C'era una volta Piccolo Fiore
I racconti di michele constantine
C'era una volta un prato ai piedi di una splendida collina, scorreva lì vicino un limpido ruscello, e il sole ci si addormentava ogni pomeriggio. In quel prato nacque Piccolo Fiore. Il sole ogni giorno si divertiva a colorarlo, ne era innamorato, mai lo scottava, mai gli faceva mancare la sua luce. La luna, gelosa, si arrabbiava, perché il sole poi tardava sempre all'appuntamento ad ovest. Piccolo Fiore era tutto bianco ma sul tardi del giorno diveniva quasi arancio, uno splendido colore arancio. Piccolo Fiore vedeva la gente guardarlo con ammirazione e tutti gli altri fiori intorno erano incuriositi, sapevano che era già successo che tra mille fiori uguali ne nascesse uno più fiore. Infatti Piccolo Fiore era speciale, non solo era assai amato dal sole, ma era anche accarezzato dal vento più amorevole, inoltre era nutrito dalla terra più fertile e bagnato dalla più benevole delle piogge. I fiori intorno a lui erano anch'essi belli, però avevano sempre, e dico sempre, una macchiolina su almeno un petalo. Piccolo Fiore era candido come la neve sui tetti. Intanto il tempo passava e il prato cresceva e i suoi fiori erano sempre più alti.
Un giorno qualcuno decise di raccogliere Piccolo fiore, ma i fiori sembravano tutti uguali e quella macchiolina non era così semplice da vedere. Così scarta uno, scarta l'altro, che grande fortuna! Ci voleva tanto tempo per cercare proprio quello, e nessuno ne veniva a capo e nessun fiore veniva mai raccolto. Ma come nelle storie vere, c'è sempre chi è più astuto. Così accadde che una giovane fanciulla si recasse in quel prato, prima di sera, cercando con lo sguardo il fiore più colorato dal sole, lo vide e lo raccolse.
Così morì il fiore più bello, tra le dita di una giovane astuta e, tristezza delle tristezze, tutti gli altri fiori ne furono contenti. Oh, ne dissero tante... “presuntuoso” - “ la perfezione a volte è un difetto”- tuonarono i volponi ingrati, - “ha fatto la fine che meritava”- gli invidiosi, e ancora altro dicevano. Ora il lettore dirà: ma che favola è mai questa? Un fiore buono che finisce per morire tra la gioia di tanti suoi fratelli? In realtà la storia non è ancora finita! E questa parte che sto per rivelarvi è davvero un segreto.
Ebbene, la giovane che aveva raccolto il fiore, si rivelò essere una bellissima ninfa che stanca di vivere sempre la sua eterna fanciullezza, aveva chiesto a Poseidone, il Dio del mare, di intercedere per lei con il fratello Zeus affinché la legasse a un tempo e a un giovane uomo mortale. Così lei cercò un dono e scelse il fiore più bello e lo adagiò sull'onda più amabile. Zeus accettò il dono, per mezzo di Poseidone ma le cose non andarono come dovevano. Lì ad ovest, Apollo conosceva la storia di Piccolo fiore e lo fece suo. Zeus a sua volta gli aveva già sottratto il figlio, Asclepio, e quindi decise di essere paziente. Oh… ma non cercate questa storia, non la troverete scritta negli antichi libri! Apollo raccolse il fiore e gli diede vita in un uomo, ma non un uomo qualsiasi, lo volle poeta.
Zeus, tuttavia volle infilarci qualcosa di suo: alla ninfa, ormai donna, diede il dono della rinascita, e lo stesso fece per il poeta, li fece innamorare l’uno dell’altro, ma ne alternò la giovinezza e la vecchiaia in modo asincrono. Così, con la consapevolezza di un amore nato in uno sconosciuto passato, il tempo e le circostanze non permisero e non permettono la loro storia d'amore. Lo so, vi chiederete se potranno mai amarsi... sì! Potranno amarsi, e giovani entrambi, anche se dovranno cercarsi e questo accadrà solo quando un'anima pura leggerà le parole magiche della poesia più bella. E tu lettore, hai letto la poesia più bella?
