Eppure
accade
che anche
un solo bacio
possa vivere
per sempre.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim

Sarà tutto diverso
ho lasciato che ognuno scegliesse
e ognuno lo ha fatto/
ho sperato
ho sognato
ho creduto
fin quando ho compreso/
sarà tutto diverso
ora che non posseggo più nulla
ora che ho restituito tutto
ora che ho ceduto l'ombra
ora che non ci sono più le mie orme sulla sabbia/
ora che non esisto più
non potrò più essere attraversato
ignorato
toccato o amato/
la mia voce non avrà più suono
non sarà più la pausa tra le voci altrui
non sarò nemmeno un ricordo e le mie
case del tempo in cui ho ospitato e ho amato
crolleranno ovunque
e non lasceranno polvere/
le mie parole si asciugheranno al sole
e non racconteranno più nulla /
sarà tutto diverso
senza più dolore
senza più attese
resterà il silenzio della musica
perché su quella io ho volato.
de aquellas sin una razón,
le echarás la culpa al viento,
el silencioso,
que espera estar vivo,
en un cielo antes de la lluvia.
Llevaré conmigo
todo lo que ya es tuyo
descenderé sobre tus labios
y los haré míos.
Sal
Toglie la vita
la neve.
Nella mia terra
la gente ama
e il cuore è sopra i tetti.
La mia gente
è strana
permette a tutti
furti d'amore
e attende
come la roccia
che la neve
si sciolga.
Non pensare che io
ami di lei solo gli occhi,.jpg)
La dolcezza è amore a occhi chiusi,
e restituisce in un bacio la giovinezza,
non sorprende che quello più amato dei baci
sia da sempre e per sempre un bacio a occhi chiusi
- si
- e hai un po' di tutto, tipo frutta, verdura, salame, prosciutti e pure la mozzarella?
- si
- e che c'entra il pane fresco?
- quello lo faccio a mano... come si faceva una volta con il lievito madre
- è buono?
- è sempre più buono...
- è qual è il problema?
- gli amici... prendono tutto ma scartano quello, l'unica cosa che è mia.. lo faccio io.
- fammi assaggiare... cavolo... è saporito assai, ma come hai imparato a farlo così?
- un poco alla volta... ti piace?
- si... è buono assai, ma dimmi e agli altri piace?
- oh sì, tranne agli amici... hanno una capacità incredibile di camminarci intorno senza mai toccarlo.
- amico mio, tu chiami amici le persone sbagliate, tutto qui.
La pioggia impazzita è devastante, è così colpevole del male, è colta sul fatto eppure si difende... "ho incontrato tanti esseri con il cuore secco più di una roccia e gliel'ho trasformato in sabbia, e solo allora si sono accorti delle mani tese a chiedere aiuto, e solo perché hanno provato a farlo
en el alma,
líneas confusas
que caen sin dolor.
Los ojos
los dejo en el vacío,
con la mente ya en otra parte
y lejos de mi
Tu no lo sabes
pero me detuve
para hablar contigo,
incluso cuando no estaba allí.
Tu no sabes
los límites que he tocado
y no estabas conmigo
tu no sabes
de la oscuridad
de la luz.
Traduzione in spagnolo a cura di Anne Marquez Hija
Tu robas una caricia
al reflejo del agua,
el dulce paso que conduce
en la oscuridad que reposa.
Estos recuerdos
son flores frágiles
y aman el agua,
suspenden el tiempo
y no preguntan razones,
sin embargo, toma menos de un respiro
y todo se borra.
Estoy vivo,
tengo este corazón que late,
soy de carne y hueso,
Estoy vivo en mi funeral,
soy el que se muere,
el que ama,
y no soy un recuerdo
en el reflejo del agua.
Tradotta in Spagnolo da Anne Marquez Hija
Questo dolore è insostenibile
e travolge ogni mia resistenza,
le radici della mia vita sono figlie delle tue
e da sempre nella stessa terra.
Tu mi guardi e quel silenzio diviene
un fiume di tutto quello che ci siamo detti
e di tutto quello che ci siamo lasciati accanto,
questa febbre è così sconosciuta
per quanto io sapessi che sarebbe venuta.
E' così solo mia
è così solo nostra
ma per la prima volta è anche ognuno per sé.
Mi nutro ancora,
mentre provi a costruire coi suoni flebili delle parole
la tua gratitudine e l'attesa del domani,
così ignara,
così innocente alla vita che ti abbandona.
Tutto in me diviene fragile già adesso.
