mercoledì 31 dicembre 2014

Lei la mia donna ---











Io so come cammina

la mia donna
come muove il suo corpo
e tra mille
lei è mia

Io so come mi guarda
la mia donna
so leggerle nel viso
e tra mille
lei è mia

Io amo come cammina
la mia donna
io amo come mi guarda
la mia donna.

Serenamente domani


                                                                                                                                 foto e testo di michele fernandez



Se io dovessi partire
non avrei bagagli.
Non ho mai tenuto molto per me 
e non dovrei nemmeno scrivere delle lettere 
perché non ho mai guardato
la punta delle mie scarpe.
Sì, ho amato,
e così tanto...
ho amato un pezzettino di carta
e un giovane bacio
che chiedeva di essere rubato,
ho amato il vento
ogni volta che l'ho incontrato,
ho amato le spalle di mia madre e
gli occhi di chi per prima mi ha cercato,
ho amato chi mi ha amato...
e ho amato la mia fragilità.
La Notte mi accarezza,
mi fa compagnia,
e in verità non resto mai solo 
perché i poeti
che pure amano esserlo,
non lo restano mai.
All'alba lei  mi ha lasciato,
ed è giunto un pettirosso,
che di me non ha paura,
a picchiettare sul vetro
perché io apra al giorno,
mentre la mia mano ancora
scrive tra le gocce del mio sangue.

martedì 30 dicembre 2014

una vita di scorta

Una vita di scorta,
una vita senza argini,

una vita che
non trattiene nulla.

Una pausa... ma
con il tempo che scorre,

restano gli errori,
e tutto si ripete.

Un' illusione
di un non contatto,
una mano tesa
a proteggere.

Un'illusione...
una vita di scorta
solo un'illusione.

più stretta a me

Più stretta a me
amore mio
pelle su pelle
cuore su cuore
fino a farci male
fino ad impazzire.

Più stretta a me
amore mio
respiro nel respiro
senza respiro
come su una giostra
sempre più in alto
fino a toccare il cielo.

Più stretta a me
amore mio
come un unico cuore
lo stesso sangue
un'unica vita
un bacio infinito
l'uno dell'altro
nei sensi
fuori dai sensi
senza più guardarci
uniti per sempre.

a Cristina


A Cristina,


Ho deciso di scrivere una specie di introduzione alla mia piccola raccolta, parlandone con te ed usando sia pure in modo non corretto quel profilo face-book che secondo te, mi avrebbe dovuto modernizzare e mettere al passo con i tempi. A me questo Face book sembra tanto somigliare a quella banda cittadina ( dei 27 mega herz) dei miei anni '70. Comunque, dovrei parlarti di un vecchio libro e di un autore importante, L'idioma gentile - Edmondo De Amicis, la grammatica della lingua italiana. L'ho raccolta in un mercatino di cose gettate via, con la stessa attenzione con cui si cerca il contatto con le persone che sono molto in là negli anni. Non tanto perché si arrabbiano presto, quanto perché sono anche materialmente fragili. Io, un metro e ottantacinque di altezza e oltre centoventi chili di peso, mal distribuito, ho imparato presto a leggere nei loro occhi una certa preoccupazione, per un mio spontaneo, affettuoso, possibile abbraccio. Devi sapere che proprio nelle primissime pagine l'Autore, in maniera fredda, senza alcuna pietà, cercò di affondare nel suo tempo, qualsiasi mia intenzione di “colorare e incidere un foglio, nel mio. Bisogna studiare, ecco la ricetta di De Amicis. Studiare le parole, le regole e tutto quello che serve, perché si possano esprimere da subito emozioni, pensieri, fatti, idee, senza dover rinunciare, cambiare o addirittura scrivere un'altra cosa, rispetto a quella calda “ nebbia” che è lì davanti a te e colora senza alcun contatto, quel foglio tutto bianco. Visti i miei studi, le parole a me più congeniali sono del tipo : Bilanci, addebitare, accreditare, tassi, ammortamenti, verifiche, dichiarativi e tante altre della stessa famiglia. Ti dirò che dopo aver letto qualche libro di astrofisica, ho imparato anche parole come: big bang, atomi, quark, buchi neri, big crunch, quanto, relatività, spazio tempo, onda, particella virtuale ed anche quella di Dio e se poi ci mettiamo quelle altre che mi hai costretto a ripeterti in quelle innumerevoli notti prima di qualche tua interrogazione ...beh, sicuro ne ho più di cinquecento.  Non ci saranno mai parole difficili nei miei scritti, perché quando mi guardo intorno e vivo, le parole che uso per pensare, per trovare un senso alla mia vita, per progettare, anche un solo giorno alla volta, sono parole semplici, mi permettono di essere veloce evitando di scrivere quello che nella mia testa potrei ritenere intrigante e gradito ad un lettore ben definito, basandomi su parametri solidalmente fissati... nel nulla. Le mie emozioni, passioni, dubbi, certezze, riflessioni, così concrete nel viverle, così difficili da scrivere , ... senza perdere la nitidezza di quelle immagini, i profumi, le sensazioni, i colori, la musica, con quelle parole semplici... tutto diventa possibile e credo anche incisivo e vero.




 Tu sei giovane, e non sei più bambina, ed è possibile che io faccia meno fatica di te a ricordare quella sensazione bellissima della musica in testa, che si ha da bambini, quando un semplice salto diventa un volo. Immagino tu stia ridendo... non sono vecchio, semplicemente ho coscienza del tempo biologico, che sto vivendo.








E' venuto il momento di dare un poco di ordine a queste altre mie carte, per farne un libro, e la "disperata" decisione nasce dalla tua scelta di iscriverti a Lettere, insomma ho capito che se attendo ancora è finita. L'ho capito quando mi hai fatto quell'appunto su l'uso di “ed” , per non parlare dello spazio che ancora mi scappa prima della virgola, oppure delle altre mille e più imperfezioni – altro che De Amicis, se mi riesce di pubblicarlo il libro, dovrò aggiungere una matita rossa e una blu, vedrai, sarà meglio delle parole crociate, che ne dici? e allora? E allora ci provo lo stesso. Sono convinto... sono convinto ( come dice il tuo Vasco) che se riuscissi a portare le immagini e non le parole sul foglio... (ho messo tre puntini e non quattro, contenta?) potrei farcela ed esserne addirittura soddisfatto.