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I racconti di michele constantine
C'era una volta un prato ai piedi di una splendida collina, scorreva lì vicino un limpido ruscello, e il sole ci si addormentava ogni pomeriggio. In quel prato nacque Piccolo Fiore. Il sole ogni giorno si divertiva a colorarlo, ne era innamorato, mai lo scottava, mai gli faceva mancare la sua luce. La luna, gelosa, si arrabbiava, perché il sole poi tardava sempre all'appuntamento ad ovest. Piccolo Fiore era tutto bianco ma sul tardi del giorno diveniva quasi arancio, uno splendido colore arancio. Piccolo Fiore vedeva la gente guardarlo con ammirazione e tutti gli altri fiori intorno erano incuriositi, sapevano che era già successo che tra mille fiori uguali ne nascesse uno più fiore. Infatti Piccolo Fiore era speciale, non solo era assai amato dal sole, ma era anche accarezzato dal vento più amorevole, inoltre era nutrito dalla terra più fertile e bagnato dalla più benevole delle piogge. I fiori intorno a lui erano anch'essi belli, però avevano sempre, e dico sempre, una macchiolina su almeno un petalo. Piccolo Fiore era candido come la neve sui tetti. Intanto il tempo passava e il prato cresceva e i suoi fiori erano sempre più alti.
Un giorno qualcuno decise di raccogliere Piccolo fiore, ma i fiori sembravano tutti uguali e quella macchiolina non era così semplice da vedere. Così scarta uno, scarta l'altro, che grande fortuna! Ci voleva tanto tempo per cercare proprio quello, e nessuno ne veniva a capo e nessun fiore veniva mai raccolto. Ma come nelle storie vere, c'è sempre chi è più astuto. Così accadde che una giovane fanciulla si recasse in quel prato, prima di sera, cercando con lo sguardo il fiore più colorato dal sole, lo vide e lo raccolse.
Così morì il fiore più bello, tra le dita di una giovane astuta e, tristezza delle tristezze, tutti gli altri fiori ne furono contenti. Oh, ne dissero tante... “presuntuoso” - “ la perfezione a volte è un difetto”- tuonarono i volponi ingrati, - “ha fatto la fine che meritava”- gli invidiosi, e ancora altro dicevano. Ora il lettore dirà: ma che favola è mai questa? Un fiore buono che finisce per morire tra la gioia di tanti suoi fratelli? In realtà la storia non è ancora finita! E questa parte che sto per rivelarvi è davvero un segreto.
Ebbene, la giovane che aveva raccolto il fiore, si rivelò essere una bellissima ninfa che stanca di vivere sempre la sua eterna fanciullezza, aveva chiesto a Poseidone, il Dio del mare, di intercedere per lei con il fratello Zeus affinché la legasse a un tempo e a un giovane uomo mortale. Così lei cercò un dono e scelse il fiore più bello e lo adagiò sull'onda più amabile. Zeus accettò il dono, per mezzo di Poseidone ma le cose non andarono come dovevano. Lì ad ovest, Apollo conosceva la storia di Piccolo fiore e lo fece suo. Zeus a sua volta gli aveva già sottratto il figlio, Asclepio, e quindi decise di essere paziente. Oh… ma non cercate questa storia, non la troverete scritta negli antichi libri! Apollo raccolse il fiore e gli diede vita in un uomo, ma non un uomo qualsiasi, lo volle poeta.
Zeus, tuttavia volle infilarci qualcosa di suo: alla ninfa, ormai donna, diede il dono della rinascita, e lo stesso fece per il poeta, li fece innamorare l’uno dell’altro, ma ne alternò la giovinezza e la vecchiaia in modo asincrono. Così, con la consapevolezza di un amore nato in uno sconosciuto passato, il tempo e le circostanze non permisero e non permettono la loro storia d'amore. Lo so, vi chiederete se potranno mai amarsi... sì! Potranno amarsi, e giovani entrambi, anche se dovranno cercarsi e questo accadrà solo quando un'anima pura leggerà le parole magiche della poesia più bella. E tu lettore, hai letto la poesia più bella?
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Bella, complimenti!!
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