mercoledì 18 dicembre 2024

Il silenzio della musica










Sarà tutto diverso

ho lasciato che ognuno scegliesse

e ognuno lo ha fatto/

ho sperato

ho sognato

ho creduto

fin quando ho compreso/

sarà tutto diverso

ora che non posseggo più nulla

ora che ho restituito tutto

ora che ho ceduto l'ombra

ora che non ci sono più le mie orme sulla sabbia/

ora che non esisto più

non potrò più essere attraversato

ignorato

toccato o amato/

la mia voce non avrà più suono

non sarà più la pausa tra le voci altrui

non sarò nemmeno un ricordo e le mie

case del tempo in cui ho ospitato  e ho amato

crolleranno ovunque

e non lasceranno polvere/

le mie parole si asciugheranno al sole

e non racconteranno più nulla /

sarà tutto diverso

senza più dolore

senza più attese

resterà il silenzio della musica 

perché su quella io ho volato.


domenica 1 dicembre 2024

Sal




Seré una de tus lágrimas 

de aquellas sin una razón,

le echarás la culpa al viento,

el silencioso,

que espera estar vivo,

en un cielo antes de la lluvia.

Llevaré conmigo

todo lo que ya es tuyo

descenderé sobre tus labios

y los haré míos.

Sal

giovedì 28 novembre 2024

Por amor

Por amor

aprendes  a perder...

Porque por amor

se ama tanto,

y tu sonríes y

huyes

en el viento

domenica 17 novembre 2024

La neve domani



La neve 

la vede il cuore.

Toglie la vita 

la neve.

Nella mia terra

la gente ama

e il cuore  è sopra i tetti.

La mia gente 

è strana

permette a tutti

furti d'amore

e attende

come la roccia

che la neve

si sciolga. 

Amando - musica in crescendo








Non pensare che io

ami di lei solo gli occhi,
io ne amo le guance
e le linee del viso
e la luce che accarezza le sue labbra e le sue pieghe,
il suo modo di abbassare
e alzare lo sguardo sul mondo e su di me.
Io di lei amo il sorriso e le sue smorfie
i suoi litigi
la sua follia,
io ne amo le orecchie e il mento
e il collo e il suo respiro dentro
e quello tutto intorno a me.
Io ne amo i capelli
il suo profumo
la sua pelle
i sensi
il tatto... il mio su di lei, il suo su di me.
Io  amo il suo silenzio
il suono...
il sapore
le sue lacrime
la sua rabbia
il pensiero
il suo non pensare
il ragionare
lo sragionare,
l'abbandono...
il calore
il freddo
la  tenerezza, la forza
il disagio,
la postura.
Io amo
come si veste
come si muove
la bellezza del suo corpo
e le ombre tenere che s'innamorano della sua schiena,
ciò che lascia vedere
ciò che non lascia vedere,
il toccarsi e il toccare
l'esitare.. le sue mani,
le sua dita 
i baci che fanno morire...
la sua gioia
il sorprendersi ...
le sue ginocchia
e molto altro ancora
assai di più
e solo dopo  l'amore...
che illumina tutto...
misteriosamente infinito.

sabato 9 novembre 2024

domenica 3 novembre 2024

L'amore in un bacio - pezzettino di carta







La dolcezza è amore a occhi chiusi, 

e restituisce in un bacio la giovinezza, 

non sorprende  che quello più amato dei baci 

sia da  sempre e per sempre un bacio a occhi chiusi

giovedì 31 ottobre 2024

Il pane buono

 




- Fammi capì 'sta cosa... insomma hai messo su un  chioschetto?

- si

- e hai un po' di tutto, tipo frutta, verdura, salame, prosciutti e pure la mozzarella?

- si

- e che c'entra il pane fresco?

- quello lo faccio a mano... come si faceva una volta con il lievito madre

- è buono? 

- è sempre più buono... 

- è qual è il problema? 

- gli amici... prendono tutto ma scartano quello, l'unica cosa che è mia.. lo faccio io.

- fammi assaggiare... cavolo... è saporito assai, ma come hai imparato a farlo così?

- un poco alla volta... ti piace?

- si... è buono assai, ma dimmi e agli altri piace?

- oh sì, tranne agli amici... hanno una capacità incredibile di camminarci intorno senza mai toccarlo.

- amico mio, tu chiami amici le persone sbagliate, tutto qui. 

La pioggia si difende - pezzettino di carta

                                                                                                               ph. m.c.
                                     

La pioggia impazzita è devastante, è così colpevole del male, è  colta sul fatto eppure si difende... "ho incontrato tanti esseri con il cuore secco più di una roccia e gliel'ho trasformato  in  sabbia,  e solo allora si sono accorti delle mani tese a chiedere aiuto, e solo perché hanno provato a farlo

Pezzettini di carta -ritrovarsi




La solitudine, la malinconia, sono sorelle,  agiscono sul dolore perché ne conoscono l'essenza. Passano gli anni e grazie a loro si riesce ad andare avanti, nulla viene cancellato, solo  messo un po' da parte. E' per questo che a volte le persone ritrovandosi dopo tanto tempo restano deluse , avvertendo di essere diverse da come  ci si era lasciati.  In verità non è così, quel dolore che si avverte  è il  dolore  di antiche ferite,  sono un monito, una riserva, una raccomandazione che viene proprio da quelle due sorelle... “ricordati che non sempre saremo in grado di aiutarti”. Per questo occorre un abbraccio assai responsabile per  ritrovarsi come prima.

martedì 29 ottobre 2024

la oscuridad de la luz.




