mercoledì 29 gennaio 2014

La mia storia

Amore mio
se solo... 
tu lo avessi conosciuto
il mio amore.

Non cercarlo  

tra le mie parole
come le cose riposte
come le scritte sui muri
non lo troverai.

E' colpa mia
 e

della mia storia
non capirai molto
era da vivere
e non puoi 
leggerla.

I ricordi

le corse
il mal di cuore  
le paure
i sensi 
l'energia delle mani
il calore del corpo
il toccarsi
gli sguardi
il profumo della pelle
lasciali pure per strada
torneranno da me
perché mi appartengono.

domenica 26 gennaio 2014

Girotondo... madre e figlie


                                                                         FOTO GOOGLE



Titina         : Qualcuno deve dirglielo !
Lucia         : lo so... lo so, ma la vedi come sta?
Antonietta : papà sta morendo... bisogna preparare...
Titina         : mammà non vuole, lei spera in un miracolo, non  accetta...
Lucia          : zitta... abbassa la voce, quella se ci sente si mette a gridare come una pazza
Antonietta  : ma se non è oggi...  sarà domani, il vestito, le scarpe, devono essere pronte... io di nascosto ho chiamato quello delle pompe funebri, gli ho chiesto... i tempi  (Trattiene il pianto).
Titina           : Antoniè...
Lucia           : li tiene lei... nell'armadio suo...
Nannina  (la madre) :  ...perché... perché... tutta una vita ha lavorato,  e mo... mo... perché?!... No... no, il  Signore non lo può     permettere... Titina, prepara un poco di pastina con il brodo... piano piano la  deve prendere.
Lucia           : come si fa....come si fa? ...papà sta morendo (guarda le sorelle)
Titina           : zitta... aspetta, lo vedi...? Mammà non ci sta più con la  testa.
Lucia           : Il dottore ha detto che papà  ha poche ore...
                                       **
Antonietta  : si è coricata ?
Lucia          : si !... e vicino a papà
Titina          : Madonna mia... forse è meglio così, per l'ultima volta.
Antonietta  : ha chiuso la porta ?
Lucia          : come sempre....
Titina          : ma io voglio stare vicino a papà .....
Lucia          : pure io... ma mammà...

Nel silenzio della casa ognuno rincorre i propri ricordi, la stanchezza e le lacrime rallentano il tempo nella sua percezione, l'alba sorprende e rivela lentamente l'imbroglio, gli occhi stanchi faticano ad aprirsi, il tempo riprende a scorrere ma è già quello nuovo.

* * *

Lucia            : venite..... venite..
Titina            : papà sta vestito... Dio mio
Lucia            : mammà ... l'ha preparato.
Antonietta    : ma come...?
Nannina (la madre) : papà...  se ne va, il Signore l'ha chiamato... venite, stanotte...ho visto  mammà * e mi  ha detto ; " Nannì... e prepara  questo lenzuolo bianco, come lo preparasti per  me", poi mi   ha abbracciato così forte che mi  pare di sentirla ancora.







* in sogno - * nonna materna delle figlie di Nannina




Terremoto - sotto gli occhi del mio Dio

La Terra trema
ma la Terra non ha paura.
L'uomo trema
e l'uomo ha paura.
La Terra cambia
e l'uomo non cambia.
La Terra nutre
e l'uomo si nutre.
La Terra è madre,
e l'uomo è figlio.
La Terra è amata,
e l'uomo sa amare
La Terra muore,
l'uomo è la terra.
La Terra muore
e l'uomo non muore.


Parole e facebook


Parole...
le raccogli nel tempo
e così tante...
cominci ad averne cura...
a sentirle
ad amarle
a respirarne il suono
a toccarle con la fiamma
dell'anima
quelle più importanti...
le più semplici...
le più abusate...
sono fiori delicati
mai quelle che non nascono
in un cuore e non sanno vivere in un altro
non hai occhi per guardare
e del cuore non puoi sentirne il battito...se non
attraverso loro...
le parole si domano
come cavalli selvaggi
e ti raccontano tutto
fanno il freddo
sotto tre coperte
mentre il corpo suda
e soffre...
tu sei buia...
tu sei doppia...
e la testa mi  fa male
poi lentamente
come un pittore
stendo i miei colori
scrivo le mie e
tutto  va via
e ogni nome
ha la sua storia.

