Indossammo
uniformi ben cucite,
assai più grandi di noi,
fatte di lana buia e bottoni neri
Le gambe ci divennero di legno,
dritte come pali solitari di una vigna morta.
Ci ritrovammo senza sorriso
estranei spaventapasseri
di un campo non più nostro,
noi che eravamo stati sempre nudi,
noi che amavamo correre,
che avevamo cento ali,
noi che stancavamo il sole,
noi che danzavamo la pioggia,
non ci amavamo più.

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