Dibujo garabatos 

en el alma,

líneas confusas

que caen sin dolor.

Los ojos

los dejo en el vacío,

con la mente ya en otra parte

y lejos de mi

Tu no lo sabes

pero me detuve 

para hablar contigo,

incluso cuando no estaba allí.

Tu no sabes 

los límites que he tocado

y no estabas conmigo

tu no sabes

de la oscuridad 

de la luz.




Traduzione in spagnolo a cura di Anne Marquez Hija

giovedì 24 ottobre 2024

En el reflejo del agua

 




Tu robas una caricia

al reflejo del agua,

el dulce paso que conduce

en la oscuridad que reposa.

Estos recuerdos

son flores frágiles

y aman el agua,

suspenden el tiempo

y no preguntan razones,

sin embargo, toma menos de un respiro

y todo se borra.

Estoy vivo,

tengo este corazón que late,

soy de carne y hueso,

Estoy vivo en mi funeral,

soy el que se muere,

el que ama,

y no soy un recuerdo

en el reflejo del agua.





Tradotta in Spagnolo da Anne Marquez Hija


sabato 12 ottobre 2024

Madre

Questo dolore è insostenibile

 e travolge ogni mia resistenza,

le radici della mia vita sono figlie delle tue

e da sempre nella stessa terra.

Tu mi guardi e quel silenzio diviene 

un fiume di tutto quello che ci siamo detti

e di tutto quello che ci siamo lasciati accanto, 

questa febbre è così sconosciuta 

per quanto io sapessi che sarebbe venuta.

E' così solo mia

è così solo nostra 

ma per la prima volta è anche ognuno per sé.

Mi nutro ancora,  

mentre provi a costruire coi  suoni  flebili delle parole 

la tua gratitudine e l'attesa del domani, 

così ignara,

così innocente alla vita che ti abbandona.

Tutto in me diviene fragile già adesso.

Il respiro annega nel pianto tremendo dell'anima,

che cerca e attraversa in una sola volta  e continuamente  

tutto l'amore infinito che ci siamo dati  da sempre e per sempre.

Nulla hai mai chiesto.

Nulla è mai stato uno scambio.

Mi hai solo amato.

Dio quanto fa male questo dolore e

sono io l'unica radice che ancora ti trattiene,

mentre perdo tutto e davvero non so cosa mi rimane.

Sfugge  la meraviglia dell'essenza della vita, 

la gioia dell'amore del sacrificio materno,

mio ancor prima che aprissi gli occhi alla luce. 

Una ferita che,  per giustizia solo per giustizia,  

nemmeno l'amore del mondo, ignaro nella sua corsa,  

potrà  mai sanare.

E poi il tempo che  mi conforta tenendomi la mano. 

sabato 21 settembre 2024

Inquietudine

 






Questa forza  

che muove il mondo

 mi  porta via il respiro 

e io  provo a tenerla bassa,  

spinge sullo stomaco come una mano che si torce, 

so che non deve arrivare al cuore, 

si veste di malinconia 

e di una solitudine che vuole essere sanata, 

io posso toccarla  

so che promette quello che non mantiene,  

e se arriva al muscolo della vita  

si porta via la mente e gli occhi 

e ogni attimo diviene attesa.

venerdì 20 settembre 2024

L' inchiostro



Una lettera 

nata nella giovinezza mia

ormai lontana 

ha un posto suo  

nel mio cuore 

guardo l'inchiostro 

e le sue forme 

fino alle parole

fino ai sorrisi

agli sguardi

alle mani  

alla spensieratezza

al tempo dilatato 

fino ai suoni 

fino al futuro...  il mio tempo adesso

tutto è già lì, 

è sangue 

sangue amato 

sangue mio

è nella vena  mia   

è così vivo

così lontano.

giovedì 19 settembre 2024

Gennarino - I racconti di michele constantine




 Gennarino - I racconti di michele constantine 

Mio padre era volato in cielo da circa sei anni e  mia madre viveva i suoi ventisei e io i miei sei. Il mondo fuori si preparava al sessantotto che era appena dietro l'angolo. Mia madre aveva trovato lavoro presso una famiglia di quelle vere,  numerosa e assai gioiosa. I genitori erano a metà cammino, e i figli maschi e femmine si preparavano ad affrontare la vita nel modo migliore. Erano begli anni , non lo dico perché ero bambino, anche perché non erano i miei anni migliori,  fuori c'era grande fiducia nel futuro e tanta agitazione, c'era spazio per tutti, bastava muoversi. Mia madre si occupava dei servizi di casa ed io piccolo piccolo ero un ometto. Quella famiglia donerà alla società un Generale di aviazione, un medico chirurgo davvero bravo, un'insegnante, un cardiologo di fama e poi infine c'era Gennarino. Gennarino era un attimo dietro agli altri, ma era amatissimo, era come si diceva allora “ ritardato”. Era una testa dura che perdeva sempre, parlava in modo strano ma sapeva farsi capire, era...  il ragazzone di un uomo mancato. Gennarino era consapevole della sua diversità, e quando ragionava troppo smetteva subito per non starci male, così viveva la sua vita in moderata libertà.  Nessuno gli avrebbe chiesto di crescere o di prendersi delle responsabilità, era amato. Quanti anni avesse  io non lo so,  credo non troppi più di mia madre.  Mia madre gli voleva bene come ai suoi fratelli e alle sorelle, e in più c'era  un dovuto rispetto. Un giorno Gennarino si presentò nel mio basso, e mia madre restò  spiazzata quando vide questo  bambino cresciutello innanzi alla porta e così gli disse “ Gennarino voi non potete stare qui, ora vi preparo un caffè con un po' di latte, e poi tornate a casa vostra”. Gennarino si guardò intorno, e davvero bastava un solo sguardo visto le dimensioni della mia casa, e disse: “mi piace qui, voglio stare qui!”

