venerdì 30 gennaio 2015

L' amore







l'amore 
iniziato in un'altra vita, 
quello che ha dimenticato...
mi  abbraccio all'attesa...
tra gli amanti del giorno e quelli della notte.


giovedì 29 gennaio 2015

barboni all'alba

Stamattina presto, appena fuori la stazione di Caserta, sotto l'androne di un locale, l'uno sull'altro, tra cento coperte, i barboni si svegliano come sempre, ogni giorno. Volti tirati, a volte assenti, barbe lunghe, capelli stopposi, abiti stravolti, silenziosi, e per niente profumati, lentamente accolgono la luce. Qualcuno li guarda e cerca in tasca quel poco che ha. Lì accanto c' è un bar, quello per i normali, per quelli che ancora sanno ridere e con tutti i denti. Ne esce con una manciata di cornetti ancora caldi. Senza guardarsi in viso, i disperati, cercano le sue mani, ognuno per se....quasi con forza. Rimane senza parole... l'anima buona. Nessun sorriso, nessun grazie... tranne una donna, sì ci sono anche anche le donne o quello che resta ...lei si avvicina, prende il dono e non lo porta alla bocca, timidamente lo infila in una busta vecchia di mille mani... poi chiama, lei chiama il suo uomo che stava già andando via...vuole dividere quel nuovo poco che ha." Le donne, le donne" dice l'anima generosa..."quel qualcosa in più"....- no - risponde il cielo- è solo amore e quello non ha sesso.-

martedì 27 gennaio 2015

il tempio di un poeta


Le parole ...
non s'innamorano dopo...

Non s'innamorano
nemmeno quando  sono adagiate sul vento...
ma ancora prima.

Puoi anche raccoglierle
già innamorate
su un pezzettino di carta

e lasciarle vivere
oppure no

lasciarle morire
come un respiro
dell'anima.

Un musicista
corre dietro la musica
senza più ascoltare le note

un poeta non può amare
senza scrivere nulla.

E tu
non  cercare tra i miei libri
l'amore …
perché non appartiene
a quelli.


Le parole non s'innamorano dopo
vivono e muoiono
nel respiro dell'anima
e tu... e il mio tempio... così lontani.


Per tutta la vita


                                                                     Foto Gif - google





Non ti  manderò più 
un  solo bacio...
avrò cura di lasciarli sulle tue labbra
e mi assicurerò
che non se ne scappino via...
resterò lì per tutta la vita.


No te enviaré más.
Un solo beso...
Tendré cuidado de dejarlos en tus labios.
Y me aseguraré
Que no se escapen...
Estaré allí toda mi vida.

--- toda la vida 






aspettare

E' fredda l'aria
che viene dal giardino
è fredda di pioggia.
Mi sembra di essere lì.
Non chiudo la porta
e non so cosa attendo
ma so che sto aspettando.
 

istinti 2

Scorre la strada,
dietro il vetro,
e si fingono fermi
i campi messi a riposo.
Tra le tue parole
i miei pensieri,
spazi immensi
in luce incerta
di uno strano pomeriggio
piovoso.
Tinge, il verde, la terra
fin sotto le montagne dei ghiacciai,
Infinite pozzanghere
di una terra sazia,
raccolgono il mio sguardo
nel riflesso di un cielo
irreale
e ricolmo di nuvole.
Piccoli squarci raccontano di
un tramonto mancato,
ed io in una piccola pozzanghera,
ritrovo uno sguardo di bambino,
e rivivo il ricordo
di un istinto incontrollabile...
correrle contro
e romperla
nel freddo
di un piedino

e se domani non venisse






E' quando sto con te,


quando mi abbracci,

quando ti sento mia,

quando ti stringo in una mano,

è allora che ho paura di perderti.

Se questo  tempo finisse

ti lascio tutto il mio amore

e tre parole...

oltre la vita.



es cuando estoy contigo, 
cuando me abrazas, 
cuando te siento mía, 
cuando te tengo en la mano, 
es cuando tengo miedo de perderte. 
Si este tiempo termina
te dejo todo mi amor
y tres palabras...
más allá de la vida.


tradotta  gentilmente in Spagnolo da Anne Marquez (figlia)

illusione

Mi scopro debole
tra lenzuola che non sopporto
e il sapore del sangue.

So come sarà domani
e anche domani  l’altro,
e poi ancora.

E tu, illusione di un' estate,
non ci sei più.

i miei occhi














Potresti vedere
il mondo
con i miei occhi
ed io potrei condurti per mano
ma dovresti avere  piedi nudi,
e sguardo leggero
come il mio su di te,
e trasparenze...
come la luce nel buio



Puoi vederlo
il mondo
con i miei occhi
ed io ti condurrei per mano
ma dovresti avere nudi piedi
e sguardo leggero
come il mio su di te
e trasparenze
come la luce nel buio.

innamorarsi ancora

La tenerezza
del mio corpo
delle mie sensazioni
nella stanza dei ricordi
più segreta
lei
la conosce
mi sorprende
nel mistero dell'amore
senza esserci mai stata.

vivere-

Ti ho visto nascere
piccola foglia di vite

ora rossiccia
hai finito il tuo tempo
troppo in fretta

ti lascerò vivere
non ti raccoglierò
ti lascerò alla terra.

tre parole

Tre parole,
e nessuno dei pensieri 
che mi scorrono
nelle vene. 
parole stupide
senza radici...
di quelle che puoi
lasciare sul tavolo
senza alcun timore
che sanno uccidere
senza permettere al sangue 
di capire 
puoi anche tenertele...
sono solo il nulla...
di tutto l'universo
che ti appartiene.

attimi


la terra profumata d'erba
colorata da fiori e dai trifogli
il sole amico che riscalda,
l'eterno scrivendo ancora...
occhi aperti e sguardo puro
il sorriso nella luce del viso
e un cielo limpido 
perfettamente azzurro

Un giorno d'inverno - Un día de invierno



Non dirò nulla,
fermerò il respiro
come spesso mi accade,
spingerò la testa
nel palmo della mano,
e chiuderò gli occhi.
Sentirò le dita
scivolare lentamente
tra i capelli,
toccando i pensieri,
e lì
affonderanno,
fino a fermarli,
mentre ancora 
ti sto cercando.
E tu
le tue promesse?
come l'aria calda
del corpo
in un giorno d'inverno.
Il mio mondo
in una mano,
e il ricordo
di un sorriso
negli occhi
di un uomo stanco.
E tu
le tue promesse?
come l'aria calda
del corpo,
in un giorno d'inverno.

