Un giorno un giovane vento decise di rubare a un poeta e per farlo gli raccontò una storia senza fine. Quando il poeta socchiuse gli occhi, il vento lo baciò sulle labbra e gli rubò tutte le sue parole. Quindi corse a costruire un cielo tutto suo, e una parola alla volta, una accanto all'altra, andò avanti fin quando non gliene rimase più nessuna. Desiderò di essere una brezza e all'istante lo divenne, scelse dapprima di essere una brezza di mare e poi di terra, la poesia gli permise tutto quello che desiderava. Come una pantera percorse in lungo e in largo quel cielo pieno di parole, finché quando fu stanco dovette riposare e lo fece per una notte intera, una notte lunga come quella di un poeta. Al mattino quando provò a ritornare vento si accorse di non sapere più volare.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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mercoledì 30 novembre 2022
ladro di parole
L'aurora polare dei sensi
"Potrà anche essere solo l'universo di un uomo mortale, o quello di una donna anch'ella mortale, eppure per straordinaria magia sarà quanto di più divino e meraviglioso possa essere vissuto in vita da un'altra persona. Nel bene o nel male questa cosa non potrà essere cancellata. La reciprocità nell'incontro è rara, e costituisce il sublime dell'amore, l'aurora polare dei sensi."
martedì 29 novembre 2022
ANIME FRAGILI
La fragilità è una sorta di portale, un dono difficile con cui convivere, perché è come possedere una sorgente che t'impregna sempre di più e tutto può divenire complicato. La tua stessa libertà riceve un riflesso condizionato, cambiano gl'interessi e i punti di vista e anche le scale dei valori. Da bambino compresi subito che non potevo essere vigliacco e nemmeno troppo saggio. La fragilità muore ancor prima di essere percorsa... senza il coraggio, aprendo a un comportamento vile consapevole o non. Per cui volevo a tutti i costi essere coraggioso e cosa può mettersi di traverso se non la paura di morire? La paura nasce come prudenza, come protezione naturale a questo nostro corpo, ma quella cresce se non dominata e allora incide sul coraggio seppellendolo. La paura protegge la vita ma se non gestita la trasforma in qualcosa di orribile e di non vissuto. Così iniziai a considerare di non esser vivo e di non dover temere di morire, mi abituai alla morte come compagna di gioco in realtà chiamai la morte vita. Ogni circostanza in cui il cielo diveniva nero il mio coraggio era un fiume improvviso e senza alcun impedimento ero pronto a cambiare le regole, a negare quel tratto in ogni modo. Non aver paura di perdere la vita non vuol dire non avere timore di nulla, ma solo metterle un morso e toglierle la libertà di uscire fuori dal solco suo. Non divieni certo un muscoloso lottatore, non divieni un pugile imbattibile, resti un uomo che ha il coraggio di provare a fare l'impossibile con gesti semplici, con tutti i mezzi che possiede senza scappare via. La fragilità è anche una scelta riguardo al dover soffrire, perché quasi nessuno si farà carico di non ferirti, e questo senza una ragione, bisognerà stringere i denti per attraversare sentieri complessi e profondi che incidono tanto, ma davvero tanto. La fragilità è attraversare ciclicamente campi di rovi per scoprire terre nuove, inesplorate ed è questa la ricompensa. Bisognerebbe essere sempre giovani, ma non è così... non basta liberarsi della paura della morte... con il passare degli anni spesso è la stanchezza che diviene derma, carne, muscolo e s'insinua nel sangue, una stanchezza purtroppo saggia assai, perché reclama ogni sua presenza con ragione e prove... soffrire diviene la paura subdola, un limite toccato e l'aver messo già sul tavolo la morte non basta più. Per questo alcuni eroi fragili a volte decidono di farla finita e di non soffrire per vincere ancora. Ma questo non vuol dire che le persone fragili non siano in grado di andare oltre quel limite toccato e lo fanno spendendo nella vita ordinaria essenze raccolte di vita eterna.
mercoledì 23 novembre 2022
le mie tasche
Quello che raccolgo
conservo in pieghe
che la mente a volte nasconde
anche a me stesso
e senza
non vivo.