Scintille d'amore

Scintille d'amore

                                                                                         
Come un raggio di sole
riscalda... illumina
ed attraversa il corpo, così il tuo sorriso
nei miei occhi.

Per sentire che non è mai un caso,
io mi rifugio nell'angolo
più buio, ed attendo senza certezze,
con il cuore in gola, il tuo cercare.

Se poi mi chiami per nome,
allora non ho più difese, alzo lo sguardo
e tu...passi oltre.E' forse questo nel gioco
dell'amor il dolce soffrire?

E' proprio quando vien la notte
quando  il sonno reclama la sua vittoria,
che il desiderio ed il delirio in licenza assieme,
mi consegnano a te.

In quel colore così intenso dell'amore
e della sua follia,   noi due complici, senza difese,
provochiamo scintille e in ognuna
bruciamo per una sola notte, le nostre...anime.

L'amore del mondo


                                               



Questo cielo 
è assai diverso, 
tende appena al celestino,
e ha strisce tutte rosa, 
e gli alberi da sotto 
ed io da questa parte, 
sono ancora nella notte.

In  cielo 
c'è una stella 
e solo una, 
e dove non l'avevo vista mai.

La guardo 
e ormai sono sveglio, 
è Sirio e com'è bella, 
ha un cielo tutto suo 
a far da luce qui sulla Terra, 
e poi i versi in lontananza...
che danno le misure.

Dio...  che meraviglia! 
Senza indugio 
io vivo l'emozione... 
ma quanto soffre questo  mio mondo...
dov'eri ieri e dove sarai domani?

Ed ecco la voce del rospo, 
ah... mi vien da dirgli:
tu fosti maledetto, e di te io  
non ho paura.
Sia benedetto il Cielo, 
gli occhi di bambino, 
sia benedetta Sirio e 
le voci più fedeli e l'Amore  
che mi ha svegliato, 
alle cinque del mattino.

Non andare via

Non andar via
a  chi altro chiederlo
se non a te.

No, non lo so 
perché ma 
sento  ancora forte
il bisogno
di prendere questione.

Ti prego non andare via
lascia che si plachi quest'ansia
questo invivibile tormento

fa che io mi senta vivo
che io mi stanchi
e possa ritrovare il sonno

e al risveglio tu qui
accanto a me

e la tua mano
che dolcemente scivola
tra i miei capelli.



Come un fiore a cui si chiede di non spiegare tutti i petali. L'amore del corpo.



                                   foto google




Sono qui 
a raccontarti cose mie 
e tra le parole celo 
quello che il mio corpo infiamma.
Così dell’amore 
io scrivo solo alcune note e
nel mentre raccolgo il tuo respiro, 
quello si compone.

Non c’è amore in versi
senza l’amor del corpo,
e a dire il vero è il primo 
a fugare le paure,
così mi ritrovo 
non dove ero giunto, 
ma assai più avanti.

Ti vedo, ti sento, ti abbraccio, 
e il mio viso tra i tuoi capelli.

Tu dici , ti vedo, sì ti sento, 
e così ti lasci andare.

All'improvviso... 
dov'è quel fremito? 
dove le fiamme?

L’amore del corpo 
si unisce e ancora si evolve 
diviene l’oltre, il sublime, 
il desiderio e
come il mare che dapprima 
si ritira impetuoso
adesso ritorna e tutto travolge.











Sono qui a raccontarti cose mie e tra le parole
celo quello che il mio corpo infiamma
Così dell’amore io scrivo solo alcune note e
nel mentre raccolgo il tuo respiro, quello si compone.

Non c’è amore in versi, senza l’amor del corpo

e a dire il vero è il primo a fugare le paure, così
mi ritrovo non dove ero giunto, ma assai più avanti.

Ti vedo, ti sento, ti abbraccio, ed il mio viso tra i tuoi capelli


Tu dici , ti vedo, si ti sento, e così ti lasci andare.


All'improvviso,

dov'è  quel fremito? Dove le fiamme?

L’amore del corpo si unisce e ancora si evolve diviene l’oltre, 
il sublime, e il desiderio, come il mare che dapprima si ritira impetuoso, adesso ritorna e tutto travolge.