-- Un giorno d'inverno
No diré nada,
voy a dejar de respirar
como me pasa a menudo,
voy a empujar mi cabeza
en la palma de tu mano,
y cerraré los ojos.
Voy a sentir mis dedos
deslizarse lentamente
en el pelo,
tocando los pensamientos,
y allí
van a hundir
hasta que los detengas,
mientras aún
Te estoy buscando.
Y tu,
tus promesas,
como aire caliente
del cuerpo
en un día de invierno.
Mi mundo
en una mano,
y la memoria
de una sonrisa
en el ojo
de un hombre cansado.
Y tu,
tus promesas
como aire caliente
del cuerpo,
en un día de invierno.

-- Un giorno d'inverno- Traduzione Maria Di Flora

vecchiaia

La vecchiaia


La vecchiaia è paziente
bussa ragazzina
alla porta dolcemente

si siede sullo scalino
con la schiena
poggiata a quella
ancora chiusa

ha piedini nudi e vestitino corto
e le chiome le accarezzano il viso

ha labbra morbide
e occhi grandi con candida neve intorno al mare

ha con sé una piccola coperta per il freddo
e se c'è il sole lei si addormenta con la luce
negli occhi e le ginocchia sotto il mento

come è bella la vecchiaia quando
è giovane

lei attende
e quando sarà vecchia abbastanza
qualcuno le aprirà

si alzerà
spingendo sulle ginocchia
e  toccandosi i  capelli
ormai divenuti bianchi

entrerà
avrà voglia di raccontarsi
di tutto quello che ha visto
lì sulla porta
fino ad addormentarsi
in un sorriso di bimba.

Solitudine II

Volevo scriverti ...
amore mio,
sì volevo scriverti 
dell'amore...
che unisce il primo 
e l'ultimo momento...
e ne fa  un solo istante,
ma ho un vento forte
addosso
è quasi tempesta.

lunedì 26 gennaio 2015

VITA

Dimmi
sono dieci le mie dita?
Ti prego contale
dimmi
sono dieci le mie dita?


E’ questo il mare?
Dimmi
è questo il mare?
e la sabbia...
dimmi
è questa la sabbia?

E il cielo…?
il cielo
è questo il cielo?

La mia testa …
la mia testa …

io grido
io grido
i miei ricordi
e ti chiedo senza vedere
dov'è il mio futuro?

E della notte
parlami...

parlami del nero e del blu
e delle luci
raccontami.

E dell’amore...
ti prego
dell’amore...
della pelle giovane
vellutata...
dell’elettricità
delle tempeste
del vento caldo
e del sole tra i capelli
grida forte,
fa che io senta.

Ti cerco nel delirio
con le mani tese
ed ho solo il tuo colore
la tua energia...
io la sento.
Io mi lego a te
con tutte le mie forze...
vita.

Nessuno dorma



Nessun dorma,
fa freddo questa notte
troppo per una sola notte.

Così poco mi lasci,

dopo un giorno intero
che ho parlato di te...
che hai parlato di me.

Piove freddo

questa notte,
una pioggia
che non bagna,
e il corpo
le va incontro
come il tempo
ai miei pensieri.

Vorrei

aprire
la mia fronte
per capire cosa c’è...
lascio perdere,
questa notte...
è troppo fredda.

Non

chiudere
la porta,
tienila così...
e non spegnere
la luce,

lasciami impazzire.

Non sopporto le coperte, 

è  fredda questa notte...

troppo per una sola notte.

---------------


Nessun dorma
fa freddo questa notte,
troppo per una sola notte.
Così poco mi lasci
dopo un giorno intero
che ho parlato di te
che hai parlato di me.
Piove freddo
questa notte
una pioggia
che non bagna
e il corpo
le va incontro
come il tempo
ai miei pensieri.
Vorrei aprire
la mia fronte
per capire cosa c’è...
Lascio perdere
fa  freddo questa notte
troppo per una sola notte.
Non  chiudere la porta
tienila  così, 
non spegnere la luce 
lasciami impazzire.
Non sopporto
le coperte 
è  fredda questa notte
troppo per una sola notte.


NOTTE -GELOSIA --


Tra lacrime senza ragione
e pensieri appena celati,
sogni  sospesi davanti agli occhi,
e sorrisi sfiorati,
infinita dolcezza
e l'amore
che cade addosso,
e io a nutrirmi
di questa essenza,
della sua anima
del suo meraviglioso esserci
in questo mondo fatto di uomini soli.
Ci pensi Notte?
io in quel suo posto segreto...
con tutto  di lei...
Questo è  amore,
questo è il mio amore...
non esserne gelosa.

ricordi 1

Ehi Constantine hai studiato ?
Macché, ho giocato…
E adesso, come farai domani?
Comprerò una bustina di francobolli, dirò al maestro che li ho trovati e ci perderà tutta l’ora a studiarseli.
E con quello di matematica?
Gli dirò, che la nipote del preside, quella carina, mi ha chiesto di lui … mi terrà sotto un ora e solo per sapere quello che m’inventerò e avrò un bel voto … gli darò più amore e meno verità.
Sei grande Constantine, ma come fai?
Non lo so, mi presenti Francesca ?
mia sorella ?
Sì, ti regalo le mie biglie colorate, guarda….
Ma sei matto ? Devi darmi anche la fionda, quella rossa …
Secondo te me lo darà un bacio...?

pezzettini di carta - 01 2013

Pezzettini di carta Gennaio 2013
È notte ormai, i ragazzi dormono,
tutti dormono ed io posso pensare a me.
Non è molto, ma è tutto quello che ho.
Che dono la notte.

