domenica 29 dicembre 2019

Fanculo bach





Ho donato un bacio
ma mai per un baratto.
Il primo a chi nel buio
camminava accanto al sole.
Mille baci,
ma non il mio,
son finiti nella fogna
per un bicchiere di vino.

Il meraviglioso errore di un quadrifoglio.

Il meraviglioso errore di un quadrifoglio. Vi racconto quello che mi ha insegnato un quadrifoglio, ma prima devo dirvi altro. Il social non aiuta a comprendere veramente le persone, così io vi posso apparire come uno che si atteggia a fare il maestro o il professore... io sono burbero, ribelle, geloso ma non possessivo, irrispettoso all'ipocrisia, molto permaloso, sono l'amico vero, ma non quelle due cose lì. Sono un uomo adulto che si tiene l'amore a ogni costo, ma deve trattarsi di amore vero quale sia la forma non importa e sono consapevole di quello a cui vado incontro. Come un ragazzino ancora mi sorprendo, ancora mi faccio domande, sogno ancora nonostante la stanchezza, e il mio letto non è fatto di piume ma di verità anche non mie che molti degli uomini "normali" non sopporterebbero. Quando scrivo e condivido è perché mi fa sentire vivo, a volte tengo solo per me e a volte invece prevale quell'umana tentazione di stare assieme agli altri con tutte le conseguenze. Ma non me ne lamento, perché i migliori incontri della mia vita sono venuti dal rimetterci tutto e non dal guadagnarci, così sono anche stupido quando mi ritrovo qualcosa tra le mani perché diviene di tutti. Detto questo... provo a rimettere i pensieri sul quadrifoglio. E' possibile che voi lo cerchiate come me per una vita intera e non lo troviate... voi penserete di essere sfortunati... come ho fatto io per anni. La verità è che forse è possibile che lo abbiate cercato per tutta la vita nel tempo sbagliato. I quadrifogli sono degli errori meravigliosi, nascono in primavera nei campi di trifogli e sono figli loro. Solo in primavera c'è follia, e solo in primavera le regole date non vengono rispettate... e c'è tolleranza a ciò che avviene, perché nasce tutto da un atto di obbedienza bramoso di essere vissuto. Così nell'Universo, ovunque ci sia vita che nasce e vita che muore, nonostante delle regole, precise assai, questa libertà è concessa. m.c.


giovedì 19 dicembre 2019

discount

Io voglio bene alla gente che incontro al discount,
si fanno i conti sulle dita e hanno sempre i soldi rotti come i sogni.

lunedì 9 dicembre 2019

I giorni di sabbia




Nei giorni di sabbia
la poesia va via
ma l'amore
non smette di nutrire la vita.

Le madri cadono
e mostrano ai figli una fragilità sconosciuta,
mentre il sonno tiene  per mano una carezza.

Il ragazzo cerca l'amore
come il principe delle botti,
porge alla fanciulla una coppa di vino
che è assai più grande del seno di entrambi.

Sorride il cuore del contadino
perché il piede affonda  nella terra.

La legna brucia nei camini e di notte
illude il cielo,
i semi di Maria germinano d'inverno
i fiori del passato... che poi ritorna.

giovedì 5 dicembre 2019

la danza su in collina



Sul tronco  dell'antica quercia  bruciano
gli anelli della mia vita.

I fiori cadono  dal cielo e la neve dal buio
sulle mie mani.

Un vento caldo d'estate e verdi quadrifogli,
follia della primavera, sfiorano
la mia pelle.

La roccia  affonda in una terra di grano e
i ceppi arsi dal fuoco riprendono vita.

Tenere cime di giovani pini corrono
incontro alle gazze.

Un arcobaleno nasce dalla terra,
possiede il verde, l'arancio e il viola,
e la sua luce blu  nel cigno più alto.

Non piangere poeta
ammira ciò che vive l'eterno.

Petali di rose bianche di biacca
sui miei occhi
e il fuoco non brucia.

Lasciati amare poeta.
 
La pioggia e la grandine
non toccano i miei capelli, ma li
colorano dell'argento del tempo.

Merli, corvi, poiane,
tortore e volpi, faine grilli e cicale...
topi e serpentelli,
file di processionarie,
ramarri e giovani arbusti,
riprendono casa nel bosco.

E  ancora le stelle si concedono alla Luna...

Lasciati abbracciare poeta...
danza con noi.

La menta, la rucola, il finocchio...
la cicoria,  il muschio...
le piccole viole...fiori di ginestra...
quanto vi amo.

Il vento è sulle cime degli olmi
e suona  Chopin.

Io piango e la terra si nutre
delle mie lacrime.

I pettirossi,  i cardellini
e una giovane beccaccia
offrono molliche di manna
ai passeri della valle

e io danzo senza vergogna ...
in un verso per ogni nota.

Pace poeta, pace,
danza con noi ciò che vive l'eterno.


sabato 30 novembre 2019

lunedì 25 novembre 2019

l'amore della notte


Siederò sulla riva del fiume
e lascerò andare
tutto quello che ho
e il fiume cambierà corso
e non comprenderà.
Racconterò alla notte il mio amore
e lei non mi farà mancare
le sue note.
Chiederà al cane lontano
di far sentire la sua voce
e alla pioggia di seguire il vento
e gl'imporrà di cadere dolcemente sulle foglie
degli alberi del giardino
dirà al grillo di non attendere
e all’erba di profumare prima del taglio.
Poi mi mostrerà le stelle
e solo una in meno.

L'amore della Notte

tutta in una mano

Un uomo che sa di essere amato tende a sentirsi un gigante,
una donna che sa di essere amata...  tutta in una mano.


Un dolore felice














Un dolore felice dovrà pur nascere

fiore di un mondo meno dannato

che offra a un giorno

la magia in una mano.

Un volo nell'universo

per sentirlo casa,

la libertà della luce

che oblia le ragioni,

e un canto che rompa il silenzio.


briciole d'amore 2

Briciole d'amore - M.Constantine



Resta
ancora un poco
è ancora caldo qui
non pensare
non cancellare nulla
lascia che ti senta
ancora mia.
Non andare via,
non andare via...
in altri pensieri
in altre teorie
lascia che io ti sfiori
che ti stringa forte
lascia che io baci ancora
la tua fronte
i tuoi occhi
il tuo naso
le labbra
le tue braccia
i tuoi fianchi
la tua pelle
il cuore... i sensi
resta ancora un po'
ti prego
resta ancora qui.

stanchezza

E' dentro di me
sulle mie mani
lungo le dita
le braccia
è lì e poi là
è nei muscoli
nelle gambe
dolcemente
induce al sonno
ora è nella mente...
si chiama stanchezza
e Erato mi sorride
e racconta a me di me
ed io non dormo più.

ti leggo nell'aria

Ti leggo nell'aria ... e mi dischiudo con te al medesimo destino.













Conosco
il tuo corpo
e la tua anima,
amo i tuoi pensieri
e ti leggo nell'aria,
nei raggi di luce,
negli sguardi nascosti,
in quelli che domandano,
nelle linee del viso,
nelle luminose pieghe di ogni tuo sorriso
nelle lacrime
a volte trattenute
nel lucido degli occhi
e vivo te
e il mio universo assieme,
assaporo
la tua essenza,
il tuo essere in questo mondo
a renderlo migliore,
sei nella mia storia
ed io nella tua.
Ti amo...
ancora ti amo
e poi...  ti amo...
sento il suono
di queste parole,
assai sfuggente
e raro,
un'alchimia
che non appartiene
all'uomo.
E così
senza accorgermene
scrivo poesie
e mi ritrovo a essere
un poeta d'amore.

mia madre

Mia madre

"Nel mio giardino c'è una piccola pianta, forte, alta e verde, delicata.
Basta un solo giorno che non le do la giusta quantità di acqua e quella mi muore...
come un corpo senza anima.

cieco

Giova' guarda come è bello il cielo... è azzurro, e poi a volte si vedono le stelle che è quasi giorno, e poi ancora a volte è limpido e si va lontano lontano lontano ... fino in fondo, e poi gli uccelli, sono tutti piccoli nel cielo, e le nuvole, quelle poco poco e quelle tanto tanto che si siedono a terra  e quelle che esplodono in alto una dentro l'altra sempre più su e sempre più bianche come castelli, e  poi ci sono quelle nere...quelle che ti vengono addosso, con le fiamme dentro... e poi tanti soli, uno qua uno là uno più in là , ma è sempre lo stesso sole  e cade giù giù come la pioggia, sai Giova' sono fortunato ad essere cieco..

lettera da marito malato



Spero di guarire e di poter tornare
c’è una parte di me che protesta
grida forte e non ha forza di amare
eppure a voi io scrivo soffrendo assai più forte
e vi chiedo di pregare.
E i ragazzi, i ragazzi, cosa dicono della mia assenza?
E le mie cose, i miei libri, i miei compagni, la mia sedia…?
Dite loro che sono ancora vivo ma non so per quanto ancora.
Vi prego, parlate loro di me.
Non posso dirvi che ho desiderio, tanto è il mio soffrire,
ma sappiate che il mio tormento più forte è il ricordo di tutto quello che solo a noi due appartiene …
Qui, intorno a me solo miserie.

Tutto questo ho letto in una antica cartolina, in un incerto italiano, e tutto racchiuso in una sola frase… :
” il male sottile non mi dà scampo, andate dal notaio, cara moglie, e chiedete di quello che è necessario, ma fate presto”. 6 Novembre 1923

orgoglio


Non c’è
un solo momento
un solo istante nella mia vita
in cui non mi sia stato chiesto 
di comprendere.