Quando ti innamorerai

Quando t’innamorerai
aspetterai la notte
e il sole che nasce al mattino
e se qualcuno proverà a dirti
che sta morendo
tu non gli crederai.

Nel cuore della notte



Senza alcun foglio,
nessuna penna,
eppure sto scrivendo,
così io mi risveglio.

E quando sembro ancora vinto
mi ritrovo a protestare …
no, no la notte …
la notte, sonno, non me la puoi rubare.

Così rifuggo dal coprirmi, e
il freddo bacia la mia pelle,
grida … sveglia, sveglia,
è il tempo dell’amore.

Le vedo le parole, le sento,
ognuna mi corre incontro
ed io le accarezzo.

Racconto loro
del tempo … sì, dell’amore,
ma di quel che soffre.

E la prima, la più amica,
la più generosa
è silenzio
e in quella io mi riconosco.

Ferite

Almeno 
le avessi toccate
le tue mani
se solo le avessi prese
e non sfiorate.

Dimmi tu
quale amore
è così manchevole?

Un gioco
solo un gioco
momenti di vita 
consumati tra le dita
su un'umile tastiera.

Onde di uno scrittore


Cosa c’è di più luminoso di una pagina bianca?
Cosa c’è di più vuoto di una pagina bianca?
Una tempesta di pensieri fugge ai miei occhi, 
e  scorre così velocemente  
che solo il vento mi resta.
E’ la vita …
e nel correrle avanti,
nel gioco dell’onda del mare
mi accorgo che più volte mi ha raggiunto e travolto.
L’essere giovane prima e il desiderio di esserlo ancora,
non basta, 
perché il tempo non restituisce mai il passato 
ma solo i ricordi 
e li adagia su onde che le parole disegnano senza suoni 
nemmeno se lette a voce alta.
La risacca, nonostante l’impeto, non ha fragore. 
Occorre imparare , ancora una volta ad amare,
senza i ricordi per poter baciare.
Il silenzio e la tempesta non sono la fine,
come colonne d' Ercole indicano  tra follia e
smarrimento  il confine con il nulla, 
l’addivenire, lo sconosciuto, 
ecco il fardello con cui io cerco le divine parole
che traccino disegni, immagini, 
che convincano me stesso del mio talento, 
del dono e se esso esiste. 
In quest’ultimo, senza alcuna umiltà, il senso
della mia vita.

Round midnight

Ascoltando Petrucciani


Suona,
suona forte Michel,
ti prego,
non lasciar spazio
ai miei pensieri,
lascia che io corra incontro
e avanti,
alle tue note,
lascia che le accarezzi,
che mi attraversino,
che mi riempiano la mente
fino al saporito del non sonno,
fino agli occhi chiusi
e umidi, di una strana malinconia .
Portami via da quel che manca
o da quel che è in più,
portami via da  dove
mai avrei  pensato
di trovare il vuoto,
o lo sconosciuto,
il non mio...
suona forte Michel,
suona round midnight,
stasera
e solo per me.

Urlo inumano

Carcassa vuota
priva di un peso,
asciugata dal sole
nel buio di una bara
legata alla terra
in collose pieghe
urlo inumano
scritto sulle ossa
quel che viveva
solo macchia il merletto.

Specchio

                                              foto e testo michele fernandez




Lo chiedi al corpo...

lo guardi

lo supplichi...

non invecchiare

sii ancora capace
di esser giovane

non devastarti

trattienilo  il tempo

non farne somma

ma scorra pure

perché il tempo 
cambia le cose
aggiunge speranza

e nessuno sa
quanto ne occorre

tanto...o  poco

la  misura
non è mai  una sola.

Sì ci andrò

                                                     foto m. fernandez

Manco dalla Stazione della mia città da una vita,  ma non devo partire e quindi  ho il tempo per guardare ,un po’ qui un po’ là.  Nemmeno entro e una ragazzina magra magra, direi stretta stretta, con strani capelli e un visetto dolce,  aspra nei modi, mi chiede dieci centesimi, e con gli occhi è già oltre. Poi un ragazzo, altrettanto strano, di quelli capaci di essere violenti, lui ne chiede venti. Poi i tassisti, sempre pronti. 