Paradiso dei poeti







Sento
una voce nel mio cuore
la mia voce
come è nata e come è.

Corri ragazzo

corri nel campo di grano
porta su le braccia
agita le mani e
nudo di ogni cosa ... vola.

Fai scappare  i passeri

rincorrili...
mentre riempiono il cielo
sei tu la vita...
sei libero.

E' caldo il sole

è luce negli occhi
e il sudore dolce
brucia tra il collo e il mento
è l'odore del grano
dell'erba abbronzata resa immortale... 
le piccole ginocchia
così vicine
così nude
solleticate
tra le alte spighe...

Dio che meraviglia...

è questo il mondo!

Un campo di grano!


Sole del sole...

pane dell’uomo,

ed io posso abbracciarlo,

abbracciarlo tutto
con i miei occhi
lucidi
limpidi
grandi e giovani
nel candore del bianco
sotto il cielo
più azzurro.

Non ha padroni il mio  mondo,

e  grido forte
corri ragazzo
hai forza nelle gambe...
non sto saltando
sto volando
e sorrido

è la musica...

è nella mia testa,
è in me
intorno a me,
è mio questo  mondo...
è un campo di grano
il mondo!

Giovani corpi sensuali menti

Così, per caso
io raccolsi il tuo sguardo
e lo amai nel mio
                                    
Giovani corpi
sensuali menti
ognuno per sé
con un puro sorriso.

Ci lasciammo
fin quando 
ancora per caso
ci ritrovammo.

Fu un tempo d'amore
un tempo rubato
lo vivemmo tutto
fino a impazzire.

Poi tra la gente
ancora divisi
e come  spesso accade
noi ci riamammo

solo qualche sera
in rimpianti nascosti.

domenica 25 gennaio 2015

Nel respiro dell'aria

























       




Non  scriverò 
amore mio

non scriverò di te


e tu non mi leggerai.


Non mi accorgerò  del vento

non mi accorgerò della pioggia

e i ricordi non avranno i miei occhi


ma non questa notte

e in nessun’altra notte
in cui  ascolterò
la   tua voce
nel respiro dell'aria.

En el aliento del aire


No voy a escribir,

mi amor,
No voy a escribir sobre ti,
y no me leerás
No notaré el viento,
No notaré la lluvia,
y los recuerdos no tendrán mis ojos.
Pero no esta noche,
y ninguna otra noche
en el cual voy a escuchar
tu voz

en el aliento del aire.

il vento dell'uomo

Giù nella valle
il pianto del vento
-huhuhuuuuuuuuh -
soffia forte e poi cala

quale tormento
quale sofferenza...
non riesce a nascere... il vento.

Le montagne
ascoltano e come madri
si guardano
tra loro

colpite al cuore
da così tanto soffrire
non generano il verde

e i fiumi che da quelle scendono fino a valle
si chiedono cosa accadrà 
quando giungeranno alla piana.

Il pianto del vento
il pianto del vento
quello che non nasce -
gridano gli uccelli del bosco

così gli alberi
lasciano cadere
le foglie anzitempo
e i nidi i nati morti al suolo.

Il cielo perde l'azzurro
e di grigio veste il suo giorno.


Grida il vento
e non soffia
riprova con forza
fino a impazzire.

L’intero creato
prega Iddio
e quegli con voce possente:
<ditelo all’Uomo.>-

Il più saggio dei suoi servi
osa rispondere:
<è l’uomo il vento,
è la libertà che egli  lamenta.>


- <E per cosa l'ha venduta...?>
severo...  il Creatore.

.

Parole di poeta -

Dio quanto sei bella
in questo mio vestito di parole...
come brilla
ed è leggera la tua anima
quanta luce nei tuoi occhi...
e le forme
che armonia...
e poi vederti volare...
che vita breve avrebbero
le parole ...
se non ci fosse
nessuno a indossarle...


Dio quanto sei bella
con questo mio vestito di parole...
che vita breve avrebbero le parole
se non ci fosse
nessuno a indossarle...

sabato 24 gennaio 2015

Attrazione







Come l'onda
del mare
che corre in avanti
mi sento privare del tutto
in un solo istante,
e sempre
costretto a tornare,
sapendo a ragione
che la sabbia
mi appartiene.
Chi ama lo sa
l'amore non ha cura
del tempo.

Rabbia e orgoglio


Orgoglio

Non c’è
un solo momento
un solo istante della mia vita
in cui non mi sia stato chiesto di comprendere
maledettamente comprendere.

Quel tutto
che da sempre
mi è stato lentamente
e costantemente sottratto
il mio ingiusto … dare
è la mia rabbia
il mio orgoglio
e villano
sì, io lo risputo in faccia.

Ed è forse solo quello
il mio talento.

Guardo i libri
li accarezzo dolcemente
preziosi
e li sfoglio in fretta
per non farmi male
e non concedo agli occhi
quello che la vita
ha negato al cuore.

Ma oggi
non resto a cercar rime
o armonie
perché
ritorni tu.

Tu
egoista
giovane
bella
padrona del mio tempo
ed io del tuo sguardo

Maledetta parola

Del male prigioniera
sfugge a morfeo
nel timore della morte.

Soccorre due volte l'amore
a trasformar parole in note
e ristorar distratta
l'anima che soffre.

E poi ancora
forte
fuori da ogni misura
l'amore nell'amore
di chi ha scelto.

