venerdì 14 dicembre 2018

Racconto di Natale

Io lo ricordo quel giorno d'estate, con la giovinezza dei miei vent'anni, decisi per il mare. Sì, ero innamorato e mi portai dietro la mia ragazza e le sue due sorelle. Il mio rapporto con il mare è stato sempre prudente. Io non so nuotare bene... avrei voluto imparare, ma lì ci avevo perduto mio padre e quindi mia madre lo odiava con tutte le conseguenze per me. Da ragazzi a mare ci si va comunque e io lo amavo il mare. Quello più vicino era un mare di morte, ma pensavo che quelle erano storie brutte ... destinate agl'imprudenti, a chi esagerava. Una strana marea ci portò in una buca profonda diversi metri, io ero alto e sapevo darmi spinta e con quella spinta salvai tutti... ma non me. Rimasi in mezzo al mare a fare l'ascensore, una volta, due volte... intanto salutavo la mia vita. Mi dissi:questa è l'ultima volta che risalgo... -  il mare era cresciuto o le mie gambe erano più deboli... uscì solo la mia mano e mi lasciai andare, nello stesso istante mi sentii tirare su con forza. Un bambino in mezzo al mare mi sollevò e il mare si ritirò. Ero salvo e livido, lo guardai negli occhi e con quelli lo ringraziai, chiedendomi dove aveva preso quel bambino così tanta forza... più avanti tutti mi aspettavano... io mi girai ancora barcollante verso l'infinito e non c'era più nessuno e nessuno aveva visto nessuno, ma solo me venire fuori dal mare.

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