venerdì 21 settembre 2018

Le fate






Da bambino ogni tanto ricevevo un dono dalle fate, e guardate che non racconto bugie... tra gli altri ebbi quello di trovare nella terra, appena lo avessi voluto, delle biglie. Quelle di vetro, di ceramica, piccole, grandi... ne portavo a casa a centinaia, e questo ogni giorno. Ricordo le facce degli altri bambini, quando quelle venivano fuori sotto le mie dita. Qualcuno mi dirà, diversi anni dopo, che per un po' aveva sospettato che fossi io a metterle lì  ma che poi quando lasciavo scegliere dove scavare, rimaneva  sconvolto  da non dormirci la notte e si chiedeva come fare per possedere così tanta magia. Scavavo con le mani nelle aiuole giù nel parco e quelle saltavano su a decine. Mia madre aveva timore di ogni cosa e a ciotole intere me le portava via... ma a me non importava molto, io le regalavo. In verità era il mio tempo che regalavo  e  solo quelli che mi hanno amato lo hanno compreso. Ricordo ancora una magia molto bella, sempre delle fate e fu un dono importante. Era il 2 aprile del 69... in ginocchio con le mani nella terra dell'aiuola del cortile ero lì tutto sporco e sudato... Mauretto Fusco era il figlio di un bidello, lui  ci abitava in quel parco dove io giocavo e mi chiese cosa cercassi. Io gli dissi: un regalo per mia madre. Lui sorrise  ma mi rimase accanto incuriosito ed io aggiunsi: cerco un anello, mia madre non ne ha mai avuto uno. - E in quell'istante staccai una zolla di terra e qualcosa di circolare, tolsi la terra e pulii con la maglietta e qualche sputo, Mauretto spalancò gli occhi incredulo, era un anello e anche io spalancai il cuore, Un anello semplice con tante piccole stelline incise. Piccolo, perfetto per le dita di mia madre, era un anello in oro bianco, l'unico anello di mia madre e che mette ancora. Del resto si sa, i doni delle fate non  possono essere rubati.

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