Perché

Un bisogno ingestibile (questa è proprio da Lavoro), un modo per non perdere nulla della vita, per sorridere di me, e solo di me, ma anche per approfondire e non perdere certi momenti in cui mi sento più vivo, per poter rispondere senza finzione a tutte le domande e sorprendermi nel trovare “risposte”. Dire a me stesso “ cosi mi piace”, “così è valso e vale la pena di vivere”e allora mi ricarico, sento di essere libero, con una grande voglia di condividere la consapevolezza di un percorso di energia, di passione, di amore, che va oltre questo corpo fisico, che un poco alla volta mi  presenterà un conto che altrimenti potrei non comprendere. Lo sai, posso ridere di un evento, ma non di una persona e questo avrà delle conseguenze, i miei racconti al massimo faranno sorridere ma mai ridere... L'altro problema è poi di natura personale, non tanto quello che sono, ma quello che non sono: non sono un parlamentare, non sono un giocatore con un contratto miliardario, non sono un camorrista, non sono un evasore, non sono un prete, non ho fatto outing ( e a chi fregherebbe), non ho avuto apparizioni e nemmeno sono un eroe per caso. Non sono presidente di un associazione di consumatori, non sono un politico, non sono un ricco e non sono il più povero, e purtroppo anche gli alieni mi hanno scartato. Non ho beffato trecento autovelox, non ho foto intriganti su face-book, nessun blog...sic. Poi le parole, quelle che uso ... Riuscire a pubblicare un libro oggi è abbastanza difficile anche per chi con la penna ci lavora o ha avuto la fortuna di spenderci la vita, ma questo non vale per chi è già personaggio. Ti faccio un esempio: fai finta che conosci solo tre parole, tre parolacce e sei costretto a relazionarti solo con quelle. Nemmeno hai bisogno di un certificato medico, altro che sfigato senza laurea, vai in tv e trovi anche un editore per un libro originale di mille pagine, ma di poche parole ...solo tre, ripetute continuamente pagina per pagina fino alla fine. Il titolo ? ...di poche parole...tree? Sarà un successone, anzi un tormentone. A questo punto è onesto dirtelo, in questo lavoro parolacce non ne troverai, se vuoi un piccolo elenco di quelle più comuni potrei inserirlo alla fine del libro... ? Il fatto è che le parolacce, ai miei personaggi, possono solo “scappare” e a bassa voce. Per le parole, non ho cercato di fare del mio meglio, ma sono vere come certi colori, a volte forti, vivaci, altre volte calde, comode, come vecchi scarponi, certe altre mi sorprendono ma sempre sono sentite, e la paura che siano sbagliate non nasce mai con loro, viene dopo. Per non parlare dei puntini, lo so, un disastro,
non piacciono a nessuno, ma non mi riesce di farne a meno, danno il tempo necessario per fare entrare la luce o per fare buio, sono un invito a lasciarsi guidare, a prestare attenzione, a voler comunicare un tempo per un emozione, una riflessione, il silenzio, il non suono, l'ottava nota. Vuoi un esempio? Compri un CD musicale, lo metti su.... il silenzio ...e solo quello... ti arrabbi...”mi hanno fregato!” Anche quella è un emozione.
“Profumi di un Autunno “ è personale, parla di me, solo di me. Chissà quali cose importanti che non conosco parlano o parleranno solo di te, scrivere di quel mattino è stato come aprirsi ma anche chiedere di guardarsi intorno, per quelli che ogni giorno discutono da soli in macchina , raccontando solo a se stessi le loro storie e non hanno né tempo e né parole per scriverle. Alcune emozioni sono raccontate quasi con le parole di un bambino, l'addore e Natale, C'è permesso, Una notte, altre, Ha dda murì con quelle di un adulto . L'Addore e Natale, sembra una vecchia cartolina dove i colori sono solo sfumature. Vivere, vivere (anche queste care al tuo Vasco) vivere ogni giorno, prendendo atto che è tanto quello che ci rende diversi ma è tanto anche quello che ci rende uguali. Belli e brutti, di guerra e di pace, deboli e forti, onesti e ladri...quanti vestiti ha l'uomo, ne fabbrica uno al giorno. Pensa forse un giorno potrai o dovrai scegliere il colore del tuo bambino, e perché no, anche l'odore. Ma veramente l'uomo è capace di gestire qualcosa di così immenso? Ho dubbi, amore mio, ho dubbi e non lo nascondo, ma ho fiducia in te e nelle future generazioni, non farti imbrogliare il futuro non è il lavoro, per quanto sia necessario. Maria è nuda , preferisce andare via con il suo bambino, vuole proteggerlo e proteggersi. Lei è sicura non ha vestiti , e non ha dubbi, lei è già libera, lei è la speranza. Un'altra difficoltà nello scrivere è trovarti con qualcosa di vecchio, anche se racconti di appena ieri se non di oggi. Un'altra difficoltà nello scrivere è trovarti con qualcosa di vecchio, anche se racconti di appena ieri se non di oggi stesso. Scrivi che il mondo è alla deriva? quanti lo hanno già fatto...  ti tacceranno di essere pessimista, depresso, o altro ancora. Scrivi dei massacri in Libia? dei bambini strappati ai genitori dall'isis? di quelli in Siria? di quelli alla vita in Palestina... tutte “cose vecchie con il vestito nuovo”, anche scrivere del nostro sud, della Terra dei fuochi, dei bambini gonfi e senza capelli abbracciati già in vita alla morte... comporta le note stonate che provano e rivelano tutta l'ignoranza e l'improvvisazione di un premier buffoncello da sogno americano. Ma a volte, si scrive quasi delirando, ed al mattino scopri che invece quelle parole hanno un senso ed una forza che il tempo non cancella ( 1999).