Il respiro annega nel pianto tremendo dell'anima,
che cerca e attraversa in una sola volta e continuamente
tutto l'amore infinito che ci siamo dati da sempre e per sempre.
Nulla hai mai chiesto.
Nulla è mai stato uno scambio.
Mi hai solo amato.
Dio quanto fa male questo dolore e
sono io l'unica radice che ancora ti trattiene,
mentre perdo tutto e davvero non so cosa mi rimane.
Sfugge la meraviglia dell'essenza della vita,
la gioia dell'amore del sacrificio materno,
mio ancor prima che aprissi gli occhi alla luce.
Una ferita che, per giustizia solo per giustizia,
nemmeno l'amore del mondo, ignaro nella sua corsa,
potrà mai sanare.
E poi il tempo che mi conforta tenendomi la mano.
Questa forza
che muove il mondo
mi porta via il respiro
e io provo a tenerla bassa,
spinge sullo stomaco come una mano che si torce,
so che non deve arrivare al cuore,
si veste di malinconia
e di una solitudine che vuole essere sanata,
io posso toccarla
so che promette quello che non mantiene,
e se arriva al muscolo della vita
si porta via la mente e gli occhi
e ogni attimo diviene attesa.
Una lettera
nata nella giovinezza mia
ormai lontana
ha un posto suo
nel mio cuore
guardo l'inchiostro
e le sue forme
fino alle parole
fino ai sorrisi
agli sguardi
alle mani
alla spensieratezza
al tempo dilatato
fino ai suoni
fino al futuro... il mio tempo adesso
tutto è già lì,
è sangue
sangue amato
sangue mio
è nella vena mia
è così vivo
così lontano.
Mio padre era volato in cielo da circa sei anni e mia madre viveva i suoi ventisei e io i miei sei. Il mondo fuori si preparava al sessantotto che era appena dietro l'angolo. Mia madre aveva trovato lavoro presso una famiglia di quelle vere, numerosa e assai gioiosa. I genitori erano a metà cammino, e i figli maschi e femmine si preparavano ad affrontare la vita nel modo migliore. Erano begli anni , non lo dico perché ero bambino, anche perché non erano i miei anni migliori, fuori c'era grande fiducia nel futuro e tanta agitazione, c'era spazio per tutti, bastava muoversi. Mia madre si occupava dei servizi di casa ed io piccolo piccolo ero un ometto. Quella famiglia donerà alla società un Generale di aviazione, un medico chirurgo davvero bravo, un'insegnante, un cardiologo di fama e poi infine c'era Gennarino. Gennarino era un attimo dietro agli altri, ma era amatissimo, era come si diceva allora “ ritardato”. Era una testa dura che perdeva sempre, parlava in modo strano ma sapeva farsi capire, era... il ragazzone di un uomo mancato. Gennarino era consapevole della sua diversità, e quando ragionava troppo smetteva subito per non starci male, così viveva la sua vita in moderata libertà. Nessuno gli avrebbe chiesto di crescere o di prendersi delle responsabilità, era amato. Quanti anni avesse io non lo so, credo non troppi più di mia madre. Mia madre gli voleva bene come ai suoi fratelli e alle sorelle, e in più c'era un dovuto rispetto. Un giorno Gennarino si presentò nel mio basso, e mia madre restò spiazzata quando vide questo bambino cresciutello innanzi alla porta e così gli disse “ Gennarino voi non potete stare qui, ora vi preparo un caffè con un po' di latte, e poi tornate a casa vostra”. Gennarino si guardò intorno, e davvero bastava un solo sguardo visto le dimensioni della mia casa, e disse: “mi piace qui, voglio stare qui!”
Allora mia madre come si fa con i bambini quando si vuole far cambiare loro idea, iniziò a elencargli una serie di problemi: “Gennarino e dove vi mettete, qui a malapena c'è spazio per noi, qui il bagno è un buco ed è fuori e manco solo nostro, e l'acqua la prendiamo al lavatoio nel cortile ed è fredda d'inverno. Gennarino tornate alla bella casa vostra dove tutto è più bello.” - Gennarino: “ No, no! A me mi piace qua!”. Ebbe tanta pazienza mia madre e con tutte le attenzioni del mondo riuscì a rimandare a casa Gennarino. Quando andò via le parole di mia madre furono : "speriamo che gli passi questa cosa, quello è buono buono, non tiene malizia, e vuole sentirsi normale come dice la testa sua”. Il giorno dopo mia madre informò la signora madre dell'accaduto che si scusò facendo una partaccia a Gennarino, ma mia madre la rassicurò dicendole che non era successo nulla di grave e che conosceva bene quell'amore di sorella che aiutava a risolvere e a comprendere cose così ma che tuttavia era meglio tenerle a vista. Ogni tanto di domenica Gennarino passava ad augurare una bella giornata ed io mi guardavo intorno pensando a quanto fosse più bella la mia piccola casa. Alcuni anni dopo venne una proposta economica e legale per mia madre, occuparsi di lui, insomma Gennarino voleva una sua famiglia con tutti i limiti del caso, e mia madre con amore trovò le parole giuste per dire no, mostrando quanto forte fosse la guida che aveva da sempre dentro al cuore. Quando Gennarino volò via, prematuramente, mia madre me lo disse con la stessa tenerezza delle parole che aveva un tempo già pronunciate : " Lo sai ho saputo... Gennarino, era buono buono, non teneva malizia, vieni Miché ti preparo qualcosa.”
