giovedì 8 aprile 2021

Una storia d'amore vers.2

Andrea si era infilato in macchina seguendo solo l'istinto, un bisogno d'amore. Quel bar dieci anni dopo non era più lo stesso. La nuova proprietaria era una donna fastidiosa, che incuriosita da quel viso nuovo, non aveva perso un istante per imporre la sua simpatia, ma  Andrea era lì solo per provocare il destino. A quell'amore con radici in un 'altra vita, a quell'amore misterioso stroncato nel  presente, proprio a quello egli aveva deciso di dare una nuova possibilità, anzi una impossibilità. Lì si erano perduti, e lì l'avrebbe cercata. Nessuno sapeva di ciò che stava accadendo, tutto era solo nella sua testa e fino a un attimo prima di assecondare quell'impulso nemmeno lui lo sapeva. Tentare il destino! Una sola possibilità, senza una storia, sfidare e attendere.  Attendere cosa? Non c'era un appuntamento e non c'era nell'aria nemmeno l'ombra di una coincidenza così magica. Il problema era quanto tempo restare .Il tempo di un caffè? Troppo poco. Era possibile barare e non aveva senso farlo in verità nulla aveva senso quella mattina. Andrea sorrise  e  chiese una granita di limone e un cucchiaino, lo infilò dentro stando bene attento a non toccare il fondo del bicchiere. Aveva già sperimentato la fragilità di quel velo di ghiaccio, che malamente celava la tenera irascibilità di quegli occhi tanto attesi, era quello  il tempo era giusto. I ricordi correvano veloci sulle gocce di limone, e man mano che il cucchiaino ritornava dentro,  cominciavano a far male. Era ora di andare. "Che stupido che sono! Non si può mettere alla prova il destino, come se quello avesse una logica, un ricordo, un valore di giustizia. Tutto questo  nella sua testa. Tirò fuori delle monete, le raccolse una sull'altra, le monete non sono lacrime e ci stanno una sull'altra... il tavolino  era bianco e c'erano i segni di altre storie. Intorno ad Andrea un senso di vuoto sempre più grande e sempre più dentro, si alzò, con il sapore del sale, e si ritrovò negli occhi di lei, e la  sua mano  gli sfiorava il viso.


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