. Il problema era quanto tempo restare .Il tempo di un caffè? Troppo poco. Era possibile barare e non aveva senso farlo in verità nulla aveva senso quella mattina. Andrea sorrise  e  chiese una granita di limone e un cucchiaino, lo infilò dentro stando bene attento a non toccare il fondo del bicchiere. Aveva già sperimentato la fragilità di quel velo di ghiaccio, che malamente celava la tenera irascibilità di quegli occhi tanto attesi, era quello  il tempo era giusto. I ricordi correvano veloci sulle gocce di limone, e man mano che il cucchiaino ritornava dentro,  cominciavano a far male. Era ora di andare. "Che stupido che sono! Non si può mettere alla prova il destino, come se quello avesse una logica, un ricordo, un valore di giustizia. Tutto questo  nella sua testa. Tirò fuori delle monete, le raccolse una sull'altra, le monete non sono lacrime e ci stanno una sull'altra... il tavolino  era bianco e c'erano i segni di altre storie. Intorno ad Andrea un senso di vuoto sempre più grande e sempre più dentro, si alzò, con il sapore del sale, e si ritrovò negli occhi di lei, e la  sua mano  gli sfiorava il viso.


domenica 4 aprile 2021

Il circolo segreto dei poeti maledetti - maledetta parola

 Del male prigioniera

sfugge a Morfeo

nel timore della morte.

Soccorre due volte l'amore

a trasformar parole in note

e a ristorar distratta

l'anima che soffre.

E poi ancora

e forte

fuori da ogni misura

l'amore nell'amore

di chi ha scelto.

Ed io

a chiedere curioso

quasi supplicante 

qual è quest'amore?

Dove nasce?

Dove ha nutrimento?

Ed è ancora quello...

l'amor dell'Uomo.

giovedì 1 aprile 2021

Baciami ancora -














Tra le mie braccia

riposa la Notte,

e gli Dei della luce e dell'ombra.

<Stella!> grida il mare in tempesta

<E' mio il mare!>   ordina la Notte,

e lo poggia nella mia mano.

<Stella!> sussurra il vento,

tra le cime dei pini lassù in collina.

<E' mia la collina! > ordina la Notte,

e mi fiorisce la linea della vita.

<Stella!>  sussurra la terra

e ogni ricordo cancellato,

ritorna al mio cuore.

Scrivo la Notte

con il sangue di una sola vita,

non guarirà il mio male,

tornerà la mia febbre

ma il tempo scorre lontano da me.

E tu 

Morfeo

non andare via... 

resta...

mi bacerà ancora!







domenica 28 marzo 2021

Il profumo dei sensi





Il ricordo

ha il profumo dei sensi,

in uno strano silenzio, 

sospeso,

attraversabile,

il mio cuore grida

un bacio dimenticato,

ti amo...

Il tempo si piega e

come l'ultima foglia

io tremo.

martedì 23 marzo 2021

Fragili promesse d'amore


 

Ti avevo promesso amore

dal primo istante in cui ti ho trovata,

l'ho raccolto al largo in mezzo al mare

anche se in tempesta

io che  ancora  adesso non so nuotare,

l'ho rubato all'universo senza tempo

e ho imparato come un' aquila a cacciare

io  che avevo paura di volare.

Chissà quanto pensavi che io ne avessi,

chissà cosa ti aspettavi,

più di quanto vive  in  un sorriso, 

o  in cento sorrisi  nati per averne uno  tuo.

Il mio amore era  nelle mie braccia,  

in quella spinta verso l'alto per farti toccare il cielo

per poi riprenderti sicura dentro un bacio 

e nell'amarci addosso.

Chissà quanto ne avresti  avuto, 

chissà quanto ne hai lasciato. 

L'amore è sangue solo di chi è amato

amore mio, e avevi promesso

che mi avresti amato.


