martedì 18 dicembre 2012

L'amore dell'anima









Quando andrò via 
non ci sarà più la pioggia 
e  nemmeno gli uccelli del mattino 
ad attendermi.

La notte non sarà più mia amica
e il pettirosso che all'alba ama
cantare le sue note tra le foglie cadute 
mi cercherà invano di ramo in ramo.

Non ci sarò! 
E il vento
non potrà più raccontarmi 
le sue storie.

Nessuno scaccerà 
la  gazza  ladra,
e quella ucciderà  i suoni  
non ancora nati. 

E a te mio corpo, 
compagno di viaggio
chi  avrà il coraggio di dirti  
che ti ho perduto?








mercoledì 12 dicembre 2012

Strani incontri




Ti ho sorpresa…e lo so!
Volevo accarezzarti  un po'.
Son qui  per  lei,
per avvisarti,
non si tratta di soffrire,
se tu non vuoi morire
non devi più  pensare.
Chi sono io?
Ma dico mente mia,
io sono io!



Foto google disponibile rimozione su richiesta

giovedì 6 dicembre 2012

Per un mondo migliore.



         Photo copyright di Isabella Eugenia Monti


Rivivo il tempo
la mia vita                 
e ancora  costruisco 
casa

alberi

fontane
cortili
finestre
suoni e silenzi
stelle  
fanciulli
lacrime
sorrisi
l'amore

il mio tempo 

quello degli altri 
uniche storie
con note a margine
cancellate e riscritte
vestiti uguali
su vite diverse

Occhi bramosi

di non  perdere 
nulla
cuori dilatati
emozioni cercate

Pioggia raccolta

piccole mani
ginocchia  bruciate 
da tante cadute.

corse

tante 
e senza fatica,
la gioia nel viso, 
le lacrime 
agli occhi
il sublime
i sensi
il mio corpo

la storia 

le membra
sparse
nel vento di morte

il senso del cosmo,

l’odore dell’Universo
l’amore di donna
il poco dell’uomo
il tanto dell'uomo
il tempo stesso

tutto  io offro

per un mondo
migliore.

mercoledì 28 novembre 2012

L'amore, punti di vista.


Punti di vista. L'amore

- Ehi, dove vai… così…così?

- Ho fatto l’amore.
- Ah, bravo… sembri contento…
- E’ certo, l’amore l’amore…eeh
- Scusa ma intendi l’amore …il sesso...no?
- Il sesso? L’amore l’amore, di quello io parlo.
- Ma che sei scemo? Che devo farti il disegnino?   Insomma quello che ti fa sentire vivo, eh..................?
- No! Quello che ti fa morire.

Morire o forse no


         
                                                                                  Photo privata Michele Fernandez

La pioggia
gela la solitudine,
mi chiedo
quanto freddo occorre 
per morire.
Posso fermare il cuore,
cessare  il mio respiro,
e alla mia anima concedere 
di andare via,
e tu follia
raccogli in fretta 
i tuoi trofei, e
non lasciare nulla, 
quando sarà giorno
lei non ci sarà.
                    

domenica 25 novembre 2012

Pezzettini di carta A


  Pezzettini di carta   - Tracce di ricordi.   





Sono tanti i momenti che meritano di essere raccolti, ma 

come raccoglierli senza sporcarli, le mani non trattengono
nulla,  gli occhi, quelli sì ..riescono a scrivere, ma non 
sempre comprendo dove...così accade che resti solo un ricordo.
Ma sono tanti

Ve la fate leggere la mano ?




                                                                    

      “ve la fate leggere la mano ?”



La zingarella
cresce in fretta, 
deve correre,  
prendersi la pioggia 
al semaforo sulla strada. 
Lei è magra, 
con i riccioli neri 
con  il vestitino a fiori tutto colorato.
Lei è tra la gente, 
è strattonata 
è maledetta
mentre rincorre una mano da leggere 
o una moneta da rubare.
Lei che è di buona salute,
lei che non ha amici,
lei una delle tante 
che muore
senza far rumore.

mercoledì 21 novembre 2012

Binari

Binari


Non amo i binari
non  lasciano il tempo
lo portano via.