Nonostante tutto, sono tante le gocce (quanto è pericolosa questa parola... basta una i) di cose buone in questo deserto, e sono essenziali , sono la speranza. Ho scritto da qualche parte “ la speranza strana cosa, nasce nell'uomo, ma non muore con lui”. E se certi Filosofi sono su posizioni completamente opposte è forse perché parliamo di cose diverse. Ti conosco, e sono sicuro che hai pronta una domanda e giusto per darmi fastidio, del tipo...”speranza di che ?” Il rischio è un sermone , ma del resto , decidi tu di leggere o saltare questa mia risposta. Del resto perché non risponderti? Argomento, no trend ? Divide? Sii libera, ma sappi che questo è il mio pensiero.
Lo sai, non sono un uomo sereno, eppure ho nel mio piccolo una risposta per te e solo per te. La Speranza di una verità diversa, (diversa dall'essere l'imperfezione del Caos, una sorta di casuale Meraviglia) che sfugge ai nostri occhi, alle nostre menti, come la chiamerà la Scienza o come la chiameranno gli uomini di Spirito non lo so, ma so che esiste.
Esiste perché essa per me è molto di più, a volte quando la intravedo... perde il suo nome perché il nome non le corrisponde, non è abbastanza. Non ho natura di chiamarla “certezza”, perché è molto più grande di me e non sono pronto, nemmeno so se lo sarò domani. Tuttavia già molto è cambiato, perché le cose della vita mi appaiono in maniera diversa. Tutto ciò che angoscia, tutto il male del mondo per quanto mi faccia del male, diventa più sostenibile e nulla può rispetto alla consapevolezza di un amore universale, sconosciuto e travolgente... se ti prende. La scienza, dirà di chissà quale reazione chimica, produttiva di sostanze piacevoli al cervello di questo piccolo uomo. La indicherà quale causa di questo stato di strano, inspiegabile, benessere per sua natura incompleto. Ben venga questo premio, per noi piccoli uomini. Anche perché solo i santi definiscono il percorso della vita: il tempo dell'esilio dal Padre. Sì, l'uomo è tale... pieno di difetti, ed io lo sono... per cui restano le esaltazioni, restano tutti gli altri amori, gli affetti, le corse, i sacrifici, le cose materiali, gli eventi che accadono, ma è possibile essere liberi, liberi da ogni paura e questo senza nemmeno avere un grande coraggio, ma per il solo fatto di aver vissuto anche per un solo momento, una sensazione intima ed esclusiva... la consapevolezza di essere molto più di quello che noi stessi con vergogna testimoniamo, essere destinatari e quasi impossibili attori di un amore fuori da qualsiasi umana misurazione. Allora riprendo la vita, combattendo secondo i miei mezzi e attitudini contro un nemico interno ed esterno che mette continuamente in discussione tutte le mie certezze , ma adesso mi trova più forte, e allora io lo so che è possibile che io sia travolto ma non coinvolto, perché ognuno come può o ritiene giusto può opporre la propria resistenza. 


La mia generazione -Il mio primo libro che ho letto fu un racconto,  dal titolo  “Diario a quattro mani”. Un diario tenuto da due ragazzine francesi, poco prima che la Germania di Hitler invadesse il loro paese. Non ricordo più la storia e nemmeno come andò a finire, ma ricordo che le due protagoniste non riuscivano  ad accettare, a capacitarsi  come la vita normale, quella ordinaria, quella fatta di pace e  di libertà quotidiane, potesse essere all'improvviso  spazzata via.  E così avvenne. La mia  e la vostra generazione è stata fortunata fino ad oggi, la privazione severa della libertà... non l'abbiamo mai provata, inoltre sono stati altri a dare la loro vita per noi. Sentirsi indipendentemente dall'essere uomo o donna, ebreo, cristiano, hutu, tutsi, italiano o senegalese, bianco o nero,  liberi,  liberi di pensare ... liberi di essere...  è un dono davvero straordinario. Siamo liberi di scrivere o di leggere, liberi di non marciare, liberi di non uccidere, liberi di votare. Parlo di cose terrene di grandissimo valore e per comprenderlo dovremmo avere la coscienza di ciò che diventa l'Uomo a cui queste libertà sono  negate e che faccia ha nella Storia  chi viene  per  negarle. Ci faremo del male? Saremo in grado di difendere la nostra democrazia? Diremo I Care oppure saremo vigliacchi e ce ne laveremo le mani?
Quando hai compiuto diciotto anni, tu, ti sei presentata a casa con il passaporto. Pensa, io non ho mai avuto il passaporto. Curioso il destino dei padri.


Libertà

Libertà, quanti gradi ha questa parola, libertà di tornare a casa dopo la mezzanotte, libertà nel vestire, libertà di ribellarsi ad un insegnante poco educatore, libertà di  frequentare chi si vuole, libertà di pensare in maniera diversa. Libertà da coloro che ne vogliono divenire i proprietari e dispensatori. Libertà di vivere, senza cercare di riscaldarsi una notte alla volta con il corpo di chi è già finito. Libertà di poter sognare domani, libertà di non vedersi strappar via i propri figli, libertà di avere una Speranza. Cerca anche queste libertà, cercale, falle tue, combatti per esse, dubita di chi parla di pace e di libertà dividendo e limitando quelle di qualcun altro.






Ti prego, va bene la matita rossa ed anche quella blu, ma almeno astieniti dal voto. Infine, la tua favola. Avevi circa sette anni, quando cominciai a scriverla, ti piaceva tanto, ma non mi riusciva di finirla, oggi ne hai venti di anni, e quei fogli sono magicamente ricomparsi, oggi è più semplice scriverne il seguito. Mi dispiace, che siano passati tanti anni, perché da bambini, quando si ascolta una favola si aggiunge di proprio e subito. Da adulti é tutto più difficile, si cerca la morale, l'insegnamento , insomma...mi dispiace. In questa favola trovi me, con le mie paure, i miei errori, ma non solo ... e non sono il Re, non sono la volpe, ma solo chi l'ha scritta.

il seme che non muore




Ritorni tra i ricordi
regina di un silenzio
estraneo agli altri
ma non a noi.
E' mio quel respiro
e ci appartiene.
Il mio silenzio
è in un campo
senza terra
dove il sole acceca
e il vento
la pioggia
il freddo e il caldo
sfidano la vita
con i colori della nera
che sorride nascosta
già vinta
e lì testardo
germoglia
l'eterno seme
che nasce
e non muore.

avrò il sole

Ti ho 
incrociata
per strada,
ti ho guardata
camminare,
non eri con me.
Ti ho baciata
in un ricordo
come non mai.
Forse chissà pioverà
ma io avrò... 
il sole.

sabato 27 dicembre 2014

Il sapore salato di una pioggia d'inverno
















Baciami
pioggia... 

in questa notte 
d'inverno.

Baciami di 
luce

fa dei miei occhi 
preziose
stelle ...

e voi fulmini
tempeste di fuoco...

scrivetelo lì nel libro del cielo...
io sono libero 

nudo sì 
ma libero.

Vieni pioggia

danza con  me

e dimmi...

cosa c'è di più sincero
di un viso bagnato ?

e di occhi lucidi

limpidi... pronti
a baciare?

