cammino lungo il fiume,
ho intorno la bellezza di un mondo
a cui non sono abituato.
Il rumore dell'acqua cresce e
arriva da lontano.
Il fiume riprende vita,
la diga che è a monte
è stata aperta,
serenamente mi affretto
a raggiungere altezze più sicure.
I pesci sembrano delfini
e mostrano la loro vita
saltando verso il cielo
interrompendo la corsa
per qualche istante.
Il mio passo è incerto,
quanta malinconica meraviglia
è tutta intorno a me,
e sia pure con i piedi ormai bagnati,
i miei occhi osano
in una nebbia sublime
d'infiniti brevi.
Infiniti che sfumano
nel riflesso degli alberi
che la corrente non consente ancora.
L'odore del fiume e poi l'argilla,
i colori scelti uno a uno,
il cielo stesso che ancora ospita la notte
i pesci così grandi e fratelli...
tutto è intorno e dentro di me.
So bene che il fiume
suo malgrado può tradire
e sia pur distratto recupero la sponda...
mentre il bagnato diviene freddo gelido.
Mi risveglio nell'ombra
che va scomparendo,
con il dono ricevuto
da un fiume sconosciuto
che chissà dove...
ancora starà crescendo.


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