Io amo la strada

è meno sicura
ma  è proprio lì
quel che cerco.

I colori

son tanti i colori
e nascosti tra gli alberi.

E con gli alberi 

Io vivo
condivido la pioggia
il soffio del vento
il freddo
il caldo
il gelo
il giorno  
e la notte
mai improvvisi .

E quando verrà

la sera delle sere
io non avrò radici
ma un intero bosco
intorno a me.




Le mani di Chiara
















 Foto Google- disponibile rimozione su richiesta



Le mani di Chiara 



Mostrami 

le tue mani,  
poggiale…  
sulle mie.
Sono piccole 
incredibilmente
piccole.
Guardo 
restando con gli occhi 
dentro i ricordi...
ti ho vissuta lì
senza mai
distogliere
lo sguardo 
e ora che non sei 
più solo mia 
non  è più  
il presente...
ma un ricordo lontano
e quel che non raccolsi 
fu quel che  lasciai
e  che non avesse  
sapor dolce...
amor mio
io l'ho vissuto 
e mi ha segnato.
Fui padre 
ed ero ancora figlio.

lunedì 12 novembre 2012

Quei momenti senza


                                                                FOTO GOOGLE




Nei momenti senza
quando i confini sono più marcati,
e le differenze nette, io non vivo.
Gli spazi si restringono 
e le mura opprimono,
tutto ciò che è naturale 
improvvisamente non lo è più.
Non ho nulla intorno a me
e in realtà nulla è scomparso.
Le promesse dell’amore 
non mantenute, 
il tempo fuggito via e
non condiviso,
i progetti lasciati lì, 
raccontano le loro ragioni.
Se io fossi un bambino 
non giocherei più,
se io fossi un ragazzo 
scapperei lontano, 
ma sono un uomo, 
un uomo semplice e
sono questi... 
i momenti senza.





venerdì 9 novembre 2012

figlio ribelle



Ovunque tu sarai, 

Erato,
sappi che non mi sfuggirai.
Io scriverò di te, 
e dirò tanto male 
che tu stessa striscerai 
per la vergogna 
tra le tue sorelle
tu fosti quella più distratta 
quella più maligna
promettesti amore
e celasti la menzogna.
Riprenditi le tue parole
e ricordati dei miei occhi,
perché io non li abbasserò 
nemmeno se scorgessi 
la freccia di Paride.

martedì 6 novembre 2012

Scrivere in certe notti.

    foto di  michele fernandez 



Scrivere,
scrivo di nulla. 
Scrivo di ricordi, 
di amici che rincorrono il loro tempo, 
scrivo senza note.
Scrivo di un pugno nello stomaco,
Scrivo in una notte strana in cui
veramente sembra
che tutti stiano dormendo.
Scrivo trattenendo il respiro, 
così come spesso vivo. 
Scrivo senza raccontare nulla, tenendo tutto 
dentro di me.

domenica 4 novembre 2012

Lei dorme

     Photo Isabella Eugenia Monti - Chiara 

 
                                  She sleeps


Morfeo... destala ti prego,


ma se tu  dovessi percepirla dolce,


se tu la sentissi tenera, serena


se tu la sentissi indifesa e arrabbiata


non farlo .


E se  tu le guardassi il viso e  se lei aprisse gli occhi,


se tu dovessi...


corri via amico mio  ... potresti innamorartene


e non saremmo più amici.






sabato 3 novembre 2012

Pezzettini di carta n.6




Le ho detto addio
in un arrivederci
appena sussurrato

duro con me stesso

nessuna lacrima
avrà più un senso

Poi lei 

in un una sola lacrima
"ti voglio bene".

lunedì 22 ottobre 2012

L'amore e quel che io amo.

