sabato 29 dicembre 2018

Impazzire d'amore - pezzettino di carta




Per impazzire d'amore 
non c'è una montagna da scalare 
o un grande campo da attraversare, 
c'è solo un attimo prima e un attimo dopo.

giovedì 27 dicembre 2018

il Maestro











Vi racconto una storia risale al 67, ve la racconto perché l'avevo dimenticata, ma in questi giorni di Natale ho incontrato, un compagno d'orfanotrofio di quel tempo.
- ma tu sei Michele...  ?
- si
- io lo sai chi sono?
- un Michele pure tu?
- sì... sono Marotta... sono Michele Marotta...
- cavolo, sempre il vocione hai... come stai?
- bene Michè... uè fammi vedere le mani.
- le mani?
- sì sì fammele vedere...
- e che ci devi fare con le mie mani? E va bene ... ti faccio contento... tiè...
- eccole qua,  e so' delle belle mani Michè... ma tu te lo ricordi quante mazzate hai preso? Il maestro P.  l'istitutore, quello ogni mattina ti menava, noi lo sapevamo tutti  che lo faceva apposta, e  tu niente non gli hai mai dato soddisfazione,  mai un grido, mai una lacrima... nemmeno quando girava la riga, quel bastardo.
- e va bene, dai è andata così.
- no no, quello all'inferno deve stare! eh! Quello picchiava te per tenere l'ordine, e poi  tu eri l'unico esterno, secondo lui tu la tenevi una casa tua,  secondo lui eri fortunato...cazz'  ne sapeva isso ?!
- Marotta, ma che importa dai... però sai una cosa? Adesso che me lo hai fatto ricordare, ecco... ora so perché di notte mi fanno male le mani ( sorrido)- Fatti abbracciare e Buon Natale.
....

Da bambino ero chiamato lo scientifico. Perché ero l'unico scugnizzo che studiava con piacere,  alla luce di un mozzicone di candela,  e perché cercavo le risposte a domande difficili e poi perché raccontavo storie. Erano storie per non morire, storie per bambini di genitori distratti dalla vita e di una società che nemmeno sapeva che noi esistevamo.

fiore di carta



Sono  il disegno di carta 
di un bimbo tenace che non volle la vita 
così come gli era capitata.
Mi strappò da una paginetta del suo diario 
e subì uno schiaffo per quello spreco, 
m'infilò nella terra 
ai piedi di un pino 
e lì quando venni dimenticato 
io misi radici.

martedì 25 dicembre 2018

Cuore di Luna









ero sceso in strada e mi guardavo intorno nel cielo, perché lei doveva esserci, invece non c'era. Ho pensato che forse era corsa avanti verso ovest, per farsi bella sul mare, ma niente, non era visibile e nemmeno era a est. Ho chiesto a tutti : qualcuna l'ha vista? Niente, mi hanno preso per matto... “si sarà nascosta dietro una stella” così un passante per prendermi in giro... mentre io ripetevo.... “dove sei, dove sei?”. Ho preso l'auto e sono corso su in collina, non c'era... “dove sei... dove sei?” ripetevo dentro di me e ho chiesto a un vento freddo di darmi voce, e lui : “in cambio di cosa? ” - “Quello che vuoi ”- ho risposto. E mentre quel vento diveniva sempre più audace e ingiusto nei suoi calcoli, da dietro il bosco di pini, accanto alla roccia, quasi dove sorge il sole... nascosta a tutti, ella ha sussurrato e il vento è arretrato. “Poeta grazie di avermi amata, mi ero addormentata nella tua malinconia... prendi il mio cuore... tienilo tu, fino a domani”- così mi ha detto.

Cuore di Luna

sabato 22 dicembre 2018

La civetta










I giovani merli rischiano la vita poco prima dell'alba,
la civetta è arrogante, pronta a ucciderli per un nulla.
I merli sono come ragazzini distratti, giocano sempre alla primavera.

venerdì 21 dicembre 2018

il freddo








Vorrei entrare
nella mente
di quei viaggiatori
che trovano pace
in coperte umili e miracolose
offerte dalla pietà degli uomini.
Che dormono sugli scalini sporchi 
del grigio quasi nero
del cancro di ogni tempo
innanzi ad antiche chiese 
già morte alla vita.
Vorrei sentirlo tutto 
il loro freddo, 
il loro dolore
per conoscere la natura del mio.
Vorrei lasciarmi amare
dal loro sonno di libertà.
Lì muore 
il tempo dell'attesa,
e ogni ferita resta aperta 
ma senza più paura.
Un uomo santo
nel suo ultimo tratto
seppur amato 
non viene risparmiato,
mille mani di giusti 
sono tese eppure nessuna mano
è degna.
Ah, se l'uomo sapesse!
E a toccarlo,
a lavarlo a nutrirlo
fino all'ultimo respiro,
sono le mani
di un uomo venuto dal nord,
un uomo in fuga,
che non possiede una casa,
un uomo incerto,
un uomo senza radici,
un uomo con un colore di pelle 
non amato,
che nemmeno sa 
di quale disegno del destino  
è strumento.
Fa freddo questa notte, 
voglio sentirlo
il freddo della strada,
il silenzio,
l'aria bagnata che si riposa addosso,
I topi delle fogne,
e la luce che cade in terra 
e forma piccole pozzanghere 
dove scorre la vanità degli uomini 
e la mia.