Auguri Gennarì!
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Sappiate voi che vi accingete a scoprire l'amore dello scrivere in poesia, che quando arriverete in quel luogo non sarete perfetti, ma avrete spazi da percorrere e conoscere in relazione alla fragilità che sarete disposti a concedere. Imparerete lentamente l'essenza dei suoni che compongono ogni singola parola, imparerete ad accordarli alla vostra anima, poi studierete il significato delle parole che compongono questo software naturale che ci permette di comunicare. Presterete attenzione alle alterazioni, le dissonanze, le meravigliose pause, vi emozionerete quando accorderete a due a due le parole e sempre più crescendo nel numero... le troverete infinite e tante sconosciute, alcune da inventare. Senza mai essere perfetti vi accorgerete dell'importanza dell'hardware e vi scontrerete con la naturalezza universale e le imperfezioni che caratterizzano la necessaria individualità ... insomma conoscerete il fiume ma dovrete fare vostro anche il solco e tutti i declivi in cui scorre. Quando sarete pronti nemmeno sarete perfetti, ma vi ritroverete ancora più fragili. Questa fragilità non è un punto d'arrivo ma è la nuova aria che dovrete respirare e vivere attraversandola continuamente. Una fragilità che ha radici profonde e distinte. Conoscerle queste radici non è semplice e attenti a volerlo fare senza continuare a percorrere il vostro cammino iniziale, non fermatevi altrimenti piuttosto rinunciate a tutto. Tra le cause della fragilità e del malessere che vi accompagnerà c'è anche un dono. Quando sarete pronti, ma non perfetti, riconoscerete e vivrete immediatamente l'essenza della verità in ogni singola parola che incontrerete. Chiunque vi parlerà non potrà contare sulla confusione e i vestiti delle parole, e non potrà usarne alcuna senza rivelarvi la verità dell'essenza, le percepirete sempre nude e con accanto le motivazioni del loro nascere. Ciò vuol dire che molto spesso basterà una sola parola ascoltata per conoscere la verità dei pensieri del vostro interlocutore, e la verità non riguarderà aspetti materiali ma solo quelli dei sentimenti. E sappiate che voi stessi se degni del vostro cammino già esprimerete al massimo la vostra verità. Così la gioia di un incontro si trasformerà in alcuni casi, all'istante, nel dolore di una delusione da nascondere e vi ritroverete a dover essere assenti piuttosto che continuare ad ascoltare. E' questo solo uno dei “doni” della poesia, ci arriverete passando dalle parole scritte ma quelle all'inizio faranno meno male. Questo dono un po' amaro assieme ad altri costituisce la spinta, il carburante unico di una nuova vita in un mondo che vivrete in modo assolutamente diverso, sempre in cammino e senza mai essere perfetti.
Mi sorrideva sempre, le chiesi il perché,
mi disse di un gran dolore e che stringendo i denti, per
un istante e solo per un istante quello s'interrompeva.
Ai visitatori di questa disordinata raccolta di pensieri.
Lasciate traccia del vostro passaggio, un commento, un cuore, e portate via un abbraccio.
Per amore dono la forma peggiore e
fingo di non accorgermi
del tuo sguardo che scorre.
Cosa ho perduto?
Cosa ho lasciato?
Cade il ricordo
e io lo raccolgo.
Le linee sono goffe e i colori sono freddi,
le parole banali, quasi rumore.
Se il cuore avesse una propria voce,
griderebbe :
"perché ancora?"
Gli risponderei che
è per sempre... un'ultima volta.
Oh, se nascesse
ancora una volta,
se pagassi solo per una rosa.
Oh, se nei tuoi occhi ritornasse la tempesta
e il desiderio di un bacio...