Quel tutto
che da sempre
mi è stato sottratto,
il mio ingiusto dare,
è la mia rabbia.
Il mio orgoglio
è villano,
sì, io lo risputo in faccia.
ma non è quello
il mio talento.

Guardo i libri
preziosi
e li sfoglio in fretta
per non farmi male,
non concedo agli occhi
quello che la vita
ha negato al cuore.

Ma oggi
non resto a cercar versi
o armonie,
perché
ritorni tu.

Tu
egoista
giovane
bella
padrona del mio tempo
ed io del tuo sguardo.

la notte 5


E quando attesi la notte,
ella fu così contenta,
da venirmi incontro
e con tale trasporto,
che il tempo s'ingelosì,
ed io non me ne avvidi
e fu già giorno.
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parole amiche 2

Parole amiche.


Sì,
ho guardato le linee
della mia mano
ora
ti prego
destino
non cambiarmi
lasciami essere quello che sono
non aprirmi gli occhi
non salveresti nulla
se è questo il morire
io lo amo

L'estate d'inverno...quasi primavera.2

L'estate d'inverno...quasi primavera.

L’odore dell’aria e del sole
sull'erba arsa e senza più vita
che di quello profuma
e poi il caldo vento
la liquirizia
l’essenza dei pini
rumori improvvisi nel silenzio delle cicale
ramarri irrequieti tra foglie assetate.
Tu mi nutri con dolci ricordi
per lenire un dolore
che ti appartiene...
sta' zitta...natura
solo per un po'
e se ti chiedo di accarezzarmi
non aver dubbi
è solo follia
ed è mia.

profumo di saponette

Sì ti ho tradita
con il piacere della solitudine
e fino all’alba

ho raccolto i mie ricordi
come le carte dei tarocchi
dorate colorate
e luminose
li ho adagiati nel buio della notte
e ad occhi chiusi
li ho rivissuti

amorevoli fantasmi
e girotondi di vita
in cento cortili
tra il salato di lacrime
e l'odore di lenzuola pulite
leggerezza del corpo
in tenere mani
profumi di saponette
e occhi di bambino

non eri con me
non potevi esserlo
è il tempo dentro
quello che non si nasconde
ma si vive solo in certe notti
nel piacere della solitudine.
.....................................

storie senza inizio

Storia senza inizio

Sono le  ombre che
disegnano il viso,
l'uomo poggia lo sguardo 
sulle proprie mani e
il cuore in silenzio
prova a dargli rifugio.

emoticon2

Quei baci con le stelline.

Trovare rifugio
al corpo
nel leggere l'amore
e lasciar gli occhi
e le labbra a dir di te
mentre attendi tremando
nel cuore l'amore che viene

quando sto bene con te 2




E’ quando
sto bene con te
quando ti desidero perdutamente
quando sono preso,
quando ti abbraccio
quando ti sento mia
non so cosa mi accade...
è allora...appena  un attimo dopo...
che ho già paura di perderti
se il mio tempo finisse...
ho bisogno di dirtelo
perché tu lo sappia
io ti amo
ti amo oltre la  vita.

impossibili parole 2

Impossibili parole

Fermati , raccontami di te...
e se io le dicessi e se tu mi raccontassi...

No, è più forte di me... dirne altre e rincorrere
... nel gioco del mancare

Attraverso le tue stanze quel tempo dell' istante,
fai finta di dormire ed io di non amare

Perchè ne ho bisogno

































La notte...
quale il vero giorno
se non la notte … ?
Quando le ginocchia
quasi toccano il mento
e al sonno
chiedo di non guardare …
Un sorriso 
mi attraversa il cuore
mi travolge 
gli occhi mi raccontano
pensieri nascosti …
e  le tue parole …
le parole mai dette :
"dimmelo che mi vuoi bene.
dimmelo … 
fa' che io  le possa sentire
perché ne ho bisogno".

---- Perché ne ho bisogno
La notte, 
la notte, 
quale il vero giorno 
se non la notte? 
Quando le ginocchia 
quasi toccano il mento...
e al sonno io chiedo 
di non guardare.
Il tuo sorriso 
mi attraversa il cuore,
mi travolge e mi ridona la vita,
disarma,
e gli occhi mi raccontano 
pensieri nascosti.
Così nella notte 
le tue parole, 
le parole mai dette:
"dimmelo che mi vuoi bene... 
dimmelo, 
fa' che io  possa sentirlo...
perché ne ho bisogno".

Paura di amare



In ogni linea del tuo viso,
nella luce dei tuoi occhi
io ti desidero
e sto male a vederti andare via.
Dentro di me,
è così che ti vorrei...
per non dover più dire
e nemmeno tu cercare...
tra parole dette
e silenzi appena sussurrati.
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notte in cui non dormi

Notte
Tu non dormi questa notte 
ed io m’invento corse tra le auto
tu con il sole sul viso e il vento tra i capelli 
che corri verso me.
io mi godo il tuo sorriso,
è  primavera 
e il mondo gira intorno
a una musica di Beethoven che è solo mia.
Poi apro gli occhi 
e scrivo ancora, fa freddo
è già inverno.
----

E io m'innamoro









Nel cielo del mattino
il buio diviene luce
e l’arancio rafforza i confini
dei miei infiniti.
Poi l’azzurro
e ancora le montagne
le nubi, riversate l’una sull'altra,
non una non due 
ma tante come ghiacciai sospesi,
imponenti, rapiscono la mia mente
che insiste a dar misura
delle mie forze.
Stanco, ma non vinto,
sì... deluso,
è l'amore che soccorre.
Se io fossi nube bramerei il cielo,
se io fossi il sole mi cercherei nella vita,
e se luna mi innamorerei delle ombre,
ma io sono un uomo,
e ti vedo,
e allora ti sento 
anche quando non sei con me 
e lo so che è amore,
e per questo io m’innamoro 
ancora m'innamoro.


il tempo di un bacio

Un bacio,
spingere le labbra
sulle labbra.

Baciarle intorno,
riconquistarle in piccole parti,
col cuore in gola,
e sentirne nei sensi
il sapore.

E se io,
nel momento di un bacio...
lo fermassi... il tempo?

E se poi non fosse vero?
A che varrebbe … averne tanto...?

il confine


Il confine.

Ci sono momenti
in cui sento il confine.

E se capita di notte,
io non ho paura

e se ho sonno,
ancora meno.

Quest’attimo
prima o dopo arriverà,

e quanto poco
vale il tempo,

se è quello già trascorso …

forse dieci anni non valgono
più di un solo istante.

E’ tuono nella notte
e chiede alla luce,

ma ha bisogno del tempo
per avere vita,

per non essere
solo un lampo.

In quei momenti,

io so
di essere nato nella luce,

e mi convinco di dover lasciare
in essa,

e quindi attendo,
così come è naturale attendere

la pioggia dopo il tuono.

No, io non sono un eroe,
così penso solo a me

una giornata no

Una giornata no.

Senza racconti e senza poesie e senza sogni,
una giornata no, una giornata da un giorno alla volta.

Sono in tanti, con un tempo così,
una vita alla volta, un anno, due tre, alla volta ,
un mese alla volta, un giorno, un solo giorno
alla volta …

Così poco tempo in tasca, e svogliato,
disgustato, da quello che vedo a margine,
lascio travolgere la mia mente,
e cancello … cancello, così mi ritrovo nel nulla
a vagare.

Già vive egli, un solo attimo alla volta, ed
io allora mi riposo, e mi riscaldo il cuore
del poco che ho, perché è tanto.

Delle discussioni filosofiche, delle discipline,
dell’ordine, del progettare, vien meno il desiderio,
perché della libertà, quanta poca ne
rimane, in una vita … da un giorno alla volta.

sirene

Così si rivelò,

in trama d'oro e d'argento,

nel mentre scorreva tra le mie mani,

quel che si vive in un tempo

che ha un inizio e una fine.


Da un lato la luce,

e dall'altro inversamente correndo,

la morte bruciava.



Fu l’istinto, a soccorrermi,

ritrassi io le mani,

ma della dama nera,

toccai il viso.

pietre




Le mie pietre … 
quella azzurra è la più mia,
con le mie mani
le ho strappate via alla roccia,
le ho contese al lupo,
al pianto,
all'orco,
alla tempesta, 
Dio... quanto le ho protette,
le mie pietre.
Quelle della notte 
le separo da quelle del giorno
e quelle che trattengono la gioia 
da quelle che sanno lenire il dolore,
Per amore io le dono.
l’Amore è ribelle, 
non basta l'amore, non basta mai.
“son pietre, son solo pietre” così la gente.

resta

Resta. La parola più abusata.


L’amore, l’amore, l’amore,
quale amore ?
L’amore che resta.

L’amore che è nell’aria,
l’amore che spinge
l’amore che frena,
l’amore … resta.

L’amore che piange,
l’amore che ride,
l’amore che urla,
l’amore che va via,
l’amore … resta.

L’amore impossibile,
l’amore folle,
l’amore diviso,
l’amore maledetto,
l’amore lasciato,
l’amore … resta.

Non andar via
resta.

cuore di un poeta

Simone - la voce di un cuore di poeta. Constantine

Finiscono i colori,
sulla tavolozza 
quel che resta.
La musica non nasce più,
finisce il dolore,
finisce l’amore,
e l’amore cambia
e la voce cambia.