--- Il freddo - m.constantine




domenica 16 dicembre 2018

il cuore fa male

Di notte, a volte, il cuore fa male e così ti chiede di restargli vicino fin quando non si addormenta

l'amore in autunno

E' bello amare,
è bello appartenere.
E' proprio così,
l'amore in Autunno.
E' il vento questa mattina. 
E' lì tra gli alberi,
rincorre il canto degli uccelli,
in un cielo ancora buio.
Mi copro
con le lenzuola
perché ho freddo,
è sul vetro,
è nell'aria,
mi è intorno e
suona e bacia ogni dove,
tutto travolge:
le foglie,
le porte,
le ali degli uccelli,
soffia nel mio cuore,
attraversa,
getta tutto all' aria,
e lascia il senso del vuoto
di un mondo mancato.

venerdì 14 dicembre 2018

Racconto di Natale

Io lo ricordo quel giorno d'estate, con la giovinezza dei miei vent'anni, decisi per il mare. Sì, ero innamorato e mi portai dietro la mia ragazza e le sue due sorelle. Il mio rapporto con il mare è stato sempre prudente. Io non so nuotare bene... avrei voluto imparare, ma lì ci avevo perduto mio padre e quindi mia madre lo odiava con tutte le conseguenze per me. Da ragazzi a mare ci si va comunque e io lo amavo il mare. Quello più vicino era un mare di morte, ma pensavo che quelle erano storie brutte ... destinate agl'imprudenti, a chi esagerava. Una strana marea ci portò in una buca profonda diversi metri, io ero alto e sapevo darmi spinta e con quella spinta salvai tutti... ma non me. Rimasi in mezzo al mare a fare l'ascensore, una volta, due volte... intanto salutavo la mia vita. Mi dissi:questa è l'ultima volta che risalgo... -  il mare era cresciuto o le mie gambe erano più deboli... uscì solo la mia mano e mi lasciai andare, nello stesso istante mi sentii tirare su con forza. Un bambino in mezzo al mare mi sollevò e il mare si ritirò. Ero salvo e livido, lo guardai negli occhi e con quelli lo ringraziai, chiedendomi dove aveva preso quel bambino così tanta forza... più avanti tutti mi aspettavano... io mi girai ancora barcollante verso l'infinito e non c'era più nessuno e nessuno aveva visto nessuno, ma solo me venire fuori dal mare.

mercoledì 12 dicembre 2018

Incantesimo





Un incantesimo della notte
un dono della luna.
Ci siamo vestiti 
come se ci stessimo spogliando,
con i sensi a raccontarci il mare.
Il mare non ha fretta 
possiede  l'onda che seduce e
la malinconia s'è presa il cuore,
una coperta caduta mi ha lasciato nudo,
è stato il freddo, sì! È stato il freddo,
non sei stata tu, la colpa è solo sua.

amare




In questo continuo ripetersi 
il tempo divora se stesso.
L'amore cambia tutto e
tutto si complica
perché l'amore non è un gioco.
Uso il fuoco del camino
per fermare il tempo 
e correre distanze per luoghi veri,
non mi basta una sola vita
per conoscerli tutti
non potrò dire che ho vissuto 
ma solo che ho amato.




foto google m.marchesi

lunedì 10 dicembre 2018

fresco del mattino

·
Se ami abbastanza 
puoi unirti al fresco del mattino 
e accarezzare ovunque sia 
il viso di chi ami, 
e puoi lasciare un bacio 
senza che nessuno se ne accorga.

martedì 4 dicembre 2018

In memoria di Anna e dei suoi bambini.


Nel grigio
di un giorno di pioggia
un angelo d'amore tradito 
ha accarezzato il sonno 
e ha rotto il confine 
insieme alle principesse delle fate 
ai principi degli elfi  
come venuti al mondo.
L'amore protegge così tanto 
da chiedere alla vita di morire?
Oh... madre... madre 
quanto amasti in così tal dolore?
Nel bosco delle margherite, 
tra i fiori di campo 
e gli aranci con le radici al cielo
i bimbi hanno fatto capriole
e dai petali di zagara 
è caduto l'amore 
ha asciugato le lacrime di una madre 
ritornata bambina.
Il mondo ha trattenuto il respiro,
"che non si sappia"
ha gridato il custode 
gettando la terra nella fossa.

In memoria di Anna e dei suoi bambini.

venerdì 30 novembre 2018

Lasciarsi







Indossammo
uniformi ben cucite,
assai più grandi di noi,
fatte di lana buia e bottoni neri
Le gambe ci divennero di legno,
dritte come pali solitari di una vigna morta.
Ci ritrovammo senza sorriso
estranei spaventapasseri
di un campo non più  nostro,
noi che eravamo stati sempre nudi,
noi che amavamo correre,
che avevamo cento ali,
noi che stancavamo il sole,
noi che danzavamo la pioggia,
non ci amavamo più.

mercoledì 28 novembre 2018

Paura d'amare

"Ho avuto paura".

Quale uomo 

potrà mai esser pronto nel cogliere 

un così fragile e tenero respiro?

Mio fiore di mare.

Mia tremula stella.

sabato 24 novembre 2018

Viaggiare

Se proprio non c'è una casa da cui partire o un porto dove arrivare, c'è sempre un viaggio da poter fare. Un viaggio da vivere con un sogno accanto  e farlo durare il più possibile, e  mai arrivare.

giovedì 22 novembre 2018

La bellezza - pezzettino di c.

La bellezza è un fiore con cento petali, che ognuno vuol toccare. Chi la possiede sceglie tra tante dita tese, è strano come il più delle volte preferisce chi strappa via un petalo  piuttosto che chi sa amare senza distruggere

sabato 17 novembre 2018

Nella mia mano


La poesia mi parla del tempo 
e degl'immortali, e io la prendo a calci.
Non voglio finire in mezzo a un libro,
voglio l'amore che si tocca, 
voglio gli abbracci,
voglio la verità stretta a me fino a farmi male.
Voglio le tempeste, 
i cieli azzurri, i baci bagnati,
gli sguardi da scoiattolo e quelli delle fate.
Voglio la fiamma qui in mezzo al cuore 
e gridare - è mio questo amore!
Voglio baciarlo quel cuore giù per strada, 
e fermarmi ogni due passi per poi baciarlo ancora. 
Voglio sentire il rumore e il profumo del caffè ogni mattina
e impazzire per la tua bocca che corre verso la mia..