Una scintilla di luce...
io l'ho lasciata cadere nell'aria malsana,
una stupida ritorsione.
Porto via un ricordo
perché resti un vuoto d'amore
La última vez.
Siempre hay una última vez
por amor doy la peor forma y
pretendo no darme cuenta
de tu mirada que fluye.
Qué he perdido?
Qué he dejado?
En ese momento el recuerdo se desvanece
y lo recojo.
Las líneas son torpes y los colores son fríos
las palabras triviales, son casi susurros ,
Si el corazón me traiciona
preguntaría con fuerza:
"Porqué otra vez?"
Siempre hay una última vez,
es como la primera,
pero dónde está el amor?
Oh, si volviera a nacer.
Oh, si solo pagara por una rosa .
Oh, si la tormenta volviera a tus ojos
Y el deseo de un beso...
La mía es una chispa de luz
cayó en el aire insana
una estúpida represalia.
Me llevo un recuerdo.
para que quede para siempre
un vacío de amor.
(traduzione in Spagnolo a cura di Anne Marquez - Hija.)
.
Tre baci - i racconti di constantine
Ho dovuto fare i conti con la fragilità della mia memoria non emozionale, quella dei nomi, delle date, delle linee precise dei volti e dei dati, scappata via da me quando ero poco più che ventenne, a seguito di un malessere che ai tempi in cui improvvisamente si rivelò non poteva essere indagato se non in modo pericoloso e assai invasivo. Mi ripresi lentamente nel corpo, e la questione della memoria fragile non era poi a quel punto così importante. Certo per studiare e poi lavorare dovevo rileggere mille volte le basi, tanto lavoro in più, una sorta di cinquanta volte il primo bacio riferito a leggi, regole, procedure, il mio lavoro. La cosa non riguardava, sia pure lasciandolo un po' nell'indefinito, tutto ciò che aveva a che fare con le emozioni, e così divenne questo ultimo ambiente la memoria del mio cervello. Ho convissuto fino ad oggi con questo bug e poche volte mi sono trovato in difficoltà estreme. E' difficile spiegare agli altri certi blocchi, così fuori dall'ordinario e assolutamente impensabili rispetto alla mia resilienza a vivere una vita normale. Tra i lavori che mi sono capitati quello impostomi da un anziano pediatra. Era un uomo straordinario, la cui disponibilità era per me fondamentale, avevo poco più di trent'anni e una bambina. Mi disse: vieni a fare l'amministratore del mio condominio, e mi avrai ventiquattro ore su ventiquattro. Così divenni amministratore dell'unico condominio che io abbia mai amministrato. Risolsi beghe e attriti, fui bravo e coinvolgente, condivisi incarichi e nominai depositari di ogni documentazione i più critici condomini. Mi hanno voluto bene quanto io loro. Io ero giovane e loro già anzianotti, certo c'erano i figli, ma il mio rapporto era con i padri e con gli anni che passavano ogni tanto perdevo qualche condomino a cui mi ero affezionato... quando avvenne il cambio generazionale io avevo vent'anni in più e decisi di lasciare. Ebbene proprio ieri, non ricordo il motivo, ma con amici ormai ultra sessantenni come me è venuta fuori la storia del Gattopardo... dei nobili di Sicilia e dei Salina. Ho avuto una vita così strana e con incontri meravigliosi, fatti e circostanze che mi hanno attraversato e resa la mia un po' fantastica e addirittura interessante, ma di tutto questo non è che io me ne rendessi conto, solo dopo mi sono accorto che ogni incontro ha contribuito a forgiarmi e a rendermi migliore e a incidere nel mio tempio. Così ho detto a Sal che avevo conosciuto di quella famiglia nobile un'anziana donna, era nubile, e venne ad abitare da Napoli per una decina di anni in quel Condominio. Doveva essere stata una donna bellissima, amava mettere il trucco ma lasciava il suo viso assai chiaro, era colta, era vivace, gioiosa, era diversa. Con il tempo sempre più invecchiando e conoscendomi acquisì fiducia e rispetto per me, spesso ero io a ritirare presso di lei la quota condominiale. Gli arredi della sua casa erano antichi, mobili grandi e specchi incorniciati, ed enormi dipinti, un tavolo grande e mille oggetti particolari di cui lei conosceva una storia. Quegli arredi erano una somma