   


Dell’Amore 
io scrivo 
e so di averlo vissuto, 
ma è solo quando mi travolge 
che me lo ritrovo nel sangue.
Come possono 
le parole da sole
dar ragione di quello che io provo...
L'Amore mi assale nella mente e
sostituisce le sue ragioni alle mie.
E’ una tempesta di fremiti 
con me e dentro di me. 
Coppie infinite 
si sfiorano, 
si abbracciano, 
si scontrano 
e si riavvicinano 
fino a fondersi nell'impossibile …
La notte e il giorno,
la luce e il buio, 
la febbre e il freddo,
il sereno e inquietudine ,
l’Amore e l’odio, 
il bene e il male... 
come l’onda del mare 
che si ritira e poi ritorna.
Le mie ferite 
sugli scogli 
che non trattengono 
il tempo assieme
di quando ti ho vista 
e quando mi hai lasciato .
È questo il senso di una vita, 
non un momento da rimpiangere 
o da ricordare.
Di te quello che io amo 
è la follia. 
Ecco... quello che io amo.

L' amore e quel che io amo. prosa


L’amore  e quel che io amo – 

Oh sì, ne avevo parlato e mi vantavo

di averlo misurato, ma solo quando mi travolse
io lo ebbi nel sangue.
Come possono le parole da sole
dare ragione di quel che si prova quando esso ti assale, 
ti penetra nella mente e sostituisce le sue ragioni
ad ogni altra possibile emozione.
E’ una giostra con me e dentro di me, di coppie infinite che si
sfiorano, si abbracciano, litigano e si riavvicinano fino a fondersi
nell’impossibile …
 la notte e il giorno, la luce e il buio, il caldo e il freddo, 
il sereno e la tempesta, esso stesso l’Amore e l’odio, il bene
e il male…
come l’onda del mare che si ritira  e poi ritorna,
 così è l’Amore …  le ferite sugli scogli che non trattengono .
Due volte, quando ti ho vista e quando mi hai lasciato, 
il senso di una vita non un momento da rimpiangere 
o da ricordare.
Tu chiedi cosa io amo? Io amo la tua follia … 
ecco quello che io amo.

venerdì 19 ottobre 2012

preghiera



                                                                                                                               


Signore non ascoltarmi,  
ho troppo rabbia dentro il corpo, 
ma so che una preghiera non resta mai senza risposte. 

Togli il suono a l'aria affinché io possa non ascoltare. 

Spegni la luce nei miei occhi, in modo che per un tempo io non veda.

Signore io ti chiedo giustizia, ma non ho misura nelle mie mani.

Signore non ascoltarmi, ho troppa rabbia in questa notte.

giovedì 18 ottobre 2012

Anima che va via








Ho ripercorso 
la nostra strada 
la stessa panchina.
Sapevo 
che non saresti venuta
ma ho cercato lo stesso
tra le linee incrociate 
la tua essenza
e quando mi ha posseduto 
ti ho rivissuta.
Del caffè 
non ho trovato traccia... 
solo una vecchia 
cioccolata 
mal riuscita.

Foto google disponibile rimozione

A voi che vi fermate su questo blog.

Cari amici  del Web, lettori USA, Italiani, Tedeschi, mi fa piacere avervi. Grazie  anche agli "abbastanza" ed anche ai "latte alle ginocchia", lasciate traccia di voi, non siate come la nebbia. Io vi leggo tutti anche se non scrivete. Un abbraccio forte Michele Fernandez

venerdì 12 ottobre 2012

Pezzettini di carta - la Notte



E quando attesi la notte, 
ella fu così contenta, 
da venirmi incontro 
e con tale trasporto, 
che il tempo s'ingelosì, 
e io non me ne avvidi 
e fu già giorno.