Non possiedo morbide linee,
la mente stanca mi
propone inventari
ed io m'impongo
di non cambiare
e ancora cercare.
Percorro il tempo
fin dove è iniziato
cerco a riva
le telline
con le dita nella sabbia
col salato tra le labbra
e l’onda che bagna,
se proprio le mettessi
le mani
se io avessi le mie tasche
quanti mondi toccherei.
mi manchi 2013
Conosco
le parole
che gridi con forza
dentro di me
e che riaprono una ferita
ancora viva.
Quale tormento
è quel cercare nei ricordi...
sì nei ricordi
perché ancora
lì io la posseggo.
In un tempo sospeso
che non è il passato.
Io la vivo
chiudendo gli occhi
e scongiurandoli
di non farmi male.
Ed eccole
le parole...
mi manchi...
sì...
mi manchi...
eccole le mie parole.
Mi manchi
martedì 22 novembre 2022
PERDERSI
Forse fu un amore sporco,
un amore ingenuo, inquieto,
un amore per rabbia,
una vendetta in punta di piedi,
un mare sbagliato,
un confine toccato,
il nervo nudo attraversato, lacerato.
E' nel buio, è nella luce, vive là remoto,
è una vena, una cicatrice che attraversa il viso,
sfigura per sempre un sorriso innocente,
per quanto voluto, cercato... amato.
venerdì 18 novembre 2022
TEMPESTA SILENZIOSA
la meraviglia degli spazi,
l'armonia delle linee,
l'essenziale che trattengo,
il disordine,
il coraggio,
la mia fragilità,
la luce che
dovrebbe non abbisognare di finestre.
Non esistono pareti,
non ho bisogno di vedere un mare o una collina,
non ho bisogno di andare via, piuttosto
di restare,
comprendere
e vivere l'armonia
sono cose vere queste, sono cose che provo ...
Ma quanto resiste tutto questo?
Amo così tanto
e possiedo una grande voglia di scoprire ancora,
conto il tempo donato
con le pillole già prese,
difficile parlare di armonia in questa mia tempesta senza suoni,
e poi c'è questo mondo in cui si corre solamente,
la mia testa se ne va per le cose non fatte,
per le storie mancate, quelle perdute, incomplete,
tante cose da scrivere e da riscrivere
e la saggezza è un cuscino
che uso solo per sognare di sfuggirle.
domenica 13 novembre 2022
fuori dal sogno
Ti ho vista
nei tuoi pantaloni rossi
e la maglietta bianca
per strada a discutere
di cose della vita
eri così lontana
e così bella
che sono corso fuori
dal sogno ad aspettarti.
sabato 12 novembre 2022
Pomigliano
Tra le cose belle che mi sono capitate questa è accaduta quando lavoravo in fabbrica a Pomigliano, feci amicizia con Giuseppe, un operaio, un ragazzino di Scampia, che aveva già bruciato una vita e ne stava vivendo un'altra e me ne raccontava ogni giorno un pezzettino chiedendomi consigli. Spesso lo portavo con me alla mensa degli amministrativi, dove si mangiava meglio, e così un giorno lesse una cosa che stavo scrivendo e mi chiese cosa fosse. Io gli risposi:< è la mia malattia... scrivo poesie quando posso>. Così mentre affondavamo le forchette in dei buonissimi gnocchi alla sorrentina, con la bocca piena e con la faccia sorpresa mi disse:< una poesia? Ma io la capisco, come è possibile? > e io gli risposi:< si! le mie sono scritte con le parole scartate sai quelle semplici, quelle che si usano tanto ma solo a casa>. Ridemmo di gusto, tenendo d'occhio il banco dei secondi piatti prima che finissero.
lunedì 7 novembre 2022
Gregorio
Costruiamo la nostra casa con le cose che percepiamo, che vediamo, che ci coinvolgono, siamo in grado di comprendere che la maggior parte della cose che insistono intorno a noi non siamo in grado di vederle se non quando accadono eventi particolari e potenti... non ultimo la luce di un fulmine durante una tempesta. Siamo costretti dalla nostra natura a fidarci del poco o quasi nulla perché abbiamo bisogno di certezze su cui costruire. Ci ho messo tanto a comprendere una poesia scritta da un sacerdote santo che raccontava del suo costruire casa ogni giorno e Dio che ogni giorno gliela demoliva ed egli tra quelle macerie a ringraziarlo.