E' cambiata la mia Stazione, ha porte di vetro e negozi grandi, moderni bar, e non scende più il contadino con la gabbietta e la gallina. La gente è bella, è elegante, anche le valigie sono così belle e colorate, oggi davvero si viaggia come se  si andasse a teatro. Due ragazzi, lei è bellissima, si baciano davanti a me, sembra un addio e non si staccano, ma lui non entra, non l’accompagna , non la guarda andar via e nemmeno salire sul treno. Poi arriva un giovane con un grande pacco, lo appoggia su uno sgabello, e intorno a lui come se fosse accaduto chissà cosa, arriva gente tutta strana, sono quelli che vivono qui, in questo posto…e non hanno begli abiti e nemmeno belle forme, hanno fame e l’odore è buono.  Io entro, il bar ha degli splendidi  lampadari tutti esagerati, oh! non era così prima. Chiedo un caffè, e vado al  banco, i treni arrivano e la gente scende, affolla dappertutto ed è bello il tabellone dei sogni con tutti quei numeri. La ragazza  che mi serve il caffè è straniera,  lei è triste,  è dolce, molto più che bella, accende la radio e  le chiedo:< chi canta?>  Mi viene vicino, quasi addosso, mi guarda negli occhi e mi sorride, risponde:  <è Giorgia…. non so bene il titolo… forse ... per fare a meno di te,  mi piace>.  La musica prende, ho comprato un cioccolatino e gliel'ho lasciato. Sì, devo proprio andarci in Stazione, uno di questi giorni, chissà che non esista davvero … la ragazza del cioccolatino.

Tre passi indietro



Lei era giovane e bellissima come sempre nel tempo che innamora. Caviglie sottili, labbra sfrontate,  fianchi stretti, spalle dritte e splendidi capelli. Lei non camminava, lei sfidava la strada, e il vento le girava intorno e non smetteva di giocare con i suoi capelli. Li sentivo i suoi pensieri : "è mio il mondo e corro avanti… mi tocca". Tre passi indietro, una donna la seguiva, la madre. La sua giacca era più lunga del giusto e le tasche erano borse deformate, e le caviglie, sfiorate dal bordo della gonna, erano gonfie e per niente sensuali. Con le spalle curve il passo era certo, preciso, tre passi indietro non uno in meno non uno in più. Non aveva il vento sul suo viso e lo sguardo era dritto sulla vita.

Sorrido

                                                         foto di Michele Fernandez
I smile
Yes I smile
because I see myself different from the others
I see myself with your eyes
and no one is like me



Portami al buio

amore mio
portami al buio
sulle tue labbra
con gli occhi chiusi
e il desiderio
che mi cresce dentro
senza  perdere un solo istante.


Portami al buio

amore mio
nell'incoscienza dell'irresistibile
nella consapevolezza della magia
nel centro della vita
con tutto il mondo intorno.

Sorrido

sì io sorrido
perché mi vedo diverso dagli altri
mi osservo con i tuoi occhi
e nessuno è come me.



L'amore della notte

Sarò solo,
sulla sponda
del fiume,
non tratterrò nulla,
e il fiume 
cambierà corso...
non  comprenderà.
Parlerò alla notte,
come sempre, 
e lei chiederà 
alla pioggia
di amare per me
il vento,
e di essere delicata 
con le giovani foglie.
Dirà al grillo 
di non attendere 
il suo tempo
e d'iniziare già 
il  suo canto,
e all'erba chiederà 
di profumare 
prima del taglio e
io ci sarò 
con gli occhi al cielo.
Mi mostrerà 
le stelle,
solo una in meno,
e io proverò a contarle.

Un cielo blu

Per te
metterò un cielo blu 
al centro del tavolo
e poi le lenzuola più belle,
caccerò via la polvere
e il sole toccherà ogni cosa
ma mai prima di te,
alla notte chiederò di restare
e le leggerò le tue parole  
fino al mattino,
e solo un attimo prima,
che tu ritorni io andrò via.

Stasera


                                                 FOTO DI MICHELE FERNANDEZ

Non ho voce

questa sera,

ho stanchezza

per le armonie.

Non ho ali

per volare,

e mi tengo

le ginocchia

strette

con le braccia.

