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FOTO DI MICHELE FERNANDEZ
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
venerdì 28 febbraio 2014
giovedì 27 febbraio 2014
La forza di una foto - I racconti di constantine
Ricordo una ragazza, che mi disse: vuoi vedere quanto mi manca la mia nonna? In verità le risposi solo con gli occhi . Lei prese una seggiola di quelle vecchie con la paglia, uscì appena fuori l'uscio di casa e la mise tra due alberi, di cui uno davvero bello e che regalava tanta ombra. Poi ritornò dentro casa e da un cassettone vecchio tirò fuori un cappellino di lana rosa, di quelli sgualciti dal tempo. Lo adagiò sulla sedia di paglia su un lato del legno dello schienale in alto, poi prese un piccolo bastone e lo appoggiò accanto al sedile. Il sole del pomeriggio trasformò tutto in una grande malinconia.
martedì 25 febbraio 2014
Il buio all'improvviso
foto m.fernandez
E' buio
all'improvviso
non ho spento le luci,
il giorno
è andato via
lasciando le sue cose.
Ognuno
dalla strada
porta via
qualcosa
a me spetta
la notte.
E' buio
all'improvviso
non ho spento le luci,
il giorno
è andato via
lasciando le sue cose.
Ognuno
dalla strada
porta via
qualcosa
a me spetta
la notte.
Baciami ancora 2
Con gli occhi chiusi,
disegno immagini
mugolando come il vento.
Arriverà la notte con l'antica nenia
che prenderà in giro la morte pur di
strapparmi un sorriso.
Tu pioggia,
diffidente, ingenua,
compagna di viaggio che
accorri in mio soccorso
riempiendo con milioni di stelle
il trasparente intorno
per celarmi il mondo fuori.
E poi la notte meravigliosa,
avvolta in drappi di seta
con forme di sublime eleganza
ombre e luci
riempiendo con milioni di stelle
il trasparente intorno
per celarmi il mondo fuori.
E poi la notte meravigliosa,
avvolta in drappi di seta
con forme di sublime eleganza
ombre e luci
il suo viso
disegna linee
in armonia con il cielo
e io stringo ancora di più gli occhi
chiedendo il sangue sacro,
quello prezioso
perché è quello il mio inchiostro.
Non puoi guarire il mal dell'uomo,
il mio male, la mia febbre,
eppure io vivo il tempo vero
disegna linee
in armonia con il cielo
e io stringo ancora di più gli occhi
chiedendo il sangue sacro,
quello prezioso
perché è quello il mio inchiostro.
Non puoi guarire il mal dell'uomo,
il mio male, la mia febbre,
eppure io vivo il tempo vero
che scorre là fuori.
Abbracciami ancora bella signora
Abbracciami ancora bella signora
ho gli occhi chiusi
lunedì 24 febbraio 2014
Un libro nero e le parole magiche
sussurrate,
gridate,
nutrite, adagiate,
parole magiche...
la mia vita non più mia.
Accuse e baci
al prezzo di una carezza.
Sono stato bene
tra le onde del lago
dove sono annegato.
Non
innamorarti,
non devi,
l'amore va domato,
l'amore va vinto.
Musa del tempo
non trema più
il tuo cuore?
Dov'è finita la follia?
E' questa la legge degli Dei?
Io sono nei versi,
nei suoni,
nelle curve della mente,
nei fogli strappati,
e non so per quanto ancora,
è solo questa la tua grande magia?
Poeta dell'amore
le tue parole magiche
petali di un fiore nato per te,
non le troverai qui alla sorgente,
dovrai portarle via alla
passione folle di un raggio di luce
per un'onda tremula di lui innamorata,
venerdì 21 febbraio 2014
Fantasmi
Notte magica
questa notte
io ragazzino
per la mia vecchia strada
con la luce calda e gialla
con l'aria intorno
profumata di umido di terra
mentre tutti dormono
prendo a calci una lattina
e la faccio rotolare
come faceva il vento
in certe notti
quando lei era libera
là fuori
ed io prigioniero
del mio tempo.
Preghiera senza voce
Foto di Isabella Eugenia Monti
Perché temerti Dio mio, sono così piccolo e insignificante.
Avresti Dio mio creato me, un essere così privo di valore, solo perché temessi la tua collera?
Dio mio, non ho timore, perché delle cose io non possiedo più nulla.