La poesia
mi parla del tempo e degl'immortali
ma io la prendo a calci.
Io non voglio finire in mezzo a un libro.
Voglio l'amore che si tocca, 
voglio gli abbracci,
voglio la verità stretta a me, 
fino a farmi male.
Voglio l'amore fatto di tempeste,  
e i cieli azzurri e i baci bagnati,
gli sguardi da scoiattolo e 
quelli delle fate.
Voglio la fiamma qui
in mezzo al cuore,
e gridare è mio questo amore!
Voglio baciarlo quel cuore 
giù per strada e fermarmi
ogni due passi fino alla fine. 
Voglio sentire il rumore e 
il profumo del caffè ogni mattina, 
pronto a un giorno nuovo,
e impazzire per la tua bocca 
che  corre verso di me 
per darmi un bacio.

mercoledì 14 novembre 2018

Dimenticare un bacio - pezzettino di carta









Quando ci si dimentica di un bacio...  si è già morti.








photo google

La mia prima donna - la fotografia





















La mia prima donna era così giovane e bella, scelse lei di essere mia e nelle mie mani, le bastavano i miei occhi. Quante giornate assieme... sdraiati a rotolarci abbracciati sull'erba in primavera, sui tetti delle case d'inverno, a bagnarci di pioggia e poi a puntare le stelle di notte, a sentire dentro di noi tutto il mondo intorno. Si sa le cose in amore vanno come vanno. Stamattina l'ho rivista, le ho regalato i fiori che le compravo per il suo cuore... non so bene il perché, ma l'ho rifatto. Era come se lei stesse lì in attesa, ancora bramosa di me, delle mie carezze. Accorto a non destare sospetti alla mia di adesso, l'ho presa e le ho ridato vita. Dapprima incerto, il suo cuore era sorpreso, ma poi ha ripreso a battere ed io lo sentivo vibrare tra le mie mani e piano piano mi ha riconosciuto, giuro, anche il mio cuore ha preso a battere forte. E poi ricordi... Dio... i ricordi... io l'amavo perché lei e solo lei aveva occhi splendidi e nitidi su ogni cosa che osservavamo assieme, mi mostrava l'anima e  forse la mia la possiede ancora lei. Il mio primo sorriso nacque così, toccandola, vedendola felice, mentre la scoprivo... lei con il cuore di una trentenne, proprio lei una Dimagez20,  era una Minolta innamorata e solo di me, e oggi abbiamo corso ancora una volta assieme. 

giovedì 8 novembre 2018

pezzettino di carta - autunno 2018


Oggi anche il cielo tradisce, lo fa continuamente... dalla pioggia al sole e dal sole alla pioggia... somiglia tanto all'amore... poi finge di dimenticare.

martedì 6 novembre 2018

Il tempo sul fiume




























Una lacrima 
sulla sponda del fiume 
tra aironi  stanchi e giovani garzette. 
Ero un guerriero senza paura,
corri ti dicevo mentre affondavo
e abbracciandomi a un bacio 
allora volavo.



ph. m.fernandez

domenica 28 ottobre 2018

Hija de zeus










Escribo versos y hechizos,

Con palabras vividas

Algunas olvidadas

Las más secretas

Entre hombres

Inconscientes de que ya están muertos

Y vivo en tus ojos

Saboreando mis lágrimas

Junto a las tuyas,

Mi Flor

Mi aliento de manzana

Mi piel... en mi piel

Mi amada hoja de mis heridas

He dejado de lado para ti

Un rasgo del cielo y

Un beso robado,

Porque sé que lo amas,

Las verdes madres de roca,

La Tierra,

Un joven viento para tus carreras

Un vuelo de golondrinas en fiesta

El petirrojo del valor

De los árboles solitarios preciosos guardianes

El silencio y

Cada melancolía que gana en el mundo.

El olor de la menta,

Uvas de fresa

La humedad fresca que moja los recuerdos

La oscuridad de la noche que sabe abrazar

El deseo

Una Flor de sol brillando al amanecer

Una cepa de leña para calentar

Un corazón que tiembla

Un Prado para dejarse ir

La frontera con una estrella

Al otro lado del universo,

Y finalmente he grabado cada promesa en mi cuerpo

Mi amor,

Corre al mar, hija de Zeus.

--- hija de zeus -


ph. m.f.

venerdì 19 ottobre 2018

Domanda alla Luna



- Guarda,  luna... guarda pure...  leggi, è il diario di una ragazzina di cento anni fa... l'ho trovato per     caso... scrive dell'amore e lo fa come una  farfalla... è così piena di grazia.

- è una scrittrice amico mio, è poesia il suo sangue.

- dimmi Luna... cos'è  un poeta?

- È  solo uno splendido albero,  possiede un universo di stelle, e tenace 
  brama un cielo dove  dispiegarle tutte per farne  una grande vela capace di       muovere il mondo intero.




ph. m.f.

pezzettino di carta - la mediocrità

La mediocrità diventa un male del mondo  solo quando si mette a costruire le proprie mura...

Nannina




Giù,  alla fine del paese,  ci abitava Nannina. L'avrò vista solo cento volte,  una vecchietta con il tuppo, sui novanta, con la faccia di una madonna vecchiarella. La sera sul tardi, d'estate, passavo sotto la sua finestrella  e lei era sempre lì affacciata ad aspettare - Buona sera giuvino' – . Mi faceva piacere quel sorriso d'altri tempi  e poi mi faceva sentire giovane, in fondo che  mi costava una risposta - Buona sera signora bella - e quella sorrideva, ed era contenta per quell'istante  senza solitudine. Poi non l'ho vista più,  fin quando non ho letto il suo nome sul manifesto... Anna detta Nannina nata Carozza vedova Cavallo... eh sì!  Era nata con le note di una principessa. L'altro giorno, per caso,  sono stato in quella casa dalla cui finestrella  si affacciava... e sono rimasto senza parole nel vedere tutta quella miseria  dignitosa che c'era dietro quell'affaccio, dietro quella vita umana. Un piccolo mobile tutto segnato dal tempo dell'abbandono riempiva l'intera parete e metà di quel buco, i cassetti erano tutti aperti, pieni di polvere  e di cose inutili, vecchi confetti, rocchetti di cotone sbiadito,  qualche ritaglio di foto, ricordi pieni di crepe...   tanta la polvere e la terra che cadeva dal soffitto, una vecchia sedia di paglia tutta sfilacciata, un raggio di sole finito lì per rimbalzo...  come l'opera del migliore dei  pittori a faccia a faccia con il senso sgomento del vuoto di chi non esiste più. Sotto questa finestra la strada si stringe... una sorta d'accompagno, e quando è sera nel passare di lì io sento le mura stringersi intorno a me,  si fa  tutto più sotto, la luce e pure l'ombra,  come se mi si volesse dire qualcosa e così io con un pizzico di follia..." buona sera signora bella ".




mercoledì 17 ottobre 2018

Quel che non si raccoglie










Si danzò intorno al fuoco, ma la pioggia non ascoltò.