Ed io
a chiedere curioso
quasi supplicante
qual è quest'amore?
dove nasce?
dove ha  nutrimento?

Ed è ancor quello...
l'amor dell'uomo.

venerdì 23 gennaio 2015

un foglio e una matita -



< Un foglio e una matita >
chiese Anna al dottore del pronto soccorso
Anna aveva più di ottanta anni, 
Anna era spaventata come una bambina, 
Anna aveva scritto tante volte nella sua mente 
quel foglietto. 
Anna non c'è più.

<Un foglio bianco e una matita, 
questo è tutto quello che aveva>  disse il dottore.


La terra dei fuochi

Noi uomini, donne
e bambini
ancora vivi nel corpo
e nell'anima,  gridiamo
vogliamo vivere.

E voi politici uomini
e donne
sporchi e infami
perché non ci avete tutelati

voi che avete venduto
il nostro sangue

che ancora bevete
il nostro sangue

restate nelle vostre tane
non riuscirete  confondervi
tra la folla

le vostre  mani
le vostre bocche
la vostra anima
sono lorde
di sangue innocente
di vite negate.
Siate maledetti
per generazioni e
generazioni
e dividete la vostra vita
con gli uomini e le donne
di questa stessa terra
che l'hanno tradita.

l'estate quasi d'inverno -

L’odore del sole
sull'erba arsa e senza più vita
che di quello profuma,
e poi il caldo vento
che dorme nell'aria,
la liquirizia
l’essenza dei pini
I rumori nei silenzi delle cicale,
ramarri irrequieti tra foglie assetate
tu mi nutri con dolci ricordi
per lenire un dolore
che ti appartiene...
sta' quieta...natura
solo per un po'
e se ti chiedo di accarezzarmi
non aver dubbi
è solo follia ed è mia.


L’odore dell’aria e del sole
sull'erba arsa e senza più vita
che di quello profuma
e poi il caldo vento
la liquirizia
l’essenza dei pini
rumori  improvvisi nel silenzio delle cicale
ramarri irrequieti tra foglie assetate.
Tu mi nutri con dolci ricordi
per lenire un dolore
che ti appartiene...
sta' zitta...natura
solo per un po'
e se ti chiedo di accarezzarmi
non aver dubbi
è solo follia
ed è  mia.

Senza bugie





E se io ti amo
e se tu mi ami
potremmo
non invecchiare
almeno per un po'.

fragili pietre

Fragili pietre
che rotolano...

son corso avanti
poi ho atteso
non sei venuta

l'avevamo scritto
in un angolo buio
in un giorno di sole 
con il vento caldo

senza tener conto
di quanto 
saremmo cambiati

p.carta - le mie poesie


A volte,
quando tiro fuori qualcosa di me
... muore subito fuori o corre via lontano.
La poesia vive di sé, ma racconta... di me.

Età diverse -

Pezzettini di carta - Età diverse.
C'è un età
in cui la morte
sembra non esistere,
e un'altra in cui
puoi sentirne
il respiro.

il tempo - 2013

Il tempo


Un bacio,
spingere le labbra
sulle labbra.

Baciarle intorno,
riconquistarle in piccole parti,
col cuore in gola,
e sentirne nei sensi
il sapore.

E se io,
nel momento di un bacio...
lo  fermassi... il tempo?

E se poi non fosse vero?
A che varrebbe … averne tanto...?

sensi



Toccare un'impossibile magia
è forse questa la poesia?

Sentirla, sfiorando... la nuda essenza 
del mio corpo.

La vita dentro di me.

L'ultima pelle, la prima. 
Può essere attraversata senza mai essere trovata, perché solo la vita può toccare la vita.

Ai confini di una magia concreta 
è il piacere il senso più puro che sa riconoscerla ma  nulla corre a un istante.

Come il fiore più raro, a volte ella si rivela. 

È l'armonia che non rivela all'uomo le sue leggi, è l'essenza più sacra e intoccabile che protegge ciò che nasce da un patto.


Noi chiamiamo giovinezza
quest'essenza e le è sconosciuto il tempo.
------------------------------- 
Sentidos
Deslizar
con la mano
a lo largo del cuerpo
con los ojos cerrados
en la oscuridad de la noche
para sentir
cuanto de la juventud
todavía me pertenece



Sensi - Michele constantine 
-----------------------------------------
Traduzione a cura di Antonio Nazzaro - Poeta -scrittore


Scivolare
con la mano
lungo il corpo
con gli occhi chiusi
e nel buio della notte
per sentire
quanto della giovinezza
ancora mi appartiene.






---------------
Sliding down
with my hand 
along the body 
with eyes closed 
in the dark of the night 
to feel how much 
of the youth
still belongs to me. 

