- Dotto', poi le mutande tutto a posto?
- Si... France' tutto a posto, amico mio.
Prendo spunto da un rimprovero più volte ricevuto, il fatto di scrivere delle cose della vita come se fosse un romanzo... e usare il web e un social per raccontare senza disagio ciò che al di fuori di questa circostanza magica una persona normale non farebbe mai. Ma ve l'immaginate uno che v'incontra in macelleria e vi saluta così : < Dotto', poi le mutande tutto a posto?>, disagio! E la moglie del macellaio che i fatti suoi non se li fa, ti domanda... <scusate... ma quello non fa l'infermiere? Che fa? Adesso vende l'intimo?>. La storia è un poco lunga e di diversi anni fa, una cosa inconfessabile a quel tempo per me. Finii in ospedale e sotto shock, ed io riservato e schivo come ero mi ritrovai in un incubo al mattino. Insomma quando il mio corpo smise di tremare manco c'avessi la corrente addosso, accadde che al mattino mi ritrovai bagnato. Dio mio che vergogna, non volevo che nessuno se ne accorgesse e dovevo davvero avere il terrore negli occhi, che poi si sa in ospedale non è che stai lì da solo in una cameretta singola. Così mentre l'inserviente faceva le sue pulizie quotidiane e i lamenti nel reparto andavano sommandosi ai rumori del nuovo angosciante giorno io stavo con gli occhi sbarrati a chiedermi come avrei fatto. Ed ecco che ti arriva questo tipo... di mezza età, ti guarda, ti scruta da lontano e capisce tutto. <E allora dotto' che vulimme fa? Te vuo' fa da' 'na mano?>. Io zitto, e mo che vuole questo?... che vergogna... che situazione... ma il fatto era che non stavo per nulla bene... anche se lo shock era passato. < Dotto', guardate che adesso è fesseria, e quello che viene “appriesso” che po' essere assai peggio... sentite a me faciteve aiutà... io so' Francesco e faccio l'infermiere da tanti anni... vuie site do paese... o “face” con tutto o core> . Ecco, una cosa peggiore non avrebbe potuto dire... mi conosceva pure. Ricordo le parole del Papa polacco che dovendo subire una colonscopia con immensa sincerità mostrò mettendolo in parole quanto doloroso e imbarazzante sia rinunciare sia pure per necessità a quella protezione in dignità che quotidianamente costruiamo intorno all'intimità del nostro corpo. Ebbene io fui molto risoluto, dissi... <France' mi fareste un favore? Mi andreste a comprare un paio di mutande?>, - <Ah! - rispose lui- è giusto... giusto... faccio un corsa proprio qua sotto e torno>. Intanto che si era allontanato, io studiavo una strategia... che aveva solo una soluzione perfetta... scomparire, ma quella non era praticabile. Alla fine guadagnai il bagno e convinto di esserlo divenuto invisibile al ritorno mi sedetti accanto al letto e attesi, ora bisognava fare scomparire il letto. Francesco arriva e : < bravo dotto' al resto mo penso io, ecco qua...> e mi mette addosso una busta da cui tirai fuori una piccola scatola e sapete che ci trovai? Un paio di mutande rosse in pizzo, ma di quelle grosse. Ridevo come un matto... sarà che mi sentivo asciutto e profumato... ma quella cosa lì era veramente folle...e Francesco : < Uh! Dotto'... no no l'altro è vostro... l'altro scatolo... questo qui... (rimettendo a posto il capo in pizzo) è per una vecchietta in oncologia... che pure me l'aveva chiesto>. - < France' ma come una vecchietta in oncologia? Le mutande in pizzo? ( intanto nella stanza ormai era come stare in un piccolo teatro... negli altri pazienti si era sospeso il dolore e tra sorrisi e curiosità si attendevano risposte) > - <Dotto', io ve l'ho detto, bisogna imparare molto e avere pazienza, perché la vecchiaia è carogna ed è meglio arrivarci preparati... adesso tutto è fesseria. Che vi devo dire... le mutande rosse in pizzo? Un buon augurio... l'ultimo desiderio... un regalo per la figlia, per lei stessa... per una nipote... a me che importa di sapere... io so che poi ci si sorride e quella è la cosa giusta.>
Io non ho risposto alla moglie del macellaio ma le ho sorriso in pieno viso e deve essere una cosa contagiosa perché poi ha sorriso pure lei.
< France', sono andate bene quelle mutande, le tengo qua in mezzo alla mente >. Insomma in questo racconto la storia vera è nel non raccontato... una lezione di vita fatta da Francesco e io non posso assicurarvi che sia una storia vera... semplicemente perché sono uno scrittore di emozioni e non conta la verità della storia ma la sostanza delle emozioni.

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