Allora mia madre come si fa con i bambini quando si vuole far cambiare loro idea, iniziò a elencargli una serie di problemi: “Gennarino e dove vi mettete, qui a malapena c'è spazio per  noi, qui il bagno è un buco ed è fuori e manco solo nostro, e l'acqua la prendiamo al lavatoio nel cortile ed è fredda d'inverno. Gennarino tornate alla bella casa vostra dove tutto è più bello.”  - Gennarino: “ No, no! A me mi piace qua!”.  Ebbe tanta pazienza mia madre e con tutte le attenzioni del mondo riuscì a rimandare a casa Gennarino. Quando andò via le parole di mia madre furono : "speriamo che gli passi questa cosa, quello è buono buono, non tiene malizia, e vuole sentirsi normale come dice la testa sua”. Il giorno dopo mia madre informò  la signora madre dell'accaduto che si scusò facendo una partaccia a Gennarino, ma mia madre la rassicurò dicendole che non era successo nulla di grave e che conosceva bene quell'amore di sorella che aiutava a risolvere e  a comprendere cose così ma che tuttavia era meglio tenerle a vista.  Ogni tanto di domenica Gennarino passava ad augurare una bella giornata ed io mi guardavo intorno pensando a quanto fosse più bella  la mia piccola casa.  Alcuni anni dopo venne  una proposta economica e legale per mia madre, occuparsi di lui, insomma Gennarino voleva una sua famiglia con tutti i limiti del caso, e mia madre  con amore trovò le parole giuste per dire no,  mostrando quanto forte fosse la guida che aveva da sempre dentro al cuore. Quando  Gennarino volò via, prematuramente,  mia madre me lo disse con la stessa tenerezza delle  parole che aveva un tempo già pronunciate : " Lo sai ho saputo... Gennarino, era buono buono, non teneva malizia, vieni Miché ti preparo qualcosa.”  

Auguri Gennarì!


venerdì 13 settembre 2024

la scelta responsabile - appunti

 




La poesia è una scelta responsabile. di  michele constantine 

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Sappiate voi che vi accingete a scoprire l'amore dello scrivere in poesia, che quando arriverete in quel luogo non sarete perfetti, ma avrete spazi da percorrere e conoscere  in relazione alla fragilità che sarete disposti a concedere. Imparerete lentamente l'essenza dei suoni che compongono ogni singola parola, imparerete ad accordarli alla vostra anima, poi studierete il significato delle parole che compongono questo software naturale che ci permette di comunicare. Presterete attenzione alle alterazioni, le dissonanze, le meravigliose  pause, vi emozionerete quando accorderete a due a due le parole  e sempre più crescendo nel numero...  le troverete infinite e tante  sconosciute, alcune da inventare. Senza mai essere perfetti vi accorgerete dell'importanza dell'hardware e vi scontrerete con la naturalezza universale e le imperfezioni che caratterizzano la necessaria  individualità ... insomma conoscerete il fiume ma dovrete fare vostro anche il solco e tutti i declivi in cui scorre.  Quando sarete pronti nemmeno sarete perfetti, ma vi ritroverete ancora più fragili. Questa fragilità non è un punto d'arrivo ma è la nuova aria che dovrete respirare e vivere attraversandola continuamente. Una fragilità che  ha radici profonde e distinte. Conoscerle queste radici non è semplice e attenti a volerlo fare senza continuare a percorrere il vostro cammino iniziale, non fermatevi altrimenti piuttosto rinunciate a tutto. Tra le cause della fragilità  e del malessere che vi accompagnerà c'è anche un dono. Quando sarete pronti, ma non perfetti, riconoscerete e vivrete immediatamente l'essenza della verità in ogni singola parola che incontrerete. Chiunque vi parlerà non potrà contare sulla confusione e i vestiti delle parole,  e non potrà usarne alcuna  senza rivelarvi la verità dell'essenza, le percepirete sempre nude e con accanto le motivazioni del loro nascere. Ciò vuol dire che molto spesso basterà una sola parola ascoltata per conoscere la verità dei pensieri del vostro interlocutore, e la verità non riguarderà aspetti materiali ma solo quelli dei sentimenti. E sappiate che voi stessi se degni del vostro cammino già esprimerete al massimo la vostra verità. Così la gioia di un incontro si trasformerà in alcuni casi, all'istante, nel dolore di una delusione da nascondere e vi ritroverete a  dover essere assenti piuttosto che continuare ad ascoltare. E' questo solo uno dei “doni” della poesia,  ci arriverete passando dalle parole scritte ma quelle all'inizio faranno meno male. Questo dono un po' amaro assieme ad altri costituisce la spinta, il carburante unico di una nuova vita in un mondo che vivrete in modo assolutamente diverso, sempre in cammino e senza mai essere perfetti.  

giovedì 12 settembre 2024

Pezzettino di carta 2


Mi sorrideva sempre, le chiesi il perché, 

mi disse di un gran dolore e che stringendo i denti, per 

un istante e solo per un istante quello s'interrompeva.

sabato 31 agosto 2024

ai visitatori




Ai visitatori di questa disordinata  raccolta di pensieri.

Lasciate traccia del vostro passaggio, un commento, un cuore,  e portate via un abbraccio. 

sabato 24 agosto 2024

L' ultima volta




Per amore dono la forma peggiore e

fingo di non accorgermi

del tuo sguardo che  scorre.

