sabato 6 dicembre 2014

il rosso e il bimbo.

                                                                     Ph. m.fernandez
                                             photo m.fernandez


Il "rosso" era nato da un bastoncino di legno tenero e da fragili fili di paglia, a volerlo fu il figlio più piccolo di un uomo saggio. Si guardava intorno incuriosito, timoroso di cadere dalle mani di quel bimbo. Il carro correva forte  e attraversava terre che non aveva mai visto. Al rosso   si spalancarono gli occhi quando giunse nella terra del giallo. Non aveva mai incontrato un colore così. Lui, il "rosso" era un pennello del rosso e  non lo avrebbe mai potuto generare quel giallo così forte e così accecante! Nella sua terra, il "rosso" era felice. E'  vero, quando c'erano le guerre la gente soffriva tanto, ma lì il suo rosso era utile, e quando pennellava così tanto,  tutti poi dicevano: basta! Ed era contento, perché tornava la pace. Non riusciva a capacitarsi del perché lo stessero portando via, era forse un rapimento? E per portarlo dove? Nella terra del giallo? Cosa avrebbe mai potuto fare lui di buono lì? Il viaggio era lungo, e il bimbo aveva degli occhi azzurri bellissimi. Il "rosso" l'azzurro lo avevo conosciuto, nella sua terra il cielo era azzurro, e gli occhi del bimbo, il suo padroncino,  erano dello stesso azzurro. Le ruote del carro macinavano strade dure e terreni morbidi e il vecchio cavallo correva come se l'amore stesse ad attenderlo. L'uomo saggio teneva le redini e ogni tanto si voltava... <stai attento> diceva al figlio, e con un sorriso portava lo sguardo sul "rosso" e poi lo distoglieva e   sembrava che sognasse... ma cosa sognava ? - si chiedeva il "rosso"- intanto spronava il cavallo,  e  rassegnato nelle mani del bimbo, si lasciò andare, fino ad addormentarsi. Fu svegliato da uno strano rumore, non lo aveva mai sentito prima, c'era un mondo di acqua che mai aveva visto, era forse quello il mare? Oh, non riusciva a vederlo proprio bene, perché  un disco enorme giallo, come oro,  accecava ogni sguardo. Il bimbo scese e il padre gli disse :<corri>.  Una barchetta, con le pieghe di carta  era lì ad aspettarlo, il “ rosso” per quanto  spaventato, era anche incuriosito. Se solo quel giallo non fosse stato così forte, aggressivo avrebbe potuto vederli... quel mare e quel cielo. Il bimbo tolse la maglietta e la mise su un vecchio bastone, e come con un albero maestro la barchetta iniziò a muoversi velocemente. Il mare, con le sue onde, li accompagnò come chi accompagna a sé, bramoso di berlo, un bicchiere di acqua di sorgente. <Il mare finisce!> esclamò nella sua testa il “rosso”, e il bimbo come se lo avesse ascoltato : <Sì, finisce dove si bacia con il sole. Bruciava, oh, sì che bruciava!  Ed era così vicino. Fu allora che "occhi azzurri" abbracciò con le sue mani il rosso e lo guardò con tenerezza intingendolo nel sole. Quello che accade fu un miracolo, tutti erano felici; gli occhi non dolevano più. Così nacque il primo tramonto nel mondo del giallo, e il "rosso" piccolo eroe ...sorrise.

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