c’è una parte di me che protesta
grida forte e non ha forza di amare
eppure a voi io scrivo soffrendo assai più forte
e vi chiedo di pregare.
E i ragazzi, i ragazzi, cosa dicono della mia assenza?
E le mie cose, i miei libri, i miei compagni, la mia sedia…?
Dite loro che sono ancora vivo ma non so per quanto ancora.
Vi prego, parlate loro di me.
Non posso dirvi che ho desiderio, tanto è il mio soffrire,
ma sappiate che il mio tormento più forte è il ricordo di tutto quello
che solo a noi due appartiene …
Qui, intorno a me solo miserie.
Tutto questo ho letto in una antica cartolina, in un incerto italiano,
e tutto racchiuso in una sola frase… :
” il male sottile non mi dà scampo, andate dal notaio, cara moglie,
e chiedete di quello che è necessario, ma fate presto”. 6 Novembre 1923

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