Tutto quello che io ho, tutto quello che io sono, tutto quello che avrei potuto avere è nulla rispetto a quello che io cerco, e quello che io cerco so di non avere natura per cercarlo e nemmeno di immaginarlo.
Perché Dio mio mi hai consentito di peccare, rendendomi schiavo di un diritto di scelta che se tu avessi voluto nemmeno avrei concepito?
Perché Dio mio hai consentito a tanta parte della mia mente di porsi domande inutili e prestare tanta attenzione al piacere di avere quello che è sempre il nulla?
Perché Dio mio mi hai lasciato con gli occhi aperti e con essi il cuore quando si parlava di te e sempre con il timore di una bugia, di un inganno?
Perché Dio mio mi hai fatto testimone del male? perché mi hai lasciato travolgere dalla tempesta ?
perché Dio mio non hai ascoltato le mie preghiere, quando giovane e privo di tante stupide domande cercavo solo te?
Eccomi, questo è tutto quello che resta di me, meno del nulla, vinto dal nulla della mia esistenza e con occhi che non riescono più ad emozionarsi d'amore. Eccomi Dio mio, pronto a gridare, senza alcuna voce, quello che un tempo gridai forte, ma tu non mi hai ascoltato.
Eccomi Dio mio, ecco quello che sono, il nulla io sono, ed è solo questo quello che porto via con me.
Gridai, sì, gridai "dai un senso alla mia vita", avrei dovuto gridare "non abbandonarmi", e questo è quello che è accaduto?
Adesso, che io sono il nulla e ancora vivo, adesso che la mia mente è il nulla, adesso che il mio corpo è il nulla, mi chiedo chi ancora grida in me ? chi o cosa ancora attende con speranza e nemmeno ha natura di cercare o immaginare?
Forse quello che io cerco è guardare nei tuoi occhi e trovarli colmi di lacrime, lacrime di un Padre buono, che attende un figlio smarrito che ancora lo cerca.
Ecco quello che io sono e non ho timore di gridarlo, ecco quello che io sono.
Perché temerti Dio mio, sono così piccolo e insignificante.
Avresti Dio mio creato me, un essere così privo di valore, solo perché temessi la tua collera?
Dio mio, non ho timore, perché delle cose io non possiedo più nulla.
Tutto quello che io ho, tutto quello che io sono, tutto quello che avrei potuto avere è nulla rispetto a quello che io cerco, e quello che io cerco so di non avere natura per cercarlo e nemmeno di immaginarlo.
Perché Dio mio mi hai consentito di peccare, rendendomi schiavo di un diritto di scelta che se tu avessi voluto nemmeno avrei concepito?
Perché Dio mio hai consentito a tanta parte della mia mente di porsi domande inutili e prestare tanta attenzione al piacere di avere quello che è sempre il nulla?
Perché Dio mio mi hai lasciato con gli occhi aperti e con essi il cuore quando si parlava di te e sempre con il timore di una bugia, di un inganno?
Perché Dio mio mi hai fatto testimone del male? perché mi hai lasciato travolgere dalla tempesta ?
perché Dio mio non hai ascoltato le mie preghiere, quando giovane e privo di tante stupide domande cercavo solo te?
Eccomi, questo è tutto quello che resta di me, meno del nulla, vinto dal nulla della mia esistenza e con occhi che non riescono più ad emozionarsi d'amore. Eccomi Dio mio, pronto a gridare, senza alcuna voce, quello che un tempo gridai forte, ma tu non mi hai ascoltato.
Eccomi Dio mio, ecco quello che sono, il nulla io sono, ed è solo questo quello che porto via con me.
Gridai, sì, gridai "dai un senso alla mia vita", avrei dovuto gridare "non abbandonarmi", e questo è quello che è accaduto?
Adesso, che io sono il nulla e ancora vivo, adesso che la mia mente è il nulla, adesso che il mio corpo è il nulla, mi chiedo chi ancora grida in me ? chi o cosa ancora attende con speranza e nemmeno ha natura di cercare o immaginare?
Forse quello che io cerco è guardare nei tuoi occhi e trovarli colmi di lacrime, lacrime di un Padre buono, che attende un figlio smarrito che ancora lo cerca.
Ecco quello che io sono e non ho timore di gridarlo, ecco quello che io sono.