di secoli, non certo uno solo, forse mancava solo quello in corso. Così contenta di mostrarsi con i capelli ben schiariti, gonfi e decorosi, le mani curate, i colori garbati ma anche forti, si prendeva assieme un caffè da lei preparato e ascoltavo le storie di qualcuno dei volti che coprivano le pareti troppo piccole della sua casa. Mi parlava della sua famiglia, dei coloni e delle sue origini siciliane, mi mostrò volti dei personaggi veri raccontati nel Gattopardo, della casata dello stesso scrittore, dei Salina e delle storie d'amore, dei tempi che erano cambiati così in fretta travolgendo ogni cosa... e anche di lei che serena curava le unghie delle sue dita che mostravano tutto il tempo. Ebbene io ieri con Sal non ricordavo più il volto di lei, sapevo che era finito nel buio che ben conosco, ma questa notte è accaduta una cosa strana. La mia casa ha più accessi, uno dalla strada, privato, e l'altro dalla corte comune. Ho sognato di uscire dalla corte e al buio proprio davanti alla porta privata ho intravisto due donne, una più giovane rimasta nel buio e avanti a questa una più anziana. Sembrava quasi che stessero uscendo dopo aver chiuso quella porta, ma questo non era possibile perché quella era la mia casa. Ho salutato con calore come se conoscessi la donna più anziana, ma lo sguardo di lei, la sua fronte alta e i capelli bianchi, il portamento la limpidezza ferma dei suoi occhi mi convincevano che non era così. Provavo con la mente a ricordare, ma niente da fare, sentivo anche il loro disagio, come se il mio saluto non fosse giustificato se non avessi trovato da qualche parte conferma in un ricordo. Non ci riuscivo, così innanzi a quel volto fermo illuminato da un raggio di luce così discreto e così improbabile... ho sorriso e ho detto: <Non ci conosciamo, è vero... forse mi sono confuso, ma ecco stasera ci siamo salutati, e quindi se dovessimo incontrarci di nuovo domani avremmo un motivo giustificante di un saluto cordiale>. Lei non ha mosso le labbra, nemmeno una smorfia, ma lo sguardo era sollevato e in qualche modo ancora più fiero, soddisfatto. Mi risveglio alle quattro ed ecco che so bene, adesso, a chi apparteneva quel viso, ogni piega di quei capelli, la pelle incipriata e i colori, gli occhi piccoli così brillanti, le rughe del tempo... era proprio lei. Non ricordo il nome, non ricordo il suo cognome, ma quell'universo del passato a cui apparteneva e il momento in cui aveva toccato il mio... sì. Straordinariamente sì. Riposa in pace principessa.
.
Smettila di attendere
che nascano i fiori che
mai verranno.
<Manca la terra!>
Vieni poeta
vieni alla vita che non appartiene,
sii padre e madre...
sii scintilla della tua luce,
come per le stelle, se tu lo vorrai,
è il cielo il luogo dove bruciare.
Tu rubi una carezza
al riflesso dell'acqua,
il passo dolce che conduce
al buio del riposo.
I miei ricordi
sono fragili fiori,
amano l'oriente, vivono
la superficie dell'acqua,
sospendono il tempo
e non chiedono ragioni,
ma temono il respiro dell'aria.
Io sono vivo,
ho questo cuore che batte,
sono carne e sangue e non solo,
sono vivo al mio funerale,
sono quello che muore,
quello che ama,
non sono un ricordo
nel riflesso dell'acqua.
- Il riflesso dell'acqua
Così, stamattina con il cielo che non decideva l'alba, ho fatto una passeggiata, su per la collina. Nell'aria si sentivano, man mano che mi avvicinavo, piccole voci, sussurri : chi è quello? Chi è? Cosa vuole è così presto !? Il pino più anziano, ha rassicurato tutti: " calma! Tranquilli è il poeta. E' nostro amico".
"Ci racconti una storia?" - I più piccoli vogliono sempre storie, mi circondano con i loro fiori e vogliono quelle belle, quelle che finiscono bene. Ho promesso loro di raccontare in un giorno di sole quella del rosso. I miei amici alberi più anziani, qui in collina, ricordano le fiamme, le grida orribili e tutto ciò che morì, eppure sono proprio loro a chiedermi di raccontare agli appena nati alla vita la storia della collina. La stessa che ho raccontato ai loro padri quando erano giovani.