Dapprima leggera, poi si fece forte, sempre più forte, così nella notte, ma nessuno se ne  accorse e il sole asciugò.

Di nuovo al mattino, il fuoco fu ripreso, 

- ”prima o poi pioverà”-

disse la donna, ed era la più saggia.



ph.m.f.

martedì 16 ottobre 2018

Poi chissà, forse... ritornare.




Il mio amore
è nelle mani
di chi ho amato.
Il mio nome
nell'aria si ripete
e assieme gli do voce.
Quando
il cuore mi fa male,
io volo dal costone,
è una corsa verso il mare
dove l'anima mia è monda,
e non senza paura
che non ritorni l'onda.
Tutta la mia vita
è su quel confine solitario,
spesso mi ci  sono rifugiato.
Sulla battigia
i miei segreti...
tutto quello che ho toccato,
tutte le parole che ho mancato
tutti gli abbracci che avrei voluto dare,
tutte le mie attese
e le corse
i sogni...
tutto quello che è mio è lì,
anche le risposte che avrei voluto dare e
quelle che avrei voluto avere.
C'è un incantesimo in quel luogo,
un ultimo sguardo
per non dimenticare,
poi chissà, forse...
ritornare.



domenica 14 ottobre 2018

michele constantine




Nací en Caserta en el centro histórico y, a mitad de mi vida, estaba cansado de llenar cajas con números, millones de páginas que nadie quería preservar, incluso absolutamente destinadas a ser inútiles y condenadas a ser destruidas. La primera poesía es también el recuerdo más remoto de mi vida. Lo escribí en un invierno de 1963, no lo escribí en una hoja de papel. Recuerdo que era de madrugada y la lluvia estaba cavando la calle creando un sin fin de pequeñas fuentes, el aire era frío y la lluvia helada, yo estaba en los brazos de mi madre oculto bajo un abrigo de lana, resistente, lo único que poseía. Era nuestro, era un colchón, era la manta y también era un abrigo. Desde allí, miré a mi madre, que no tenía miedo de la lluvia, a partir de ahí mire a mi madre y me pregunté por qué los otros tenían un paraguas y ella no. Sólo esto me preguntaba. Después de una publicación con páginas de la E. Pecora, decidí caminar solo y tratar de escribir por mi cuenta lo que tenía dentro.
Así que me convertí en el autor de un muy querido volumen de poemas de amor, libre en la WEB, poemas titulados, historias y trozos de papel (2015), todo en un blog en el que recogí mis pensamientos en un diario. Hoy este blog tiene más de cincuenta mil visitas. Escribo sobre mis emociones en facebook, mientras los acontecimientos de la vida están en él y los dejó leer a mis amigos que no fueron elegidos por casualidad, amigos de todo el mundo.
El sueño continúa, recoge parte de los escritos publicados en la web después de 2015, hasta algunos poemas muy recientes, estos últimos ya compartidos en varios países de Europa, traducidos libremente por amigos , solo lectores reunidos por diseño del destino,en un contexto social.

Michele Constantine es seudónimo de Michele Fernández, estimado economista de negocios. Ha colaborado en algunas publicaciones locales de legislación económica y durante un cuarto de siglo, ha practicado la profesión libre. Es un padre afectuoso, sorprende su carácter introvertido.
Definido como un soñador, Michel Fernández es un hombre que ama a aquellos que se atreven a soñar, y todos aquellos que saben cómo ser generosos para un mundo mejor.

Traducción de la contraportada del libro II sogno continua.
Michele Constantine.



Sono nato a Caserta nel centro storico e, a metà della mia vita, ero stanco di riempire scatole con numeri, milioni di pagine che nessuno voleva preservare, anche assolutamente destinate ad essere inutili e condannate ad essere distrutte. La prima poesia è anche il ricordo più remoto della mia vita. L' ho scritto in un inverno del 1963, non l'ho scritto su un foglio di carta. Ricordo che era di mattina e la pioggia stava scavando la strada creando una serie senza fine di piccole fonti, l'aria era fredda e la pioggia ghiacciata, io ero tra le braccia di mia madre nascosto sotto un cappotto di lana, resistente, l'unica cosa che possedeva . Era nostro, era un materasso, era la coperta ed era anche un cappotto. Da lì ho guardato mia madre, che non aveva paura della pioggia, da lì ho guardato mia madre e mi sono chiesto perché gli altri avevano un ombrello e lei no. Solo questo mi chiedevo. Dopo un post con le pagine della E. Pecora ho deciso di camminare da solo e ho cercato di scrivere da solo quello che avevo dentro.
Così sono diventato l'autore di un caro volume di poesie d'amore, libero sul web, poesie,racconti  e pezzettini di carta (2015), tutto in un blog in cui ho raccolto i miei pensieri in  diario. Oggi questo blog ha più di  56mila visualizzazioni. Scrivo le mie emozioni su Facebook, mentre gli eventi della vita sono in corso e li  lascio leggere ai miei amici che non sono stati scelti per caso, amici di tutto il mondo.
Il sogno continua, raccoglie parte degli scritti pubblicati sul web dopo il 2015, fino ad alcune poesie molto recenti, questi ultimi già condivisi in diversi paesi d'Europa, tradotti liberamente da amici, solo lettori riuniti per disegno del destino, in un Contesto sociale.

Michele Constantine è pseudonimo di Michele Fernandez, stimato economista d'affari. Ha collaborato ad alcune pubblicazioni locali di legislazione economica e per un quarto di secolo ha praticato la professione libera. E ' un padre affettuoso, sorprende il suo carattere introverso.
Definito come un sognatore, Michel Fernández è un uomo che ama coloro che osano sognare, e tutti coloro che sanno come essere generosi per un mondo migliore.

sabato 13 ottobre 2018

La mia vita

Le ho detto  - dai, siediti accanto a me, stasera cena con me - . E' la mia vita, ma senza di me. È una bella donna, è elegante, precisa, ha gusto e armonia.  Non la immaginavo così... come a un primo appuntamento è dolce, silenziosa,  ed è qui accanto a me. E' solo per me, è qui seduta e ho la mia mano sulla sua... è lei, è la mia vita... esiste in me, è la mia solitudine, ed  è straordinaria... così diversa dal mio disordine,
è mia... solo mia... non ci guardiamo intorno, siamo solo noi... sono solo io.