Le mie risposte
foto di Isabella Eugenia Monti
Eccomi
guardami negli occhi
cerca qui le tue risposte.
Se non riesci
non darmene una colpa
le mie parole
sono solo queste.
Eccomi
guardami negli occhi
cerca qui le tue risposte.
giovedì 20 febbraio 2014
Della mia storia
Amore mio
non cercarmi
tra le mie parole
come le cose riposte
come le scritte sui muri
non mi troverai.
Della mia storia
non capirai molto
era solo da vivere.
I ricordi
i mal di cuore
le rincorse
le paure
i sensi
l'energia nelle mani
il calore del corpo
gli sguardi nascosti
il profumo della pelle
lasciali pure per strada
torneranno loro
da me
perché io li ho creati
e mi appartengono.
mercoledì 19 febbraio 2014
Se solo avessi il tempo
Mi ritrovo senza parole
e non mi basta
il tempo.
Conosco le ragioni e
sfuggo ai rimedi.
Respiro
respiro lentamente
sento gli odori
che sono nell'aria
ed è energia estranea
nella mia mente.
Il mio corpo
è vivo
raccoglie i silenzi
i passi lontani,
il respiro del giorno
e scinde
attimo per attimo
il mutare della luce.
Rivivo le corse,
le attese,
le mie passioni,
cuore mio, tu
pretendi risposte
e il mio sguardo
è su di te
ma il tempo è lì fuori,
nel cinguettio insistente
di questi inconsapevoli
passeri innamorati,
ma il tempo è lì fuori,
nel cinguettio insistente
di questi inconsapevoli
passeri innamorati,
convinti che sia ancora primavera,
in questo silenzio accarezzato
dal rumore dell'onda
in questo silenzio accarezzato
dal rumore dell'onda
di un auto che viaggia lontana.
Io tocco il tempo,
Io tocco il tempo,
ed è così sottile e ingannevole...
fingo una risposta...
fingo una risposta...
se solo lo avessi il tempo.
venerdì 14 febbraio 2014
Sette sorrisi
Semi di fragole profumate
respiri baciati al sapore di ciliegia
fiori di melo serbati sui rami
sette giovani immortali sorrisi
fuori dal tempo
amati
magia di un'altra vita
bruciati dal fuoco
nelle mie mani
io li posseggo
mai dimenticati.
lunedì 10 febbraio 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
la clonazione
La Clonazione
La clonazione ( scena) 1/2
Il destino dei fratelli e delle sorelle non è diverso da quello di genitori e figli, separarsi dopo aver toccato il massimo della conoscenza dei valori unici della vita. Quei sentimenti puri, non corrotti dagli altri “ valori”. Ma a volte, succede che si resti assieme: s'invecchia, ci si ammala, ci si ama e si torna bambini...
La casa è “antica”. I mobili quelli essenziali, in stanze grandi con il soffitto alto. Tutto ricorda tempi passati, i quadri di famiglia, le campane di vetro sul comò e tutt'intorno immaginette di santi e di persone care che non ci sono più. Annina 73 anni, Teresa 79 anni – sorelle.
Annina : Terè, hai sentito di questa cosa...la clonazione ?
Teresa : Che cosa?
Clo na zio ne! Ieri sera, ne hanno parlato in televisione, non è che ho capito proprio bene..
...sicuramente , una cosa che si fa di mattina.
Terè ma che dici ? ...Clonazione, niente a vedere con la colazione, la parola ci somiglia ma è tutt'altra cosa. Vedi, quello...il professore ha detto che con la clonazione ci fanno nuovi.
In che senso ?
Gesù, in che senso, nel senso di nuovo...daccapo, Terè, lo hai presente don Ciccio il salumiere ?
Mbè?
Quello il professore ha detto che te ne può fare un altro uguale uguale.
Uh...povera mugliera, quello già uno solo, ci vuole uno stomaco....figurati se ne vede arrivare due a casa ...te...tee..
No! Terè...non sono proprio uguali...cioè si rassomigliano...come due gocce d'acqua, ma non sono uguali.
Neh...ma sono uguali o non lo sono ?!
Si! sono uguali ma sono pure diversi, insomma tu a Ciccillo ...lo sai.. quella puzza, non si lava e suda pure.
... e che schifo è chist...
....quello te ne fa un altro che profuma, si lava e non suda.
O vero??
