Attraversavano la strada assieme, erano della stessa altezza, la scelta della miseria livella le misure facendo chinare le schiene per trovarsi. Lui aveva una barba incolta e sporca, un poco ricordava Verdi. Era tutto sporco, sporchi i jeans, i capelli e sporco il giubbotto dove si toccava la schiena abitualmente, perché ne aveva dolore e lo si capiva dalla smorfia. L'età, vent'anni in meno di quelli che mostravano, forse la mia. Lei aveva dei capelli ispidi, rovinati con tante chiome sciolte come la lana dei vecchi cuscini di mia nonna quando la rovesciava a terra d'estate per lavarla e allargarla. Chiome nere e grigie e bianche, visi stanchi e amorevoli quanto duri, tutto maledettamente sporco, la città è sporca e la gonna è sporca, lucida per l'usura contro il marciapiede dove pisciano i cani. Portavano pesanti e fragili buste con il cibo preso dai cassonetti del discount... alle otto del mattino. Ogni giorno tra le altre mani tese ma libere ci sono le loro. Attraversavano la strada come dei turisti spaesati, come dei bambini senza genitori e le macchine sfrecciavano e io ho atteso... preso da mille domande troppo più grandi di me, tutte senza risposte, troppe per me. Vite, vite e storie altrui, sofferenza, miseria, impossibile da capire quanto sia frutto di una scelta e quanto sia invece destino. Temporali, fulmini, e il tempo che muore, il grigio nel cielo. Dove andranno dopo che hanno attraversato questa grande assurda infinita strada? Una ragazza e la sua giovinezza, con la sua freschezza e la sua panda rossa fiammante va di fretta, e suona , suona loro addosso, arrogante, con l'innocenza degli stronzi. La osservo e mi chiedo con quali occhi guarda e cosa non vede... lei va di fretta, non è colpa sua, la vita l'aspetta, la vita è la sua vita... bene! Giuro, l'ho superata e mi ci sono messo davanti, ho rallentato con lo stesso passo dei due barboni innamorati , oh, sì!!! Ha suonato, rossa per la rabbia, e le ho detto con tono da barbone mendicante : mi dispiace ma la macchina va a una sola candela. Ma io ho una diesel, e la strada si è fatta stretta come un binario, tutti suonavano e io sbuffavo nuvole bianche fino al cielo con la mia locomotiva del cuore, infame e inutile giustiziere , fanculo signorina arriverà tardi stamattina.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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giovedì 11 aprile 2019
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