giovedì 11 ottobre 2012

Mimì - Creazione e confusione


Mimì, ha 44 anni, è un ispettore di polizia, non ha una donna, anzi ne aveva una, che lo ha anticipato nel lasciarlo. E' intelligente, non ha molta pazienza, veste in modo semplice, odia le camicie, gli si sfilano dai pantaloni. Usa scarpe comode, non fa mai citazioni, ha uno sguardo dritto , mai invadente, chiede attenzione se ti parla e la dà nell'ascoltare. E' uno riflessivo, ci arriva sempre dopo , ma appunto... sempre. Difficile capire se introverso o estroverso, diciamo che sceglie sempre lui. Curioso, ama le cose della vita, ma sa accontentarsi, è un uomo con sani valori, ma va in crisi se una donna, che ha i suoi canoni preferiti, gli presta attenzione. Non approfitta delle situazioni, ma non ha timore di trasgredire..a cena paga sempre lui. E' un affabulatore, ha un poco di mistero nella sua persona, ci si sta bene assieme, ti dà sempre la sensazione che sia lui a stare con te... e non viceversa. E' irrequieto, riesce a calmare le persone, ma è impossibile tenerlo a bada quando... "parte". E' amato dai suoi allievi...
Ieri sera gli volevo telefonare per una pizza, ho cercato il numero, non c'era nella mia agenda, ho cercato l'indirizzo,  nemmeno quello , dico almeno il cognome... niente. Ma mi son detto, io lo conosco Mimì, sono certo di questo... conosco il suo viso, e pure il suo sorriso, so che al mattino ha sempre mal di schiena , so che dorme senza pigiama e che ama le finestre aperte, dico ma sto impazzendo? Poi, adocchio un foglietto a4 che esce dal cassetto, è una storia iniziata, lui c'è... Mimì esiste, ma... nella mia testa.

mercoledì 10 ottobre 2012

Effetto face book

Allora , un profilo, una poesia non ispirata all'amore passionale tra un uomo ed una donna, tanto basta per essere scaraventato da carissimi amici in una personale battaglia delle Termopili, contro i Persiani di turno. Premesso, che i miei lineamenti, ahimè di greco hanno ben poco, più iberici, e l'aver ben sostenuto a domande tipo, stai piangendo? Sei triste? Sei tranquillo? Ora reclamo gli onori e le lodi per aver combattuto fino in fondo e offerto consapevolmente per la poesia, il gesto estremo. Ho suicidato il profilo.

Pezzettini di carta - 10/2012

Per chi scrive, le emozioni non sono conservate in cassetti ben custoditi e nemmeno ordinati, sono stati d'animo che si vivono subendoli, cercandoli, e a volte lasciandosi inebriare godendo in pieno di qualcosa non sempre disponibile a tutti.

lunedì 1 ottobre 2012

I wanted to protect you





I wanted to protect you, and I followed  my the instinct forces picked up and I talked with you, I kept my eyes closed, otherwise my heart would decide for himself.


I wanted to protect you, but now I collect pain

and   I add it to mine. I was not a poet 
I thought with the mind 
and not with your heart.

Now I am a slave, 

I'm not a poet, 
and the wind the rain
I have not more friends.


I wanted to protect you, 

and I try in the dark, 
I close my eyes
and I see you, 
I feel you I hold you 
and only then 
I find myself.
(google traduction , sorry)

domenica 30 settembre 2012

Perfida nebbia



Una grande voglia di andar via 
non so da dove viene. 
Ora è nel mio cuore 
è nell'anima 
è dentro lo stomaco 
è nei sensi 
mi possiede. 
E' la nebbia
e la sento 
rovesciare le cose mie 
gettare per l’aria tutto 
e di nulla ha rispetto
non mi dice dove…
non mi dice dove… 
non mi dice dove… 
non esisto.
Sono le briciole 
quei frammenti rotti... 
sono loro null'altro a prendere voce, 
stringono le vie del sangue 
e gridano le loro ragioni e le mie
e con il sangue riprendono 
ogni centimetro della mia anima. 
Vinta è la nebbia, 
ma è perfida 
ascolto la sua eco …
”son briciole … solo briciole” 
mentre stringo 
e guardo nella mano 
quel poco che mi rimane.

martedì 18 settembre 2012

Le storie degli altri. Perdere l'amore,





    Photo Copyright di Isabella Eugenia Monti

Mi hai lasciato 

amore
quando ancora sentivo 
il calore del tuo corpo
Non lenisce il tempo 
la follia.
Nel silenzio più assoluto
costringo la mente 
alla tua voce.
Stringo con rabbia 
le cose che ci sono appartenute
e vivo la vita dei ricordi.
Se solo avessi la certezza 
di essere con te, lo
avrei  il coraggio, e sarei già lì con te.

mercoledì 12 settembre 2012

PIETRE



Piccole pietre 

colorate  

verdi, blu, marroni 

levigate,  

io le ho raccolte per anni, 

rincorrendole dove il mare

bacia la terra. 