domenica 6 novembre 2022
la mela
A volte quando inizia a farsi sera prendo una mela, la lavo bene e la infilo in tasca. Quindi esco. Io vivo sul confine tra la collina e il paese, quindi posso camminare su quella linea per un po', è scarsamente illuminata ma piena di profumi. Tiro fuori la mela, e inizio a morderla, come facevo da piccolo. Lo so non è bello per un professionista e nemmeno per un poeta questa cosa qui... per strada poi, ma sotto la luna e il riservo della collina si può fare. Il primo morso è corposo , gli altri meno, perché dopo il primo so esattamente quanto mi deve durare ogni morso successivo. Come il padrone che toglie il guinzaglio al proprio fido così io lascio libera la mia mente. Mi corre avanti come una fanciulla, e grida tante cose, io fingo di non sentirla, assaporando l'essenza della sola mela. Dopo un poco abbassa la voce, ed espone delle rivendicazioni... mi fa garbati rimproveri e io continuo a masticare. Lei corre sull'erba, rincorre la luna e cerca i contrasti di luce su nel cielo, poi riprende a recriminare su ogni cosa, libera di poterlo fare, ma dopo la grande curva ricorda che c'è un contratto che la lega a questo corpo mio e ritorna a me proprio quando le luci si accendono, lei mi guarda per un po' e mi fa...: "siamo quasi arrivati mio eroe"
sabato 5 novembre 2022
la mia mente
Dopo trent'anni ho rifatto lo stesso sogno, una casa meravigliosa che si accorda alle linee di armonia della mia mente. Conosco questa casa come le mie tasche, eppure è un labirinto di grandi spazi, è una casa degli anni---- posta su un solo piano forse di oltre mille metri quadri. Ogni stanza è raggiungibile attraverso più percorsi interni, è attraversabile ed è moderna ed elegante, ha lo schema di una Reggia ma non ha vecchiume e sfarzo esagerato, è sicuramente artisticamente illuminante per la sua semplicità ed eleganza. Sembra leggermente vuota nel mobilio ma ci sono tavoli e sedie preziose nel design, un moderno che non invecchia mai... sedie e libri riposti in modo disordinato... pavimenti in legno e moquette con scelte raffinate con prevalenza di colori tendenti al marrone e a vicine sfumature... era animata da tante persone ma da una unica famiglia di cui rimane nell'aria qualcosa di fortemente positivo. Le stanze principali sono disposte per sorprendere, la grandezza di almeno settanta o ottanta metri quadri di ciascuna e l'armonia poi delle prospettive sulle altre che in più punti s'intravvedono... una vera meraviglia di linee mai curve, davvero un labirinto che ti mette in pace ovunque tu ti fermi. La cura e la genialità artistica di ogni oggetto di arredo sia pur pochi e l'impressione che sia stata parzialmente svuotata ma non abbastanza riempie gli occhi di attenzione... un gradevole disordine da riordinare. Da bambino sognavo, nel senso che dormendo mi ci ritrovavo, un'altra casa, la mia prima casa... era anch'essa grande e silenziosa con suoni di vita in sottofondo... la mia prospettiva era sembra da sotto qualcosa... forse un tavolo... e io guardavo delle antiche applique poste sul muro … e comprendevo che si trattava di luoghi sacri... forse attinenti a una chiesa. Allora la mia casa vera era un basso di dodici metri quadri con una luce fioca e il nulla. Ho percorso la mia mente, alla mia età, la meraviglia degli spazi, l'armonia delle linee, l'essenziale, il disordine, il coraggio, la mia fragilità, la luce che non abbisogna di finestre. Non esistono pareti, non ho bisogno di vedere un mare o una collina, non ho più bisogno di andare via ma di restare e comprendere e vivere l'armonia.
I racconti di constantine
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Terra di Puglia
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