La mia prima donna era così giovane e bella, scelse lei di essere mia e nelle mie mani, le bastavano i miei occhi. Quante giornate assieme... sdraiati a rotolarci abbracciati sull'erba in primavera, sui tetti delle case d'inverno, a bagnarci di pioggia e poi a puntare le stelle di notte, a sentire dentro di noi tutto il mondo intorno. Si sa le cose in amore vanno come vanno. Stamattina l'ho rivista, le ho regalato i fiori che le compravo per il suo cuore... non so bene il perché, ma l'ho rifatto. Era come se lei stesse lì in attesa, ancora bramosa di me, delle mie carezze. Accorto a non destare sospetti alla mia di adesso, l'ho presa e le ho ridato vita. Dapprima incerto, il suo cuore era sorpreso, ma poi ha ripreso a battere ed io lo sentivo vibrare tra le mie mani e piano piano mi ha riconosciuto, giuro, anche il mio cuore ha preso a battere forte. E poi ricordi... Dio... i ricordi... io l'amavo perché lei e solo lei aveva occhi splendidi e nitidi su ogni cosa che osservavamo assieme, mi mostrava l'anima e forse la mia la possiede ancora lei. Il mio primo sorriso nacque così, toccandola, vedendola felice, mentre la scoprivo... lei con il cuore di una trentenne, proprio lei una Dimagez20, era una Minolta innamorata e solo di me, e oggi abbiamo corso ancora una volta assieme.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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