Vieni
e  baciami 
pioggia..
in questa notte
d'inverno


non lo ricordavo più 
il tuo sapore
salato.

venerdì 26 dicembre 2014

il tuo profumo

Profumi di mare.


Nel buio della luce





Disegno scarabocchi

sull'anima
linee confuse
che cadono senza dolore

Gli occhi
li lascio nel vuoto
con la mente già altrove
e lontana da me.


Tu non sai
ma ho smesso
di parlarti
anche quando non ci sei.


Tu non sai
i confini che ho toccato
e non eri insieme a me.

Tu non sai
del buio
della luce.

Non è amore








Tra alberi di ulivo

e il cielo
che mi cade addosso,
ti dico vai via.

Resta, io grido,
io grido resta,
resta ancora un poco.

E le parole cambiano
così velocemente,
che il suono perde
il proprio tempo.

Sì, amore mio
corri,
corri lontano,
che io possa toccarti

Lascia a me il tuo respiro,
non voltarti,
nemmeno per un istante.

Lascia i miei occhi
nei tuoi.

Non è amore,
non è amore,
non è amore,
ti assicuro,
credimi,
non è amore.



Entre los arboles de olivo
y el cielo.
que cae sobre mi,
te digo que te vayas.
Quédate , grito.
Estoy gritado quédate.
Aún queda un poco
Y las palabras cambian
tan rápido,
que el sonido pierde
su tiempo.
Sí , mi amor,
corre,
corre lejos,
que puedo tocarte
Déjame tu aliento, 
no te des la vuelta,
ni siquiera por un instante.
Deja mis ojos
en los tuyos.
No es amor,
no es amor,
no es amor, 
te lo aseguro,
créeme,
no es amor.

-No es amor.- traduzione di Anne Marquez

martedì 23 dicembre 2014

quando non ci sei


















E' quando non ci sei
che divento un albero senza radici,
senza cielo, un navigante senza mare,
mi chiedo se le mie certezze
le hai portate via o le hai bruciate
in  una manciata di  pezzettini di carta
di una poesia nascosta .



Es cuando no estás ahí
que me convierto en un árbol sin raíces,
sin cielo, un marino sin mar,
me pregunto si mis certezas
te las llevaste o las quemaste
en un puñado de trozos de papel
de una poesía escondida.


Maria

Sì, lo so, averti qui mi fa pensare, più che pregare.
Pensare a tutto quello che da sempre mi hanno raccontato di te.
Così, all'improvviso, comincio a parlarti di me, di cose che già sai, ma è che vorrei essere io a raccontarle.
E adesso che sei qui, non riesco a dirtele e non ho bisogno di voce, è il mio cuore la mia voce.
Intorno è il silenzio o forse non è così.
Poi ti ascolto, parli di un amore che non è semplice, un amore troppo grande, davvero molto per me.
Allora mi sento giù, ma poi  lentamente alzo gli occhi a te.
Sì, vorrei tenerti  ancora un po',  qui  vicino a me.

Amici

Amici ..


                                Amici
Stesso campo
stesso sole
stessa luna
stessa pioggia
e stesso tempo..

Un giorno caldo
da togliere il respiro
e non siete più con me.

Paure...
la notte...
e chi vuoi
che mi veda...
mi lascio andare su note tristi ...
note d'amore

che importa
io le ho amate
e la notte
è solo mia.

Esitazione ..in amore

Esitazione ..in amore

Per un istante
solo per un istante...
io nella tua mente
a cercar risposte.

E se poi
non le trovassi...
quelle mie ?
Dovrei raccogliere
le cose
e andar via.

Ma l'amore...
è di mutevole umore
e quel che a volte
sembra morire
sta appena nascendo.

Io resto
si io resto
tra parole non dette
e silenziose risposte.

Pezzettini di carta . nuove generazioni

Pezzettini di carta . nuove generazioni
In fila
le rondini
sul filo già teso
non sanno della tempesta
oltre il confine.
Le ali sono giovani
e forti
ma molte cadranno.

colpo di sonno

Colpo di sonno.




Un pomeriggio stanco
mi ha portato via
per un giorno

poi mi ha restituito
una notte intera

sembrava tutto
così andato

chissà quanto
è vero il tempo.

antica cartolina

Spero di guarire e di poter tornare
c’è una parte di me che protesta
grida forte e  non ha forza di amare
eppure  a voi  io scrivo soffrendo assai più forte
 e vi chiedo di pregare.
E i ragazzi, i ragazzi, cosa dicono della mia assenza?
E le mie cose, i miei libri, i miei compagni, la mia sedia…?
Dite  loro che  sono ancora vivo ma non so per quanto ancora.
Vi prego, parlate loro di me.
Non posso dirvi che ho desiderio, tanto è il mio soffrire,
ma sappiate che il mio tormento più forte è il ricordo di tutto quello
che solo a noi due appartiene …
Qui, intorno a me solo miserie.
Tutto questo ho letto in una antica cartolina, in un incerto italiano,
e tutto racchiuso in una sola frase… :
” il male sottile non mi dà scampo, andate dal notaio, cara moglie,
e chiedete di quello che è necessario, ma fate presto”. 6 Novembre 1923

Constantine

Constantine

                                              Constantine

- Constantine posso innamorarmi di te?

- Fai pure.


- Mi dedicherai poesie?


- Una per ogni giorno che resterai con me.


                   

- Ma mi amerai veramente ?

- Come l’aria che respiro, come la pioggia,

        come certe parole.
               
- Ma cosa vorrai in cambio?

- Nulla se non l’amore.


- E se io non ne avessi?


- Ti resteranno le poesie.

Scrive la mente

La mente scrive
senza chiedermi più nulla
potrei consumare il tempo
ancora prima della vita
e mi troverei a far conti
con le certezze non mie
di questo mondo.
Se ne veste... il mondo,
le intesse con il suo tempo
eppure nudo trema come un bambino.
Di me
posso dirti
che avrò paura
ma sarà solo un istinto
e solo quello.

Se tu







Se tu 
sapessi
quanto sto male
non avresti più voce.

Non ho il cuore

non l'ho più
sono solo ricordi
anch'io lo sono
e vivo nel vento.


ph. m.f.


Pezzettini di carta


No, non ho fatto l'amore,

il temporale è passato eppure sta piovendo,

amore mio.

Poeta libero


                                                                                        foto e testo michele fernandez






Ubriaco
maledettamente ubriaco
posseduto dalle percezioni
dai miei sensi 
tocco l'estremo confine.