Cosa ho perduto?

Cosa ho lasciato?

Cade il ricordo 

e io lo raccolgo.

Le linee sono goffe e i colori sono  freddi,

le parole banali, quasi rumore.

Se il cuore avesse una propria voce,  

griderebbe : 

"perché ancora?"

Gli risponderei che 

è  per sempre...  un'ultima volta.

Oh, se nascesse 

ancora una volta,

se  pagassi  solo per  una rosa.

Oh, se nei tuoi occhi ritornasse la tempesta

e  il desiderio di un bacio...

Una scintilla di luce...  

io l'ho lasciata cadere nell'aria malsana,

una stupida ritorsione.

Porto via un ricordo

perché resti un vuoto d'amore



La última vez.

Siempre hay una última vez

por amor doy la peor forma y 

pretendo no darme cuenta

de tu mirada que fluye.

Qué he perdido?

Qué he dejado?

En ese momento el recuerdo se desvanece

y lo recojo.

Las líneas son torpes y los colores son fríos

las palabras triviales, son casi susurros ,

Si el corazón me traiciona

preguntaría con fuerza:

"Porqué otra vez?"

Siempre hay una última vez,

es como la primera,

pero dónde está el amor?

Oh, si volviera a nacer.

Oh, si solo pagara por una rosa . 

Oh, si la tormenta volviera a tus ojos

Y el deseo de un beso...

La mía es una chispa de luz

cayó en el aire insana

una estúpida represalia.

Me llevo un recuerdo.

para que quede para siempre 

un vacío de amor.


(traduzione in Spagnolo a cura di Anne Marquez - Hija.)

.

giovedì 22 agosto 2024

tre baci

 


C'è la notte delle stelle, e io l'ho saltata, febbricitante com'ero, me lo sono perso quel cielo. Ma stanotte è stata quella dei baci e vi assicuro che è stata meraviglia pura e indimenticabile.  La verità è che per caso, ma davvero per caso, ho incontrato più di un gruppo di ragazzi che mi hanno coinvolto in un progetto. Di certo per realizzarlo occorreva disponibilità e sacrificio,  loro mi hanno chiesto aiuto e io non mi sono sottratto. Anzi, pur essendo il più attempato mi sono dato da fare tanto per aiutarli. Un'avventura, sì ! E' stata un'avventura, che mi ha permesso di conoscerli, spronarli e vedere realizzato il loro progetto, un progetto d'amore semplice ed essenziale. Tutti aiutavano qualcuno e  di fatto se stessi.  Ricordo ancora i loro visi scapigliati e i cuori colmi del bene dell'amicizia che ama i giovani e i loro sogni. La cosa forte era che prima non conoscevo nessuno di  loro  ma dopo quest'avventura erano tutti destinati a restare nel mio cuore per sempre. Al momento del commiato per ogni gruppo, in momenti diversi, ho conosciuto una donna, più o meno della mia età, e alla fine saranno tre universi femminili straordinari. 

Tre creature molto belle, interessanti, vissute  e fiere.  Il solo loro sguardo  innamorava follemente. Assolutamente sconosciute, dico! Donne che disarmano, e  ti fanno sentire bene.  Era solo per un  grazie, un sorriso, un saluto...un bacio sulla guancia, ecco! Solo quello.  Doveva essere così e quello mi aspettavo.  In realtà è che un bacio tira l'altro poi tutto è cambiato, all'improvviso, come quando ci s'innamora  e  non ci si ferma più. Era  tutto così saporito...  da viverlo e basta. Tre volte ho  baciato in una sola  notte,   tre universi femminili così diversi, Qualcosa di sublime, di imprevisto, d'impossibile,  non posso dire sconosciuto alle mie percezioni, ma certamente di unico.   Se solo poi non mi fossi svegliato! Lo so lo so, sono sogni da poeta questi… Ma  continuerò a baciare quelle labbra perché un sospetto mi è venuto, così  io le ho rubate.
Tre baci - i racconti di constantine

Tre baci - i racconti di constantine

martedì 20 agosto 2024

Principessa - i racconti di michele constantine

 