Finisce la vita,
riprende la vita,
forse si muore,
forse si rinasce
o forse nemmeno così.

Quale la verità?
E cosa resta?
La matita è tra le dita,
e la mia mano sulla tua, l’amore, l’amore
e poi ancora l’amore,
e dal cuore fino al foglio,
ora le leggi,
le parole
sono solo tue,
non più le mie.
Ma qual è la verità?
La mia? E chi lo sa?
Finiscono le parole,
fin quando non si sa.

destino2

Sì , buona fortuna...ma gli occhi
tienili giù.

Sono contento eeh...lo hai trovato...
quello che cercavi e giust'adesso.

Ti stringe Lui e non aver ...timore,
ecco brava, fai la cretina.

Lasciali andare altrove quegli sguardi,
e le parole...non lanciarle a terra, quel
muro io lo conosco.

Se puoi, stai muta per un poco...
nemmeno mi volterò a guardarti.

Quel che porto via delle le cose tue... già quelle,
me le tengo, ma solo il tempo...di odiarle un po'.

Aspetta.... questo cielo è mio, e viene
via con me.
Destino

venerdì 22 novembre 2019

Capire


Nei giorni grigi di pioggia,
tieni gli occhi aperti giù in strada
respira le stazioni e osserva le mani
di chi si abbraccia,
perché nella vita
una sola volta capita di vedere
due solitudini che s'incontrano
mentre si lasciano.












Ma davvero tu pensi che l'amore sia tutto in un bicchier di vino?
Nella danza di un colto giullare tra uno schizzo di sperma e altre parole?
Davvero tu pensi che l'amore sia nella leggerezza di un respiro fatto di bollicine
e mais sparato a neve tra le galline nell'aia  nella misura di una sedia
dove affondare e assaporare il fumo di una giovinezza per nulla eterna?
Tu forse pensi che sia la misura del tacco a stabilir il passo... ma io ti dico
corri in riva al mare e resta nell'ombra,
sii sentinella alla finestra umida dei giorni grigi di pioggia,
tieni gli occhi aperti giù in strada quando il silenzio diviene pioggia,
respira le stazioni e tieni gli occhi sulle mani di chi si abbraccia,
perché nella vita una sola volta capita di vedere due solitudini che s'incontrano. 
E se tu sapessi quanto è unica e sublime quella gioia d'amarsi in cui nessuno può metter naso, bocca o mano, quell' amore che non inganna che non ha bisogno di raccontarsi... perché già sa, e non c'è ricetta per nessun poeta.

-- Capire - 

giovedì 14 novembre 2019

poesia per frida.

La notte non fa rumore, 
è la solitudine che tormenta l'anima,
è sete d'amore, 
costringe a un cielo verticale
fatto di stelle e bagliori oltre le tinte scure,
a cui io non appartengo.
Quest'amore usa violenza su
una mia lacrima fino a farle del male,
ha libertà di possedermi 
tra  ricordi del passato
e il presente che
corre per suo conto, 
scegliendo per me la vita come la morte.


Poesia per Frida

La solitudine tormenta l''anima
è sete d'amore
costringe a un cielo verticale
fatto di stelle, bagliori e tinte scure
a cui non appartengo. 
Quest'amore usa violenza su una mia lacrima
ha libertà di possedermi
tra ricordi del passato e questo presente
che corre per suo conto
scegliendo per me la vita come la morte.

martedì 12 novembre 2019

DON FILOMENO

- e dimmi Constantine fin quando la vita ha ragione di essere vissuta?
- cavolo che domanda... io non lo so... posso raccontarti la storia di don Filomeno, un sacerdote che ho conosciuto da bambino e gli sono stato amico per tutta la vita senza un motivo preciso, forse solo perché c'era. Non era una stella, non era un illuminato ma garantiva in maniera severa una messa alle sei del mattino, senza fronzoli e scene da teatro... correva così tanto che la gente per forza, era gente che lavorava, doveva imparare a memoria per ripetere e seguire le sue parole. Era anche generoso, visto che restava sempre senza soldi e insegnava ai ragazzi senza vantarsi di cariche o patrimoni. Insomma era la sua gente,era rude e senza modi ma ci pensava a loro. Quando divenne assai anziano iniziò a parlare in rima, una cosa divertente assai, che infastidiva tutti e lo lasciavano in pace. Con me, e lo avevo ospite spesso a casa mia essendo entrambi buone forchette, in rima non ha mai parlato, Fu il più santo prete della cattedrale, ma in incognito. Quando superò i novanta, non era più in grado di ricordare i volti e anche me, così lo incontrai con un badante fuori dalla curia, lo salutai da sconosciuto e mi avviai per andare via... il mio pensiero fu... a che vale vivere così...e quando la vita non ha più ragione di essere vissuta...? ed ecco che lui con il suo vocione e non in rima, guardando prima il cielo e poi me :- "che bel sole stamattina... che bella giornata". Ecco questa è la risposta, fin quando si ha modo di sentire... il sole e una bella giornata.

Al bar con Andrea, e l'amore lasciato morire

A volte un amore resta sulle dita,  è appiccicoso, lo so è scocciante, soprattutto quando è ormai estraneo, nonostante  tu provi a gettarlo via. Ci si lava le mani più volte, si puliscono tutti gli oggetti, si gettano via tutti i ricordi, se serve gli si grida il peggio contro. Usi il ddt, profumi e candeggina, e via con giuramenti e qualche sputo, ma oddio! cerca e ricerca da qualche parte ci si deve pur essere sporcati!?  Ci sono quelli che mettono in centrifuga  il cuore,  niente! resta sempre un  fastidio, che poi mica lo senti sicuro... dipende da se piove o non piove, se c'è il sole nel cielo o è grigio, se stai da solo o in compagnia, se stai distratto o hai troppo tempo, se qualcosa si ripete oppure no, - se...  e poi  è meglio non parlare del peso dei fioretti alla ignara Santa Madre. Quanti " se ", ecco! la causa di tutto è  un se, e si trova in un posto da dove non si può prendere perché infilarci la mente presuppone un incastro che non si possiede e forse nemmeno si possedeva. Certo che esiste una chiave, ma è una sola, non obbedisce a scelte ragionate,  c'è qualcosa di prezioso ed è la radice di un fiore lasciato ragionevolmente morire.

Al bar, con Andrea.

mercoledì 6 novembre 2019

Polvere

Più che chiedere, ti aspetti che ci sia qualcosa per te nelle persone per le quali hai messo da parte sempre qualcosa... ma bisogna prendere atto che in verità non c'è proprio nulla, solo la polvere, spazzata via dal primo stupido soffio di vento

martedì 5 novembre 2019

Ang

È così che accade che il più libero degli amori nati al mondo addiviene sublime e immortale.
C'è chi nasce perfezione in un mondo imperfetto e gemma dal mistero
e non da una madre, è la più fragile sorgente di una luce sconosciuta
ed è tanto compiuta quanto minore è lo spazio in cui si raccoglie e accoglie.
Un diamante da non toccare, nemmeno provarci... a sfiorarlo.

lunedì 4 novembre 2019

il sapere

C'è una percezione complicata da mettere a fuoco, che stravolge e non cancella, è una scintilla negata, eppure la vivo. Il sapere dell'Uomo è già nell'Uomo.


domenica 3 novembre 2019

Nel giardino del silenzio.

Nel giardino del silenzio
l'uomo dalle spalle larghe
è sospeso come l'aria,
non raccoglie  le foglie
dell'inverno, 
non piega l'erba
della morte
i cipressi danzano il vento,
e la pioggia diviene madre,
il cielo si accanisce
e scorre grigio contro il tempo,
anche il tuono reclama una vita e
i versi fioriscono nella pioggia.
Pioggia,
pioggia fredda
pioggia che nutre
pioggia che scorre
fino alle mani
che trattengono la rabbia
affinché non semini la terra.
Nel giardino del silenzio
l'uomo dalle spalle larghe
è sospeso come l'aria,
non raccoglie le foglie
dell'inverno, 
non calpesta l'erba
della morte.
Nei suoi occhi
due passeri
respirano madidi
la loro presenza.













sabato 2 novembre 2019

La pioggia il due novembre

Sta piovendo una pioggia intensa, gentile, fresca, profumata, forse è la prima pioggia che appartiene veramente all'autunno. E' così seria, è diversa, non usa dialetti, non si cura delle cose superflue, ha un ritmo così deciso, è orgogliosa, ripulisce e lo fa con cura, anche i cimiteri.

