È festa su al paese,
i fuochi del mattino
spengono le voci degli uccelli.
Così tra un botto e l'altro,
il silenzio crea l'attesa.
Il cielo si scurisce,
dieci, venti, cento rondini
con i corvi della cava
e i passeri, i colombi,
e quelli della Reggia,
virano bassi, verso sud
verso nord... verso est e
verso ovest...
solo il rumore di ali,
tutto troppo in fretta
è in scena la paura.
Resta il silenzio
poi piccoli cinguettii
reclamano la razione.
Metto su la musica,
quella che va dritta al cuore,
la lascio andar dal mio giardino,
sono i merli a darle l'accoglienza
e ripetono a gran voce: tornate, tornate
era l'uomo...solo l'uomo.

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