Senses


Traduzione - Annamaria Marino Lane

Giovannina

Giovannina. Accudì il papà Vincenzo e la mamma Maria con straordinario amore, e quando questi andarono in paradiso, altrettanto amore ebbe per i suoi fratelli e per Adelina la sua unica sorella. Il fratello maggiore era sacerdote, lei gli fece da perpetua per tutta la vita, e quando un ictus lo costrinse al letto, non si perse d'animo, gli prestò cure e affetto fino all'ultimo. Lei, la più piccola, vide andar via tutti i suoi cari e tanti amici compaesani. Quante storie, quante esperienze ha vissuto, e quanti bambini di altri, figli della miseria, si è cresciuta e finti propri. Il Tempo. Da quando restò sola ne è passato tanto ma lei, a modo suo, lo ha disarmato...quello passa , e non se ne avvede. A sposarsi, neanche a pensarci, c'erano sempre tante cose da fare. Però un tempo, qualcosa successe, non era più giovane, e si innamorò, come si innamorano le ragazze a sedici anni. Era la prima volta, ci pensava e ripensava e la notte non dormiva, era strana quella sensazione così ..così nuova. Lui. Era un vedovo, e nemmeno lo credeva che Giovannina pur contandone sessantaquattro, ne aveva meno di diciotto...il tempo. Voleva concludere, come spesso si fa, quando il tempo è già in parte speso, ma per Giovannina non era così, si accorgeva solo adesso, che  i fiori hanno un profumo diverso, mai sentito prima,  così lui per fretta sposò un'altra. Oh, sì che ci pianse, Giovannina, per giorni e notti, poi le restò  il ricordo di quell'amore puro, che le aveva fatto scoprire un tesoro tutto suo, si sentì ... donna. Un giorno le dico - “ devo comprare un lampadario per il corridoio e ..."  - lei mi interrompe e mi fa:
“ Uh...sentite pure io lo volevo comprare , l'avevo già scelto, ma poi pensai...le mosche...sapete era di quelli aperti...”
-           “ Le mosche? Giovannina e che  ci “azzeccano” le mosche?”
- “Sentite, ...sentite...le mosche c'entrano e come, quelle sporcavano...poi...poi sono venuti gli Americani e gettarono il ddt e niente più mosche.”
 - “ma dico, gli Americani?... ma è passato mezzo secolo.”
 - “ eh...ma mica tanto.”
Insomma il tempo per Giovannina era ed è “corto”, ogni decennio alla sua clessidra, ne vale uno solo di anni, e così non per sfottere ma solo per capire, datare, ogni volta che racconta un fattariello vero, mi viene spontaneo dire -  “Giovannì..prima o dopo gli americani?” Ebbene, mentre tra i presenti prende spazio il sorriso, lei li sorprende tutti, ci pensa un poco,  la domanda è seria e mi fa: - “mi pare....prima,  sì prima”.
A casa sua ha una situazione di perpetuo trasloco, nel senso che niente è al suo posto, è tutto un incredibile disordine. Non getta niente e guai a chi tocca. Qui è come se tutto quello che è potuto passare in settantatré anni, compreso bottiglie, barattoli del caffè, scatole, buste di carta etc, non fosse mai uscito.
 Appoggiata su una sedia, ancora la tazzina di capodimonte sporca di quello napoletano
appena preso quarant'anni prima da uno dei suoi fratelli. Poi tanta polvere, libri, piccole meraviglie e poi ancora libri. Uno fra i tanti, con il carisma di un vecchio centenario ed esperto di vita, attira la mia attenzione, soffio la polvere, lo sfoglio e vengono fuori altri tesori, cartoline usate come segnalibro, con francobolli del '37 ed i saluti di giovani seminaristi. C'è tanta polvere, ma che importa, attraverso quelle cose e quella confusione Giovannina vede ...e sente ancora vivi i suoi cari. La sera. La sera, quando la notte oscura tutto, l'angoscia assale Giovannina e allora sente il tempo vincere..scorrere. Le misure adesso, sono giuste, gli affetti perduti, è il tempo che adesso è padrone. Lei piange, strilla forte, lei che di giorno appena sussurra, tenera, indifesa..e questo per ore. Poi finalmente l'alba, le prime luci entrano dalla finestra fugando le ombre e con esse l'angoscia...adesso i fantasmi ritornano vivi, sono lì, non si vedono, ma a volte parlano, una parola...due non di più e non la ripetono...bisogna essere pronti.
Giovannina adesso è sorridente, il tempo è nuovamente fermo. Lei si affaccia di buon mattino e dice buongiorno a chi è già in cortile ed ha vegliato suo malgrado. Ma nessuno le dice nulla se non con uno sguardo tenero “ Buongiorno Signurì”.