Ti avevo promesso amore

dal primo istante in cui ti ho trovata,

l'avrei raccolto al largo in mezzo al mare

anche se in tempesta,

io che non so nuotare,

l'avrei catturato nell'universo senza tempo,

avrei imparato come un' aquila a cacciare

io  che avevo paura di volare.

Chissà quanto pensavi che io ne avessi,

chissà cosa ti aspettavi,

molto più di quanto in  un sorriso, 

o  in cento sorrisi  nati per averne uno solo tuo.

Il mio amore era tutto  nelle mie braccia,  

una spinta verso l'alto per farti toccare il cielo

per poi riprenderti sicura dentro un bacio, 

e nell'amarci addosso.

Chissà quanto ne avresti  avuto, 

chissà quanto ne hai lasciato. 

L'amore è sangue solo di chi è amato

amore mio, e avevi promesso

che mi avresti amato.

domenica 21 marzo 2021

L'istante libero

 


Quando il riposo mi accompagna 

dalla notte tarda all'alba,

e ho fortuna ad aver risveglio 

prima del canto degli uccelli 

quando esso si prepara a dar voce al mondo,  

quando i miei occhi  stanchi giacciono ancora al buio e

la mente è lenta a  rimettere innanzi a tutto i pensieri e  gli affanni,

come una madre che prepara al figlio la colazione,

come l'uomo del bar che riapre la serranda

e mette  su il caffè destinato ad andar perduto,

il mio cuore è pronto a  cambiare il passo,  in protezione, 

si riprende ogni suo dolore, ogni suo lamento,

e il corpo intero lo va seguendo in un'attesa, 

per nulla vana, quando  la mia anima dice:“ ascolta il canto”.

Ed io per un istante mi sento libero, 

sorrido di tutto questo perché ho l'amore 

che per fortuna rende serva la mia vita.

giovedì 18 marzo 2021

- l'amore ai tempi delle pandemie - p.c



La pioggia della solitudine costringe alla verità le storie d'amore, più o meno come il vento in tempesta fa con gli alberi quando li spoglia delle foglie morenti in autunno.




martedì 16 marzo 2021

L' abbraccio





Una  piccola roccia,

un amore, un'amica, una sorella, 

un passerotto infreddolito,

la vita per nulla tenace

l'ho stretta a me. 

Due lacrime divine, 

diamanti sciolti come neve,

un  dolore antico,

placato in uno sguardo elfico.

Una  piccola roccia, 

un amore, un'amica, una sorella, 

un passerotto infreddolito,

un mondo che non si abbraccia più.

sabato 6 marzo 2021

La mia storia ancora da scrivere





E allora 

anima mia...

cosa accadrà?

Che ne sarà della mia ansia,

dell'amore,

delle passioni,

del desiderio di correre?

Come farò senza la paura?

E  il coraggio? 

No, non posso credere che

non avrà più senso amare.

Fiore bramato, protetto,

mio respiro divino, trovato, amato,

cosa farò dunque quando tutto dirà

che nulla è più necessario?

Davvero  non ci sarà più nulla da scoprire?

Davvero non ci saranno più ricordi da ricordare?

O arcobaleni in cui perdermi per avere una casa?

Lascia che io corra,

io voglio abbracciare,

volare,

sentire il vento sul viso,

reclamo la libertà delle lacrime,

voglio il cuore che batte,

il fiato che manca,

la pioggia addosso... 

e innamorarmi ancora.

Quando la morte

sarà dimenticata, rotta,

come una tipula arsa dal sole  o 

un filo d'erba bruciato, forse

non avrà più senso disporre

i pesi del bene e del male,

e la verità  e la bugia...

saranno vecchie foto 

appese alle pareti

in attesa che i chiodi cedano.

Ma tu Amore dell'Universo

non restare in silenzio,

i suoi occhi

e i miei occhi,

il suo sguardo,

i suoi pensieri...

l'oceano che amo,

tutto il mio di lei...

tutto il lei di me...

luce,  musica, armonia,

follia e mano nella mano...

non è forse questa la  sostanza?