Svuoto le tasche e  

le vecchie scatole, 

nemmeno una 

mi è rimasta amica. 

mercoledì 5 settembre 2012

Storie non vere di vere emozioni Assisi I parte e II parte



            Storie non vere di vere emozioni 
                      I parte e II parte

Photo di Isabella Eugenia Monti 





I
Storie non vere di vere emozioni.

Eccomi qui, finalmente ad Assisi. Non ho potuto incontrare Francesco e questo mi dispiace. Ci sono tanti frati in giro, alcuni sono amici tra loro, altri si muovono per questo bosco come a misurarlo o presi a cercar qualcosa. Tutti hanno il saio, qualcuno ha una piccola corda alla vita, ma c'è qualche grassottello che non ce l'ha, e la cosa mi strappa qualche intima risata. Porto addosso i miei vestiti colorati, so che devo liberarmene, ma non so come fare, la mia anima è incerta eppure mi ha portato fin qui. Ho preparato un piccolo giaciglio, sotto un vecchio albero d'ulivo, la serata è calda e le formiche sono così prese nelle loro cose che quasi sembrano non sfiorare l'erba. Ecco la notte, ho deciso di trattenere delle ultime mie cose, solo quelle necessarie. Mi ritrovo davanti un piccolo frate, piccolo quanto  un bambino, ma è come se conoscesse tutto quello che sto pensando e che sto vivendo. Mi porge un saio in lana grigia, pulito, sa di vecchio e non ha odore se non quello che rimane in natura. Mi dice: <Solo fino a quando non te ne porterò un altro... dovrai restituirlo, è  per questa notte, serve a chi lo indosserà domani>.
Lo prendo, è piccolo e mi piace averlo addosso.
Seduto, con le braccia intorno alle ginocchia, inizio la mia notte. La luna è altissima, è  così piccola per un cielo così grande; è strano, fa freddo e le cose intorno a me cominciano a bagnarsi. Ben venga la pioggia, mi piace la pioggia, scende dalla mia testa lentamente e poi gocciola sulle orecchie, sul naso, e raggiunge attraverso vari rivoli le labbra. Benvenuta - le dico - anche se il freddo delle nudità è forte come gli odori che vanno riempiendo questo bosco. Stringo il saio intorno al corpo, non voglio sottrarmi alla pioggia, anzi, le chiedo aiuto, sono ancora incerto nei miei pensieri. La Luna si allontana e le nubi giocano a rincorrersi. Il bosco riposa. Resta il rumore dell'acqua che dalle foglie su cui  prima si raccoglie, poi cade con peso. Mi passo la mano sul viso, cercando di asciugarmi. Il viaggio è stato lungo e il sonno sta per  arrivare... lo accolgo, ma non voglio dormire, cerco risposte, conferme e so che sarà difficile averle.
Canti di uccelli a raccolta, il saio è quasi asciutto, ma non nei 



