Su questa collina, viveva una strega cattiva, che aveva imposto il proprio volere a ogni essere vivente che vi abitava. Non sopportava la gioia ed era arsa dall'odio, non conosceva l'amore. Prima di morire, perché anch'ella non era padrona del tempo, per assicurarsi che nulla cambiasse creò un uccello, e lo volle senza colori forti, lo creò bianco e nero, come la vita e la morte, come la luce e il buio. Lo volle bellissimo quanto malvagio, impedì che gli fosse dato il nome giusto, assassino, e impose quello di " gazza". Ma tutti, sapevano che era un ladro di vite. Ogni anno le gazze, costruiscono le loro case sulle cime dei pini, e attendono che la vita che sboccia gli procuri il cibo. Loro osservano in silenzio e quando le madri distraggono l'attenzione dai figli, o quando sanno di poter attaccare senza timore, glieli portano via e dall'alto nel cielo li lasciano cadere per poi divorarli a terra consumando un macabro rituale. Oh, questa collina dovrebbe essere già morta da secoli, ma l'amore che qui nasce è così tanto che ogni anno insegna al mondo che è il male non può che perdere. I merli, le rondini, le colombelle, i piccioni, i passeri e tutti gli altri uccelli della Reggia, anche il falco, tutti assieme vincono contro ogni possibilità e anche quando alle gazze si aggiunge l'Uomo... pure lui soccombe innanzi alla forza della vita di questo luogo divino.
Amore mio,
non mancheranno le ragioni
per smettere di amare,
eppure basta l'incipit di un ricordo
non cercato,
un sospiro sfuggito al vento nella notte,
una goccia di pioggia mai iniziata,
un profumo improvviso di una scintilla appena spenta
di una solitudine senza voce,
e ritorna in vita
l'universo mai dimenticato.
La vita mai più vissuta.
Il tempo colpisce al cuore
dove la fragilità dell'amore
è sangue vivo.
Il mio amore è fiume che scorre
verso il mare,
io sono il fiume
così è scritto.
Sono il fiume
e per questo
sono nato figlio.
Sono sangue che si lega,
sono il custode del mio amore dell'uomo,
amare è il senso naturale
del mio vivere.
Se io fossi nato mare
non avrei conosciuto declivi e rocce,
non avrei conosciuto che il sale,
non saprei nulla del cielo sopra il monte
e nulla delle valli attraversate,
non potrei nemmeno raccontare di chi va controcorrente,
dei grandi salti e delle sponde dove c'è la terra
che genera la vita.
Conoscerei solo la sabbia che non sa abbracciare,
non scivolerei sull'amata argilla.
Amare è amarsi e occorre coraggio,
non c'è amore che non conosca attesa.
La promessa è scritta,
il bianco e il nero,
il bene e il male,
l'egoismo e la generosità,
il tempo e la misura,
l'ipocrisia e la verità.
Non è amore la rinuncia
e non è amore dell'uomo il solo prendere.
La vita ha un senso
ed è scritto nell'istinto ed è unico,
ci s'innamori pure del giorno e della notte,
ma non c'è amore vero che cancelli una promessa,
e non c'è verità nell'uomo che fiero confessa
di aver rinunciato ad amare in nome dell'amore,
o a essere amato da chi dice di amare.
E' il coraggio l'essenza dell'amore e
la verità è tutta lì.
Raccontami quello che non so
e se fosse dolore...
perché io possa amarlo
con l'amore che guarisce.
E se restasse anche a me
tanto o poco di quel dolore,
lo avrò conosciuto
e domani
chissà guarirò me stesso.
No es suficiente
El amor de uno solo
Nunca es suficiente,
Y si yo te extraño,
Y si tú me extrañas,
ni siquiera sería eso
amarse.
Por lo tanto
te amaré
sólo yo,
como siempre,
y cuando te encuentre ,
en el tiempo robado
a las historias imposibles,
ni siquiera te darás cuenta.
Porque
aquello que nace
en un sólo corazón …
así muere…
en un sólo corazón.
Amor imposible
- Poesia di Michele constantine Tradotta da Anne Marquez
Ho tante cose intorno a me,
sono tutte aperte le mie ferite,
quanta giovinezza fuoriesce dai tagli,
quanta memoria riesco a toccare.
I sensi,
questo mare m'innamora,
il tepore è nei colori...
il sole è dentro e mi protegge,
Dio quanto amo ancora.
Mio poeta chi ti ha fatto
tutto questo?
Sono stati
I fiori...
perché non li ho raccolti/
Gli uccelli vagabondi,
le aquile, i corvi, le rondini, i gabbiani,
perché ho osato volare insieme a loro/
sono stati Gli alberi
perché ho amato anch'essi/
Le onde del mare pregne di luce
per averle lodate e volute toccare/
e poi Il vento e la pioggia
per aver offerto loro
il mio corpo/
E' stato l'amore dell'Uomo
perché l'ho soccorso e
gli ho creduto/
e infine La luna e il sole
per ogni alba
e ogni tramonto che ho atteso.
