C'era una volta una giovane e umile pietra, figlia di un tufo di una nobile terra. Degli uomini crudeli, razziatori di antichi monumenti la portarono via attaccata a un marmo. Quando essa si stacco, rotolò per il sentiero e pianse. <Non portatemi via... non portatemi via> così gridava. Raggelava la natura il suo pianto, tanta era stata la violenza che aveva subito. Un giovane ulivo... nulla poté, ma la osservava e le sussurrava <su coraggio...> . Pianse molte volte quella pietra, ed era uno strazio quando la ruota del carro del contadino la schiacciava nella terra. Un giorno però, e non si è mai compreso come avvenne, la pietra finì tra le braccia di quell'ulivo. Passarono tanti anni e un mattino un poeta alla ricerca della sua musa, vide la pietra e stolto pensò di liberare l'ulivo. Stese il braccio e cercò di afferrarla con la mano e fu allora che comprese di quel miracolo d'amore che era accaduto, tra un ulivo secolare e una piccola pietra di tufo. Erano completamente fusi. Non era possibile staccarli senza ucciderne uno. La pietra, allora, raccontò la sua storia, e a ogni sua parola l'ulivo fiero... annuiva. Ci sono cose che gli uomini non capiranno mai, ripeteva a se stesso il poeta... andando via.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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