bordi, anzi lì è gocciolante, è freddo, così... mi sono risvegliato ancor prima dell'alba. C'è luce, ma non è ancora comparso il sole, e i miei occhi sono svegli  prima della mente, questo è accaduto. La mente si riprende il suo seggio, Dio mio, ho compreso Francesco! Le parole per spiegarlo sono quelle dette, quelle conosciute, ma adesso è così diverso, è una dimensione nuova, è il non voler essere, il non voler possedere nulla, il non voler vestire, il non volermi curare oltre...  voglio solo semplicemente toccare per sentire. Ribelle... a tutto quello che mi rende servo di un'idea che pone me stesso al centro o anche intorno oppure al fianco di qualcun altro che al centro si è già posto. Scopro di essere fiero del mio sangue,  che appartiene a tutti ed è unico. Sono fiero di essere finalmente libero, libero dalla vergogna di voler possedere, libero dal dover dare risposte diverse da quelle del mio cuore, sono libero di non desiderare, libero di donare, libero di essere nudo innanzi al mio Dio. Ecco, posseggo la libertà di chiedere e anche quella di lasciarmi morire, quando la paura è morta, quando la vita è già oltre. Di nuovo a scuotermi da queste mie riflessioni giunge il frate della notte, che mi porge un saio asciutto e della mia misura, una corda e il cappuccio. Mi dice:<Francesco ha bisogno del suo saio,  ora che hai ritrovato l'uomo, occorre che tu trovi Dio.>
Questo saio, non è nuovo, ma è assai rigido, in certe parti punge la pelle, di certo è più asciutto, ma l’altro era morbido perché più consumato dal tempo. C’è un gran “disordine“ in giro, alcuni sono in preghiera per piccoli gruppi e io li guardo incuriosito, li vedo strani e mi aspetto di più. Qualche solitario, cerca con lo sguardo la parte alta, il cielo, anch'io, non so perché, me ne sento attratto. Un albero molto alto, nemmeno so riconoscere che pianta sia, ma è  così bello e maestoso. Ho tempo, e mi chiedo se da un momento all'altro, non l’avrò più... se mi daranno cose da fare... tremo dentro e mi chiedo:se ne sarò capace. Lo so è sbagliato , ma conservo, sia pure remota, la possibilità di abbandonare tutto e ritornare fuori da questo posto, fuori da questo tempo e mi sento in colpa,  come se nel pensarlo tradissi non so bene cosa, ma è questa...  la sensazione. Camminare a piedi nudi, sulla terra ancora umida, non mi dispiace. Salendo, il terreno si fa sempre meno tenero, e i 


















sassi, i rami secchi, le radici, i fossi … cominciano a farmi  male, ormai l’albero è vicino, dovrei già esserci ma ancora c’è da camminare. Guardo ai lati e dietro, e mi soffermo, la pianura in basso si allarga sempre di più, vedo Assisi e le terre intorno, i miei occhi con un solo sguardo non riescono a chiudere il confine … è grandioso … e la luce del sole del mattino nella limpidezza dell’aria … riscalda … eccomi, non capisco… cammino da ore… è qui davanti a me, eppure c’è sempre da camminare. Un senso di inquietudine mi prende nello stomaco, ho brividi. Albero del cielo mi sembri più lontano, troppo. Dio ti ringrazio, un altro frate … è lì, anche se lontano da me, anche lui va verso l’albero, potrei chiamarlo, ma non lo farò, gli starò dietro, questo mi basta. La mia ombra m’indica il tempo, una volta era lunga, poi si è accorciata , quasi scomparsa ed ora va allungandosi. Non ho freddo, ma solo perché affaticato, il freddo l’ho dentro, nell'anima … finalmente qualcuno mi viene incontro ed è sorridente, lo attendo, quasi crollo , ho bisogno di fermarmi. <Sei tu il nuovo”? > Così mi dice... <Non so > rispondo.  <Sei tu quello che ancora non ha deciso?> - < Perché dici questo?>  Mi viene istintivo rispondere con queste parole e nei miei occhi il dolore per quella domanda …poi riprende: <Matteo , il mio nome è Matteo, e vengo da Siena, ti porto acqua, formaggio e pane, questo ho raccolto e quel che ti ho detto lo racconta la strada. Si parla così bene di te, che ti sono venuto incontro>.  È strano… Matteo asciuga l’anima con un panno di verità e la riscalda con l’armonia delle parole. Sono più forte adesso … si parla di me, e si parla bene … e adesso che mi prende? Nell'umiltà sarei nel torto. Ma perché? mi chiedo … perché il desiderio di essere amato ed il volermi sentire al centro e non ai bordi … con un senso e non mera presenza, perché dovrei per questo peccare? Albero del cielo, io ti vorrei come amico, ti parlerò del mio amore, quello che mi ha spinto a raggiungere Francesco, io cerco  un amore difficile, è come te, quasi ti tocco, ma non mi appartiene. Ti vedo e vivo, ma un tempo e un cammino quasi impossibile mi separa da te. Quell'amore l’ho conosciuto, ha trovato dimora nella mia mente e sorprendendomi,  mi ha permesso di amare tutti,  tutti bisognosi di quello che non si vede. Ho visto quel 





















