Più volte coinvolgo mia madre nei miei racconti, ammetto che ha share, ma devo demolire da subito un possibile convincimento... il mio rapporto con lei non è mai stato sereno, tutta colpa del mio spirito ribelle. La rettitudine della sua condotta di vita e il mio carattere severo e profondamente libero, che da sempre mi ha spinto ad attaccar briga per valori di giustizia, hanno fatto il resto. No, non ho mai guarito la solitudine di mia madre e nemmeno lei la mia, esiste da sempre una nobile distanza, era questo che intendevo quando una volta ho scritto : mia madre non sa abbracciare. Fatta questa premessa voglio raccontarvi di un furto e dei miei sospetti sul colpevole. Da quando sono nato è difficile che in questo giorno dei magi, io non abbia ricevuto l'incursione della befana. Il fatto che negli ultimi anni dormo poco mi spaventa. non l'ho mai vista la befana ma per quello che so è davvero bruttissima, con la faccia a mezza luna e un neo brutto sul mento su cui fiorisce e muore un ciuffo di peli che sembra una palma, poi il fatto che si porti dietro una mazza di scopa non fa presagire niente di buono. La befana deve essere anche un po' cattiva o perlomeno strana, visto che non smette di nascondere i suoi doni e non si commuove nemmeno con un pianto di bambino - devi cercarli ! Sigh! La storia è questa, ma vi prego di non raccontarla in giro: la sera del cinque gennaio del sessantasei, e lo ricordo come se fosse adesso, io e mia madre prima di andare a dormire preparammo sulla tavola nel basso la mia ciotola con latte caldo e orzo e anche delle gallette militari proprio per la signora befana e andai a letto digiuno. Nel basso tenni d'occhio il tavolo per tutta la notte e a un certo momento sentii dei rumori vicino alla porta... mi nascosi sotto la coperta ma la tenni alzata abbastanza per tenere d'occhio la ciotola, inutile dirvi il tum tum del mio cuore, sono certo che la ciotola non venne toccata. Quando la campana del Vescovado suonò la prima messa del mattino, saltai giù dal letto e il latte era lì, mi convinsi un poco dispiaciuto che la befana era giunta sazia ma ero certo che era venuta e mi misi a cercare il dono, e solo dopo un gran penare, dietro l'unica porta, sospesa in alto, trovai la "mappata" ed era grossa. Ricordo che era un monticello in lamierino colorato con tanto di galleria e percorso intorno, roba da 30 cm per 30 cm, una piccola locomotiva a corda che una volta caricata ci girava sopra, un miracolo e senza spinta. Convinto di fare colazione con il mio latte e orzo, visto che la befana me lo aveva lasciato, mi ritrovai con il solo orzo nella ciotola e le gallette. Guardai mia madre che mi vide sospettoso, aveva sotto il naso tutti i segni di un furto perpetrato. Giuro non ho mai raccontato a nessuno di questo furto e giammai la befana lo verrà a sapere! Mi raccomando non fate la spia, altrimenti niente più befana.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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