Scrivo per

compagni di viaggio
di mia stessa natura...
le parole bramate 
vive di luce
di amore.

scrivo della forza che trattiene il respiro
l'origine di ogni sguardo.

Tiro fuori tutto quello che è dentro

fino a sfinire ogni mia energia 
fino a farmi male
delle droghe... la peggiore.


Libero di essere diverso

per una vita
fatta di istanti sublimi
già passato del presente
e un attimo dopo
ancora nel buio
a cercare …
digiuno come non mai.

Rom











E' vero, sono un cantastorie,  alcune sono belle, altre brutte  e spesso le raccolgo per strada. Al mercatino dei poveri, una giovane rom ha chiamato i suoi bimbi, una femminuccia sui sette anni e un maschietto sui sei. Ha tirato fuori un fazzoletto e da quello ha preso una manciata di monetine ed è andata verso la zona normale, quella dei bianchi. Già, c'è sempre chi è più bianco. Ero incuriosito,  così non li ho persi di vista. Una bancarella, con tanti abiti appesi con delle grucce approssimate e non appena si sono avvicinati a quella, il venditore è andato in allarme e così anche una signora sua cliente, che ha stretto forte la borsa sotto l'ascella. La giovane madre e i bambini,  non hanno notato o hanno finto di non notare nulla di tutto questo... presi da qualcosa di materno. Hanno subito infilato le mani tra le pezze appese, quelle colorate di bianco e io guardavo il venditore e qualcosa stava  cambiando nei suoi occhi. Grembiulini per la scuola, grembiulini bianchi di quelli  per le elementari. La bimba più alta, ne ha tirato giù uno con  un fiorellino rosa sul taschino, chissà perché poi i grembiulini hanno sempre un inutile taschino sul petto. Decisa, la bimba ha detto: <prendo questo> ed era felice, era certamente la cosa più nuova che aveva mai posseduto e non sto qui a dirvi quanto erano belli e luminosi i suoi occhi. Il venditore, era ormai conquistato,  gioioso dentro, era lì per vendere, oh... se avessero voluto derubarlo quello era il momento giusto. <Ce ne è uno  anche per me?> ha detto il bambino più piccolo... allora il venditore si è rivolto alla giovane madre appena meno bambina di sua figlia, dicendole  : < Signora, quanti anni ha suo figlio?>  Giuro! Mi sono commosso...  il bimbo fiero ha risposto prima di tutti : < ...sei ...ho sei anni!>.  E il venditore ha tirato fuori un bellissimo grembiulino bianco candido come quel momento. Sapevo con certezza che quale che fosse stato il valore di quella manciata di euro...  sarebbe bastata, ma ero pronto e metterci il resto. A volte ringrazio Dio per momenti come questi. A quei bambini auguro tutto il bene del mondo, mi piacerebbe che quel bimbo, un giorno chissà divenisse un grande presidente della Repubblica   migliore di certi altri degli ultimi anni e non mi si taccia di mancar loro di rispetto.

Domenica di Pasqua










Nuda, 
di madidi capelli 
il suo vestito

principessa scalza, 
che non sfiora il muro. 

Piccole dita, 
una stella,
gambe intriganti, 
gocce di luce 
e seno di Venere! 

Non le ho dato il passo,
meraviglia il suo viso,
e già tremavo.

Tenera la sua pelle, 
il cielo nei suoi occhi.

Così fragile 
la mia umana natura, 
mentre la pioggia bagnava, 
le mie labbra. 

Giuro, io non so 
come sia successo... 
ci siam baciati! 
sì, ci siam baciati! 
E ne posseggo ancora 
il sapore, di quella annurca. 

Prigioniero,
le ho chiesto il nome, 
e da quel mare un fil di voce:
"Domenica...
Domenica di Pasqua".

sabato 13 dicembre 2014

lettera a un amico - lenire un dolore












Nulla... perché quella mano non entri e devasti. Si! Perché quel tormento ti toglie tutto e la vita sembra perdere di significato. A che serve tutto questo se poi la persona a te cara ti è strappata via, con una violenza che non ha nulla di umano? Viene su fin sulle labbra e senza alcuna spinta, sottovoce, uno sfogo, una bestemmia: questo è un accanimento, questo non è giusto! Ma mi dici amico mio quali parole possono qualcosa? Esistono forse parole che possono consolare un padre o una madre o una figlio che piange chi da sempre l'ha fatto sentire unico, prezioso, insostituibile, in quel legame di sangue unico e meravigliosamente terreno? No, l'uomo non è stato creato per perdere chi ama, ecco perché non esistono parole per lenire. A volte mi sono chiesto: se è così forte il dolore di chi resta, cosa succede nel cuore di chi va via? Ricordo un ragazzino di sedici anni, la giovinezza era tutta li, senza più tempo per essere vissuta, eppure nei suoi occhi, oltre la malattia, oltre la purezza della sua età, risplendeva un senso di attesa. La disarmante consapevolezza di un percorso nuovo. Avrebbe un senso nascere con la conoscenza del tempo della propria vita in questo mondo? Strana cosa la speranza... e  mi convinco, al contrario di tanti filosofi, che questa nasce nell'uomo e non muore con lui. Che dirti amico mio, io non posseggo quelle parole, ma che Dio avesse poco a che fare con quell'accanimento, l'ho compreso, ma quello stesso Dio è presente con il suo progetto oltre la morte. La consapevolezza di quel ragazzino non era follia ma Dio stesso. Penso ai bambini con la stella, alle madri, ai padri da cui venivano separati, privati di qualsiasi dignità oltre che della vita nel tempo più buio e non unico della storia dell'uomo. Se la morte significasse il male finale tutto è già accaduto, l'uomo è stato già vinto. Perché allora continua a generare amore? e cos'è il dolore se non un atto di amore? La morte riceve le sue risposte e in esse c'è la prova dell'immortalità dell'amore . Questo tormento, questo senso di disperazione ha ragione di esserci e ripercorrendo la nostra esistenza a volte, nonostante tutto, siamo consapevoli di aver già raccolto qualcosa nel tempo, per comprendere quel senso di attesa.


Tristezza

Sento il  mio cuore, 
il suo battito,
e avverto  la fragilità 
del  mio corpo .
Perdo, in un istante  
le mie certezze,  
senza che la mente
possa mandarmi  legioni.
Solo, senza voci intorno 
attendo che la nebbia mi attraversi, 
e con essa la paura, 
conto ogni attimo di vita 
che mi porta via.
                                 