photo. m.f.

venerdì 12 ottobre 2018

Quei due






Quei due devono essersi scelti in culla. Li ho visti sempre insieme, uniti nei loro progetti , stesso passo per mai lasciarsi, anche il tempo delle parole era uguale. Lui ha avuto un'esplosione nella testa, nella sfortuna la fortuna di poter camminare e di poter compiere gli atti essenziali... ma non può più parlare. Il silenzio. Non avrà e non ha che lo sguardo e il tatto per confortare, e non potrà replicare a parole gettate in viso... eppure lo giuro... oggi li ho rivisti per strada... stesso passo, mano nella mano e l'amore... Dio! Come li abbracciava.



photo m.f.

me



Che non abbia tutte le parole io lo so, l'ho sempre saputo, e non solo quello, non posseggo nemmeno gli schemi naturali che nel tempo si acquisiscono per distribuirle sempre in armonia tra loro e nel modo più giusto. Non posseggo la memoria sequenziale, non posseggo quella diretta e conseguentemente la mista è un'illusione.   La mia è una memoria emozionale, di quelle forti che ti toglie la parola, che blocca la mente e interrompe il pensiero... dammi tempo.... dammi tempo... le mie parole da sempre. Con questa mia difficoltà ho vissuto tutta la vita. Immaginate un bambino che inizia a scrivere qualcosa su un foglio bianco e non lo riconosce e strappa il foglio e ricomincia d'accapo e poi ancora ancora. Manca sempre una prima parte, mancano le fondamenta su cui poggiare, io sono nato così senza fondamenta. L'unica possibilità che avevo era di chiudere ogni pezzettino di vita in una nuvoletta... perchè le nuvole non cadono e così ho fatto. Dio solo sa quanto mi costa... tante piccole nuvolette per formare un cielo di vita. Cieli interi tutti miei, fragili e autistici per la loro complessità,  bellezza e magia.  Tutto questo era segreto a me stesso fin quando non l'ho compreso. La mia sfida.  Ho imparato che ogni cosa è dentro di me, e che  non è andata perduta...  anzi è la terra fertile di cui mi nutro, so di cosa è composta questa nebbia e ho potuto con sacrificio renderla omogenea per essere una buona persona.

giovedì 11 ottobre 2018

Innamorandomi


tu dormi
senza tempo
e tutto di te è
nelle tue mani
io resto qui
a proteggerti
in ogni pensiero
e in ogni cielo
su cui ti adagi
innamorandomi.






ph. google

martedì 9 ottobre 2018

Scomparire


La letteratura è piena di consigli, di storie banali - " vivi oggi come l'ultimo giorno della tua vita" oppure "vivi oggi come il primo giorno della tua vita". Come se nella vita avessero più importanza le parole piuttosto che la vita stessa. Il problema non è di tutti, forse lo è solo per chi la vita la sente in modo diverso... per chi la sente troppo complicata. Tutto dipende da quello che si è pronti a pagare, perchè certe scelte hanno un costo. La prima cosa ed è la più importante, perché tutto questo discorso abbia un senso, è poter decidere di rinunciare a vivere, che comunque è diverso da morire, anzi più che una rinuncia è il bisogno di qualcosa di diverso. E' un difficile passaggio, un atto di ribellione. Piuttosto che esserci... scomparire, che poi non significa non esserci. C'è chi scompare danzando, chi suonando, chi scrivendo versi, chi dipingendo, chi lo fa nascondendosi nel bosco, e chi... correndo senza mai fermarsi. Scomparire, e non si tratta di una vile fuga o di un atto di egoismo o di eroismo ma semplicemente un tentativo di ricongiungersi a ciò a cui si ritiene di appartenere. - A volte io mi perdo nella natura e ci sto così bene da dimenticare tutto, non ho paura e non ho il tempo con me, vorrei scomparire anche fisicamente, senza divenire nulla di particolare, vorrei divenire il mio sguardo. Non vorrei essere un albero o un uccello, nemmeno un fiore o la terra, giammai l'erba che pure amo, e non certo un uomo diverso da quello che già sono, nemmeno il cielo vorrei essere... non un profumo o il freddo o la pioggia, non vorrei essere il sole o il fresco, il vento o il grillo e nemmeno l'ombra, nemmeno la Luna. Vorrei essere parte di quel tutto scomparendo... vorrei esserne la magia. 

domenica 7 ottobre 2018

Il cerchio

Questa fragile umanità è sempre presa tra il bene e il male, è utopia restare solo nel bene... come su un'isola che non c'è, la scintilla vuole che il valore del bene non sia dato dalle sue vittorie, ma dal coraggio che genera nelle sue sconfitte... se si riuscisse a comprendere questo nelle cose piccole e importanti della vita si potrebbe scoprire quel cerchio in cui Leonardo ha inciso l'Uomo.

venerdì 5 ottobre 2018

l'ultimo tempo


Ci si apre come fiori al mattino...
così come ci si arriva dopo corse da sogno ...
con  petali rotti, qualcuno ingiallito
fragili agli occhi, ci cadono addosso...
tra  voci di farfalle impietose
che vivono cento vite in un solo giorno
ignare dei bordi delle loro ali e dello stesso destino...
tutto questo per un raggio di sole
che non sa dove cade
e una goccia di vita che lo teme

giovedì 4 ottobre 2018

Scrivi


Scrivi amore mio
Scrivi di quanto male può far l'amore
Scrivi tu di me

Scrivi delle mie ombre e delle mie luci
Scrivi  dei miei occhi e di come sanno sorprendersi
Scrivi dei miei pensieri
dei miei confini e dei miei silenzi

Amore mio
Scrivi  tu delle mie attese
Scrivi dei miei segreti
Scrivi tu che hai il coraggio,
tu che possiedi la ragione,
di quanti colori ho rubato per dipingere un cielo

Scrivi di quando chiudevo gli occhi per averti libera di amarmi

Scrivi  dei miei viaggi nel tempo per non perdere nulla di te

Scrivi delle  lotte tra il bene e il male,
delle mie ferite, del mio freddo, della mia febbre,
Scrivila tutta la mia fragilità

Scrivi di quando sollevavo l'universo  solo per cercarti, e
di quando  credevo nell'amore.