L'ipocrisia dei cimiteri

All'inizio la morte la ignori, anche se ti ha portato via un padre, in realtà c'è così tanta vita in te da bambino che non c'è spazio per lei. Non ti tocca, è fuori dai tuoi pensieri e deve camuffarsi in altro per restarci e nemmeno per troppo tempo. La prima volta che sono stato in un cimitero non era per il mio funerale, mi ci portò mia nonna e non era nemmeno per il suo. Una passeggiata. A mia nonna piaceva passeggiare tra i giardini, i silenzi, e gli uccellini, in primavera. insomma quello c'era vicino casa sua, e lì mi portò. Io provavo le gambette che madre natura mi aveva dato, e appena la mia mano le sfuggiva, correvo innanzi a lei affascinato dai quei prati pieni di piccole croci tutte in fila, colorate da piccoli fiocchetti azzurri e rosa e orsacchiotti di ogni tipo. Nonna mi diceva: Michè non toccare! Ero alto meno di un cespuglio di bosso, e mi ero persuaso che quell'odore particolare, che a me non piaceva, era dei morti e non del mondo dei vivi. Pure in quel luogo ero gioioso, e questa cosa a mia nonna non andava giù, me ne faceva evidentemente una colpa, un difetto. E allora mentre attraversavo quel campo  di tristezza, ma anche di innocente armonia, volle che mi affacciassi da un lucernario di una costruzione che si sviluppava come una grotta enorme, verso il basso, nella terra. Avevo cinque anni e una vista da super eroe, vidi una montagna di ossa che quasi mi veniva addosso, alta una decina di metri, centinaia e centinaia di teschi, ossa di ogni misura, mandibole, casse toraciche, tibie, casse da morto, ossa delle braccia e quelle delle dita delle mani ancora integre e quelle dei piedi pure unite alle ossa più grandi fino all'osso sacro. Una grande ammucchiata, disordinata e tagliata in due da un raggio di luce surreale che divideva il bianco dal buio più scuro. Conobbi la morte così, senza la tenerezza dei visi, degli occhi, degli sguardi, senza la carne che protegge e lenisce. Non ebbi paura, ma ciò che mi colpì fu la quantità inimmaginabile di corpi, e quella condizione di abbandono, di mancato rispetto, quell'ammasso. Quel giorno io imparai a riconoscere non la morte, ma fin dove si spinge l'ipocrisia degli uomini. Del mio silenzio successivo fu fiera mia nonna, che mi raccontò che i morti man mano che perdevano i vivi, venivano strappati alla terra e a volte con le stesse bare gettati lì dentro, erano i morti di nessuno e poi quanto diventavano troppi li bruciavano, e si faceva spazio ai nuovi. Ma a questo, nonostante i miei cinque anni, c'ero già arrivato. Per diversi anni ancora ho continuato a correre tra quelle piccoli croci , forse erano mille e più. in quei prati enormi e silenziosi, leggevo i nomi almeno di quelli che avevano fatto in tempo ad averlo, erano tutti bambini.  Oggi per progetto di uomini che spero siano dannati per sempre... in luogo di quei prati si ergono cappelle, che hanno prodotto notevoli economie e inchieste della procura finite nel vuoto dei reati prescritti, a volte vendute nello stesso giorno a famiglie diverse. I cimiteri sono divenuti questo. Un abbraccio a quei bambini di cui non resta più nulla.

venerdì 1 novembre 2019

Se tu

Se tu tenessi al mio sangue
saresti lì come una madre, sottratta alla vita,
intenta a ricomporre quel che resta di un figlio perduto.
Saresti il cane che si rifiuta di lasciare
il corpo di un cuore amico, finito, abitato,condiviso, amato,
interamente vissuto fino a un attimo prima.
Nelle tue mani ci sarebbero i miei versi nati ciechi,
strozzati, troncati dal male della luce che brucia,
tagliati dalle lame dell'ingiustizia.


lunedì 21 ottobre 2019

Un uomo vero








Ritorno alla penna,
è mio il sangue
e mie sono le dita

è amore antico
è rifugio estremo

Oh! Che ci sia una bocca
sulle mie dita...

ed io cieco toccando
quelle labbra amando

ne riconosca
l'amore che pretende.

Un bacio vero
che non sappia mentire

che abbia respiro
e uccida pure, un uomo vero.

Un uomo vero

domenica 20 ottobre 2019

Il confine del mare

Tu racconti del mare,

glielo mostri,

ma non ti credono,

dicono che non è il mare.

Il mare è su un confine

puoi restarne fuori

oppure entrare.

giovedì 17 ottobre 2019

Insieme

Questa vita ha sentieri solitari, 
chiede così tanto e io non posseggo abbastanza.
Ma quando sei con me,
quando mi cerchi e  mi sfiori,
quando prendi coraggio e ti stringi a me,
quando ti acchioccioli per starmi dentro,
quando ti addormenti tra le mie braccia,
io ho tutto quello che serve.
Tutto quello che serve.

mercoledì 16 ottobre 2019

il poeta e il grillo


Il mio rapporto con la natura non posso negarlo ha una certa magia. I grilli, quelli mi arrivano addosso come se fossi un raro allievo e tutti sono pronti a riprendermi. Poi le farfalle, anche quelle ottobrine, le amiche api spesso a migliaia che menomale non si curano più della mia presenza. Ogni mia passeggiata in collina li ha tutti presenti a percepire ogni mio pensiero e osservare ogni mio movimento e la mia macchina fotografica. Vi racconto quello mi è capitato stamattina, cercavo delle noci, ma prima di me io lo sapevo che erano passati tanti altri, le volpi,ad esempio, qualche scoiattolo della reggia, qualche topastro campagnolo e pure qualche umano che le raccoglie per venderle al mercato. Chiunque altro al posto mio  avrebbe pensato /non c'è più nulla. Ma un grillo una volta mi spiegò che gli occhi non possono raccogliere tutte le noci, è una strana legge della natura, anche se loro, gli occhi, proveranno a convincere del contrario. Così facendo tesoro della lezione del grillo io mi fermo e m'inginocchio e inizio ad osservare, lasciando libero il tempo e come a volte sorprende l'amore che nasce da un litigio,  dopo un po' riesco a vedere quello che prima non vedevo, tante noci quante mi bastano. Ebbene a un certo punto una farfalla ottobrina mi si è fermata sulla fronte, poi sul naso poi sulla testa... / ehi! Che cavolo... bada dove ti poggi! / le ho detto, e quella  di corsa su per un filo di erba, poi su una foglia e poi ancora in fronte e poi una botta  a  sua misura a un ramo e solo dopo finalmente ha centrato un bellissimo fiore giallo. Dico /stupida, stupida farfalla, tutto questo casino per trovare un fiore? /Ho rimuginato, ed ecco che un grillo mi è venuto addosso, / oddio pure tu?! / gli ho detto a bassa voce, e lui: poeta, sei tu che non impari, possibile che non capisci? / Ma cosa dovrei capire... ? È stupida! Quella.../ No! Poeta è solo cieca... e sopravvive così da quando è nata e senza saperlo. Ecco... questi sono i miei grilli , forse a volte m'imbrogliano ma  giuro sanno raccontare delle bellissime storie.

giovedì 10 ottobre 2019

Le rondini

Sono tutte lì, sul vecchio filo elettrico abbandonato che quasi tiene su da solo la mia vecchia casa.
Non è ancora l'alba, io le guardo, mentre generose le donano i primi suoni. Ci sono proprio tutte,
è un arcobaleno di colori.  Per prime si sono schierate le più giovani, le più belle e in naturale e prepotente armonia con ogni vento e con ogni raggio di luce. Verdi, celestine, blu, rosa, viola, tenere si toccano tra loro e ancora si tingono. Innocenti, sicure, così eccitate, limpide, guardano la linea dell'orizzonte lontana, è tutto così affascinante, autorevole, profumato, il cielo è divenuto dritto come una strada ed è già loro. Le abbraccerei...  le bacerei tutte, oh! Se potessi gioire, saltellare, piangere e partire come loro, ma il mio posto non c'è. Quelle più adulte, le anziane, sono gonfie del tempo vissuto e dei cieli immensi navigati. Gialle, rosse, color mattone, grigie e fiere, con ferite rimarginate, calde, fragili, con rughe potenti come i pensieri degli uomini, e  le rondini poi non sanno mentire. E ancora, il sorriso, la commozione di madri con
gli occhi sereni e consci, di un'emozione da rivivere, il tempo di un momento già vissuto. La lampada dietro al vetro di una finestra, riscalda la pioggia che prova ad entrare. Un bimbo si è svegliato troppo in fretta ha aperto i suoi begli occhioni su questo mondo in cielo e ha gridato: mamma, mamma le rondini...
le rondini... stanno andando via!


martedì 8 ottobre 2019

il cielo d'ottobre

Il vetro sporco
di un'estate finita
la vecchia tettoia
lo stinto verde
di una fibra di vetro,
il cemento e le tegole rotte,
una striscia d' azzurro
un cielo d'ottobre ... 
trema il mio amore... così, dentro di me.

giovedì 26 settembre 2019

mio padre

Mio padre,
io l'ho mancato,
di poco,
ma l'ho mancato.
Mio padre
è una lacrima
diversa da tutte le altre,
questo io lo so,
a volte l'ho cacciata via
e a volte è rimasta lo stesso
come fanno solo i padri.

Mio Padre.

venerdì 20 settembre 2019

L'autunno di una foglia

Conosceva quella carezza, quasi una filastrocca ... piega ripiega, soffia, bagna, riscalda, solletica e ritorna. Si divertiva a far cadere le cicale e a solleticare i grilli /va via ragno, io coloro il cielo, tutte insieme a destra, giro girotondo... e di nuovo, suoni nuovi e la luna alla sera fino al mattino e poi svegliarsi più grande. È venuta giù stasera. Non era lo stesso vento, era freddo dentro. L'ha arrotolata dal cielo fin sulla strada, è sul marciapiede, stretta stretta al muro. L'ultimo suo sospiro tutto in un perché, sgomento! Appena il tempo per sentire... Sono io l'autunno!