Davvero! Si! E poi, vedi ...secondo me quando muoiono può anche essere che Ciccillo va all' inferno e quello nuovo va in Paradiso.
E già ...quello si lava, profuma...Senti ..Nannì, non puo essere !
Perchè?
Perchè i genitori di Ciccillo sono morti ! Eh !
Ma allora non hai capito niente, Terè ...con la clonazione basta una pellecchia di Ciccillo per farne uno nuovo. 'A mamma...'o pate...non servono ...si iettano.
Nannì.....(con tono mosso al pianto)
Che c'è ?
Nannì .....ma tu mi vuoi bene ?..
E certo, certo che ti voglio bene.
...e allora ...giurami che non me la fai mai sta cosa ...'a clonazione, giuramelo sull'anima di mammà...io ti prometto che mi lavo tutti i giorni...
Teresa....ma che vai a pensare..(l'abbraccia con amore)
Tengo paura...
E di che cosa sora mia, sei proprio una creatura....
Tengo paura di questo professore..
Pure io...Terè, pure io, ma non per noi che ormai siamo vecchie, ma vecchie alla nostra età, ma per quelli nuovi, chissà come si conteranno i loro anni...e quando saranno vecchi..., vieni Terè, adesso ci facciamo una tazza di cioccolata, stretta stretta come la faceva mamma'.
La clonazione ( scena) 1/2
Il destino dei fratelli e delle sorelle non è diverso da quello di genitori e figli, separarsi dopo aver toccato il massimo della conoscenza dei valori unici della vita. Quei sentimenti puri, non corrotti dagli altri “ valori”. Ma a volte, succede che si resti assieme: s'invecchia, ci si ammala, ci si ama e si torna bambini...
La casa è “antica”. I mobili quelli essenziali, in stanze grandi con il soffitto alto. Tutto ricorda tempi passati, i quadri di famiglia, le campane di vetro sul comò e tutt'intorno immaginette di santi e di persone care che non ci sono più. Annina 73 anni, Teresa 79 anni – sorelle.
Annina : Terè, hai sentito di questa cosa...la clonazione ?
Teresa : Che cosa?
Clo na zio ne! Ieri sera, ne hanno parlato in televisione, non è che ho capito proprio bene..
...sicuramente , una cosa che si fa di mattina.
Terè ma che dici ? ...Clonazione, niente a vedere con la colazione, la parola ci somiglia ma è tutt'altra cosa. Vedi, quello...il professore ha detto che con la clonazione ci fanno nuovi.
In che senso ?
Gesù, in che senso, nel senso di nuovo...daccapo, Terè, lo hai presente don Ciccio il salumiere ?
Mbè?
Quello il professore ha detto che te ne può fare un altro uguale uguale.
Uh...povera mugliera, quello già uno solo, ci vuole uno stomaco....figurati se ne vede arrivare due a casa ...te...tee..
No! Terè...non sono proprio uguali...cioè si rassomigliano...come due gocce d'acqua, ma non sono uguali.
Neh...ma sono uguali o non lo sono ?!
Si! sono uguali ma sono pure diversi, insomma tu a Ciccillo ...lo sai.. quella puzza, non si lava e suda pure.
... e che schifo è chist...
....quello te ne fa un altro che profuma, si lava e non suda.
O vero??
Davvero! Si! E poi, vedi ...secondo me quando muoiono può anche essere che Ciccillo va all' inferno e quello nuovo va in Paradiso.
E già ...quello si lava, profuma...Senti ..Nannì, non puo essere !
Perchè?
Perchè i genitori di Ciccillo sono morti ! Eh !
Ma allora non hai capito niente, Terè ...con la clonazione basta una pellecchia di Ciccillo per farne uno nuovo. 'A mamma...'o pate...non servono ...si iettano.
Nannì.....(con tono mosso al pianto)
Che c'è ?
Nannì .....ma tu mi vuoi bene ?..
E certo, certo che ti voglio bene.
...e allora ...giurami che non me la fai mai sta cosa ...'a clonazione, giuramelo sull'anima di mammà...io ti prometto che mi lavo tutti i giorni...
Teresa....ma che vai a pensare..(l'abbraccia con amore)
Tengo paura...
E di che cosa sora mia, sei proprio una creatura....
Tengo paura di questo professore..
