Certe notti sono essenza di vita, la loro solitudine è assai più onesta di una cena e di un appuntamento mondano, forse sono queste le notti di Alda... tutto dorme, il mondo dorme... la mia anima racconta ed io ascolto... chiudendo gli occhi ogni tanto...che importa questo esser solo... il merlo dello cinque nemmeno lo sa quanto io attendo il suo canto.
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Dalla finestra.
Satie va giù per la strada del paese
come un cavallo stanco che ritorna a casa.
Un vento gelido in una notte di
agosto è sul mio viso, e
non ha alcuna ragione di essere qui.
Un fiume di gente china al destino,
silenziosa, senza sorriso
mi viene incontro,
mi attraversa.
Oh! Quelle facce di tempo immortale
giunto alla fine, e io controcorrente,
la mia mano tesa a quegli sguardi sgomenti.
La solitudine e la malinconia
mi calano addosso nella
luce calda che mi disegna per terra.
La mia forma,
la mia sostanza.
La mia mente non possiede cuore.
Dove ti ho lasciato cuore mio?
Quando ti ho perduto?
E tu mente dove mi stai portando?
È dunque questa la verità?
Il freddo sul viso in una notte d'estate?
Ciò che manca, manca.
I suoni lontani,
le luci colorate oltre l'infinito,
le onde del mare che si dipingono di luna,
le sue mani,
i suoi capelli,
il suo corpo,
i suoi pensieri,
il suo sorriso dopo ogni follia,
le sue labbra libere chissà dove.
Qui non reggono le illusioni e qui io cado.
Le mie ginocchia riposano,
e Satie ritorna a casa.

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