L'autunno di una foglia

giovedì 12 settembre 2019

Gli auguri per Maria






Nel corso della mia vita ho conosciuto molte Marie, Maria era il nome di mia nonna e ne ho avute due, Maria era la mia povera vicina che preparava una torta morbida con rum e cioccolato per la sua festa e  anche per me. Maria era la commerciante di olio, Maria l'ho conosciuta per amore, Maria era anche la mia nonna adottiva e Maria era la cassiera del cinema Corso che mi voleva bene e mi faceva entrare gratis. Maria era anche l'anziana prostituta  che poverina subiva lanci da dieci lire durante la notte all'angolo della strada, e che io da bambino al mattino, del tutto ignaro di questa cosa, raccoglievo e mi ci compravo il latte nelle buste triangolari e questo per tanto tempo. Benedette quindi siano tutte le Marie.  Maria era la moglie di uno zio di mio padre che generosa ogni volta che mi vedeva mandava una figlia a comprare un pollo. In ogni cortile c'era una Maria, una Marittima, alcune fortunate altre meno, auguri a tutte voi.

lunedì 9 settembre 2019

Sinestesie




Non ha colpa  il fiore  
che amando invecchia in mezzo al prato,
tenace  possiede più di un solo eterno istante.
E'  radice sul confine, 
ama  appartenere quanto possedere
e teme di perdere quanto di essere perduto.
                              -
Ho tutto il vino che non ho mai bevuto, 
ti penserò 
mi ubriacherò dei suoni di tutti i tuoi colori.
E se non  bastassero per lasciarmi andare...
ho ancora essenze delle parole con cui un tempo mi hai baciato.


domenica 8 settembre 2019

Chi vuoi che lo sappia. Poeta d'inverno











Quando venni al mondo
m'innamorai da subito,
e non sapevo 
cosa fosse l'amore. 
Nacqui ombra,
una piccola ombra,
nel mezzo di un fulmine di fuoco.
Fu una fiammella
di una candela stanca
a volermi in vita, 
per sua speranza.
Ho pianto perché 
sono nato in autunno
quando la gente è distratta
e gioca ancora all'estate.
Fu un raggio di luce
a volermi libero,
un raggio ribelle.
Sì, sono stato io
la prima ombra 
di un raggio di luce,
un poeta d'inverno.
Chi vuoi che lo sappia.


venerdì 6 settembre 2019

Il poeta dei poveri

Il poeta dei poveri
è ingenuo  
è saporito
è come il pane di una volta
 
è il vento d'agosto 
tra i frutti pregni di succo
che profumano di mela

tacita la sete con
le angurie mature 
e gli squarti di sangue  trovati 
in mezzo al grano proprio
quando diviene Sole

affonda le radici nella terra ma 
le dita gli occhi  e  il cuore li ha immersi 
nei colori sciolti del matto 
di Gualtieri



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Il poeta dei poveri
sbaglia gli apostrofi,
e scrive una sua grammatica.
La sua poesia sgorga fresca,
pura, ingenua e saporita
come il pane di una volta,
come frutti pregni di succo e sostanza,
raccolti sull'albero dimenticato
nel giardino mai curato.
I versi di questo poeta tutto matto
hanno emozioni che profumano di mela,
o forse sono squarti di sangue vivo,
angurie dolci, mature, saporite,
scoppiate in mezzo al grano.
Storce il naso il fico
che si vanta  di esser colto e secco,
da più di un secolo,
se solo sapesse quanto conta la terra
dove affonda le radici,
se solo avesse una sola volta
infilato le dita, gli occhi, il cuore,
nei colori del pittore matto di Gualtieri...

L'ipocrisia e i santi - storia di una morta





è morta!
Ma come?
Accussì! Senza permesso.
e mo?
E mo niente... c'è la festa, la madonna
evviva evviva evviva la madonna!
ma dove sta?
Chi? La madonna?
evviva evviva evviva la madonna!
La morta
sta qua sta là, da qualche parte deve stare ma non qua, c'è la madonna!
Evviva evviva evviva la madonna!
la madonna?
Evviva evviva evviva la madonna!
e che palle... dove sta?
La madonna?
Evviva evviva evviva la madonna!
ma tu senti queste... no la morta...
qua non può stare... è festa... è la madonna
evviva evviva evviva la madonna!
E dove sta? Non è casa sua questa?
Sta qua sta là, ma qui non deve stare, è la madonna
evviva evviva evviva la madonna!
ma è morta.. è ancora calda
ma è festa e proprio qui!
già la madonna
evviva evviva evviva la madonna!
'sti cazzi all'inferno la troverete la madonna
evviva evviva evviva la madonna!
Fanculo

giovedì 5 settembre 2019

Nei miei occhi


Ora che l'estate
gioca con i colori dell'autunno
e già l'inverno è dietro al cuore,
lascia che io ti dica che
non esiste al mondo un luogo dove tu 
possa risplendere così tanto 
come nei miei occhi.

martedì 3 settembre 2019

La giustizia dei matti.







-ma dico, tu lo sai che tutti dicono che sei matto... che diranno adesso che hai rubato tutte le bandiere della festa giù per il paese?
-poeta... tu pure ti ci metti? Io ho aiutato tutti a mettere su quelle bandiere e in cambio mi hanno chiamato  matto... ora dovranno pur cambiar qualcosa... eh... dove hai la bandiera?

-La giustizia dei matti.

Benedetti i mie occhi


Benedetti
I miei occhi,
perché non sanno mentire.

Benedetti
i miei occhi,
perché senza mentire
sanno ingannare la mia mente.

domenica 1 settembre 2019

De rodillas - tradotta da Anne Marquez MESSICO

Esta tarde no tengo
hechos heroicos para contarte
o batallas en las cuales involucrarme
no tengo un cielo de estrellas brillantes para mostrarte
o arcoíris para bailar
no tengo versos para tenerte
solo tengo mi cansancio tan cierto tanto
pero si te quedas conmigo
y me dejas descansar en tus rodillas
y los dedos en mis ojos
y luego me das un beso
y luego otro...y otra vez
hasta que lo desees
cuando llegue el sueño
ya estarás dentro de mi y podrás
llevarte todos mis secretos
todos mis recuerdos
o escribir todos los tuyos
pero no debes dejarme solo
ni por un momento.
hasta mañana..

venerdì 30 agosto 2019

Nei miei occhi i tuoi









La città questa notte è senza luna,
così respira la sua  malinconia, 
accende le stelle,
mentre la campana corre alla torre più lontana,
e suona tutte le sue ferite.

I cani  raccontano storie al vento
da terre che non si toccano più,
e il vento abbraccia il vecchio noce proprio
mentre i frutti cadono con il mallo nella terra
ancora calda  del cuore di un grillo.

Le navi nel porto accendono le luci 
e fanno quadriglie per gli innamorati e
la passione è sulla costa...  in ogni lacrima
che sappia scrivere una promessa.

Un'aquila silenziosa  plana
e socchiude gli occhi
sulla brace che innamora

il treno è autorevole, sente le rotaie
e per la prima volta osa  guardare l'infinito.

Qui sopra il monte dimora la mancanza
ma in ogni fiammella... laggiù in città
ai miei occhi ci sei solo tu.

venerdì 23 agosto 2019

Sulle tue ginocchia




Questa sera non ho
gesta eroiche da raccontarti
o battaglie in cui coinvolgerti
non ho un cielo di stelle luminose da mostrarti
o arcobaleni su cui danzare
non ho versi per averti
ho solo la mia stanchezza così vera così tanta
ma se tu resti con me
e mi lasci riposare sulle tue ginocchia
e le tue dita sui miei occhi
e poi mi dai un bacio
e poi un altro... e ancora
fin quando lo vorrai
quando arriverà il sonno
mi sarai già dentro
e potrai portare via
tutti i miei segreti
tutti i miei ricordi
o scrivere tutti quelli tuoi
ma non devi lasciarmi solo
nemmeno per un istante
fino a domani..

martedì 20 agosto 2019

Satie


Certe notti sono essenza di vita, la loro solitudine è assai più onesta di una cena  e di un appuntamento mondano, forse sono queste le notti di Alda... tutto dorme, il mondo dorme... la mia anima racconta ed io ascolto... chiudendo gli occhi ogni tanto...che importa questo esser solo...  il merlo dello cinque nemmeno lo sa quanto io attendo il suo canto.
--------------------
Dalla finestra. 
Satie va giù per la strada del paese
come un cavallo stanco che ritorna a casa.
Un vento gelido in una notte di
agosto è sul mio viso, e
non ha alcuna ragione di essere qui.
Un fiume di gente china al destino,
silenziosa, senza sorriso
mi viene incontro,
mi attraversa.
Oh! Quelle facce di tempo immortale  
giunto alla fine, e io controcorrente, 
la mia mano tesa  a quegli sguardi sgomenti.
La solitudine e la malinconia
mi calano addosso nella
luce calda che mi disegna per terra.
La mia forma,
la mia sostanza.
La mia mente non possiede cuore.
Dove ti ho lasciato cuore mio?
Quando ti ho perduto?
E tu mente dove mi stai portando?
È dunque questa la verità?
Il freddo sul viso in una notte d'estate?
Ciò che manca, manca.
I suoni lontani,
le luci colorate oltre l'infinito,
le onde del mare che si dipingono di luna,
le sue mani,
i suoi capelli,
il suo corpo,
i suoi pensieri,
il suo sorriso dopo ogni follia,
le sue labbra libere chissà dove.
Qui non reggono le illusioni e qui io cado.
Le mie ginocchia riposano,
e Satie ritorna a casa.

sabato 10 agosto 2019

Una vita nell'altra

Non posso insegnarti

quello che l'amore si attende.