L'essenza?

Ci pensi?

Mano nella mano... 

è più di un bacio.

Il sapore dolce, amaro, salato...

cosa sarà di tutto questo?

E del piacere?

Cosa accadrà  senza più  il

desiderio di custodire,

preparare, vivere, 

stancarsi ?

Amo far nascere da una

scintilla un concerto di vita,

anima mia, e sappi che la mia vita resterà per sempre 

una storia ancora tutta da scrivere.


venerdì 5 marzo 2021

C'è un'età


anche se non c'è la giovinezza  

puoi ancora  innamorarti 

ma non allontanarti troppo dalla sorgente 

perché quando il sole splende in mezzo al cielo 

la terra diviene arida e allora

tutto muore.

mercoledì 3 marzo 2021

Io so cosa è l'amore - vers. ridotta

Nel cielo del mattino 

il buio diviene  luce, 

l’arancio rafforza i confini,

l'alba ancora ama il tramonto.

L’azzurro ha la voce del mare...

e le montagne gridano la vita,

le nubi imponenti ghiacciai sospesi

rapiscono la mia mente  

che insiste nel voler dar misura. 

Struggente tenerezza è

la mia fragilità

è l’amore che  mi soccorre.

Se io fossi nube bramerei il cielo, 

e se io fossi  sole 

mi cercherei in tutto ciò che nasce,

e se  io fossi Luna 

mi innamorerei 

dei sogni degl'innamorati.

venerdì 26 febbraio 2021

Escribe tú. - Scrivi tu









Escribe tú.

Escribe mi amor,

Escribe de cuanto mal puede hacer el amor,

Escribe tu de mi.

Escribe sobre mis sombras y mis luces,

Escribe sobre mis ojos y mis pensamientos

de mis fronteras...de mis silencios.

Escribe sobre mis expectativas, de mis secretos,

Escribe tu que tienes el coraje, tu que tienes la razón.

Escribe cuantos colores he robado para pintar un cielo,

que era solo tuyo.

Escribe de cuando cerré los ojos para dejarte libre de amarme.

Escribe tu de mis viajes en el tiempo,

para no perder nada de ti.

Escribe sobre mis luchas entre el bien  el mal,

sobre mis heridas, sobre mi frío.

Escribe de cuando levanté el universo...

solo para buscarte y de cuando creí en el amor.

Escribe de cuando el amor guardó mis palabras

para sí mismo.

Y sobre la noche...que dormía en mi cama.

Busca en los versos de los maestros...

nosotros también los amamos...?

Escribe sobre mis lágrimas y las tuyas

Habla de la alegría en la curva

que ya no es mía.

Escucha la voz de los árboles

mientras vuelven al viento

Mi amor

ellos hablan de mí.

Yo melancolía de los grillos

Sonrisa de la cigarra

Pluma de un ala herida de un ángel rebelde.

Lluvia de pinos en verano

Viento otoñal enamorado de una hoja,

Cartón de un pobre invierno.

Yo vida tenaz donde muere la raíz.

Escríbelo mi amor de cuanto te he amado.

Escríbelo en el pliegue de tus manos.

Poema de Michele Constantine. traduzione Anne Marquez


Scrivi amore mio,

scrivi di quanto male può far l'amore,

scrivi tu di me.

Scrivi delle mie ombre e delle mie luci,

scrivi tu dei miei occhi, dei miei pensieri,

dei miei confini... dei miei silenzi.

Scrivi delle mie attese, dei miei segreti,

scrivi tu che hai il coraggio, tu che possiedi la ragione.

Scrivi di quanti colori ho rubato per dipingere un cielo 

che fosse solo tuo.

Scrivi di quando chiudevo gli occhi per lasciarti libera di amarmi.

Scrivi tu dei miei viaggi nel tempo, per non perdere nulla di te.

Scrivi delle mie lotte tra il bene e il male, delle ferite, del mio freddo, della mia febbre,

scrivila tutta la mia fragilità.