martedì 20 gennaio 2015

Ha dda ... murì

Ha dda...murì





Mancano pochi giorni a Natale, un periodo di riflessione, a essere sincero l'unica cosa di cui ho voglia è staccare dal lavoro. Così, pensando che né Cristina e né Francesco hanno mai provato l'emozione di un viaggio in treno, propongo di passare una mattinata a Napoli. All'uscita della stazione c'è Piazza Garibaldi. Per  mia moglie è il panico e i bambini sono un poco smarriti, per me è il paradiso. In questa piazza l'aria è irrespirabile, c'è un traffico incredibile. Pullman, auto, taxi, motorini, ambulanze e pedoni, si muovono in un percorso a intreccio continuo. Il caos mi piace! Di fronte, a lato, un poco ovunque, venditori volanti di giubbotti, scarpe, televisori, telefonini, orologi, maglie, camicie nuove e usate e mille altre cose di pessima fattura.  Non mancano: il chiosco della limonata, il venditore di pizza, il banchetto del contrabbando e quello del compra oro. Quest'anno i venditori non gridano la loro merce, sono come rassegnati ad avere clienti che guardano, toccano, voltano, rivoltano, ma non comprano. Pazienza. Ogni tanto compare il banchetto delle tre carte... e i personaggi che lo animano. Ci sta il tipo che ti propone l'ultimo telefonino alla moda a prezzo stracciato, neanche la plastica costa così poco, del resto è quella la cosa che ti ritrovi. Già, qui c'è veramente confusione tra truffatore e aspirante onesto ricettatore... due fetenti oppure due poveri cristi?! Il primo truffa per campare, il secondo... per sognare, quell'acquisto diversamente non potrebbe permetterselo ed è per questo che alla fine nessuno poi si lamenta. I bambini, intanto mi fanno spendere i primi soldi, qualche giocattolo, speravo si calmassero, invece adesso vorrebbero liberarlo dalla confezione. Sui marciapiedi, ci sono distese di oggetti curiosi di venditori senegalesi e cinesi. E' incredibile la cura con cui questi ragazzi stendono e poi ripiegano, a fine giornata, quei drappi di stoffa che rappresentano tutta la loro vetrina, il loro esercizio. In mezzo a tanta confusione i pensieri mi lasciano un poco in pace, e mi do al più sfrenato consumismo visivo. Il portiere del Cavour, intanto dice a un ragazzo  tunisino : <te ne haje da ì! Hai capito ? >  Mi giro e penso... poverino!... quando alle mie spalle un nero napoletano, sparando un sorriso di quelli a sfottere dice : < miettete, miettete... poi vengo pure io >  ridono tutti, anche il portiere ride e io chiedo a mia moglie: < ma hai sentito> ? Mi risponde : <cosa ?...>  ci rinuncio. Il marciapiede è saturo di gente di tutti i tipi, quando:
........ma che cos'è... un animale? No... non lo è, l'occhio vede ma il cervello non riesce a dare una risposta, insisto nel guardare meglio, siamo lì fermi, ci teniamo per mano quasi a proteggerci; sì ...  è un essere umano! un cristiano! una vecchia! E ci ho messo venti interminabili secondi prima di venirne a capo. Cammina a piccoli passi, fermandosi ogni due, come uno di quei giocattolo a cui stanno finendo le pile e che poi  trova la forza per trascinarsi più in là. E' piegata in avanti, ad angolo retto, forse una deformazione dovuta ad artrosi... non lo so.  La sua faccia guarda assieme al busto... il marciapiede. Il suo sguardo cade nemmeno verticalmente, ma è obliquo, va verso le gambe che sono l'unica prova visibile di un corpo. E' qualcosa di deforme, alta circa un metro e venti centimetri. Cerco di guardarle il viso e davanti a me  c'è un cespuglio di capelli mal tagliati, bianchi, grigi e sporchi, rovinati ; mi abbasso e scorgo i suoi occhi  completamente spalancati, di colore azzurro come il mare, come questo cielo di Napoli, il contorno dell'occhio è al massimo della tensione e il rosso sanguigno di una congiuntiva, da solo testimonia, all'esterno, che in quel corpo ancora c'è la vita. Una maglia nera, sporca di ogni schifezza copre la parte piegata del corpo, mentre dalla vita vi provvede malamente quella che un tempo doveva essere stata una gonna che porta su di sé,  dietro, uno strappo verticale tutto sfrangiato, sporco di escrementi secchi e di altro ancora e sotto c'è una specie di sottana di cotone, di quelle che solo gli anziani mettono ancora e che fa tanto tenerezza... grigia, lucida d'usura. Guardo le caviglie, e come posso chiamarle caviglie? non hanno più forma, sono un unico blocco con le corte gambe, massicce, uniformi, e poi croste, piccole ferite, alcune guarite da poco, altre riaperte. Ferite che certamente si è procurata grattandosi a sangue. I piedi sono infilati in due luridi scarponi, tutti sformati e senza lacci, il volto è orribile e mette, non so bene cosa, forse paura anche a me. L'espressione è di dolore, ma è anche di follia, eppure in tutto questo io provo tenerezza. Ha tanta peluria lungo il mento, una peluria ispida, riccia e grigia. Il naso è grande, ma proporzionato in mezzo a quel viso quadrato, schiacciato e con ecchimosi. Le sopracciglia sono folte con peli che arrivano fin dentro agli occhi che restano immobili sempre ed ancora immensi e spalancati. La gente si scosta, è questa la reazione più immediata ed istintiva. - Dio mio, perché accade questo? cosa posso fare? Farfuglio dentro, mi sento inerme, non ho soluzioni, non riesco a trovarne, guardo i miei bambini. Entro in stazione, vado al posto di polizia e il poliziotto si mostra infastidito, non lo  dice ma lo pensa < ecco un'altro che viene a farci la morale, ma che ne sa questo di quello che ci passa davanti agli occhi, continuamente, qui, in questa stazione>. Lo guardo nel profondo degli occhi e con fermezza, allora lui si intimorisce, si mette in guardia, adesso accetta il colloquio, anzi adesso cerca lo sfogo : <La conosciamo> mi dice, <l'abbiamo fatta prelevare altre volte, ma poi lei si ribella, rifiuta il ricovero e ce la ritroviamo qui... queste sono le Leggi oggi, purtroppo... ha dda solo murì>. E' passato un anno, e forse è andata proprio così. Un anno col rimorso di non aver fatto nulla allora e la consapevolezza di non saper fare nulla oggi.

Quel poco a cui non si rinuncia

Le racconterò tutto, ma tutto tutto, escluso le cose segrete.
E quando mi chiederà di quelle, le parlerò così tanto di me,
che mi resteranno solo poche cose ...segrete.
Certo, alla fine le dirò tutto, fino all'ultima cosa,
 terrò veramente poco per me.

fabbricante di sogni



                                                          Treno amore Rafael Alberti


vivo di sogni e
canto storie vere 

tra sorrisi 
e gocce di mare

sogni di neve 
in un giorno d'estate 

quello  che
rimane di un

c'era una volta
un uomo 
che imparò 
ad amare.

CORSE

Corse

Il tempo ti corre incontro
e cambia il viso
ma gli occhi soccorrono
e fingono immagini
di quello prima.

Al centro
con il mondo intorno
in una giostra di colori.

In un angolo
fuori dalla giostra
senza tremori
e senza colori

Così la vita con
o senza di te.