Come non s'insegna l'essenza

che nella notte nutre il figlio e

incide segnando legame materno

E nemmeno ha catene

l'amicizia

che pur conosce un tempo

in cui il confine tra gli amori

è assai sottile,

e seppur confusa

fiera prende corpo,

si fortifica

fino all'eterno più generoso.

Il mio amore

è nel tuo che trova casa,

è in te che trova misura,

e quello che avanza

amore mio

purtroppo muore.

La mancanza

non nasce da un seme,

ma dall' essenza...

dal desiderio di un unico

sublime amore.

Due vite in una.

Non obbedisce

all'amore dell'altro anche se ama,

ha le sue ragioni

e così laddove

non fosse mai nato

o non ce ne fosse abbastanza

non vi è rimedio.

mercoledì 31 luglio 2019

La solitudine che innamora


E' così esigente
il mio amore
da innamorarmi
di una solitudine folle,
onesta, 
un acconto di morte,
la libertà dell'eterno.

giovedì 25 luglio 2019

rugiada

E' la mancanza
il mio mare,
e la rugiada
la mia aurora,
attendo un bacio
e so che verrà.
Avrà il sapore
di una lacrima vera,
io l'ho già navigata
senza romperne
i confini.


sabato 20 luglio 2019

L'amore eterno


Cancellavi
i ricordi e
scuotevi l'aria
e spegnevi la luce
di ogni stella,
io lo raccolsi
quell'addio,
ti dicevo... non farlo,
anche allora
ti ho amato.
Cedo a
un istinto mio
e ritorno dove
ancora sono vivo,
ai confini
sovrannaturali
di una piega
del destino,
energia
alchimia...
pura  magia.
L'amore
incancellabile
feconda,
come la nudità
dei corpi,
come il volto della vita,
che nasce
negli occhi di una madre,
oh,  com'è grande
quell'amore che non ha misura!
Nessuno più di me
sa quanto ostile
sia la sua natura.
Innamora
e poi abbandona,
come un qualsiasi amor mortale,
arruola mille ragioni
e un perché
e nemmeno un bacio
nato eterno
gli sopravvive.
Così è malinconia
e se ancora al cuore
soffrire non gli bastasse
ogni bene di questo mondo
gli si schiera contro.

dirle di no- la pioggia


La pioggia
profuma la terra,
ed è già sulle mie labbra
desiderose di possederla.
Mi porta penna e foglio,
mi dice scrivimi...
e non mi riesce
dirle di no.

il silenzio delle parole

Il vento l'ho domato
in un foglio bianco,
tra cadute e
impossibili equilibri,
matematiche effusioni,
ora scrivo di me e
ogni istante
ha una sua parola.
Ma se scrivessi
il mio silenzio,
amore mio,
mi pianterei un coltello
dentro al cuore,
mi strapperei l'anima,
e non sopravvivrei.
E' il silenzio delle parole,
è così...  l'amore. 

Il silenzio delle parole

In una notte solitaria

Una notte solitaria,
ha il passo di chi è attesa,
ha l'anima di un vecchio lampione.
Prende a calci le parole,
annusa le pietre ancora calde
e tic e tac ostenta le sue gambe,
ascolta e seduce il tempo.
Non farmi male,
è il suono inutile di un'ombra
uno sporco di vita.

Agli amici poeti

 Un istinto che impone un cammino solitario e va rispettato e genera spesso incomprensioni, anche se è bello incontrarsi. È così diverso dai musicisti che invece amano suonare assieme.


La poesia è come un bosco e ognuno deve essere in grado di tracciare un proprio sentiero, come  i pittori sulla tela,  è il bene più prezioso che si possiede, e questo esclude tra poeti la possibilità di essere sempre o troppo vicini senza calpestare ciò che è fragile,perché è essenza dell'anima.

I poeti, devono sapere questo e comprenderne le ragioni. A volte per amore, si condividono percorsi e accadono intrusioni nell'anima, e  anche dentro al cuore, un rischio voluto,  tuttavia meraviglie fatali. Dino e Sibilla, Moravia e Elsa... e anche lì.... insomma l'amore della poesia si sappia è fatto per produrre doni al mondo ma è anche un amore egoista per sua necessità

venerdì 19 luglio 2019

i pomodori di mia madre

- mamma' hai un pomodoro ( lei ne ha sempre qualcuno)?
- Che devi farne?
- un'insalata, mangiarlo... che altro se no...?!
- aspetta... (poi ritorna e come un cerimoniale ripete da sempre la stessa storia) ecco qua, è lavato, guarda qui.... dove ci sta questa macchia scura tu gliela togli... il resto è buono, mi raccomando solo quel poco lì devi togliere, e taglialo pure sottile così è tenero. ( i pomodori di mia madre sono sempre un po' speciali.

C' è una lezione di vita in questa storia. Se ogni volta che ci relazioniamo con gli altri avessimo questa forma di amore onesto e generoso, d'indicare la parte non buona, l'amore sarebbe assai più puro e il mondo davvero potrebbe cambiare. In questa vita gli scambi di marcio celati in finti pomodori purtroppo sono uno strumento di guerra e pensate un poco si fanno anche a se stesso e sono tanti.

giovedì 18 luglio 2019

gli occhi e le mani

"Dove ha gli occhi lì tiene le mani 'sto criature" fu il rimprovero che una vicina di basso fece a mia madre, quando a circa tre anni ebbe la cattiva idea di lasciarmi da lei per qualche ora. La mia voglia di comprendere, scoprire, ogni cosa di questo mondo che mi capitava intorno e anche oltre ha sempre lottato, e non ha vinto, contro un guasto di memoria che mi cancella di tanto in tanto ogni cosa che imparo, tranne l'amore. È la mia ram che è scadente, ha rinunciato, costretta, a un cassettone per raccogliere e si è costruito un' app che riduce utilmente, ma questo vale giusto per me , tutto all'essenza utile di chi non ha nulla da dimostrare e nulla può ad alcuno, e al grande sapere pur bramato oppone la certezza , che per ogni cosa che s'impara, natura vuole in giustizia che sia sempre più forte la percezione del vuoto immenso di conoscenza da colmare, cosa che a molti sfugge al primo raccolto di Ottobre. Il grano

martedì 16 luglio 2019

So ancora amare





So ancora amare,
sappi che l'ho protetto l'amore
in queste lunghe notti d'inverno.
Ho fatto mia la sua febbre.
Gli ho raccontato la storia 
di ogni singola stella, 
le storie di questo cielo, 
della luna e di come la vita ci cambia.
L'ho lasciato innamorare,
l'ho nutrito, cullato, accarezzato,
gli ho preparato un giaciglio 
di essenze profumate e 
di foglie rosse d'Autunno,
le più sagge alla vita.
L'ho protetto con il mio corpo
in ogni tempesta.
L'ho nascosto ogni sera alle streghe del buio,
e in primavera quando tutto è tornato,
quando tutto è impazzito,
gli ho intessuto un cielo con gemme divine,
fiori di campo e un intero esercito 
di quadrifogli ribelli.
Oh! Se tu sapessi!
i colori!
Io li ho rubati!
Batteva forte il mio cuore per il coraggio!
Questa Notte il cielo
ha indossato un nuovo vestito 
e lo ha fatto per me, e io ho rubato al mare,
gli ho portato via altre stelle.
Le stelle più belle e curiose, 
sull'onda le ho fatte mie.
Ne farò un nuovo cielo,
un cielo ancora più vero,
chiedi alla luna...
lei lo sa, io so ancora amare. 

lunedì 15 luglio 2019

p.c. 15.07.2019

Quando due vite per caso s'incrociano e poi si scrociano, sotto una coperta di malessere a volte rancoroso resta un amore buono, generoso e diffuso e se lo vai percorrendo ti accorgi che abbraccia non solo quella persona ma il suo intero universo.

giovedì 11 luglio 2019

p.c. 10.07.2019

Provare a ricostruirsi una vita in amore correndo contro il tempo, ubriacandosi di gioia, viaggi, e cene spensierate è quasi sempre solo un'illusione, alla prima sosta qualcuno scende sempre.

mercoledì 10 luglio 2019

dopo la pioggia

Un'onda limpida di pensieri vuoti
dopo la pioggia si è fatta brezza
lungo la strada,
mi lascio attraversare e
a ogni pensiero sussurro:
va da lei.

lunedì 1 luglio 2019

le chiavi di casa

Nella vita ho ricevuto diverse volte le chiavi di casa, ho sempre pensato che sono troppo importanti per nasconderle in tasca, in fondo chiedevo sempre qualcosa di più. Così non le ho mai portate via, le ho lasciate sul tavolo, trepidando in silenzio ma  nel cuore gioioso di ritrovarle e  le ho sempre usate per entrare. Ho sempre concesso l'illusione di poterle togliere da lì senza che me ne accorgessi, Che è poi l'illusione più ipocrita in cui si possa avere necessità di credere. m.constantine

sabato 29 giugno 2019

un fiore e un pane










Se guardi
dove il sole
dipinge la sera
puoi vedere
i secchielli
abbandonati
sugli usci dei castelli,
e l'amore di un ragazzo
che stringe al cuore
un credito d'amore.
Puoi divenire vento o grano
negli occhi di una ragazza che sfida il sole,
puoi tenere le sue mani mentre le sfiorano la pelle
giù per le ginocchia nude di ogni tempo
e puoi soffiare su un granello di sabbia,
per aprirle il guscio di un ricordo.
Puoi vedere una donna
che si appresta a dividere in un piatto
un fiore e un pane,
e puoi amarla smarrita
per una lacrima di sangue apparsa sulla lama
e... poi la notte,
che accende una stella in cielo
e un fiore in terra.





vers.ridotta
Puoi divenire
vento o grano
negli occhi di una ragazza
che sfidano il sole.
Puoi tenerle le mani
mentre sfiorano la sua pelle
giù per le ginocchia nude di ogni tempo,
e puoi soffiare su un granello di sabbia
e aprirle il guscio di un ricordo.
Puoi vedere una donna
che si appresta a dividere in un piatto
un fiore e un pane,
amare la sua malinconia
per una lacrima di sangue apparsa sulla lama
e poi la notte,
che accende una stella in cielo
e un fiore in terra.