Scrivi di quando sollevavo l'universo... solo per cercarti e

di quando  credevo nell'amore.

Scrivi di quando l'amore ha tenuto per sé le mie parole

e della notte... che dormiva nel mio letto.

Cerca nei versi dei maestri... avranno amato anche essi...?!

Scrivi delle mie lacrime e delle tue, 

racconta della gioia sulla curva della luce 

che non  è più mia.

Ascolta la voce degli alberi 

mentre si raccontano al vento.

Amore mio,

parlano di me.

Io malinconia dei grilli

Sorriso delle cicale

piuma di un'ala ferita di un angelo ribelle

Pioggia degli arcobaleni

Profumo dei pini d'estate

Vento d'autunno innamorato di una foglia,

cartone di un povero d'inverno.

Io vita tenace dove la radice muore.

Scrivilo amore mio di quanto ti ho amata,

scrivilo nelle pieghe delle tue mani.



lunedì 22 febbraio 2021

Una storia d'amore



 

la nebbia... un bacio, la passione, la follia...   

è tutto  qui quello che rimane di un amore?  

Forse fu solo un battito di ali,

un'aquila e un gabbiano... che storia scombinata!

Un attimo,  un giorno,  un mese, 

chi può saperlo se poi una vita intera?

Una storia d'amore,

una storia così

per quanto amara 

nemmeno un addio può cancellarla. 

Possiede essenza eterna,  

e poi si nutre di mancanza, e

rinasce senza una ragione, 

troverà  rifugio dove ancora danza. 

È il dolore di una gioia  

e per sempre si rinnova, 

troverà un giaciglio, ahimè! In un solo cuore.  

È un amore prigioniero, 

nato da un seme caduto lì per caso,

per via di una morente pioggia, 

certo...  di sicuro il talento di una Dea 

e poi la tenacia di un raggio di sole.   

Un arcobaleno, 

è così che vengono al mondo

e cavalcherà il cielo e  costruirà  un tempio 

per una promessa cento volte  pronunciata

e  poi mentita.

Se potessi scegliere di non amarti  

amore mio 

non  ci sarebbe più un solo

arcobaleno in cielo


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sabato 13 febbraio 2021

l'appartenere

 





Più  ami la solitudine 

più  senti di appartenere solo a qualcuno 

e a nessun altro

mercoledì 10 febbraio 2021

martedì 9 febbraio 2021

La foce










E poi mi ritrovo

a innamorarmi degli impudenti campi dorati,

delle ruote di fieno che sfidano il sole,

dei mulinelli che disegnano i mostri,

delle correnti colpevoli  delle sirene di Ulisse,

di ogni rivolo che resiste alla secca,

delle tempeste ubriache che non ricordano nulla al mattino,

dei tronchi senza radici  folli di libertà che

si lasciano andare lungo il fiume, ignari di dover poi bruciare al sole.

M'innamoro 

dei maestosi ponti di legno che ahimè...  attendono di  poter generare nuovi rami,

dei pesci coraggiosi che suonano il fiume,

delle libellule che ne colorano i confini,

delle voci dei pescatori  e dei loro figli, delle loro dita intorno agli ami,

delle canne tese  lungo il fiume  come su un altare,

delle acque ribelli che giacciono con la terra, 

degli aironi divini custodi del silenzio,

di  ogni alba

e di  ogni tramonto.  

Attendo e bramo che si formi la foce 

nel luogo dove le aquile mettono le ali e conquistano il cielo.

Dio quanto amo il mare e il sole potente, 

l'immenso che riempie la vita, 

l' amore che esplode, 

l'amore che spalanca le porte 

e grida forte " ti amo" e nulla di meno.