Ho dovuto fare i conti con la fragilità della mia memoria non emozionale, quella dei nomi, delle date, delle linee precise  dei volti e dei dati, scappata via da me quando ero  poco più che ventenne, a seguito di un malessere che ai tempi in cui improvvisamente si rivelò non poteva essere indagato se non in modo pericoloso e assai invasivo. Mi ripresi lentamente nel corpo, e la questione della memoria fragile non era poi a quel punto così importante. Certo  per studiare e poi lavorare dovevo rileggere mille volte le basi, tanto lavoro in più, una sorta di cinquanta volte il primo bacio riferito a leggi,  regole,  procedure, il mio lavoro.  La cosa non riguardava, sia pure lasciandolo un po' nell'indefinito, tutto ciò che aveva a che fare con le emozioni, e così divenne questo ultimo ambiente la memoria del mio cervello. Ho convissuto fino ad oggi con questo bug e poche volte mi sono trovato in difficoltà estreme.  E' difficile spiegare agli altri certi blocchi,  così fuori dall'ordinario e assolutamente impensabili rispetto alla mia resilienza a vivere una vita normale. Tra i lavori che mi sono capitati  quello impostomi da un anziano pediatra. Era un uomo straordinario, la cui disponibilità era per me fondamentale, avevo poco più di trent'anni e  una bambina.  Mi disse: vieni  a fare l'amministratore del mio condominio, e mi avrai ventiquattro ore su ventiquattro. Così divenni amministratore dell'unico condominio che io abbia mai amministrato. Risolsi beghe e attriti, fui bravo e coinvolgente, condivisi incarichi e nominai depositari di ogni documentazione i più critici condomini. Mi hanno voluto bene quanto io loro. Io ero giovane e loro già anzianotti, certo c'erano i figli, ma il mio rapporto era con i padri e con gli anni che passavano ogni tanto perdevo qualche condomino  a cui mi ero affezionato... quando avvenne il cambio generazionale io avevo vent'anni in più e decisi di lasciare. Ebbene proprio ieri, non ricordo il motivo, ma con amici ormai ultra sessantenni come me è venuta  fuori la storia del Gattopardo... dei nobili di Sicilia e dei Salina. Ho avuto una vita così strana e con incontri meravigliosi, fatti e circostanze che mi hanno attraversato e resa la mia un po' fantastica e addirittura  interessante, ma di tutto questo non è che io me ne rendessi conto, solo dopo mi sono accorto che ogni incontro ha contribuito a forgiarmi e a rendermi migliore e a incidere nel mio tempio. Così ho detto a Sal che avevo conosciuto di quella famiglia nobile un'anziana donna, era nubile, e venne ad abitare da Napoli per una decina di anni in quel Condominio. Doveva essere stata una donna bellissima, amava mettere il trucco ma lasciava  il suo viso assai chiaro, era colta, era vivace, gioiosa, era diversa. Con il tempo sempre più invecchiando e conoscendomi acquisì fiducia e  rispetto per me, spesso ero io a ritirare presso di lei la quota condominiale. Gli arredi della sua casa erano antichi, mobili grandi e specchi incorniciati, ed enormi dipinti, un tavolo grande e mille oggetti particolari di cui lei conosceva una storia.  Quegli arredi erano una somma di secoli, non certo uno solo, forse mancava solo quello in corso. Così contenta di mostrarsi con i capelli ben schiariti, gonfi e decorosi, le mani curate, i colori  garbati ma anche forti,  si prendeva assieme un caffè da lei preparato e  ascoltavo le storie di qualcuno dei volti che coprivano le pareti troppo piccole della sua casa. Mi parlava della sua famiglia, dei coloni e delle sue origini siciliane, mi mostrò volti dei personaggi veri raccontati nel Gattopardo, della casata dello stesso scrittore, dei Salina e delle storie d'amore, dei tempi che erano cambiati così in fretta travolgendo ogni cosa... e anche di  lei che serena curava le unghie delle sue dita che mostravano tutto il tempo. Ebbene io ieri con Sal non ricordavo più il volto di lei, sapevo che era finito nel buio che ben conosco, ma questa notte è accaduta una cosa strana. La mia casa ha più accessi, uno dalla strada, privato, e l'altro dalla corte comune. Ho sognato di uscire dalla corte e  al buio proprio davanti alla porta privata ho intravisto due donne, una più giovane rimasta nel buio e avanti a questa una più anziana. Sembrava quasi che stessero uscendo dopo aver chiuso quella porta, ma questo non era possibile perché quella era la mia casa. Ho salutato con calore come se conoscessi la donna più anziana, ma lo sguardo di lei, la sua fronte alta e i capelli bianchi, il portamento la limpidezza ferma dei suoi occhi mi convincevano che non era così. Provavo con la mente a ricordare, ma niente da fare,  sentivo anche il loro disagio, come se il mio saluto non fosse giustificato se non avessi  trovato da qualche parte  conferma in un ricordo. Non ci riuscivo, così innanzi a quel volto fermo illuminato da un raggio di luce così discreto e  così improbabile... ho sorriso e ho detto: <Non ci conosciamo, è vero... forse mi sono confuso, ma ecco stasera ci siamo salutati, e quindi se dovessimo incontrarci di nuovo domani avremmo un motivo giustificante di un saluto cordiale>. Lei  non ha mosso le labbra, nemmeno una smorfia, ma lo sguardo  era sollevato e in qualche modo ancora più fiero, soddisfatto. Mi risveglio alle quattro ed ecco che so bene, adesso, a chi apparteneva quel viso, ogni piega di quei capelli, la pelle incipriata e i colori, gli occhi piccoli così brillanti, le rughe del tempo... era proprio lei. Non ricordo il nome, non ricordo il suo cognome, ma quell'universo del passato a cui apparteneva e il momento in cui aveva toccato il mio... sì. Straordinariamente sì.  Riposa in pace principessa. 



venerdì 9 agosto 2024

Destino

 



.

Smettila di attendere 

che nascano i fiori che

mai verranno.

<Manca la terra!>  

Vieni poeta 

vieni alla vita che non appartiene,

sii padre e  madre... 

sii scintilla della tua luce,

come per  le stelle, se tu lo vorrai, 

è il cielo il luogo dove bruciare. 

lunedì 22 luglio 2024

Il riflesso dell'acqua - .






Tu rubi una carezza

al riflesso dell'acqua,

il passo dolce che conduce

al buio del riposo.

I miei ricordi

sono fragili fiori,

amano l'oriente, vivono 

la superficie dell'acqua,

sospendono il tempo

e non chiedono ragioni,

ma temono il respiro dell'aria.

Io sono vivo,

ho questo cuore che batte,

sono carne e sangue e non solo,

sono vivo al mio funerale,

sono quello che muore,

quello che ama,

non sono un ricordo

nel riflesso dell'acqua.