Se guardi

dove il sole

dipinge la sera

puoi vedere

i secchielli

abbandonati

sugli usci dei castelli,

e l'amore di un ragazzo

che stringe al cuore

un credito d'amore.

Puoi divenire vento  o  grano



negli occhi di una ragazza che sfida il sole.



Puoi tenerle le mani mentre sfiorano la sua pelle



giù per le ginocchia nude di ogni tempo,



e puoi soffiare su un granello di sabbia



per aprirle il guscio di un ricordo.



Puoi vedere una donna



che si appresta a dividere in un piatto



un fiore e un pane,



e puoi amare la sua malinconia



per una lacrima di sangue apparsa sulla lama



e poi la notte,



che accende una stella in cielo



e un fiore in terra.

viaggi

I pensieri viaggiano da soli e raccolgono storie che il cuore non vuole ascoltare.

martedì 25 giugno 2019

L'alba e la verità del poeta

Non tormentarmi...
con le tue domande.
Perché non ti basta
che tutto ti attende?
Sei la luce,
di ogni menzogna,
di ogni verità,
e ogni storia che vive
ha ragione in te.
in ogni illusione
c'è la tua carezza e
in ogni illusione
c'è il tuo amore
Il tuo respiro è in ogni gioia
e sei tu a segnare il tempo dell'istante
un cui si dissolve la bolla.
La verità che mi chiedi,
la verità che m'imponi,
non è generosa,
non fa sognare,
è il silenzio del vuoto,
e a me poeta,
nel sangue,
conduci la morte immortale.
La tua libertà,
oh Madre dei fiori
di questo Universo...
non è un trono di un Regno
ma un giogo
e la tua ribellione è non ritornare.

-- L'alba e la verità del poeta. m.constantine.

domenica 23 giugno 2019

Contadino

- buon giorno don Miche' ! Ogni volta che l'ho incontrato lui mi ha salutato così e, non lo nascondo, restavo leggermente sorpreso, perché nemmeno lo conoscevo. Lui non ha un cavallo ma cavalca sempre un trattore, contromano, lungo tutto il paese. È come se il tempo fosse rimasto fermo a una cinquantina di anni fa. Parte dal centro del paesello e rumorosamente risale, tutti i giorni, fino a mezza collina, dove possiede una terra magica e piena d'ulivi. "Brucia tutto, don Miche', la pioggia continua era veleno prima e questo calore adesso sta finendo l'opera del diavolo". Alle cinque del mattino da quando è rimasto solo è già sul poggio, a un niente dalla mia finestra, e della sua solitudine è innamorato. Lo vedo intercettare con l'amore del solitario... quel "zeffirino" ottocentesco, quel venticello piacevole, intrigante, pettegolo, ma zitto zitto, che sa essere amico o assai molesto in ogni dove e in ogni tempo. Questo contadino, vive un mondo tutto suo, e viaggia sempre con la canotta di lana. Ti mette un poco di nervoso il suo distacco dalle vite altrui, questa sua sicurezza, il suo vivere i giorni tutti uguali rompe un po' i coglioni. Un giorno scendendo a piedi, me lo sono ritrovato stranamente accanto e mi ha dato un passaggio alla stazione, ho capito che lui i segnali stradali manco li conosce e alle quattro del mattino si è infilato ad anello almeno tre assurdi divieti di accesso. Del resto lui da contadino,  non può capire la logica stupida di certi giri su linee inutilmente lunghe e apparentemente insensate. Adesso siamo quasi amici, così a volte alle cinque del mattino lo raggiungo sopra il poggio e lì mi racconta con tanta voglia di farlo della sirena della Saint Gobain che da ragazzino ricordo di aver ascoltato anche io, in quegli anni settanta, ottanta, e novanta, dei suoi trentacinque anni da operaio in fabbrica e del suo sentirsi fiero perché mai ha fatto un solo giorno di assenza. Racconta, adesso assai più ciarliero dell'emozione che provava quando usciva dal suo turno e riabbracciava, dopo una giornata intera di lavoro, la libertà, assieme ai flussi degli altri turnisti in una Caserta che era piena di lavoro e di operai come lui. Sembra quasi che i suoi siano i ricordi romantici di un servizio di leva militare. Oggi, mi dice, e lo fa con un fare saggio, che per i figli lavoro non ce ne è, e che i figli costano, pretendono, e poi ci sono le donne che addirittura fumano... e gli brillano gli occhi di una lacrima tanto è scandalizzato da questa cosa. Io mi guardo intorno e cerco i segni del mio tempo ho il timore di smarrirmi.  La vita di quest'uomo...trentacinque anni di fabbrica da operaio e trenta da contadino... gli anni da bambino, da adolescente,  un grande amore e un male terribile che glielo ha portato via in un modo lungo e tremendo e poi i figli... e mi chiedo quante vite ha vissuto quest'uomo? Con questo pensiero in testa lo saluto congedandomi dalle sue certezze e la sua solitudine e comprendo sempre di più il suo distacco, fastidioso, ignorante, quasi egoista, ma così giusto e necessario. Sono troppe le vite che ha vissuto perché possa lui appartenere a una sola. 

venerdì 21 giugno 2019

giovedì 20 giugno 2019

pezzettino di carta

Che tu non ceda mai all'inganno di voler esser musa, amore mio, ma sia tuo solo l'amore di un uomo. E che il migliore uomo sia per te solo dopo... un poeta.

domenica 16 giugno 2019

I silenzi

I silenzi
sono lame di rasoio
disperse nel vento
più onesti del sole
che ti accarezza di giorno
e ti brucia di notte.

martedì 28 maggio 2019

amarti oltre




Questo mio cuore
è un cuore impazzito
oltre il tempo che muore

ha più coraggio
di chi ci mette la vita

ha più amore
di quanto è l'amore stesso

più di quanto
potrà  mai spiegarne
la ragione




giovedì 23 maggio 2019

domenica 19 maggio 2019

Il poeta ingannevole

L'amore
è il poeta
più ingannevole
che io conosca,
usa la mia mano
per spingere la lama
nel mio cuore
e mi convince
che è solo un tuo bacio
che ritorna.

lunedì 13 maggio 2019

cuore e mente



I ricordi ribelli
sono bramosi di tornare in vita,
hanno bisogno di pianto.
Oh, mente! Mente! Mente!
Placati in quelle ferite antiche.
Non siederò a quel tavolo!
Nel mio sangue è inciso
il senso spietato dell'inutile attesa.
Potrei suonarti nel modo più dolce
il vuoto infinito a cui non appartengo
e farti vivere quel tempo amaro,
impazziresti per il suo rumore!
Io non leggo i tuoi numeri e le tue ragioni,
tienti pure il corpo ma resta lontano dal cuore.

Cuore e mente

Farfalle d'inverno

<È tua quella ?>    - chiese la pioggia al vento.
<No! Non è mia!> - rispose il vento.
<Deve essere una di quelle foglie morte che ti porti dietro> - disse la pioggia.
<No! Non è una foglia, e non è morta, qualunque cosa sia ha vita> - rispose il vento.

Bisogna amare i poeti, i poeti sono gelosi, i poeti sono farfalle nate d'inverno.








venerdì 10 maggio 2019

io domani

Mi perdo
in questa natura
e ci sto bene,
non ne  ho paura...
non ho il tempo
che mi corre addosso,
vorrei scomparirci dentro
senza divenire nulla.

Non vorrei
essere un albero e
nemmeno un uccello,
o un fiore... l'erba
o la stessa terra...
oh, non vorrei
nemmeno essere un uomo...
così non potrei essere tradito
lascerei al cielo il compito di fare il cielo...
ai profumi... quello di profumare,
non vorrei essere il freddo...
e nemmeno la pioggia...
o il sole...
o il fresco ...
o il grillo... nemmeno la cicala
e giammai il vento.
Non vorrei essere l'ombra
e nemmeno la Luna,
vorrei essere parte di tutto scomparendo
come una magia che a volte resta.


lunedì 6 maggio 2019

amarsi

Non si ama
per possedere
ma per essere parte.

Di un fiore
si potrà
divenire linfa
petalo
stelo
colore
radice.

Sia amata
la poesia
la pittura
la musica
sia amata
la follia.

Sia amata
la tenacia
il coraggio
la malinconia
la malattia e
sia amata
la bellezza.

Sia amato
il sorriso
il pianto
e sia lo sfiorire
della giovinezza
l'eterna bellezza
del figlio
che cresce
sotto lo sguardo
di una madre.

- Amarsi -

lunedì 29 aprile 2019

le corde della pioggia.