Storie senza inizio 1
















Improvvisamente 
le ombre
disegnano il viso
svelato è il tempo. 
Resta l'uomo, 
che guarda le mani 
e raccoglie le cose 
che ancora possiede. 
Silenzioso 
il cuore 
prova a dargli rifugio.

lite nella notte

Vai via sonno... dici che sono stanco e che non sogno più.
Ma davvero pensi questo?
Conosco le luci della sera e con le stelle io vivo, e ad occhi chiusi.
Parlando di poeti , di canzoni ed atmosfere...
un bacio, una domanda, un sorriso, gli occhi suoi ed un bacio ancora.
E se vuoi aver conferma, chiedi al cuore mio e del mal che soffre.
Vai via sonno... fosti molto incauto e questa notte resto qui,
con la mia amica Luna, ad imbrigliare il Tempo, il tuo padrone.

il rosso degli uomini il rosso delle donne

No! Non ti dirò nulla. Nemmeno hai avuto il coraggio di parlarne. Erano proprio lì, ti ho vista l'altra sera. Le hai prese tutte e due, le hai unite avanti a te, le hai avvicinate alle tue labbra, un bacio dico un bacio, eccome, e poi spiegamelo, quel balzo con le braccia verso il cielo. Un volto malizioso, una luce proprio strana, nei tuoi occhi una gioia di altri tempi. Mi guardo in giro e penso che cosa sta accadendo? Ti guardo la mattina, hai messo un po' di rimmel, ti allunghi un po' le ciglia, e via con il fard...mi lasci una tua scia...ti dico dove vai? Ti giri, mi sorridi, io penso ma non dico, lo vedo sei sorpresa..ah sospetti che io sappia..ma cosa maledetta ? Stasera son nervoso, ti dico: andiamo a cena, oppure...hai... da fare? Io penso ma non dico: lo sguardo è incuriosito, cos'è non te l'aspetti...eh? ..chi è quel babbuino...? Prendi la tua borsa, la solita di sempre, quella rossa scolorita, mi dici: ehi, va bene ma stasera proprio no, ho preso delle scarpe. Ti dico: tutte...rosse? Mi arrivi sotto il naso, con gli occhi dentro i miei , sorriso conosciuto da donna maledetta...sussurri, con coltello: sì ...e stasera non si esce.

lettere dal nulla -il nulla










Caro Giovanni,

Da noi il sole non sorge ad est, qui il sole non sorge. Ti ricordi quando da ragazzi, misuravamo il coraggio attraversando il buio? Qui il buio non esiste e non esiste la luce, qui ogni istante è uguale al primo e le emozioni, anche quelle sono assenti. Non c’è l’amore, e  non c'è l’odio, della violenza quello che manca è la ragione, la storia sua. Come spiegarti amico mio,  ricordi la Teresa ? Che  cadde giù nel pozzo e che la madre ricompose nel vestito bianco della prima comunione?  Qui da noi non c’è la Teresa e nemmeno il pozzo e manca anche  il vestito, ma c'è quel silenzio, quell'odore, quell'aria  fredda,  in egual modo, ma  non c'è il dolore.  Appena giunsi, mi tolsero la penna e anche la matita, pensavo di fregarli perché non le avevo portate, oh…le trovarono e dove  non avevo mai guardato. Devo andare adesso, ti voglio tanto bene, ma resta dove sei, così ogni tanto ritorno un po’ da te.


lunedì 19 gennaio 2015

Il segreto della notte e la vecchia panchina








E' mio questo tempo, 
e con gli occhi al cielo
me ne riprendo un po'.
I rami  di quest'albero
sembrano raggi di una ruota spoglia,
come Carlotta che a soli 
ventiquattro anni
ha già finito il suo.
I miei occhi
non sanno più contare,
piccole nubi bianche
si muovono tra luci amiche e
il tempo sorride
del mio strizzare gli occhi,
ma  è chiudendoli  che l'ho beffato.
Tu, Notte, mi vieni incontro e
mi  abbracci, ancora una volta.  
La mia pelle è fresca, non ho più la febbre,
e so che mi ami, così anche le tipule
mi raccontano storie d'amore
tra canti di grilli e gracidii di rane.
Dio, quanto mi sei cara,
è da sempre che mi resti accanto,
quando ero più stanco,
quando avevo  sonno,
quando ero  dolorante,
anche quando non ti aspettavo più  
poi ritornavi,
solo chi  ama sa dare così tanto.
Sei intorno e dentro,
mandi via la nebbia,
rimetti ogni cosa a posto,
ti prendi cura di me,
mi accarezzi il viso,
mi massaggi il corpo,
ti soffermi sul cuore,
e sulla fronte, e
mentre mi sfiori
sciogli i nodi dei miei pensieri.
E l’amore mio ascolta il tuo silenzio
che frena ogni passione,
eppure non posso non baciare il tuo respiro.
Attraverso  infiniti bui  e raccolgo suoni lontani,
il battito d’ali del piccolo nato,
la vita nel suo incerto corpo,
e poi le tenere radici che
penetrano la terra per averla anch'esse.
La vite che lancia le sue funi verso l’alto  
per  rincorrere il sole.
Piccole mani
abbracciano un cuscino,
e amorevoli corpi si stringono nel sonno,
e i sogni tanti si levano dai tetti
per volare via sfumando verso le stelle,
è questa l'energia dell’universo.
Ascolto la gioia e il dolore,
e tu ancora ci sei ad accarezzarmi con
mille di te stessa,
e poi le note del mare, il suo respiro,
la brina del deserto,
il ferro dei binari che si ritira,
la luce gentile,
il mondo che dorme
e quello che è sveglio.
Sei  tu stessa il giorno...
è questo il tuo segreto.
Quale amore è questo?
Non lasciarmi Notte,
perché ne ho bisogno e tu
che nemmeno i ricordi mi tocchi,
sei così pura e diretta,
e io mi fido di te,
portami via.

Amare non è una scelta

                                                                                                                     foto google




La mia anima
è fragile,
rincorre  ricordi
nella luce
che incidono ferite
nelle piaghe.

Le parole 
come sangue
sgorgano copiose, 
vivono un solo istante
nel respiro di un'amara poesia.

Ti ho visto nascere
tra le stelle del mattino
in un'alba d'estate
nei colori del mare.