- Il riflesso dell'acqua

martedì 16 luglio 2024

La gazza





 Così, stamattina con il cielo che non decideva l'alba, ho fatto una passeggiata, su per la collina. Nell'aria si sentivano,  man mano che mi avvicinavo,  piccole voci, sussurri : chi è quello?  Chi è? Cosa vuole  è così presto !?  Il pino più anziano, ha rassicurato tutti: " calma! Tranquilli è il poeta. E' nostro amico".  

"Ci racconti una storia?" -  I più piccoli vogliono sempre storie, mi circondano con i loro fiori  e vogliono quelle belle,  quelle che finiscono bene. Ho promesso  loro di raccontare in un giorno di sole quella del rosso.  I miei amici alberi  più anziani, qui in collina, ricordano le fiamme,  le grida orribili e tutto ciò che morì,  eppure sono proprio loro a chiedermi di raccontare agli appena nati alla vita la storia della collina. La stessa che ho raccontato ai loro padri quando erano giovani. 

Su questa collina, viveva una strega cattiva, che aveva imposto  il proprio volere a ogni essere vivente che vi abitava. Non sopportava la gioia ed  era arsa dall'odio, non conosceva l'amore. Prima di morire, perché anch'ella non era padrona del tempo,  per assicurarsi che nulla cambiasse creò un uccello, e lo volle senza colori forti, lo creò  bianco e  nero, come la vita e la morte, come la luce e il buio. Lo volle bellissimo quanto malvagio,  impedì che gli fosse dato il nome giusto, assassino,  e impose quello di " gazza". Ma tutti,  sapevano che era un ladro di vite.  Ogni anno le gazze, costruiscono le loro case sulle cime dei pini, e attendono che la vita che sboccia gli procuri il cibo. Loro osservano in silenzio e  quando le madri  distraggono l'attenzione dai figli, o quando sanno di poter attaccare senza timore,  glieli portano via  e dall'alto nel cielo li lasciano cadere per poi divorarli a terra consumando un macabro rituale. Oh, questa collina dovrebbe essere già morta da secoli,  ma  l'amore che qui nasce è così tanto che ogni anno insegna al mondo che è il male non può che perdere. I merli, le rondini, le colombelle, i piccioni, i passeri e tutti gli altri uccelli della Reggia, anche il falco,  tutti assieme vincono contro ogni possibilità e anche  quando alle gazze si aggiunge l'Uomo... pure lui soccombe innanzi alla forza della vita di questo luogo divino.


venerdì 12 luglio 2024

La vita mai vissuta

 







Amore mio, 


non mancheranno  le ragioni


per  smettere di amare, 


eppure basta l'incipit di un ricordo


non cercato,


un sospiro sfuggito al vento nella notte,


una goccia di pioggia mai iniziata,


un profumo improvviso di una scintilla appena spenta


di una solitudine senza voce,


e  ritorna in vita


l'universo mai dimenticato.


La vita mai più vissuta.

martedì 9 luglio 2024

il coraggio dell'amore dell'Uomo

 








Il tempo colpisce al cuore 

dove la  fragilità  dell'amore

è sangue vivo.

Il mio amore è fiume che scorre

verso il mare,

io sono il fiume 

così è scritto.

Sono il  fiume  

e per questo

sono nato figlio.  

Sono sangue che si lega,

sono il custode del mio amore dell'uomo,

amare è il senso naturale 

del mio vivere.

Se io fossi nato mare 

non avrei conosciuto declivi e rocce, 

non avrei conosciuto che il sale,

non saprei nulla del cielo sopra il  monte 

e nulla delle valli attraversate,

non potrei nemmeno raccontare di chi va controcorrente, 

dei grandi salti e delle sponde dove c'è la terra  

che genera  la vita.

Conoscerei solo la sabbia che non sa abbracciare,

non scivolerei sull'amata argilla.

Amare è amarsi  e occorre coraggio,

non c'è amore che non conosca attesa. 

La promessa è scritta,

il bianco e il nero,

il bene e il male,

l'egoismo e la generosità,

il tempo e la  misura,  

l'ipocrisia e la verità.

Non è amore la rinuncia 

e non è amore dell'uomo il solo prendere.

La vita ha un senso 

ed è scritto nell'istinto ed è unico, 

ci s'innamori pure  del giorno e della notte,

ma non c'è amore vero che cancelli una promessa,

e non c'è verità  nell'uomo  che  fiero confessa 

di aver  rinunciato ad amare in nome dell'amore,

o a essere amato da chi dice di amare. 

E' il coraggio l'essenza dell'amore e 

la verità è tutta lì.

giovedì 4 luglio 2024

martedì 25 giugno 2024

Alla luce del sole



Raccontami quello che non so

e se fosse dolore...

perché io possa amarlo

con l'amore che guarisce.

E se restasse anche a  me  

tanto o poco di quel dolore, 

lo avrò conosciuto 

e domani 

chissà guarirò me stesso.

mercoledì 5 giugno 2024

Amor imposible

 


No es suficiente

El amor de uno solo

Nunca es suficiente,

Y si yo te extraño,

Y si tú me extrañas,

ni siquiera sería eso

amarse.

Por lo tanto

te amaré

sólo yo,

como siempre,

y cuando te encuentre ,

en el tiempo robado

a las historias imposibles,

ni siquiera te darás cuenta.

Porque

aquello que nace

en un sólo corazón …

así muere…

en un sólo corazón.

Amor imposible


- Poesia di Michele constantine Tradotta da Anne Marquez

domenica 2 giugno 2024

il mare dei sensi


 






Ho  tante cose intorno a me, 

sono tutte aperte le mie ferite,

quanta giovinezza fuoriesce dai tagli, 

quanta memoria riesco a toccare.

I sensi,

questo mare m'innamora,

il tepore è nei colori...

il sole è dentro e mi protegge,

Dio quanto amo ancora.