Scrivi di quando l'amore ha tenuto per sé le mie parole.

Cerca nei versi dei maestri
avranno pure amato anche essi

Scrivi delle mie lacrime e delle tue...
racconta della gioia
che conservo sulla curva della luce
e che non  è più mia.

Ascolta la voce degli alberi
che si raccontano al vento

perchè

parlano di me

Io malinconia dei grilli
Sorriso delle cicale
Ala ferita di un angelo ribelle
Pioggia degli arcobaleni
Profumo dei pini d'estate
Vento d'autunno
Cartone di un povero d'inverno

Io vita tenace dove la radice muore

Scrivi amore mio
di quanto ti ho amata
scrivilo nelle linee delle tue mani.





Escribe, mi amor.
Escribe de cuánto mal puede hacer el amor.
Escribe tu de mi.
Escribe sobre mis sombras y mis luces.
Escribe de mis ojos y de cómo pueden sorprenderse.
Escribe sobre mis pensamientos,
de mis límites y mis silencios.
Mi amor,
escribe de mis expectativas.
Escribe de mis secretos.
Escribe, tú que tienes el coraje,
tú que posees la razón,
Di cuántos colores he robado para pintar un cielo.
Escribe de cuando cerré los ojos para que fueras libre de amarme.
Escribe de mis viajes en el  tiempo para no perder nada de ti.
Escribe de las luchas entre el bien y el mal,
de mis heridas, de mi frío, de mi fiebre.
Escribe toda mi fragilidad.
Escribe de cuando levanté el universo solo para buscarte, y
cuando creí en el amor.
Escribe de cuando el amor guardó mis palabras para sí.
Busca en los versos de los maestros,
ellos también debieron amar .
Escribe sobre mis lágrimas y las tuyas...
habla de la alegría
que conservo en la curva de la luz
y que ya no es mía.
Escucha la voz de los árboles
que le dicen al viento
porque
hablan de mí.
Yo, la melancolía de los grillos,
la sonrisa de las cigarras,
ala herida de un ángel rebelde,
lluvia de arcoíris,
perfume del pino de verano,
viento de otoño,
cartón de un pobre invierno.
Yo, vida tenaz donde muere la raíz.
Escribe, mi amor
de cuánto te he amado,
escríbelo en las líneas de tus manos.

martedì 2 ottobre 2018

continuerò a darti amore


Continuerò a darti amore
fin quando ne avrò
ti darò le parole più belle
le più giovani
quelle dove il sangue è più vivo
le pronuncerò ancorandole al cuore
le vestirò di me una per una
e in tutte scriverò il tuo nome
e quando toccheranno la tua anima
strapperò il mio cuore e lo lascerò andare
assieme a loro.


sabato 29 settembre 2018

La malinconia della Luna

Il mio cuore
brucia di ricordi,
foglie ancora vive.
La mia è una solitudine
pregna di malinconia
per una luna libera nel cielo,
nascosta alla mia anima,
mentre la strada si bagna della pioggia
di mille vite incontrate per caso.

venerdì 28 settembre 2018

Ascoltando gli angeli

Dal primo giorno in cui venni al mondo, tutto era  ostile e tutto era da vivere addosso. Non era possibile che comprendessi così tanto. Avevo una sola possibilità, trovarmi un angelo, ma erano tutti impegnati in altre vite. Insomma c'era già chi stava peggio... così chiesi di divenire un angelo ed ebbi le ali,  non fui mai bambino. Gli angeli sfidano il male sapendo di poter perdere, ma non è una lotta di forza, è  una lotta  d'amore. Di demoni ne ho incontrati diversi,  qualcuno l'ho riportato al suo destino, a qualcuno ho sottratto tutto restituendogli  la vita,  e qualcuno mi ha sconfitto... lasciandomi gravi ferite e conoscenze  che un mortale non può comprendere. Qualcun altro l'ho amato e gli ho donato metà di tutto il mio bene.




photo m.f.

mercoledì 26 settembre 2018

Il peso dell'amore - pezzettino di carta

Quando poggiate il vostro amore sul piatto della bilancia mettete la mano sotto e spingete verso l'alto, in amore conta sempre l'amore dell'altro

casa mia


Se cercate casa mia... nulla di complicato. Venite al mio paesello e chiedete al vento... gettate a terra un qualche cosa... anche una moneta da cinque euro va bene e poi seguitela. La vedrete unirsi in comunella con gli aghi dei pini giù in villetta e poi ai resti rumorosi di pigne mai violate, quindi alle foglie morte ancor prima dell'autunno e alle pietre di malta antica cadute dalle tegole, alle buste sfuggite dai sacchetti dei rifiuti, alle cartacce, ai resti di qualche bolletta non pagata, ai suoni delle parole fuggite dalle case, ai capelli troppo bianchi per essere conservati, alle bottiglie macinate dalle ruote e non mancherà qualche lattina che crede di essere un uccello...e poi il cuore di qualche fanciulla che nemmeno sa dove sta andando- Oh, sì! le vedrete tutte assieme queste cose... far trenino in festa e risalire su per il monte dapprima incerte ma poi decise venire a riposare davanti casa mia... e lì che troverete il nome mio... vi offro un caffè se portate via qualcosa. Gli anziani raccontano che questo vento è assai antico... tre vite per nascere e tre vite per morire.

Casa mia - michele constantine

martedì 25 settembre 2018

Sulla mia pelle


Blu, grigio, viola, rosa, bianco, azzurro,
macchie piene di forza, pennellate di colori
nel cielo appena nato.

A terra il vento scuote gli alberi
e costringe gli uomini a tenersi fermi...
in mezzo al sentiero
tra suoni senza senso e fitte al cuore.

Sopra le nuvole la verità del tempo
va raccontando di un azzurro  senza confini.

La voce del vento
è la stessa di sempre...
soffiava  sui frati che scendevano dal monte
per i malati di peste
quando la Reggia non era nemmeno  un pensiero
e la Torre aveva cento falchi sopra il monte.