Polvere due

Vinta, la polvere,
dall'acqua che ricade,
ritrova se stessa
nel sole e nel vento.

Cuore

Cuore
Non costruirò grandi palazzi,
non costruirò monumenti,
solo piccole case...
davvero piccole,
ma con grandi giardini.

Ti leggo nell'aria .. e mi dischiudo con te al medesimo destino.

Conosco

il tuo corpo

e la tua anima,

i tuoi pensieri

li leggo nell'aria,

nei raggi di luce,

negli sguardi nascosti,

in quelli cercati,

nelle linee del viso,

nelle luminose pieghe del sorriso

e nelle lacrime

a volte trattenute

nel lucido degli occhi.

Vivo te

e il mio universo assieme,

assaporo

la tua essenza,

il tuo essere in questo mondo

a rendermelo migliore,

sei tu

nella mia storia

ed io nella tua.

Ti amo... e

ancora ti amo

sento il suono

di queste parole,

assai sfuggente

e raro,

un' alchimia,

che non appartiene

all'uomo.

Così,

senza accorgermene,

scrivo poesie

e mi ritrovo a essere

un poeta d'amore

Staffette-Vento della notte nell'alba del 25 Aprile



   ph. Google -  La partigiana Agnese 

                                                      Staffette         
                                        del poeta Michele Constantine

Che mi racconti stanotte vento?
cosa arriva dalla nebbia?
Volti giovani
forti
fieri
limpidi
tante vite da un giorno alla volta,
fucili di legno e piccole pistole,
cinture annodate
su grembi di giovani donne,
sospese madri,
umili coperte
calore nella notte,
file di proiettili
che uccidono
e sorrisi puri
come quelli di bambini
che rincorrono la vita negata.
Il farsi male
fino a lacerare le carni
e il sangue stanco,
eppure … lenire.
Visi duri,
vestiti di gonne


Laura Zoffoli - partigiana ph. google

con pieghe prive di sensualità,
è la guerra più forte!
è l’odio più forte!
è la libertà che chiede la morte!
Vento sulle facce,
biciclette e ginocchia che spingono …
e la mente che tocca l’unghia del piede,
frammenti di pelle su pedali bagnati,
i pensieri tanti tutti assieme
il cuore il suo battito...
forte forte forte.
La paura di morire,
il valore…
le lacrime
il silenzio
la voce ….
dov'è la gioia?
dov'è l’aria…?
dov'è la giovinezza…?


                      la partigiana Matilde - ph-google

dov'è Dio?
Raffiche improvvise,
destini...
vite che s’incrociano
quanto vale la vita?
Meno del sogno.
La pioggia,
il freddo,
il caldo,
il vento,
il giorno
la notte,
la morte,
la vita
l’Amore che attende…
la paura il coraggio…
mai così assieme e io
non c’ero.



Realtà


Vuoto, un vuoto voluto,
come quando si chiude una porta
lasciando la tempesta fuori,
e io ero fuori.
Scendevo scale...
sporche, sporche come le pareti...
polvere sciolta dall'acqua
e asciugatasi al vento.
Ampi corridoi, luci bianche...
silenzi diversi
interrotti da voci e lamenti,
il rumore dei miei passi fino alla stanza,
fino a un letto...
solo un lenzuolo copre un corpo amico,
amato, mia madre.
E' lì...
attende la fine del suo tempo.
Lei che era sempre così forte...
che non ha mai mostrato timore,
ancora con dignità, coraggio, si protegge...
si nasconde in quello spazio intimo ...
di un velo di lenzuola.
Io lo so
“sono vicino a te … madre”
- le dico, lei non ha più forze,
torna da pensieri per la prima volta solo suoi,
torna abbastanza...
perché quel pochissimo sguardo di lei ....
dolcemente...dolorosamente mi dica...
”stai lontano....non voglio vederti soffrire”.
Non c'è una mano che mi fermi, nulla si muove...
ma quasi la sento.
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A volte, la notte, col sonno, si diverte a darti esperienze terribili... che non possono essere pensate... con tutta la sensibilità del mondo, possono essere... solo vissute. Ora non fatevi domande...sulla mia mente con le masturbazioni di Freud, io non sono nulla d'interessante,  piuttosto...sul mistero della realtà.. che viviamo e su come è possibile...a certe condizioni viverne un'altra alternativa...che non ha un sol passo ...in meno.

pieghe

Vecchia coperta, remoti ricordi
per quanto rugosa mi è tenero
toccarti.

Laddove  sei rotta, e sono piccole
mancanze,  ti lascio una piega che

 lo sguardo distrae.


Mia vita di te ho teneri ricordi e
grandi mancanze, piccole pieghe su
fragili  ferite .

cercami

It's too much
the need
to feel
that you are looking
for me,
that I'll do evertything
to miss you

E' così tanto
il bisogno
di sentire
che mi cerchi,
che farò di tutto
per perderti ...
un po'.

Carmela



Non ti ho dimenticata
amica di un tempo
non c'è una lacrima mia
che non sappia di te.
T'incrociasti con il male
e la stupidità di chi insegna
senza l'amore e
non servirono a nulla
la tua purezza
la tua fiducia
i tuoi diciotto anni.
Ma non bastarono
la malattia
e la violenza dell'orco,
rimanesti pura
con le tue mille domande
e un solo perché.
Senza più forze
senza più voce
senza più la vita
ti ho conservato nel tempo
come parte
della mia anima
quella più limpida
quella più antica
e nei miei occhi ho
ancora il sorriso dei tuoi.




La prima violenza la subì dai miei insegnanti, che non seppero e non vollero comprendere il suo non essere come le altre... era intelligente assai e sapeva rendere. Tuttavia non accettava alcuna ipocrisia nelle soluzioni... non accettava compromessi e rimaneva lì a contestare in silenzio... ripetendo a se stessa... "non ho capito...così non serve". Era dolce e bella e aveva diciotto anni, la mia compagna di classe... veniva da Caivano, era troppo tenace per una società che voleva semplificare tutto e lodava chi abbracciava le regole dei compromessi convenienti... e l'amore era così poco... intorno a lei... quando finì la scuola... venne l'inferno... seppi tempo dopo che venne rinchiusa, lei giovane ribelle, come matta in una casa di matti, lì chi doveva proteggerla ne abusò, convinto che uno in più non sarebbe stato importante e poi mi raccontarono che volò via per sempre in un mondo migliore e io lo so... che un giorno la rivedrò.
La mia poesia in un giorno particolare vuole essere un abbraccio... esattamente il contrario di una divisione..

giovedì 11 dicembre 2014

Abbracciami



--- La tenerezza della solitudine

Nascono infiniti 
certi momenti,

in ogni dimensione 
in ogni direzione.