cercare, e ne ho avuto tenerezza come quando nasce la vita e in tutte le sue forme, è l'uomo apre il cuore al bene. Solo nei malvagi questo sembra non avviene, eppure innanzi a quell'amore di cui io ti parlo, i malvagi stessi diventano vita che nasce, vite smarrite e se tu  parli loro e le conforti, le scuoti, condividi conoscenza... può accadere l'impossibile e averne nutrimento. È questo l’amore, quello che mi spinge, e tu albero ti prego, vieni da me... non ho più forze … qui io riposerò, mi addormenterò, non avrò cura del freddo, qui a te mi rimetto o Dio mio e non so cosa mi stia accadendo, ma sento di essere al confine, dove la morte bacia la vita, e non ho timore. Che vengano i lupi, che venga il freddo, che venga la fame e la sete e il buio, il silenzio e le urla , il dubbio, venite... io non ho paura, cos'altro più della vita mi può esser tolto, l’Amore, quello io sono adesso e la mia vita è eterna. Che bella la luce del giorno, quando ancora saluta la notte e l’uomo ancora non vede le cose costruite, ma si sente parte del creato, apro lentamente gli occhi ancora umidi e stanchi di un sogno di pianto e mi ritrovo nella meraviglia di un cielo, tra rami che lo raggiungono e con me lo abbracciano, come mani che affondano nel grano e lo riconoscono nutrimento. Ho gioia adesso nel mio cuore.


venerdì 24 agosto 2012

Storia del vecchio e dello stupido amico.


              Photo  di Isabella Eugenia Monti
Il vecchio mostrò la sua casa, a un giovane che  ne costruì  una uguale.

Il vecchio  gli mostrò i suoi attrezzi, e quello se ne procurò uguali.

Il vecchio cantò le sue canzoni, e il giovane le imparò in fretta  e le cantò anch'egli. 

Il vecchio mostrò le sue scarpe, e il giovane ne comprò un paio  uguali.

Il vecchio mostrò il suo tesoro, e il giovane ne volle uno identico e  lo mostrò a tutti.

Poi un giorno accadde che il  vecchio finì il suo tempo, e il giovane  cercò per sé un altro vecchio.

Il nuovo vecchio era scaltro, offrì a quel giovane il proprio tempo, e quello  lo fece suo, così quest'ultimo finì troppo presto,  e un vecchio scaltro ne racconta la storia. 

--  Storia del giovane stupido.m.c.

mercoledì 22 agosto 2012

Pensieri nella notte

Ti ho cercata,
per dirti cose
senza importanza.
Ho sentito
la tua voce e
il mio nome,
era solo un 
suono malinconico
di un ricordo 
senza sonno, 
forse era solo 
un bacio.

martedì 21 agosto 2012

Il racconto del Giusto





sulla spiaggia
giunsi nudo
mi venne incontro
una donna
il mio viso era coperto di sangue
e tanti erano i tagli 
sul mio corpo.
Lei mi asciugò 
con il suo  crine 
e fu allora che mostrai
il viso al cielo e
gridai – guardami,  
di così tanto male
non ho restituito nulla. 


foto google disponibile rimozione su richiesta

mercoledì 15 agosto 2012

La festa dell'Assunta al Mezzano







È festa su al paese, 

i fuochi del mattino 
spengono le voci degli uccelli. 

Così tra un botto e l'altro, 

il silenzio crea l'attesa. 

Il cielo si scurisce, 

dieci, venti, cento rondini 
con i corvi della cava 
e i passeri, i colombi, 
e quelli della Reggia, 
virano bassi, verso sud  
verso nord... verso est e 
verso ovest...
solo il rumore di ali, 
tutto troppo in fretta 
è in scena la paura. 

Resta il silenzio

poi  piccoli cinguettii 
reclamano la razione.

Metto su la musica, 

quella che va dritta al cuore, 
la lascio andar dal mio giardino, 
sono i merli a darle l'accoglienza 
e ripetono a gran voce: tornate, tornate 
era l'uomo...solo l'uomo.

domenica 12 agosto 2012

Ti ho lasciata andar via, amore mio.

