È che certe assenze
fanno assai male...
non ti tocca nessuno,
ma tu non sai capire
da dove viene questo dolore
che conosci e non vuoi accettare.
Non sai di chi sia la mano
che ti stringe dentro,
che ti prende allo stomaco fino al cuore,
oppure no, oppure è altro assieme...
la tua mano,
che ribelle a tutto,
stringe con rabbia il nulla
di un mondo intero.
Non pensarci
non è la cosa giusta,
è un cambio di passo,
lascia perdere
l'illusione di una tregua.
Non puoi imporre una clessidra
al tempo.
Si è già concesso tutto.
Il tempo è
una vecchia puttana
crede di essere
una cattedrale.
Quanto tempo ho ancora?
Dov'è l'amore
che travolge ogni cosa,
e trasforma ogni mancanza
in un tradimento?
Dov'è la passione che
che fonde oltre natura
ciò che nasce separato?
Dov'è il coraggio che restituisce
a ogni fine la propria origine?
La colpa non è del mio sguardo,
e all'aver perso
giova assai poco
cambiare il nome delle cose,
quello che posso è
la meraviglia del tutto,
in quell'immenso
vuoto nelle mie mani.
Questo tuo amore,
è fiorito così
come un ciliegio
in una sola notte,
e non aveva radici,
lo giuro non aveva radici.
Non mancano i poeti
sono fiori di ogni tempo,
io lascio tutto ai cuochi.
Per i miei versi... chissà...
potrebbe valere l'amore dei quadrifogli,
per un tempo li ho cercati e invano,
poi mi hanno trovato
e ho scelto di lasciarli in vita in mezzo al prato.
Chi cerca la mancanza tra le mie parole
troverà l'assenza,
ma se cerca l'amore sappia che non lontano troverà anche il dolore,
se poi è la luce ciò che brama, ahimè!
Per quanto mi dispiaccia... è certezza!
La luce è già innamorata e follemente... della penombra.
Inganna il sole mentre va via
il mare lo sa
e vuole ancora restare.
La sera è appena sul confine
e già mette la eco ai suoni,
ma non le basta
vuole ogni linea
vuole ogni ombra,
serva del buio
prepara il tempo.
Ma mi manchi ed è questo
che rompe la diga.
I miei ricordi
tra sguardi d'amore
baci, strette, profumo di pelle,
essenze sublimi,
devastano ogni cosa.
Sono ancora vivo,
nelle piccole cose
sono ancora vivo,
e lì provo a cercarmi
per una carezza.
Il canto del merlo
rompe l'inganno
di un incantesimo malvagio
e il rumore restituisce
il silenzio all'alba.
Jasmine scrive a macchina
la sua voglia di andare.
L'antica preghiera
è intatta, come quando
era protetta.
Nelle piccole cose
il tempo non ferisce
e le sue lame
non mi toccano.
io sono vivo e
riprendo al Tempo ciò che mi
appartiene.
Amore, senza nemmeno gridare,
amore amore amore
e non c'è morte che non ritorni in vita,
non c'è dono che non trovi gratitudine,
non c'è un solo abbraccio
che va perduto,
Amore amore amore,
nelle piccole cose
Il canto del merlo
rompe l'inganno
di un incantesimo malvagio
e la vita ritorna così come è nata.
----------------------------------
Sono ancora vivo,
nelle piccole cose
sono ancora vivo,
e lì provo a cercarmi
per una carezza.
Il canto del merlo
rompe l'incantesimo malvagio
e il rumore restituisce
il silenzio all'alba.
Jasmine scrive a macchina
la sua voglia di andare.
L'antica preghiera
è intatta, come quando
era protetta.
Nelle piccole cose
il tempo non ferisce
e le sue lame
non mi toccano.
Tutto è vivo
e non sono ricordi,
io sono vivo
e a ogni istante del tempo
riprendo ciò che mi
appartiene.
Amore, così, senza nemmeno gridare,
amore amore amore
e non c'è morte che non ritorni in vita,
non c'è dono che non trovi gratitudine,
non c'è un solo abbraccio
che possa andar perduto,
e non c'è sguardo, voce, amore...
che non si rigeneri.
Amore amore amore,
nelle piccole cose,
come il canto del merlo all'alba,
la vita rompe l'inganno
di un incantesimo malvagio
e ritorna così come è nata.