Campi di luce 
in terre bagnate,

un pezzetto  di legno 
trasportato dal fiume
al centro del mare.

Il  silenzio e  pochi colori.

Un'immensa solitudine 
intimorisce l'anima

gli occhi sono dentro...  
liberi  alla vita

ed io  stringo 
le mie  braccia 
intorno al mio corpo
per ascoltarmi.

Il mio amore  
è sentirti addosso,
pura follia  
di un  pianto inatteso  
e per il solo averci.


Bramo dell'universo 
ogni piccola parte di te.


Prezioso mistero   
questo generoso nutrirci 
l'un l'altro come un'unica vita,

un sussulto del cuore  
che si ferma  per un solo istante 

perché l'amore può farlo... 

e scrive tra i flussi del sangue...

abbracciami  un poco.


Sirio la stella del mattino

Sirio stella del mattino






Ti ho cercato all'alba
nel cielo dei ricordi
senza  fogli da incidere
e nero da usare

Ti ho chiamata
per nome
e la mia voce è nel vento
stella del mattino

Testimone la Luna
fu un sogno

Per quello
io veglio tutte le notti
e attendo ad est
e ti seguo con l'anima
fin oltre l’infinito  ad ovest

il tuo respiro
lo faccio mio...
nient’altro che un sogno  
che ancora mi appartiene.

ragazza nera

Siedi accanto a me
ragazza nera
cheta il tuo servire.

Tra tavoli di sorrisi
e storie di altre vite.

Siedi accanto a me
ragazza nera
lascia che il tuo tempo
scorra assieme al mio.

Trovo nei tuoi occhi,
luci di speranza,
e il sole sulla pelle
e il nero più profondo
nel ricordo di una Madre.

Siedi accanto a me
ragazza nera,
non ti rattristire,
lascia che io scriva,
nel vuoto di una sera,
la tua poesia.
       

Anime


Costrette a toccarsi
sempre
a piegarsi
a farsi del male
le una contro le altre
scosse dal vento
bruciate dal freddo
nell'attesa
di vivere
una primavera.

i ricordi di un quasi aquilone











 







Guarda France' !
L’ho preso, 
e non mi scappa!
E' dentro la busta, 
e tira la corda, 
mi riga la mano,
è impazzito!
Strilla
soffia 
e va su,
e volo anch'io.
E non mi fa più paura France' , 
non mi scappa! 
Ogni  tanto fa la finta di cadere 
poi si arrende, 
e dopo un poco si riprende, 
arrabbiato,
possente, 
urla forte!
Mi spinge da dietro, 
m’arruffa i capelli,
mi entra addosso...
che chiudo gli occhi,
mi gela tutto,
ma non il cuore.
E' vero tremo…
ma io lo ricatturo 
e va su su 
fin da Claudia 
l'amore mio
a casa sua, 
lei lo vede 
e sa che io son qui,
e poi quando arriva mamma 
e mi porta via,
col bacio suo e quello mio 
io lo lascio volare  via.

lunedì 8 dicembre 2014

foglie marce

Foglie marce

Gli uccellini per un po' ci giocavano, 
ma non la vedevo saltare,
erano li, tutti intorno a lei, tutti attratti da lei.
Poi alla fine desistevano, 
con il becco sanguinante.
Il vento, prima ha asciugato la pioggia, 
come sa fare bene,  poi le foglie  
e le ha spazzate via.
Ma stamattina,  ancora una volta gli uccellini insistevano 
ferendosi a sangue su quella maledetta foglia.
Decido di andare a vedere da vicino, di capire… 
l'avrei portata via...
era disegnata dal tempo,
uno scherzo malvagio.

grilli d'inverno

Vecchi fogli,
tenere emozioni,
stranamente intatte,
mi riportano da te.

Ti ho cercata,
tra i grilli d’inverno
e ti ho trovata.

Ho riconosciuto le stanze,
i profumi,
le ombre, le luci
e la musica,
e c’è ancora la mia.


Ho sentito la tua voce,
ho sfogliato il mio libro,
chissà se te ne accorgerai.

il dono del voto

Il dono del voto.










Uomini, uomini veri,
martiri non di un Dio
martiri di un altro amore.
Ecco il vostro dono,
eccolo tra le mie mani,
oggi mi appartiene,
e non fui io a conquistarlo.

Sceglierò i ricordi,
oppure i colori?
Quali idee? E saranno idee?
E davvero …io sceglierò?

Uomini, uomini veri, padri
di idee, figli di un amore non di un Dio,
ma di un amore diverso,
io non sono degno.

Il vostro dono,
mi appartiene,
ma io non l’ho difeso.

Il sole del mattino,
la luce, Il buio,
la notte, il tempo
il mare, l’amore,
il dolce e il salato,
i colori altri,
la voce, la libertà
il grido, il pianto,
il sorridere, il pensiero e
ogni altra cosa,
Dio stesso
il mio poterlo amare,

quello che io scrivo,
quello che scriverò,
quello che leggerò,
l’amore dei miei figli,
la vita, la morte,
tutto è in questo dono.

Quanto io deciderò,
non posso saperlo
Ma posso esserci.

Grido maledetti,
maledetti
maledetti
a coloro che rubano
questo dono.

Siate maledetti per generazioni,
in questo mondo
e in ogni altro,
non uomini
ma energia del male.

E voi che come me,
avete ricevuto questo dono
amatelo,
non è un segno,
è un dono d’amore
un amore diverso,
un altro amore,
e se occorresse,
imparate
anche a morire.