- La foce - michele constantine

domenica 24 gennaio 2021

Poeta



Il poeta è il più povero degli artisti ma è luce generosa, raccoglie  la pioggia morta  e le ridona la vita con un abbraccio.

sabato 16 gennaio 2021

Il giorno di Pasqua





Era il giorno di Pasqua ma nei bassi del cortile, il sole era bianco come il ghiaccio, la festa non era  arrivata. Anna era uscita presto e i ragazzini erano rimasti soli.  Non c'era il vecchio giradischi a far casino con le voci di Nando Astarita o Sergio Bruni, nessun profumo di casatiello o di cipolla messa lì a friggere,  nemmeno si giocava.  Era una strana domenica. All'ora di pranzo al centro del cortile potevi davvero ascoltare tutti. Ogni papà, alla sua corte, raccontava qualcosa della giornata e le mamme restavano  in silenzio per non perdersi nulla, con il cuore in mano, anche se  riuscivano sempre a trovare un momento proprio per sgridare qualcuno... e sorridere ai mariti. Il rumore dei piatti e dei bicchieri era calore vero, il giusto suono di una famiglia vera. Bruno, il parcheggiatore abusivo, svuotava le tasche dal malloppo degli spiccioli della giornata sulla tavola già imbandita e nessuno gli diceva... ma sei matto? Tutti pronti a  contare  e a dividere a gruppetti quelle monete,  erano certamente felici di quel poco e a  Pasqua poi... la gente era generosa con le lire. Ma i miei amici, i figli di Anna, erano tristi. Se la mia solitudine ( quella dei numeri singoli ) mi lasciava indifferente, lo stesso non era la loro. Di solito c'era la nonna, si sa le nonne aiutano, ma non quella volta. Così li  coinvolsi a giocare con le mie biglie! In quel tempo  ero magico, riuscivo a  sentirle sotto terra, le scavavo e le recuperavo... nei giardini delle case dei militari e ne possedevo di tutti i tipi, in ceramica, in vetro, piccole, grandi,  almeno un migliaio o tante mi sembravano. Facemmo sera insieme ed eravamo certamente affamati, il giorno era più lungo in primavera, poi finalmente le nostre madri ragazzine arrivarono, e  arrivarono assieme... nonostante fossero andate al mattino ognuna per proprio conto. Ci guardarono con lo stesso sguardo, avevano borse piene e tanta stanchezza in viso, e anche se il giorno ormai volgeva  al termine, c'era ancora  tanta gioia e tenerezza nei loro occhi  da spendere tutta per noi. Decisero di continuare quel che restava di quella Pasqua assieme, e misero sul tavolo le loro borse e le svuotarono di tutto quello che vi era dentro.  Piccole porzioni di tutto, in fondo erano solo avanzi benedetti. Piccoli doni delle famiglie a cui avevano servito nel giorno di Pasqua, ma sulla tavola non c'era più spazio, io guardavo ogni cosa, i miei amici, le mamme  e poi ci si addormentava  in fretta  ringraziando Dio per così tanto amore. 

da racconti a colazione - michele constantine

venerdì 8 gennaio 2021

pezzettino di carta - quello che avrei dovuto conoscere

 Quello che avrei dovuto...

lo so, non si sa mai prima... ci sono tante cose così importanti per me, mi riempiono la testa, le tasche, le mani, mi gonfiano come una rana e poi...  questa  improvvisa  bastarda consapevolezza, un  insignificante brivido di freddo che mette tutto in discussione e mi fa male...  contiene  quello  che non conoscerò mai  solo  perché lo ignoro, ed è ciò che più di ogni altra cosa  avrei dovuto cercare e sapere.

