Così, stamattina con il cielo che non decideva l'alba, ho fatto una passeggiata, su per la collina. Nell'aria si sentivano, man mano che mi avvicinavo, piccole voci, sussurri : chi è quello? Chi è? Cosa vuole è così presto !? Il pino più anziano, ha rassicurato tutti: " calma! Tranquilli è il poeta. E' nostro amico".
"Ci racconti una storia?" - I più piccoli vogliono sempre storie, mi circondano con i loro fiori e vogliono quelle belle, quelle che finiscono bene. Ho promesso loro di raccontare in un giorno di sole quella del rosso. I miei amici alberi più anziani, qui in collina, ricordano le fiamme, le grida orribili e tutto ciò che morì, eppure sono proprio loro a chiedermi di raccontare agli appena nati alla vita la storia della collina. La stessa che ho raccontato ai loro padri quando erano giovani.
Su questa collina, viveva una strega cattiva, che aveva imposto il proprio volere a ogni essere vivente che vi abitava. Non sopportava la gioia ed era arsa dall'odio, non conosceva l'amore. Prima di morire, perché anch'ella non era padrona del tempo, per assicurarsi che nulla cambiasse creò un uccello, e lo volle senza colori forti, lo creò bianco e nero, come la vita e la morte, come la luce e il buio. Lo volle bellissimo quanto malvagio, impedì che gli fosse dato il nome giusto, assassino, e impose quello di " gazza". Ma tutti, sapevano che era un ladro di vite. Ogni anno le gazze, costruiscono le loro case sulle cime dei pini, e attendono che la vita che sboccia gli procuri il cibo. Loro osservano in silenzio e quando le madri distraggono l'attenzione dai figli, o quando sanno di poter attaccare senza timore, glieli portano via e dall'alto nel cielo li lasciano cadere per poi divorarli a terra consumando un macabro rituale. Oh, questa collina dovrebbe essere già morta da secoli, ma l'amore che qui nasce è così tanto che ogni anno insegna al mondo che è il male non può che perdere. I merli, le rondini, le colombelle, i piccioni, i passeri e tutti gli altri uccelli della Reggia, anche il falco, tutti assieme vincono contro ogni possibilità e anche quando alle gazze si aggiunge l'Uomo... pure lui soccombe innanzi alla forza della vita di questo luogo divino.


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