Ti ho lasciata andar via

amore mio 


Fosti Musa ,  

ma mai te lo dirò,
non ti feci domande, 
se non le altre, 
e delle risposte custodisco 
quelle che non desti


amore mio 

Ti fui così vicino 

da sentire il battito del cuore tuo nel mio. 
Così , io ti dissi mare 
e tu mi dicesti terra,
e quando ti cercai nel cielo 
mi ritrovai nell'universo

amore mio


Oggi tu parli di me, 

e nemmeno sai il perché

amore mio


Tu credi, che io sia un' albero, 

e l'amore un frutto libero.
In questo ti sei sbagliata 
e  sbagli ancora, ed io...non te lo dirò
mi chiedo, che rabbia ti verrà, 
perché non fosti tu a far domande,
ma io...a non dar risposte

amore mio


non so, amore mio, se questa strana anafora

sia... per .

sabato 11 agosto 2012

Le ragioni del tempo









Stamattina in giardino, c'erano tante farfalle, bianche , gialle, colorate.
Era tempo che non ne vedevo così tante. 
Chiedo in giro per comprenderne il motivo e mi dicono: < è l'acqua della piscina>. 
<No! sono i fiori> dice la mia vicina.
I miei ragazzi : < ne saranno nate di più>. 
 <Le porterà il vento> - dice Maria.
Tuttavia non sono convinto e approfitto della presenza di una di loro ferma a riposare su una foglia dell'albero di fico.
Le chiedo:< com'è che siete così tante? >
Mi risponde: < guarda lì alle tue spalle> 
Mi giro, c'è un albero coperto di vecchie ragnatele tutte distrutte.... e lei, la farfalla, sorridendo : < è morto il ragno!>.

venerdì 10 agosto 2012

Lasciarsi conoscere


                                 foto di Michele Fernandez

Il primo strato 
è ciò  che si appare 
o forse si cerca di apparire. 
Il secondo strato è assai più fragile,
e c'è  un cancello chiuso. 
Concedere le chiavi  
comporta il rischio di essere derubati di quel poco, 
di quel tanto, di quel tutto che abbiamo, 
di quel tutto che siamo.
E' possibile farsi del male,
il più delle volte accade, eppure è giusto così. 
Ma mai sia una seconda volta, 
perché lo stesso amore che si rompe più di una volta 
impazzisce, e  rifiuta le  cicatrici.

giovedì 26 luglio 2012

Egoismo perdonato


                                             Egoismo  perdonato

Volevo essere parte del tuo primo sguardo,

e fu allora che mi rubasti la spensieratezza.

Mi sono nutrito dei tuoi sorrisi,

mentre provavo quanto è immensamente 
insostenibile il tuo soffrire.


Da me ritorni 

per raccontare  la bellezza della vita
e di te che  la sai cercare.

Amore mio potrei gridarle tutte 

le cose degli occhi tuoi 
e sappi che è solo  per te che non vado via.

domenica 22 luglio 2012

All'amicizia così simile all'essere fratelli di sangue.


                                               






Chiedimi pure
dei colori delle montagne
dei colori dell'infinito
di quando sapevamo volare
del tempo in cui  il sole e la luna erano innamorati di noi
di quando eravamo liberi
dell'odore delle mani di mia madre
del cuore innamorato
del giardino che mai curai 
del muretto e di quando volammo via

Chiedimi pure

della nostra giovinezza 
e della bellezza del corpo
del mondo intorno
e dei nostri progetti di farlo migliore

Chiedimi pure di te

dei nostri segreti, 
del tempo e  dei sorrisi, 
dei pianti e dei silenzi

e tu... amico mio

ancora mi ascolti  
in quel giardino che mai curai
all'ombra di un albero  ormai  robusto
appoggiato a quel che resta di un muretto.

sabato 21 luglio 2012

Destini





Buona fortuna...
ma gli occhi 
tienili giù.

Tra le sue braccia  

non aver paura, 
fai pure la carina.

Le parole...non lanciarle a terra, 

quel muro io  lo conosco   
stai  muta per un poco.

Quello che ho 

mi basterà 
e le cose tue 
me le tengo 
ma solo  per il tempo
di odiarle un po'.

E questo cielo 

è mio 
e me lo porto via.                   
                           

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...