C'era una volta un uomo molto ricco che vestiva con nobili tessuti provenienti da ogni parte del mondo, quest' uomo si annoiava tanto e guardava spesso dalla finestra della sua casa la gente che nuda, infreddolita, rassegnata, correva giù in strada. Così pensò di cedere ogni giorno a caso un qualche suo capo di vestiario, lasciandolo cadere dall'alto. Scelse per prima un calzino, e a trovarlo fu un vecchio del paese che non avendone mai visto uno se lo infilò in testa fino ai denti marci, bloccando la mascella perché era troppo stretto. Poi il nobile gettò un mantello e fu una donna che lo raccolse, e lo avvolse prima lungo una gamba e poi intorno all'altra e per questo non riuscì, da quel momento, a fare che un quarto di passo alla volta. Il giorno dopo un paio di calzoni, ma anche quelli non ebbero fortuna, divennero il turbante di un ciccione che volle lungo in testa ciò che gli mancava altrove. Per quanto il nobile fosse generoso e per quanto svuotasse i propri armadi, nessuno dei suoi indumenti venne indossato nel modo giusto. "Possibile che sia così difficile intuire come vestire? " - Le mutande infilate a mo' di sciarpa, guanti annodati sulle orecchie, i maglioni indossati come gonne, e i cappelli infilati come scarpe, che dire poi delle canotte avvolte intorno ai piedi come calzini? Questo nobile uomo ci aveva provato in tutti i modi e lanciando tutto quello che possedeva, confidando inutilmente anche sul caso... insomma che qualcosa andasse al posto giusto, ma non ci fu verso, la cosa non accadde. Disperato, si affacciò al suo terrazzo, dimenticandosi di non avere più nulla addosso. Oh! Non lo avesse mai fatto, tutti a ridere di lui; “ Guardate è nudo! E' nudo!” gridò la donna con le mutande sulla bocca.... “Oh! che stupido!” disse il ciccione tirando su per far spazio all'occhio la patta dei calzoni... e di peggio gli altri. Il nobile zittì con il solo suo sguardo fiero ogni bocca volgare che si era aperta in quel vociare e solo dopo rientrò in casa dove scoppiò a ridere con gusto. Pensava di aver perso tutto e anche inutilmente, ma aveva compreso di possedere qualcosa di straordinario che indossava con la libertà di un Dio e la sua mente.
I racconti di constantine - il nobile nudo


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