Nascono così i romanzi d'amore, ma io non ho voglia di scriverlo, tuttavia ve ne dono un frammento; l'istante di un bacio. Lui è uno che non sono io e che ha una mente piena di sogni, lui è davvero il vento. Lui corre da un fiore all'altro senza un vero intento, perché cosi è nato. Incapace di costruire una casa, tuttavia vivere assieme a lui è come correre verso un abbraccio anche se non avviene mai, insomma è qualcosa d'inutile per chi non ha follia. Può un personaggio così fare una cosa fuori da questo mondo, far sentire come unica la propria vita, e far volare chi gli sta accanto senza che lui nemmeno se ne accorga. È una forma di empatia che è somma, semplicemente si compie una magia che finisce nell'attimo in cui si vuole possederla. Ma una magia resta sempre una magia. Lui vive in un'ombra di una delle più belle città di mare e di turismo che esista al mondo. E la sua non è una vita gioiosa perché rifiutata da una società che impone altro e rifiuta il vento. Lei è una piccola e meravigliosa donna che ha accettato quella società e lavora come cameriera in un albergo per gli altri, proprio sul mare in un mondo che si riempie di colori e di persone vive bramose di gioia, sogni, danze, vogliono solo divertirsi e stare bene in un certo periodo dell'anno. Entrambi, sia lui che lei vivono dell'incipit di ogni sogno senza chiedersi nulla di ciò che non serve, se non quanto basta per addormentarsi. I due un giorno s'incontrano per caso o forse per una scintilla dei quanti, lui riconosce lei e lei lui. Avvertono di sapere tutto l'uno dell'altro, almeno tutto quello che conta e non importa il domani, importa essersi ritrovati e senza alcun diritto a possedersi, senza avvertire null'altro se non il bene di quello stare assieme. Il primo bacio è così naturale, inaspettato, irrefrenabile, nasce da un incrocio di sguardi lì sulle scale, con i corpi morbidi e indifesi, desiderosi di assaporarsi, sì proprio come dentro a un film, ma tutto vero dentro a un sogno. Quel ritrovarsi è senza ieri, e il brivido dell'amore sublime è lo stesso immenso mistero che fa vibrare la vita in tutto ciò che la possiede. Sono poveri entrambi e con altre storie accanto, e sono storie che sono certe, ma divenute in un attimo di un'altra dimensione assurdamente non parallela ma la stessa. Lei gli dà un piccolo lavoro, quello che può, per rivederlo, riparare i costumi da bagno degli ospiti, un borsone pieno di costumi nuovi e colorati ma tutti uguali dello stesso modello, tutti scuciti nello stesso punto, e lui accetta. Lo farà a mano con ago e filo. Loro due si appartengono e lo sanno, ma non possono uscire dai limiti di un sogno da esplorare che pur liberando il sublime dell'amore, senza spiegarlo, senza costruirlo con una storia, è riuscito ad aprire una dimensione vera di un sogno in un'altra. I racconti di constantine.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
visite
scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
-
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...
-
Foto gentilmente concessa da Monica Vecchio copyright privati I ragazzi ritornano di notte scavano la sabbia e accendono ...
Terra di Puglia
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...
Nessun commento:
Posta un commento