Amare
non è una scelta
amore mio.



venerdì 16 gennaio 2015

C'era una volta Piccolo Fiore


                            C'era una volta  Piccolo Fiore 
                                        I racconti di michele constantine                                

C'era una volta un prato ai piedi di una splendida collina,  scorreva lì vicino un limpido ruscello, e il sole ci si addormentava ogni pomeriggio. In quel prato nacque Piccolo Fiore. Il sole ogni giorno si divertiva a colorarlo, ne era innamorato, mai lo scottava, mai gli faceva mancare la sua luce. La luna, gelosa, si arrabbiava, perché il sole poi tardava sempre all'appuntamento ad ovest. Piccolo Fiore era tutto bianco ma sul tardi del giorno diveniva quasi arancio, uno splendido colore arancio. Piccolo Fiore vedeva la gente guardarlo con ammirazione e  tutti gli altri fiori intorno erano incuriositi, sapevano che  era già successo che tra mille fiori uguali ne nascesse uno più fiore. Infatti Piccolo Fiore era speciale, non solo era assai amato dal sole,  ma era anche accarezzato dal vento più amorevole, inoltre era nutrito dalla terra più fertile e bagnato dalla più benevole delle piogge. I fiori intorno a lui erano anch'essi belli, però avevano sempre, e dico sempre, una macchiolina su almeno un petalo.  Piccolo Fiore era candido come la neve sui tetti. Intanto il tempo passava e il prato cresceva e i suoi fiori erano sempre più alti. 




Un giorno qualcuno decise di raccogliere Piccolo fiore, ma i fiori sembravano tutti uguali e quella macchiolina non era così semplice da vedere. Così scarta uno, scarta l'altro, che grande fortuna! Ci voleva tanto tempo per cercare proprio quello,  e nessuno ne  veniva a capo e nessun fiore veniva mai raccolto. Ma come nelle storie vere, c'è sempre chi è più astuto. Così accadde che una giovane fanciulla si recasse in quel prato, prima di sera, cercando con lo sguardo  il fiore più colorato dal sole, lo vide e lo raccolse.


Così morì il fiore più bello, tra le dita di una giovane astuta e, tristezza delle tristezze, tutti gli altri fiori ne furono contenti. Oh, ne dissero tante... “presuntuoso” - “ la perfezione a volte è un difetto”- tuonarono i volponi ingrati, - “ha fatto la fine che meritava”- gli invidiosi, e ancora altro dicevano. Ora il lettore dirà: ma che favola è mai questa? Un fiore buono che finisce per morire tra la gioia di tanti suoi fratelli? In realtà  la storia non è ancora finita! E questa parte che sto per rivelarvi è davvero un segreto. 





Ebbene, la giovane che aveva raccolto il fiore, si rivelò  essere una bellissima ninfa che stanca di vivere sempre la  sua eterna fanciullezza, aveva chiesto a Poseidone, il Dio del mare, di intercedere per lei con il fratello Zeus affinché la legasse a un tempo e a un giovane uomo mortale. Così lei cercò un dono e  scelse il fiore più bello e lo adagiò sull'onda più amabile. Zeus accettò il dono, per mezzo di Poseidone ma le cose non andarono come dovevano. Lì ad ovest, Apollo  conosceva la storia di Piccolo fiore e  lo fece suo. Zeus  a sua volta gli aveva già sottratto il figlio, Asclepio,  e quindi decise di essere paziente.  Oh… ma non cercate questa storia, non la troverete scritta negli antichi libri! Apollo raccolse il fiore e gli diede vita in un uomo, ma non un uomo qualsiasi, lo volle poeta. 



Zeus, tuttavia volle  infilarci qualcosa di suo:  alla ninfa, ormai donna, diede il dono della rinascita, e lo stesso fece per il poeta, li  fece innamorare l’uno dell’altro,  ma ne alternò la giovinezza e la vecchiaia  in modo asincrono. Così, con la  consapevolezza di un amore nato in uno sconosciuto passato, il tempo e le circostanze  non permisero e non  permettono la loro storia d'amore. Lo so, vi chiederete se potranno mai amarsi... sì! Potranno amarsi, e giovani entrambi, anche se dovranno cercarsi e questo accadrà solo quando un'anima pura leggerà le parole magiche della poesia più bella. E tu lettore,  hai letto la poesia più bella?

                                                -----










sabato 10 gennaio 2015

Chiaro di luna













                                                 testo e foto michele fernandez

Amore mio

vienimi addosso 
parla al mio cuore
mentre massaggio la mente

lasciati toccare 

e risalire la nuca e fino alla fronte
lascia che io cerchi con le dita 
la tenerezza dei tuoi occhi
e le tue labbra

lascia che io ti stringa a me 

giocando con le tue chiome
e  piccoli baci

lascialo pure il buio

c'è un piano che suona
suona d'amore
addosso a me

addormentati un po'

e non svegliarti
fino a domani.

giovedì 8 gennaio 2015

amando



                                                                                                         foto e testo michele fernandez



He amado
solo he amado
lo he buscado el amor
desesperado lo he buscado.
He traicionado para amarme.
Estoy contento de haberme amado
Así he conocido el amor.
El amor no nace en un prado
no es una flor de campo el amor
tampoco la mano que lo recoge
el amor no se posee
se muere por amor.
El amor amando es el amarse
cuanta tenacidad se necesita
el amor es tenacidad
y aquella enamora.
He amado
solo he amado.

He traicionado para amarme.


Ho amato

da solo ho amato
l'ho cercato l'amore
disperato l'ho cercato.
Ho tradito per amarmi.
Sono contento di essermi amato
così l'ho conosciuto l'amore.
L'amore non nasce in un prato
non è un fiore di campo l'amore
nemmeno è la mano che lo raccoglie
l'amore non si possiede
si muore per amore.
L'amore amando è l'amarsi
quanta tenacia occorre
l'amore è la tenacia
e quella innamora.
Ho amato
da solo ho amato.
Ho tradito per amarmi.



Traduzione in spagnolo a cura del caro amico poeta e scrittore Antonio Nazzaro

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...