domenica 26 gennaio 2014

L'esame di Simone

Era il giorno di Natale, Simone consumò la sua piccola colazione, poi si preparò per la santa messa. Aveva in tasca la sua prima moneta d'argento. Quante cose adesso ci avrebbe comprato... e poi c'era quella sensazione nuova per un bambino di disporre di danaro... era davvero eccitante. Uscì di casa, e  con le dita faceva rotolare su se stessa la moneta nella tasca dei pantaloni. Tanto continuò a farlo, che quella si riscaldò e le vele sulla faccia cambiarono il verso. Ora però bisognava andare a messa e solo dopo sarebbe  corso a spenderla. Giunto davanti alla cattedrale, sui quei gradini c'era una vecchietta con diverse buste di spesa intorno... aveva  un volto da santa, che fortuna... pensò Simone. Non era quello della Madonna,  Simone lo conosceva bene, ecco.. gli venne in mente.., era il volto triste e  sofferto,  della madre della Madonna, Anna. Restò curioso a guardare. La gente le donava delle monete e  raccomandava una preghiera, alcuni chiedevano un Padrenostro, altri commissionavano un' ave Maria. Insomma la gente pagava perché lei pregasse per loro conto. Simone osservava  tutto e tutti e mentre rifletteva... ancora con le dita rigirava il suo piccolo tesoro e sempre più velocemente. Era quasi certo che avrebbe speso così la sua moneta. Successe, però, che alzando gli occhi, vide un vecchietto assai mal ridotto, era in disparte, e solo. Non chiedeva nulla e  nessuno gli dava nulla. Simone gli si avvicinò, lo guardò dritto negli occhi e vide sotto quel vecchio cappello sgualcito un uomo con uno sguardo perduto.... come quelli che guardano nella nebbia... un cieco nudo agli occhi degli altri.  La nebbia era dentro i suoi occhi e Simone sciolse all'istante ogni dubbio, tirò fuori la moneta e gliela pose nella mano accompagnandola con le sue. Il vecchio la prese, sorrise, abbassò la testa per ringraziare, e siccome si era lentamente alzato... altrettanto lentamente si risedette. Simone entrò in chiesa, e un po' non riusciva a scacciare quei bei pensieri che aveva fatto prima di uscire di casa su come avrebbe speso ciò che non aveva più, ma ormai  era andata così. Fu quella una bella messa. Il nostro ragazzino era veramente in grazia divina. Quando uscì dalla chiesa, su quelle scale non era rimasto più nessuno. Lui guardò bene, ma niente, c'era solo nell'aria un profumo di dolci e poi le sue dita in tasca che giocavano con una moneta d'argento. Una moneta? Simone era incredulo... la tirò fuori, la guardò e la riguardò.... era la stessa, era l'unica, quella che aveva già donato. Simone prese la sua seconda grande decisione... conservarla per tutta la vita, perché era il segno di un dono ricevuto.

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