Pure io...Terè, pure io, ma non per noi che ormai siamo vecchie, ma vecchie alla nostra età, ma per quelli nuovi, chissà come si conteranno i loro anni...e quando saranno vecchi..., vieni Terè, adesso ci facciamo una tazza di cioccolata, stretta stretta come la faceva mamma'.
Incontro nella notte
Mezzanotte, quella notte,
non lasciasti cose tue
fiera corresti via.
Notte, anche stanotte
e tra cicale e grilli
ricordo le tue corse
e la tua mano nella mia.
Mi chiedi... dove sei ?
Dove mi lasciasti,
e già sorridi e corri via.
--- Incontro nella notte - m.constantine
quel che non si raccoglie
Quel che non si raccoglie.
Si danzò intorno al fuoco, ma la pioggia non ascoltò.
Dapprima leggera, poi si fece forte, sempre più forte, così nella notte, ma nessuno se ne accorse e il sole asciugò.
Di nuovo al mattino, il fuoco fu ripreso,
- ”prima o poi pioverà”-
disse una donna... ed era la più saggia.
Si danzò intorno al fuoco, ma la pioggia non ascoltò.
Dapprima leggera, poi si fece forte, sempre più forte, così nella notte, ma nessuno se ne accorse e il sole asciugò.
Di nuovo al mattino, il fuoco fu ripreso,
- ”prima o poi pioverà”-
disse una donna... ed era la più saggia.
Il sangue del figlio
Ferito,
sanguinante,
l'ho incontrato così l'Amore.
L'ho raccolto
senza maestri
nel dolore delle madri
in quello dei figli
in quello dei padri
mi sono anche innamorato.
Ho abbracciato l'amore
di chi si è scelto,
quello dei fratelli
quello degli amici e quello
dell'uomo che ignaro cammina accanto.
Copioso
il sangue...
più caldo
più vivo
più rosso.
Ecco è finita!" - Ho gridato
.
Ma l'Amore
è questo... è il sangue del Figlio
il Sangue che sana.
Ho abbracciato l'amore
di chi si è scelto,
quello dei fratelli
quello degli amici e quello
dell'uomo che ignaro cammina accanto.
Copioso
il sangue...
più caldo
più vivo
più rosso.
Ecco è finita!" - Ho gridato
.
Ma l'Amore
è questo... è il sangue del Figlio
il Sangue che sana.
Nell'amor ci si può far male
foto di m.fernandez
Nell'Amore
ci si può far male.
Io ti racconto di me
ma è quel che non svelo
che costruisce.
Nell'amore
ci si può far male.
Si disegnano forme
si scrivono testi
si cercano suoni
ed anche colori
delicate emozioni
note singole
di una melodia
di cui non si ha ancor coscienza,
che prendono vita
in una sola creatura
rubando il sonno
e la notte.
Nell'amore
amore mio
ci si può far male.
Quel che si vive,
nello stesso tempo
in segreti diversi
come fiamme
divora gli spazi
e annulla le distanze
diviene contatto
passione e fremiti
e la ragione
che pur lo cagionò
oppone dubbi
e ripensamenti
e infine vinta
depone le armi.
Nell'Amore
ci si può far male.
Nell'Amore
ci si può far male.
Io ti racconto di me
ma è quel che non svelo
che costruisce.
Nell'amore
ci si può far male.
Si disegnano forme
si scrivono testi
si cercano suoni
ed anche colori
delicate emozioni
note singole
di una melodia
di cui non si ha ancor coscienza,
che prendono vita
in una sola creatura
rubando il sonno
e la notte.
Nell'amore
amore mio
ci si può far male.
Quel che si vive,
nello stesso tempo
in segreti diversi
come fiamme
divora gli spazi
e annulla le distanze
diviene contatto
passione e fremiti
e la ragione
che pur lo cagionò
oppone dubbi
e ripensamenti
e infine vinta
depone le armi.
Nell'Amore
ci si può far male.
la vita in certi momenti
Riprendi,
come sempre
a ridisegnare forme
di cui non conosci
soluzione.
Sai che da qualche parte
tra fato e testardaggine
forse proprio accanto
nascosta dietro un'ombra
sì, quella ti attende.
Il bello colore
Il bello colore
Finiscono
le parole,
e finiscono i colori.
Il rosso,
ne consumo così tanto,
mi serve per l’arancio
ma tanto anche il blu.
