venerdì 6 settembre 2019

Il poeta dei poveri

Il poeta dei poveri
è ingenuo  
è saporito
è come il pane di una volta
 
è il vento d'agosto 
tra i frutti pregni di succo
che profumano di mela

tacita la sete con
le angurie mature 
e gli squarti di sangue  trovati 
in mezzo al grano proprio
quando diviene Sole

affonda le radici nella terra ma 
le dita gli occhi  e  il cuore li ha immersi 
nei colori sciolti del matto 
di Gualtieri



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Il poeta dei poveri
sbaglia gli apostrofi,
e scrive una sua grammatica.
La sua poesia sgorga fresca,
pura, ingenua e saporita
come il pane di una volta,
come frutti pregni di succo e sostanza,
raccolti sull'albero dimenticato
nel giardino mai curato.
I versi di questo poeta tutto matto
hanno emozioni che profumano di mela,
o forse sono squarti di sangue vivo,
angurie dolci, mature, saporite,
scoppiate in mezzo al grano.
Storce il naso il fico
che si vanta  di esser colto e secco,
da più di un secolo,
se solo sapesse quanto conta la terra
dove affonda le radici,
se solo avesse una sola volta
infilato le dita, gli occhi, il cuore,
nei colori del pittore matto di Gualtieri...

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