Il vento la voce
l'ha rubata al mare
e corre da nord a sud
e da sud a nord continuamente…
senza cambiare nulla veramente

come il mare, il vento fa l'onda...
ed io ho la malattia dei pittori...
quella che si prende
mischiando i colori sulla  pelle

sabato 22 settembre 2018

Fiori senza radici


La morte
era negli occhi spalancati
l'ho vista baciare
quell' ultimo respiro
luce sulla pietra lavica bagnata
mi ha guardato con
il terrore di uno spirito maligno
si è ritratta per esser stata osata
non prima e non dopo 
ma in quell'istante che dovea restar segreto.

La tenerezza il cuor mio ha sospeso
e ceduto il passo a un'ombra
che avea ancor sostanza
in una casa ancora calda così violata.

Dio quanto dolore
fa male senza una ragione.
È forse mia la morte?
E seppur fosse non ho forse detto 
che non avrei avuto paura?

È un grido disperato senza voce,
è nebbia che svanisce
che pur io tocco, e
chiede di essere ascoltato.

Già rompe ogni mia certezza,
il dolore prende forma
è un dolore antico 
è qui nel mio presente
sotto la mia pelle
tra il cuore e la mente, eppure
io so che non possiede domani.

Bara con i fiori del passato
che non hanno più radici
eppure fanno resistenza.

Fragile la mia forza...
tradita.




venerdì 21 settembre 2018

Le fate






Da bambino ogni tanto ricevevo un dono dalle fate, e guardate che non racconto bugie... tra gli altri ebbi quello di trovare nella terra, appena lo avessi voluto, delle biglie. Quelle di vetro, di ceramica, piccole, grandi... ne portavo a casa a centinaia, e questo ogni giorno. Ricordo le facce degli altri bambini, quando quelle venivano fuori sotto le mie dita. Qualcuno mi dirà, diversi anni dopo, che per un po' aveva sospettato che fossi io a metterle lì  ma che poi quando lasciavo scegliere dove scavare, rimaneva  sconvolto  da non dormirci la notte e si chiedeva come fare per possedere così tanta magia. Scavavo con le mani nelle aiuole giù nel parco e quelle saltavano su a decine. Mia madre aveva timore di ogni cosa e a ciotole intere me le portava via... ma a me non importava molto, io le regalavo. In verità era il mio tempo che regalavo  e  solo quelli che mi hanno amato lo hanno compreso. Ricordo ancora una magia molto bella, sempre delle fate e fu un dono importante. Era il 2 aprile del 69... in ginocchio con le mani nella terra dell'aiuola del cortile ero lì tutto sporco e sudato... Mauretto Fusco era il figlio di un bidello, lui  ci abitava in quel parco dove io giocavo e mi chiese cosa cercassi. Io gli dissi: un regalo per mia madre. Lui sorrise  ma mi rimase accanto incuriosito ed io aggiunsi: cerco un anello, mia madre non ne ha mai avuto uno. - E in quell'istante staccai una zolla di terra e qualcosa di circolare, tolsi la terra e pulii con la maglietta e qualche sputo, Mauretto spalancò gli occhi incredulo, era un anello e anche io spalancai il cuore, Un anello semplice con tante piccole stelline incise. Piccolo, perfetto per le dita di mia madre, era un anello in oro bianco, l'unico anello di mia madre e che mette ancora. Del resto si sa, i doni delle fate non  possono essere rubati.

giovedì 20 settembre 2018

I Pini su in collina.

Quando
c'è tempesta
gli alberi
della mia collina
hanno paura,
perché sono nudi,
senza alcun riparo,
allora,
io vado su
e grido loro
che va tutto bene,
che è passata...
e tutti 
da quelli più anziani
a quelli più giovani,
assieme
affondano le radici
nella terra
e si rincuorano.

lunedì 17 settembre 2018

Spirito del vento






Uno spirito del vento...
mi regge l'anima...
ed io scivolo sulle mie mani...
riposati poeta,
lasciati andare... questa sera
sarò io la brezza su cui volare

venerdì 14 settembre 2018

epitaffio


Sono morto a causa di un bacio
un bacio d'amore da una donna amata
un rigurgito dell'anima, un pieno d'amore  mi ha spedito
in paradiso e ho smarrito la strada per tornare e qui sono rimasto.

martedì 11 settembre 2018

Briciole di me

Quando un mattino
ti sveglierai e sarà
un tempo non più il mio
scivolando giù dal letto
sentirai la stanchezza
lasciarsi cadere
per un giorno nuovo che nasce
già vissuto...
dei piccoli passeri coraggiosi
romperanno la quiete
solo per raccogliere tutte le  mie briciole,
tu non mandarli via.

Spiga di grano, pezzettino di corda


Tutti i miei versi 
in un solo bacio
un bacio immortale,
che possiede il tuo respiro
la tua anima e la mia,
il tuo profumo e il mio,
e tutto il tempo  che serve.

I colori intimi del tuo corpo
io li avrò sulle mie labbra
e sul tuo seno sarà l'amore,
il tuo e il mio,
e tu ti terrai stretta a me
per attraversarmi,
per essermi dentro
più di me stesso.

Avrò i tuoi occhi innamorati
e mille baci tuoi impazziti
il tuo respiro
avrà un suo verso
e sarà...
sei mio.

Le tue carezze
saranno  audaci,
oseranno sulle punte delle dita
e il  profumo dei  tuoi capelli
sarà essenza
dove il cuore romperà il confine.

Ti avrò
come il sole possiede l'alba
in quell'istinto sublime che muove l'universo.


Fuoco che arde
fuoco che trema
perché conosce la paura
fuoco che riscalda e sa innamorare
fuoco che esplode e brucia gli oceani
ricordando l'origine di ogni cosa
e  i nostri cuori pronti a morire  per rinascere
in ogni istante abbracciati come degli eroi.

Pioggia
pioggia calda
pioggia di neve
pioggia amata di gioia
pioggia che sconfigge il tempo
pioggia di vento per il suono dei miei versi
pioggia tempesta per la fuga delle ombre
pioggia che lenisce 
pioggia di Fenice.

Dio
il senso del tutto
la luce, l'amore che non ha paura
e infine la lama che cade nel solco
ma non adesso,
non adesso...
perché ora... tutto è immortale.