Pezzettini di carta- una donna che ama

Pezzettini di carta- una donna che ama

Un uomo che ama  tende a sentirsi un gigante,
una donna che ama,  tutta in una mano.

domenica 7 dicembre 2014

Ti ho lasciata andar via

Ti ho lasciata andar via
amore mio
Fosti Musa ,
ma mai te lo dirò,
non ti feci domande,
se non le altre,
e delle risposte custodisco
quelle che non desti
amore mio
Ti fui così vicino
da sentire il battito del cuore tuo nel mio.
Così , io ti dissi mare
e tu mi dicesti terra,
e quando ti cercai nel cielo
mi ritrovai nell'universo
amore mio
Oggi tu parli di me,
e nemmeno sai il perché
Tu credi, che io sia un albero,
e l'amore un frutto libero.
In questo ti sei sbagliata,
e sbagli ancora, ma  io non te lo dirò.
Mi chiedo, che rabbia ti verrà,...
perché non fosti tu a far domande,
ma io... a non dar risposte,
amore mio...
E non so se questa strana anafora
sia per te
amore mio.

la pioggia

La pioggia


Mi piace il Profumo della pioggia
Mi piacciono i colori della pioggia
Mi piacciono i suoni della pioggia
Mi piace la purezza della pioggia
Mi piace il sapore della pioggia
Mi piace il timore della pioggia
Mi piace il respiro della pioggia
Mi piace il valore della pioggia
Devastante la pioggia
Unisce la pioggia
Non ha casa la pioggia



sabato 6 dicembre 2014

Domani



Dimmi, amore mio...
è così anche per te ?

vivo  le tue parole...
e vivo i tuoi pensieri...
è amore
è amore
e  so cosa vivrò domani...
e domani l'altro
e ogni giorno che verrà
è già sconfitto il tempo
non ci avrà mai


Non vedo l'ora di stringerti a me
che giornata meravigliosa
sarà domani

l'amore in certi mar

In amor si potrà anche dire, che
ognuno ama come sa. E che , diversa
è la percezione nel ricever e nel dar.

A tal punto che il poco per l'uno, è già
troppo per l'altro. Eppure talvolta o molto
spesso, quando per amor ci si prende, capita
veder che non si mischia nulla.
Piuttosto, ci si nutre e dell'amor
di entrambi.

Così su rotte, fatte di “a patto che”,
 “io sempre ci sarò” “non tradir mai”
e mille altre note, appena sussurrate,
come certe in miniatura scritte e mal
subite, vanno per certi Mar ... “barchette”
a veleggiar.

Ma quel che poi, più stupisce son certi
Mar , che pur fatti d'acqua , e toccandosi
tra loro e di notte, e di giorno, mai...nemmeno
a lor riesce di mischiar.

briciole d'amore

    foto google disponibile rimozione su richiesta
Resta
ancora un poco
è ancora caldo qui
non pensare
non cancellare nulla
lascia che ti senta
ancora mia.

Non andare via...
non andare via
in altri pensieri
in altre teorie
lascia che ti sfiori
che ti stringa...forte
lascia che io baci ancora
la tua fronte
i tuoi  occhi
le tue labbra
il tuo viso
le tue braccia
i tuoi fianchi
la tua pelle
il cuore... i sensi
resta ancora un po'
resta  qui
stretta a me.

sotto la luna

Ralph - Provare a scrivere poesie da dentro i cuori di altre persone, utilizzando la tua  empatia, fino a sentire come si sentono anche. Reach out fino a sentire il cuore di un albero così com'è silenziosamente contro le tempeste attraverso i secoli di tempo. Essere più che i propri sentimenti, essere i sentimenti di tutti quanti '. Sentire una tempesta, come se fosse una cosa viva!

- Eleh Cim- è un dono, possedere i sentimenti di tutti, solo così puoi vincere l'egoismo, e riuscire a conoscere l'amore sollecito. Il mio libro, ha un nome... e fra le poesie c'è ne è una che finisce così : amarli tutti ... fratelli in Cristo. Io non ho la verità di Cristo, ma la sua storia... ha la mia, nella sua io mi riconosco. Io non so, come tu abbia compreso, devi essere un Uomo molto in gamba. E che quindi raccoglie ogni giorno dalla vita senza perdere nulla. Tuttavia le tempeste, quelle degli altri, si aggiungono alle mie diventano le mie, e a volte... sono insostenibili, solo scriverle permette di domarle, e da questo nasce il bisogno forte, più del respirare....di farlo... moltiplicare l'amore del mondo, l'energia del bene, incidere . Ora non pensare a un poeta... in tonaca, piuttosto a un modesto uomo che vive di un istinto verso...  una fiamma piccola, qualcosa di prezioso , avverso la quale navigano le cose della vita e l'opera di un uomo stolto. E' il bene puro, ancor prima di qualsiasi Dio nominato dall'uomo, perché viene prima dell'uomo, è la vita come quell'istinto la vorrebbe, e chi lo possiede prova a capire a spendersi dando un senso a un 'esistenza che altrimenti avrebbe il valore di un tempo già trascorso .

io sono vivo







Io sono vivo, quando di notte ascolto la tua voce, e so che mi stai cercando.

Io sono vivo, quando il sangue mi ribolle

nelle vene e ne ho prese tante, da aver
bisogno di curare le ferite.

Io sono vivo, quando il dolore è così forte 
da sentirlo unico e perciò prezioso.

Io sono vivo, quando non temo la morte e

le stringo le mani.

Io sono vivo, quando la pioggia cade rumorosa, 
rafforza le tinte, e le illusioni, sciolte nell’acqua scorrono via insieme al fango.

Io sono vivo quando nudo della vita cerco 
l’amore più grande.


il silenzio delle parole


il vento l'ho domato
in un foglio bianco,
tra giochi di cadute
impossibili equilibri e
matematiche effusioni,
ora scrivo di me e 
ogni mio istante
ha una sua parole.


Se io scrivessi 
il mio silenzio, 
amore mio,  
mi pianterei un coltello 
dentro al cuore, 
mi strapperei l'anima, 
e non sopravvivrei.
E' il silenzio delle parole,
è così  l'amore.



lettera a un'amica

Cara amica
io le ho lette le tue parole
le ho qui con me
sono calde e vive
sono dentro di me
libere di correre nella mia mente
libere di agire sul mio cuore
dentro il mio cuore.
Le ho raccolte le tue parole
e tu più dolcemente non potevi porgerle.
Ne sento
cara amica
il coraggio la tenerezza la forza
e mi chiedo come possa
io così poco
meritare quelle altre
che già furono mie tempo addietro
e che ho ripreso adesso
da un remoto cassetto.
In questo istante in cui percepisco il senso profondo
di ogni tuo respiro
perché quello io avverto
un amico mi mostra la gioia
negli occhi di sua figlia.
Tu scrivi del male cattivo
quello che il corpo aggredisce
e non distrugge se non quello.
Racconti di te
di quello che non hai più
di quanto si sia accanito
di momenti di disperazione
di quelli di calma
quelli di serenità e di attesa
di tutto quello che ti rimane.
Poi il desidero forte di essere madre …
nonostante tutto.
Ti scelga la vita
amica mia
Perché sei preziosa
perché ne sei degna.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...