Questo dolore è insostenibile
e travolge ogni mia resistenza,
le radici della mia vita sono figlie delle tue
e da sempre nella stessa terra.
Tu mi guardi e quel silenzio diviene
un fiume di tutto quello che ci siamo detti
e di tutto quello che ci siamo lasciati accanto,
questa febbre è così sconosciuta
per quanto io sapessi che sarebbe venuta.
E' così solo mia
è così solo nostra
ma per la prima volta è anche ognuno per sé.
Mi nutro ancora,
mentre provi a costruire coi suoni flebili delle parole
la tua gratitudine e l'attesa del domani,
così ignara,
così innocente alla vita che ti abbandona.
Tutto in me diviene fragile già adesso.
Il respiro annega nel pianto tremendo dell'anima,
che cerca e attraversa in una sola volta e continuamente
tutto l'amore infinito che ci siamo dati da sempre e per sempre.
Nulla hai mai chiesto.
Nulla è mai stato uno scambio.
Mi hai solo amato.
Dio quanto fa male questo dolore e
sono io l'unica radice che ancora ti trattiene,
mentre perdo tutto e davvero non so cosa mi rimane.
Sfugge la meraviglia dell'essenza della vita,
la gioia dell'amore del sacrificio materno,
mio ancor prima che aprissi gli occhi alla luce.
Una ferita che, per giustizia solo per giustizia,
nemmeno l'amore del mondo, ignaro nella sua corsa,
potrà mai sanare.
E poi il tempo che mi conforta tenendomi la mano.

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