Nelle mie mani
un dolore senza ferite.
Chissà come sarà la notte
e come sarà il giorno...
E poi il freddo
ed io sogno ancora.
Piccola gemma
ancora ti nutri sul ramo
di un tronco reciso,
il tuo dolore è alle radici.
Così in primavera
la pioggia canta per me
e le mie dita
suonano le sue corde.



sabato 27 aprile 2019

Dare la vita























Per quanto  tempo vuoi l'amore?  Un'ora, un giorno, un anno?
E quando ti stancherai dell'amore?
L'amore pretende la vita, è come la poesia dei poeti,
non è mai una storia vera se la vivi  una sola primavera.
Puoi  fingere se vuoi,  ma l'amore lo saprà
perché  il vuoto che ti lascia gli appartiene.

venerdì 26 aprile 2019

Fragilità 1

Il fiume conosce il tempo
in cui gli argini riposano,
e come un bambino scopre la verità.

Mio cuore non temere
la solitudine delle distanze
e le bugie dei declivi

che il cielo resti cielo e la terra faccia la terra,
mira la bellezza e l'armonia delle linee e
i colori del cielo e i suoni e ogni vita sincera che nutri

ricorda di esser nato fiume e non tronco che attraversa
perché per quanto le sue storie innamorino
ha solo suoi ricordi e già vissuti.


martedì 23 aprile 2019

Un intero silenzio d'amore

Questa notte
vorrei essere sul mare
vorrei perdermi un poco

nei suoi segreti
nelle sue storie

nelle sue lune
nelle sue stelle

nella sua brezza.

Avrei da raccontargli
un intero silenzio d'amore.

Mi  è rimasta ancora gioia nel cuore,
abbastanza per un'onda.

Gli direi prendi e tocca ogni terra e ogni cuore,
e dì che è tutto quello che possiede un poeta.

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Mi  è rimasta ancora gioia nel cuore,
abbastanza per farne un'onda da affidare al mare.
Gli direi prendi e fa che tocchi ogni terra e ogni cuore,
e dì che è tutto quello che possiede un poeta.




lunedì 22 aprile 2019

Il treno

Un equilibrio tra la vita e la morte, la luce e il buio, ed è così complicato. Il sale e il piacere dell'attraversare le bellezze della valle, necessita che non sia solo vita e che non sia solo morte, bisogna osare un viaggio senza radici in cui si sa che si lascerà qualcosa. Il treno

lunedì 15 aprile 2019

Notre Dame

Il mondo piange
Notre Dame
tra le fiamme l'innocenza
dei bambini del mondo
l'impotenza spiega le sue ali
ma una preghiera
si eleva tutt'intorno
e diviene un canto d'amore
e ciò che il fuoco divora
l'amore lo restituisce..

sabato 13 aprile 2019

L'amore in riva al mare











Una lacrima
e una lacrima,
e un'altra ancora,
la purezza
cancella ogni ombra
la giovinezza
ritrova i tuoi occhi
e l'amore infinito
nutre il cielo.
Petali vivi
di un fiore eterno,
pianto d'amore amando.
Sulla riva del mare
così ha scritto l'onda,
e ogni gabbiano
vi ritorna

giovedì 11 aprile 2019

il racconto di un bacio

Vi racconto una storia, raccolta non nella realtà ma in un sogno. 
Nascono così i romanzi d'amore, ma io non ho voglia di scriverlo, tuttavia ve ne dono un frammento; l'istante di un bacio. Lui è uno che non sono io e che ha una mente piena di sogni, lui è davvero il vento. Lui corre da un fiore all'altro senza un vero intento, perché cosi è nato. Incapace di costruire una casa, tuttavia vivere assieme a lui è come correre verso un abbraccio anche se non  avviene mai, insomma è qualcosa d'inutile per chi non ha follia. Può un personaggio così fare una cosa fuori da questo mondo, far sentire come unica la propria vita, e far volare chi gli sta accanto  senza che lui nemmeno se ne accorga. È una forma di empatia che è somma, semplicemente  si compie una magia che finisce nell'attimo in cui si vuole possederla. Ma una magia resta sempre una magia. Lui vive in un'ombra di una delle più belle città di mare e di turismo che esista al mondo. E la sua non è una vita gioiosa perché rifiutata da una società che impone altro e rifiuta il vento. Lei è una piccola e meravigliosa donna che ha accettato quella società e lavora come cameriera in un albergo per gli altri, proprio sul mare in un mondo che si riempie di colori e di persone vive bramose di gioia, sogni, danze,  vogliono solo divertirsi e stare bene in un certo periodo dell'anno. Entrambi, sia lui che lei  vivono dell'incipit di ogni sogno senza chiedersi nulla di ciò che non serve, se non quanto basta per addormentarsi. I due un giorno s'incontrano per caso o forse  per una scintilla dei quanti, lui riconosce lei e lei lui. Avvertono di sapere tutto l'uno dell'altro, almeno tutto quello che conta e non importa il domani, importa essersi ritrovati e senza alcun diritto a possedersi, senza avvertire null'altro se non il bene di quello stare assieme. Il primo bacio è così naturale, inaspettato, irrefrenabile, nasce da un incrocio di sguardi lì sulle scale, con i corpi morbidi e indifesi, desiderosi di assaporarsi, sì proprio come dentro a un film, ma tutto vero dentro  a un sogno. Quel ritrovarsi è senza ieri, e il brivido dell'amore sublime è lo stesso immenso mistero che fa vibrare la vita in tutto ciò che la possiede. Sono poveri entrambi e con altre storie accanto,  e sono storie che sono certe, ma divenute in un attimo di un'altra dimensione  assurdamente non parallela ma la stessa. Lei gli dà un piccolo lavoro, quello che può, per rivederlo, riparare i costumi da bagno degli ospiti, un borsone pieno di costumi nuovi e colorati ma tutti uguali dello stesso modello, tutti scuciti nello stesso punto, e lui accetta. Lo farà a mano con ago e filo. Loro due si appartengono e lo sanno, ma non possono uscire dai limiti di un sogno da esplorare che pur liberando il sublime dell'amore, senza spiegarlo, senza costruirlo con una storia, è riuscito ad aprire una dimensione vera di un sogno in un'altra. I racconti di constantine.

Barboni

Attraversavano la strada assieme, erano della stessa altezza, la scelta della miseria livella le misure facendo chinare le schiene per trovarsi. Lui aveva una barba incolta e sporca, un poco ricordava Verdi. Era tutto sporco, sporchi i jeans, i capelli e sporco il giubbotto dove si toccava la schiena abitualmente, perché ne aveva dolore e lo si capiva dalla smorfia. L'età, vent'anni in meno di quelli che mostravano, forse la mia. Lei aveva dei capelli ispidi, rovinati con tante chiome sciolte come la lana dei vecchi cuscini di mia nonna quando la rovesciava a terra d'estate per lavarla e allargarla. Chiome nere e grigie e bianche, visi stanchi e amorevoli quanto duri, tutto maledettamente sporco, la città è sporca e la gonna è sporca, lucida per l'usura contro il marciapiede dove pisciano i cani. Portavano pesanti e fragili buste con il cibo preso dai cassonetti del discount... alle otto del mattino. Ogni giorno tra le altre mani tese ma libere ci sono le loro. Attraversavano la strada come dei turisti spaesati, come dei bambini senza genitori e le macchine sfrecciavano e io ho atteso... preso da mille domande troppo più grandi di me, tutte senza risposte, troppe per me. Vite, vite e storie altrui, sofferenza, miseria, impossibile da capire quanto sia frutto di una scelta e quanto sia invece destino. Temporali, fulmini, e il tempo che muore, il grigio nel cielo. Dove andranno dopo che hanno attraversato questa grande assurda infinita strada? Una ragazza e la sua giovinezza, con la sua freschezza e la sua panda rossa fiammante va di fretta, e suona , suona loro addosso, arrogante, con l'innocenza degli stronzi. La osservo e mi chiedo con quali occhi guarda e cosa non vede... lei va di fretta, non è colpa sua, la vita l'aspetta, la vita è la sua vita... bene! Giuro, l'ho superata e mi ci sono messo davanti, ho rallentato con lo stesso passo dei due barboni innamorati , oh, sì!!! Ha suonato, rossa per la rabbia, e le ho detto con tono da barbone mendicante : mi dispiace ma la macchina va a una sola candela. Ma io ho una diesel, e la strada si è fatta stretta come un binario, tutti suonavano e io sbuffavo nuvole bianche fino al cielo con la mia locomotiva del cuore, infame e inutile giustiziere , fanculo signorina arriverà tardi stamattina.

giovedì 4 aprile 2019

Un giorno ribelle





In un giorno ribelle alla primavera,
tutto quello che è rimasto
ed è sopravvissuto alla resa
delle passate stagioni:

il grigio che incombe 
ed esalta il cielo e lo stende oltre i confini dell'uomo, 
lo cavalca e ne imbriglia la luce;

la pioggia,  la madre che nutre la terra;

il freddo, il severo pianto di un mondo che non cede 
che dona l'infinito al silenzio e libera ogni suono, ogni voce, 
ogni giusto, ogni anima dalle catene 
e dalle bocche volgari voraci del nulla;

il tuono di un uccello  che  squarta il cielo dell'uomo 
per un cielo divino sulle cime imponenti e supplicanti 
degli alberi di un bosco di castagni;

la eco che ha voce e non  ripete.

L'amore non rinuncia a ricordare
e annota la misura umana del tempo.
Tutto questo dentro di me
in un giorno ribelle.








Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...