 




martedì 28 maggio 2024

Cuore di pietra


Mio poeta chi ti ha fatto 

tutto questo?

Sono stati 

I fiori...

perché non li ho raccolti/

Gli uccelli vagabondi,

le aquile, i corvi, le rondini, i gabbiani,

perché ho osato volare insieme a loro/

sono stati Gli alberi 

perché  ho amato anch'essi/

Le onde del mare pregne di luce

per averle lodate e volute toccare/

e poi Il vento e la pioggia 

per aver offerto loro 

il mio corpo/

E' stato l'amore dell'Uomo

perché l'ho soccorso e

gli ho creduto/

e infine La luna e il sole 

per ogni alba

e ogni tramonto che ho atteso.

mercoledì 22 maggio 2024

Il tempo che non ritorna






È che certe assenze 

fanno assai male... 

non ti tocca nessuno,  

ma tu non sai capire 

da dove viene questo dolore 

che conosci e non vuoi accettare. 

Non sai  di chi sia la  mano 

che ti stringe dentro, 

che ti prende allo stomaco fino al cuore, 

oppure no, oppure è altro assieme... 

la tua mano, 

che ribelle a tutto, 

stringe con rabbia il nulla 

di un mondo intero.

venerdì 3 maggio 2024

Nelle mie mani








Non pensarci

non è la cosa giusta,

è un cambio di passo,

lascia perdere

l'illusione di una tregua.

Non puoi imporre una clessidra

al tempo.

Si è  già concesso tutto.

Il tempo è

una vecchia puttana

crede di essere  

una cattedrale.

Quanto tempo ho ancora?

Dov'è l'amore

che travolge ogni cosa,

e  trasforma ogni mancanza

in un tradimento?

Dov'è la passione che 

che fonde oltre natura 

ciò che nasce separato?

Dov'è il coraggio che restituisce 

a ogni fine la propria origine?

La colpa non è del mio sguardo,

e all'aver perso 

giova assai poco

cambiare il nome delle cose,

quello che posso è

la meraviglia del tutto,

in quell'immenso

vuoto nelle mie mani.

mercoledì 24 aprile 2024

Il tuo amore








Questo tuo amore, 

è fiorito così

come un ciliegio  

in una sola notte,

e non aveva radici, 

lo giuro non aveva radici.

giovedì 18 aprile 2024

L'Assenza





Non mancano i poeti

sono fiori di ogni tempo,

io lascio tutto ai cuochi.

Per i miei versi...  chissà...

potrebbe valere  l'amore dei quadrifogli,  

per un tempo li ho cercati e invano, 

poi mi hanno trovato 

e ho scelto di lasciarli in vita in mezzo al prato.

Chi cerca  la mancanza tra le mie parole

troverà l'assenza,

ma se cerca l'amore sappia che non lontano troverà anche il dolore,

se poi è la luce ciò che brama,  ahimè!

Per quanto mi dispiaccia... è certezza! 

La luce è già innamorata  e follemente...  della penombra.

mercoledì 17 aprile 2024

La sera

Inganna il sole mentre va via

il mare lo sa 

e vuole ancora restare.

La sera è appena sul confine 

e già mette la eco ai suoni,

ma non le basta

vuole ogni linea 

vuole ogni ombra,

serva del buio 

prepara il tempo.

Ma mi manchi ed è questo

che rompe la diga.

I miei ricordi

tra sguardi d'amore

baci, strette, profumo di pelle, 

essenze sublimi,

devastano ogni cosa.




giovedì 4 aprile 2024

L'incantesimo malvagio


                                                                                     ph.  @ Cristina Fernandez

Sono ancora vivo,

nelle piccole cose

sono ancora vivo,

e lì provo a cercarmi

per una carezza.

Il canto del merlo

rompe l'inganno 

di un incantesimo malvagio

e il rumore restituisce

il silenzio all'alba.

Jasmine scrive a macchina

la sua voglia di andare.

L'antica preghiera 

è intatta, come quando 

era protetta.

Nelle piccole cose 

il tempo non ferisce

e le sue lame

non mi toccano.

io sono vivo   e

riprendo al Tempo ciò che mi 

appartiene.

Amore, senza nemmeno gridare,

amore amore amore

e non c'è morte che non ritorni in vita,

non c'è dono che non trovi gratitudine,

non c'è un solo abbraccio 

che va perduto,


Amore amore amore,

nelle piccole cose

Il canto del merlo  

rompe l'inganno

di un incantesimo malvagio

e la vita   ritorna così come è nata.

---------------------------------- 

Sono ancora vivo,

nelle piccole cose

sono ancora vivo,

e lì provo a cercarmi

per una carezza.

Il canto del merlo

rompe l'incantesimo malvagio

e il rumore restituisce

il silenzio all'alba.

Jasmine scrive a macchina

la sua voglia di andare.

L'antica preghiera 

è intatta, come quando 

era protetta.

Nelle piccole cose 

il tempo non ferisce

e le sue lame

non mi toccano.

Tutto è vivo 

e non sono ricordi,

io sono vivo  

e a ogni istante del tempo 

riprendo ciò che mi 

appartiene.

Amore, così, senza nemmeno gridare,

amore amore amore

e non c'è morte che non ritorni in vita,

non c'è dono che non trovi gratitudine,

non c'è un solo abbraccio 

che possa andar perduto,

e non c'è sguardo, voce, amore... 

che non si rigeneri.

Amore amore amore,

nelle piccole cose,

come il canto del merlo all'alba,

la vita  rompe l'inganno

di un incantesimo malvagio

e  ritorna così come è nata.