Eterna
Nella giornata in cui tutti,
ma davvero tutti,
corrono al mercato per averti...
io ti dico...
va via, nasconditi, scompari,
riposati, prenditela di festa...
ritorna un giorno a casa,
trova riparo dietro una nuvola di marzo,
viaggia insieme a una rondine che ritorna... chissà dove,
o cerca il sonno nella tasca di un bambino
o se vuoi nel borsellino di una vecchia signora
oppure dietro la tela accanto al ragno di un Van Gogh...
anche sotto ai petali di un fiore di campo puoi stare
e se vuoi puoi trovare rifugio in un papavero su in collina,
ma sii libera, non lasciarti toccare...
evita questo volgare miscuglio di salive,
scappa, corri via e non preoccuparti perché fino a sera
nessuno se ne accorgerà.
Mia poesia. m.c.
Al mercato delle pezze la signora ha subito un incantesimo, una sorta di amore a prima vista per un giubbotto nero... lo tocca, lo avvicina a sé, lo guarda di nuovo, tentenna, poi lo rimette a posto. Si allontana e poi ritorna, lo cerca tra le pezze e lo ritrova, lo accarezza, quasi se lo prova, poi decide di indossarlo. Poggia le buste della spesa a terra, toglie la sua giacca e su quelle l'appoggia delicatamente. Riprende il giubbotto, le piace il cappuccio vezzoso, lo osserva da vicino, i bottoncini, le cuciture, le brillano gli occhi, se lo infila alla meglio, si gira intorno come se si guardasse a uno specchio che però non c'è, riflette e fa i conti e dopo un "mannaggia" lo rimette a posto. Sta per andar via quando lo prende ancora una volta, lo infila sotto il collo, mi guarda e mi fa: " ma che dite se mi metto a dieta mi andrà?" Le ho risposto : "cara signora io credo che nessun altra donna potrà portarlo con soddisfazione e bellezza quanto lei, e glielo dico con tutto il cuore ... già da adesso. Mi ha regalato un sorriso che il cielo a vederlo fiorire ha smesso di piovere. Che meraviglia certe donne.
Ho iniziato a scrivere d'amore senza aver letto alcun poeta, avevo timore di qualsiasi guida perché non avevo tempo abbastanza per percorrerli tutti e trovare me stesso. Oggi con o senza difficoltà nel comprenderli, mi accorgo, per quanto diversi, di conoscerli tutti, come fratelli e sorelle. Abbiamo avuto la stessa casa, le stesse colline, lo stesso mare e gli stessi cieli, e i sentieri anche quelli costruiti con le sole mani... spesso s'incrociano.
Le donne
vanno al mercato,
anche le stelle vanno al mercato,
comprano cieli
e li rendono unici...
alcuni destinati ai mari
e altri agli oceani.
cammino lungo il fiume,
ho intorno la bellezza di un mondo
a cui non sono abituato.
Il rumore dell'acqua cresce e
arriva da lontano.
Il fiume riprende vita,
la diga che è a monte
è stata aperta,
serenamente mi affretto
a raggiungere altezze più sicure.
I pesci sembrano delfini
e mostrano la loro vita
saltando verso il cielo
interrompendo la corsa
per qualche istante.
Il mio passo è incerto,
quanta malinconica meraviglia
è tutta intorno a me,
e sia pure con i piedi ormai bagnati,
i miei occhi osano
in una nebbia sublime
d'infiniti brevi.
Infiniti che sfumano
nel riflesso degli alberi
che la corrente non consente ancora.
L'odore del fiume e poi l'argilla,
i colori scelti uno a uno,
il cielo stesso che ancora ospita la notte
i pesci così grandi e fratelli...
tutto è intorno e dentro di me.
So bene che il fiume
suo malgrado può tradire
e sia pur distratto recupero la sponda...
mentre il bagnato diviene freddo gelido.
Mi risveglio nell'ombra
che va scomparendo,
con il dono ricevuto
da un fiume sconosciuto
che chissà dove...
ancora starà crescendo.
il sole del mattino che innamora,
e il tuo sorriso che viene al mondo.
Poi il cielo... limpido, perfettamente azzurro.
Dovrai scomparire ogni volta
come una nebbia che non ritorna,
come l'arcobaleno
che unisce due terre sotto un unico arco.
Dovrai amare così tanto l'amaro del tempo
perché meschina sarà la crosta che ti lasceranno.
L'amore non sempre sarà perdonato
io ti prometto
ti avrò amato.
Cerca un sogno
cercalo per me,
portamelo all'alba,
perché io possa viverlo.
Mi troverai
ad attenderti,
porta un bacio...
io ci sarò.
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...