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Espiga de trigo, pedacito de cuerda    . michele constantine

  
Todos mis versos
en un solo beso,
un beso inmortal,
que posea tu aliento
tu alma y la mía
tu perfume y el mío,
y todo el tiempo que haga falta
los colores íntimos de tu cuerpo
los tendré en mis labios
y en tu pecho será el amor,
el tuyo y  el mío,
y tú te abrazarás a mí
para  atravesarme,
por estar dentro de mí
más que yo
tendré tus ojos enamorados
y mil besos tuyos enloquecidos
tu respiración
tendrá su propio verso,
y será "tu eres mío"
tus caricias
serán audaces,
se atreverán con la punta de tus dedos
y el olor de tu cabello
será esencia
donde el corazón romperá la frontera.
Te tendré,
como el sol posee el amanecer
en ese sublime instinto que mueve el universo.
Fuego que arde,
fuego que tiembla
porque conoce el miedo,
fuego que calienta  y sabe enamorarse,
fuego que explota y quema los océanos
recordando el origen de cada cosa,
y nuestros corazones dispuestos a morir para renacer
en cada instante abrazados como héroes.
Lluvia,
lluvia tibia,
lluvia de nieve,
lluvia amada de alegría,
lluvia que vence el tiempo,
lluvia de viento por el sonido de mis versos,
lluvia tormentosa para la fuga de las sombras,
lluvia reconfortante,
lluvia de fénix.
Dios,
el sentido de todo,
la luz, el amor que no tiene miedo,
y finalmente la hoja que cae en el surco, 
pero no ahora,
no ahora,
porque ahora todo es inmortal.





Ámame tú.

No tengo palabras.
Por mis versos.
Podría darte todos mis recuerdos.
Volaría tan frágil como un gorrión
en este mundo infinito.
Pero me gustaría que fueras tú
amado amor
Escribe para mi.
A ti...
Encontrarás mi camino y
el misterio de mi soledad
en la belleza del canto de las aves
y en un cielo que se hace luz dentro del alma
con la pureza de un pétalo
recién florecido.
Tendrías el paso ligero de un petirrojo.
Y la mirada intensa y rápida
de una joven águila.
Y el amor de mujer que no conoce miedo
que no puede fingir y libre
sólo sabe amar.
Así no sería el poeta,
pero sólo un hombre.
Un hombre rico de amor
Porque te amaba.
Ámame tú.

venerdì 7 settembre 2018

Agave


Amico mio, lo so,
l'amore che ho addosso
non ha nulla di possibile,
io lo porto con me.
Un amore così
è un amore complicato,
hai ragione, è irragionevole,
vuole tutto.
Pretende  la vita,
brama un cielo  immenso, eppure
il cuore  gli  è  così vicino...
Io ti dico che lo tocca.
Ma il mio è stanco.
Non c'è un cuore di donna
che sappia  amare in questo modo,
l'ho compreso,                                       
son fatte così le cose della vita,
e nemmeno  esiste altrove
un cuore come il mio.
È un nodo sul tronco di una quercia,
uno scherzo del destino.
Vedrai, un giorno un bambino
metterà un dito nel mio vuoto,
e sotto l'albero del mondo,
tra immensi rami che si toccano,
si chiederà il perché
di così tanta armonia
in quel taglio.
Hai ragione anche
sulla mia solitudine,
è nata  così,
fui io a sceglierla
c'era ancora latte amaro
sulle mie labbra.
Ti giuro  portò via  la mia vita,
in cambio di un'altra.
Sono venuto al mondo libero,
solo dopo mi sono innamorato
di questo amore così stupido
così egoista,
così eroe.
Ricordati dell'agave,
di quanto è  generosa quando muore,
ricordati di me




















































Hai ragione
amico mio
l'amore che ho addosso
non ha nulla di possibile,
non ho colpa,
non sono altro.
In fondo sono fortunato
porto con me
le note altrui
le ascolto mentre scrivo le mie,
così mi è più semplice
vivere di quello che è solo mio.
Hai ragione...
un amore così
è un amore complicato,
irragionevole,
chiede tutto.
Chiede la vita
e attende,
e il cuore e lì incerto sotto quel cielo...
così vicino da poterlo abbracciare.
Io ti dico che lo tocca,
e a volte lo cambia... il cielo.
Ma il mio  cuore è stanco
e ripete a se stesso... sono solo un cuore.
Non c'è cuore di donna
che sappia o possa  amare così tanto.
l'ho compreso,  lo so,
ci sono le cose della vita
e  so che non c'è nemmeno cuore d'uomo
per quell'amore.
Il mio... è   un nodo
sul tronco di una quercia
uno scherzo del destino.
Vedrai, un giorno un bambino
ci metterà un dito
nel mio vuoto,
e sotto l'albero del mondo,
guardando i colori di quel  cielo,
tra immensi rami che si toccano,
si chiederà per un solo istante,
certo per un solo istante,
della ragione di così tanta armonia
in quel taglio.
Hai ragione anche
sulla mia solitudine,
è nata da sola,
senza un compagno
fui io a sceglierla
c'era ancora latte amaro
sulle mie labbra
ti giuro mi  tolse la vita,
la mia in cambio di un'altra.
Siamo venuti al mondo liberi,
poi ci siamo innamorati
di questo amore così egoista
così stupido,
così eroe.
Ricordati dell'agave,
di quanto è  generosa mentre va via,
che sia la più bella nota
che sia solo mia.


Photo m.f.

venerdì 31 agosto 2018

mercoledì 29 agosto 2018

Sporco di vita






Una notte solitaria,
ha il passo di chi l'attende
ha l'anima di un vecchio lampione,
prende a calci le parole,
prende a calci le parole,
quelle cadute durante il giorno,
annusa distratta le pietre ancora calde
e tic tac ostenta le sue gambe,
si ascolta
e seduce il tempo.
"Non farmi male"-
la voce vana di un'ombra attraversata, 
nemmeno respirata, 
uno sporco di vita  
convinta di essere ancora viva.

venerdì 24 agosto 2018

seme d'amore

Sei radice 

che si nutre

nel mio sangue

nascesti d'inverno

mi gemmasti sul torace

da un seme matto che

non scelse la terra.


giovedì 23 agosto 2018

l'amore folle

Amore folle,
uno schianto 
senza rottura d'ossa.
Tocchi, ami,
e fuggi  via 
colpevole. 
Un taglio netto 
tutto al cuore.
Di un'altra vita
e mai di questa.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...