Eterna


mercoledì 20 marzo 2024

La giornata della poesia








Nella giornata in cui tutti, 

ma davvero tutti, 

corrono al mercato per averti... 

io ti dico...  

va via, nasconditi, scompari, 

riposati,  prenditela di festa... 

ritorna un giorno a casa, 

trova riparo dietro una nuvola di marzo,

viaggia insieme a una rondine che ritorna... chissà dove,  

o cerca il sonno nella tasca di un bambino 

o se vuoi nel borsellino di una vecchia signora 

oppure dietro la tela accanto al ragno di un Van Gogh...

 anche sotto ai petali di un fiore di campo puoi stare 

e se vuoi puoi trovare rifugio in un papavero su in collina,

ma sii libera, non lasciarti toccare... 

evita questo volgare miscuglio di salive,

scappa, corri via e non preoccuparti perché fino a sera 

nessuno se ne accorgerà. 

Mia poesia. m.c.

mercoledì 6 marzo 2024

Al mercato delle pezze- I racconti di constantine








Al mercato delle pezze la signora ha subito un incantesimo, una sorta di amore a prima vista per un giubbotto nero... lo tocca, lo avvicina a sé, lo guarda di nuovo, tentenna, poi lo rimette a posto.  Si allontana  e poi ritorna, lo cerca tra le pezze e lo ritrova, lo accarezza, quasi se lo prova,  poi decide di indossarlo. Poggia le buste della spesa a terra, toglie la sua giacca e su quelle l'appoggia delicatamente.  Riprende il giubbotto, le piace il cappuccio vezzoso, lo osserva da vicino, i bottoncini, le cuciture, le brillano gli occhi, se lo infila alla meglio, si gira intorno come se si guardasse a uno specchio che però non c'è, riflette e fa i conti  e dopo  un "mannaggia" lo rimette a posto.  Sta per andar via quando lo prende ancora una volta, lo infila sotto il collo, mi guarda e mi fa: " ma che dite se mi metto a dieta mi andrà?" Le ho risposto : "cara signora io credo che nessun altra donna potrà portarlo con soddisfazione e bellezza quanto lei, e glielo dico con tutto il cuore ...  già da adesso.  Mi ha regalato un sorriso che il cielo  a vederlo fiorire ha smesso di piovere.  Che meraviglia certe donne.

mercoledì 28 febbraio 2024

La tenacia

Ho iniziato a scrivere d'amore senza aver letto alcun poeta, avevo timore di qualsiasi guida perché non avevo tempo abbastanza per percorrerli tutti e trovare me stesso. Oggi con o senza difficoltà nel comprenderli, mi accorgo, per quanto diversi, di conoscerli tutti, come fratelli e sorelle. Abbiamo avuto la stessa casa, le stesse colline, lo stesso mare e gli stessi cieli, e i sentieri anche quelli costruiti con le sole mani... spesso s'incrociano.

lunedì 29 gennaio 2024

le donne

 Le donne 

vanno al mercato,

anche le stelle vanno al mercato,  

comprano cieli 

e li rendono unici... 

alcuni  destinati ai mari 

e altri agli oceani.

giovedì 11 gennaio 2024

Il fiume all'alba





In una fredda alba dai colori  spenti

cammino lungo il fiume, 

ho intorno la bellezza  di un mondo 

a cui non sono abituato.

Il rumore dell'acqua cresce e

arriva da lontano. 

Il fiume  riprende vita, 

la diga che è a monte 

è stata aperta, 

serenamente mi affretto 

a raggiungere altezze più sicure. 

I pesci sembrano delfini 

e mostrano la loro vita  

saltando verso il cielo 

interrompendo la corsa

per qualche istante. 

Il mio passo è incerto,

quanta malinconica meraviglia 

è tutta intorno a me, 

e sia pure con i piedi ormai bagnati, 

i miei occhi osano 

in una nebbia sublime 

d'infiniti brevi. 

Infiniti che sfumano 

nel riflesso degli alberi 

che la corrente non consente ancora. 

L'odore del fiume e poi l'argilla, 

i colori scelti uno a uno, 

il cielo stesso che ancora ospita la notte 

i pesci così grandi e fratelli... 

tutto è intorno e dentro di me. 

So bene che il fiume 

suo malgrado può tradire 

e sia pur distratto recupero la sponda... 

mentre il bagnato diviene freddo gelido. 

Mi risveglio nell'ombra 

che va scomparendo, 

con il dono  ricevuto 

da un fiume sconosciuto 

che chissà dove... 

ancora starà crescendo.




domenica 7 gennaio 2024

Nei tuoi occhi

 












C'è il profumo del dolore dell'erba,

i fiori di campo, i trifogli,

i papaveri di Marzo,

il sapore di una pesca appena colta, 

il sole del mattino che innamora, 

e il tuo sorriso che  viene al mondo. 

Poi  il cielo... limpido, perfettamente azzurro.

sabato 6 gennaio 2024

La promessa di Erato

Dovrai scomparire ogni volta 

come una nebbia che non ritorna,

come l'arcobaleno  

che unisce due terre sotto un unico arco.

Dovrai amare così tanto l'amaro del tempo 

perché meschina sarà la crosta che ti lasceranno.

L'amore non sempre sarà perdonato

io ti prometto 

ti avrò amato.

giovedì 4 gennaio 2024

Un sogno

Cerca un sogno 

cercalo per me, 

portamelo all'alba,

perché io possa viverlo.

Mi troverai  

ad attenderti,

porta un bacio... 

io ci sarò.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...