venerdì 21 febbraio 2014

Preghiera senza voce

        Foto di Isabella Eugenia Monti








Perché temerti Dio mio, sono così piccolo e insignificante.
Avresti Dio mio creato me, un essere così privo di valore, solo perché temessi la tua collera?
Dio mio, non ho timore, perché delle cose io non possiedo più nulla.
Tutto quello che io ho, tutto quello che io sono, tutto quello che avrei potuto avere è nulla rispetto a quello che io cerco, e quello che io cerco so di non avere  natura per cercarlo e nemmeno di immaginarlo.
Perché Dio mio mi hai consentito di peccare, rendendomi schiavo di un diritto di scelta che se tu avessi voluto nemmeno avrei concepito?
Perché Dio mio hai consentito a tanta parte della mia mente di porsi domande inutili e prestare tanta attenzione al piacere di avere quello che è sempre il nulla?
Perché Dio mio mi hai lasciato con gli occhi aperti e con essi il cuore quando si parlava di te e sempre con il timore di una bugia, di un inganno?
Perché Dio mio mi hai fatto testimone del male? perché mi hai lasciato travolgere dalla tempesta ?
perché Dio mio non hai ascoltato le mie preghiere, quando giovane e privo di tante stupide domande cercavo solo te?
Eccomi, questo è tutto quello che resta di me, meno del nulla, vinto dal nulla della mia esistenza e con occhi che non riescono più ad emozionarsi d'amore. Eccomi Dio mio, pronto a gridare, senza alcuna voce, quello che un tempo gridai forte, ma tu non mi hai ascoltato.
Eccomi Dio mio, ecco quello che sono, il nulla io sono, ed è solo questo quello che porto via con me.
Gridai, sì, gridai "dai un senso alla mia vita", avrei dovuto gridare "non abbandonarmi", e questo è quello che è accaduto?
Adesso, che io sono il nulla e ancora vivo, adesso che la mia mente è il nulla, adesso che il mio corpo è il nulla, mi chiedo chi ancora grida in me ? chi o cosa ancora attende con speranza e nemmeno ha natura di cercare o immaginare?
Forse quello che io cerco è guardare nei tuoi occhi e trovarli colmi di lacrime, lacrime di un Padre buono, che attende un figlio smarrito che ancora lo cerca.
Ecco quello che io sono e non ho timore di gridarlo, ecco quello che io sono.

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