E poi il bianco,
non riesco con il vuoto,
lo metto dappertutto,
e ancora
ancora il giallo
e poi il verde ….
lo so
sono pochi i miei colori
e non ho tempo per imparare.
Ci gioco con le dita
e non le vedo più.
Finiscono le parole,
e sembran pochi i miei colori …
me li farò bastare.
E tu amore mio
non importa
son questi i miei colori
non aver timore
sono ancora tante
per te
le mie parole.
Finiscono
le parole,
e finiscono i colori.
Il rosso,
ne consumo così tanto,
mi serve per l’arancio
ma tanto anche il blu.
E poi il bianco,
non riesco con il vuoto,
lo metto dappertutto,
e ancora
ancora il giallo
e poi il verde ….
lo so
sono pochi i miei colori
e non ho tempo per imparare.
Ci gioco con le dita
e non le vedo più.
Finiscono le parole,
e sembran pochi i miei colori …
me li farò bastare.
E tu amore mio
non importa
son questi i miei colori
non aver timore
sono ancora tante
per te
le mie parole.
parole
Parole
le parole bramate
quelle parole
magici rituali
dalla mente del poeta
embrioni
nel sangue nati
che attraversando
ogni vaso del corpo
prodigioso mostro generano
scuotono l’anima di chi legge
o di chi ascolta
e schiavo freme il sangue
che ora vive più del corpo
e la mente costretta
a restituire al suo
il senso del coraggio
la paura del vento e del tempo
brucia il viso
del valore del respiro è farne memoria
ora l’uomo è migliore.
E cavia di quelle
il primo
stanco senza forze
alla follia arreso
me stesso.
le parole bramate
quelle parole
magici rituali
dalla mente del poeta
embrioni
nel sangue nati
che attraversando
ogni vaso del corpo
prodigioso mostro generano
scuotono l’anima di chi legge
o di chi ascolta
e schiavo freme il sangue
che ora vive più del corpo
e la mente costretta
a restituire al suo
il senso del coraggio
la paura del vento e del tempo
brucia il viso
del valore del respiro è farne memoria
ora l’uomo è migliore.
E cavia di quelle
il primo
stanco senza forze
alla follia arreso
me stesso.
Sei punte di sangue
Sei punte di sangue
su bianchi dentini
occhi acerbi
stretti
in luce violenta.
Protetti dal freddo
con cento cappotti
i figli d'Israele
generati nella morte.
Strette le mani
e nella mano
nemmeno figli.
E dell’amore l'assenza
nel timore materno.
In fila senza colori
senza padri
senza compagni
senza nulla
costretti in scarpe
con lacci
tutti uguali.
Quale miseria dell’uomo
fu più misera
e quale vita
dell'uomo
può aver più valore….
nulla... nulla rimane.
I miei versi
Continuerò a darti amore
fin quando ne avrò
ti darò le parole più belle
le più giovani
quelle dove il sangue è più vivo
le pronuncerò ancorandole al cuore
le vestirò di me una per una
e in tutte scriverò il tuo nome
e quando toccheranno la tua anima
strapperò il mio cuore e lo lascerò andare
insieme a loro.
fin quando ne avrò
ti darò le parole più belle
le più giovani
quelle dove il sangue è più vivo
le pronuncerò ancorandole al cuore
le vestirò di me una per una
e in tutte scriverò il tuo nome
e quando toccheranno la tua anima
strapperò il mio cuore e lo lascerò andare
insieme a loro.
domenica 2 febbraio 2014
Sei bella notte
Foto Michele Fernandez
Sei bella notte
portami via con te
sulla linea dell'universo
che tocca Orione
dove vivono gli eterni e gli eroi
sul confine oltre il quale
si quieta l'anima.
Raccontami di te
e stringimi forte
ti riscalderò
e se avrai sete
avrò lacrime d'amore
per dissetarti.
Dimmi notte...
ti sei mai innamorata?
Io di te sì, e
l'ho scritto tante volte
in questo cielo.
Sei bella notte
portami via con te
sulla linea dell'universo
che tocca Orione
dove vivono gli eterni e gli eroi
sul confine oltre il quale
si quieta l'anima.
Raccontami di te
e stringimi forte
ti riscalderò
e se avrai sete
avrò lacrime d'amore
per dissetarti.
Dimmi notte...
ti sei mai innamorata?
Io di te sì, e
l'ho scritto tante volte
in questo cielo.
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