mercoledì 6 gennaio 2021

La befana vien di notte

Più volte coinvolgo mia madre nei miei racconti, ammetto che ha share, ma devo demolire da subito un possibile convincimento... il mio rapporto con lei non è mai stato sereno, tutta colpa del mio spirito ribelle. La rettitudine della sua condotta di vita e il mio carattere severo e profondamente libero, che da sempre mi ha spinto ad attaccar briga per valori di giustizia, hanno fatto il resto. No, non ho mai guarito la solitudine di mia madre e nemmeno lei la mia,  esiste da sempre una nobile distanza,  era questo che intendevo quando una volta ho scritto : mia madre non sa abbracciare. Fatta questa premessa voglio raccontarvi di un furto e dei miei sospetti sul colpevole. Da quando sono nato è difficile che in questo giorno dei magi, io non abbia ricevuto l'incursione della befana. Il fatto che negli ultimi anni dormo poco mi spaventa.  non l'ho mai vista la befana ma per quello che so  è  davvero bruttissima, con la faccia a mezza luna e un neo brutto sul mento su cui fiorisce e muore un ciuffo di peli che sembra una palma, poi il fatto che si porti dietro una mazza di scopa non fa presagire niente di buono. La befana deve essere anche un po' cattiva o perlomeno strana, visto che non smette di nascondere i suoi doni e non si commuove nemmeno con un pianto di bambino -  devi cercarli ! Sigh! La storia è questa, ma vi prego di non raccontarla in giro: la sera del cinque gennaio del sessantasei,  e lo ricordo come se fosse adesso, io e mia madre prima di andare a dormire preparammo sulla tavola nel basso la mia ciotola con latte caldo e orzo e anche delle gallette militari proprio per la signora befana e andai a letto digiuno. Nel basso tenni d'occhio il tavolo per tutta la notte e a un certo momento sentii dei rumori vicino alla porta... mi nascosi sotto la coperta ma la tenni alzata abbastanza per tenere d'occhio la ciotola, inutile dirvi il tum tum del mio cuore, sono certo che la ciotola non venne toccata. Quando la campana del Vescovado suonò la prima messa del mattino, saltai giù dal letto e il latte era lì, mi convinsi un poco dispiaciuto che la befana era giunta sazia ma ero certo che era venuta e mi misi a cercare il dono, e solo dopo un gran penare, dietro l'unica porta, sospesa in alto, trovai la "mappata" ed era grossa. Ricordo che era un monticello in lamierino colorato con tanto di galleria e percorso intorno, roba da 30 cm per 30 cm,  una piccola locomotiva a corda  che una volta caricata ci girava sopra, un miracolo e senza spinta. Convinto di fare colazione con il mio latte e orzo,  visto che la befana me lo aveva lasciato, mi ritrovai con il solo orzo nella ciotola e le gallette. Guardai mia madre che mi vide sospettoso,  aveva sotto il naso  tutti i segni di un  furto perpetrato. Giuro non ho mai raccontato a nessuno di questo furto e giammai la befana lo verrà a sapere! Mi raccomando non fate la spia, altrimenti niente più befana. 



domenica 3 gennaio 2021

La Notte

 Ci sono notti in cui 

l'uomo  e il poeta 

finiscono nella nebbia,


si rompe un cristallo,

così, senza rumore.


Lo sguardo 

cade dove vuole.


Sono  notti di silenzio,

niente danze, 

niente suoni, 

niente rime, 

niente storie da raccontare.

Solo corse impossibili,

corse nel tempo.


Non aver paura di guardarti, 

non aver paura di guardare

è la tua vita quella, e

non mente


lasciati andare,

riconoscerai quello 

che hai smesso di vedere

e ne ricorderai il perché.


Non è agevole 

riattraversare il tempo 

non resisterai a lungo

ma puoi riprendere le tue parole

e difenderle,


Sei tu le tue parole,

sono la tua vita

e nessun altro.


Ci sono notti in cui 

si resta soli e

si smembra con la carezza 

di un bambino

il  tempo vecchio, 

quello più recente.

venerdì 1 gennaio 2021

ti amo

“Ti voglio bene” sono  parole assai vicine al cuore... sono quelle che più  si donano, ma “Ti amo”,  certo sono anche esse parole   eppure così l'una dopo l'altra...  assieme,  possono essere assai diverse da tutte le altre, possono essere le più coraggiose e  carne viva e allora non si possono donare semmai con prudenza condividere, altrimenti si muore, come spesso accade.  m.c.  


Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...