lunedì 29 gennaio 2018

Storie intorno al braciere 1







































Mia madre aveva 25 anni, non lo aveva un amore, ma ci sperava che venisse. Magari su un cavallo bianco e con un vestito azzurro a portarci via entrambi. La sera doveva passare e non in fretta, perché il giorno non era mai felice. Così ci si riscaldava vicino al braciere di Maria che leggeva le carte. Maria le carte le aveva sempre in mano, quelle napoletane... "jamm signo' spartite.. con la sinistra non sbagliate". Mia madre non ci credeva molto, ma questo non aveva importanza, il tempo doveva scorrere e in fondo era un po' sognare. Le coppe non erano mai buon segno, le lacrime, mia madre aveva talento nel trovarle. Se per combinazione le capitava un cavaliere di danari, c'era sempre una donna di coppe accanto, era destino che nemmeno un sette di danari potesse darle gioia. Maria poi ci metteva di suo, così io stanco di quella cosa così triste... feci sparire gli assi, e il mazzo restò chiuso in un cassetto con donne, cavalieri, lacrime e danaro, e giuro il sette... quello me lo tenni.

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