Alla fine

sarà difficile

capire

chi di noi due

è andato via.

Noi due insieme

non lo sapremo mai,

forse

solo ognuno

per fatti suoi

e non ce lo diremo.

la pioggia che porta via

La pioggia
nutre la terra e
racconta la verità.
L'uomo l'ascolta, 
l'ama e la teme.
Tuttavia i morti  delle fosse
lamentano:
"ancora viene a derubarci"

Strega


Apro le tue porte
i tuoi segreti...
ancor prima che tu
mi dica sì.

Che stupido,  

quasi gioisco.

Son tue le chiavi, 

strega... 
e io innamorato.

Alba

                                  foto google
Sul mare volano gli aironi

ed io ci cammino dentro

l'onda ruba i baci a uno scoglio, e

presto il sole in mezzo al cielo segnerà il silenzio.

Anime di querce culleranno l'arancio

e suoni antichi conteranno gli anelli.

Ciò che muore invertirà il suo corso

e il tramonto diverrà alba

e io ritornerò bambino.

Psichedelico


Anime bianche
messaggere della notte
stanche del mio sonno
giocano con le mie paure.
Una principessa dell'aria 
irrompe dal buio,
e le mie labbra osano un bacio,
un vano gesto di difesa.

Viverti è assai morire

Amore
ti ho accolto
nel sangue
senza misura
amore innamorato
tu appartieni all'universo
e all'oltre che non muore.
Sei la luce
e il buio stesso,
tu nasci e
non hai argini
e non segui le correnti
non hai bisogno della pioggia
e nemmeno del vento.
Tu corri
io cammino,
io dovevo
solo raccontarti...
viverti
è assai … morire.

Bambini

                     
I bambini
segnati dal divino
prepotenti
con la forza di chi nasce immortale
sfidano la vita
come la morte.

Sconfitte
entrambe
trovano misura.

Si oppone il tempo
e la morte
indegna
rivolge lo sguardo
al Padre.

L'uomo
accarezza l'anima
e si lascia cullare
dalla vita che sorride
e corre incontro alla luce
nel tempo che si ripete.

Maria


Eterno grembiule

e maniche lunghe
tirate sempre su
anche d'inverno
braccia forti
che sorprende
saper di donna...
infiniti lavatoi
tempi dilatati
io bambino
a consumare
il mio
spesso insieme al tuo
sorrisi su sorrisi
doni d'amore
di madre non mia
tavole di farina
pane abbrustolito
e trappole per topi
pezzetti di cioccolata
e scarti di candele
foglie di basilico
in bottiglie di pomodoro
quanti ricordi questa sera
Maria
mi moristi tra le mani...
le mie di un figlio non figlio.

L'esame di Simone

Era il giorno di Natale, Simone consumò la sua piccola colazione, poi si preparò per la santa messa. Aveva in tasca la sua prima moneta d'argento. Quante cose adesso ci avrebbe comprato... e poi c'era quella sensazione nuova per un bambino di disporre di danaro... era davvero eccitante. Uscì di casa, e  con le dita faceva rotolare su se stessa la moneta nella tasca dei pantaloni. Tanto continuò a farlo, che quella si riscaldò e le vele sulla faccia cambiarono il verso. Ora però bisognava andare a messa e solo dopo sarebbe  corso a spenderla. Giunto davanti alla cattedrale, sui quei gradini c'era una vecchietta con diverse buste di spesa intorno... aveva  un volto da santa, che fortuna... pensò Simone. Non era quello della Madonna,  Simone lo conosceva bene, ecco.. gli venne in mente.., era il volto triste e  sofferto,  della madre della Madonna, Anna. Restò curioso a guardare. La gente le donava delle monete e  raccomandava una preghiera, alcuni chiedevano un Padrenostro, altri commissionavano un' ave Maria. Insomma la gente pagava perché lei pregasse per loro conto. Simone osservava  tutto e tutti e mentre rifletteva... ancora con le dita rigirava il suo piccolo tesoro e sempre più velocemente. Era quasi certo che avrebbe speso così la sua moneta. Successe, però, che alzando gli occhi, vide un vecchietto assai mal ridotto, era in disparte, e solo. Non chiedeva nulla e  nessuno gli dava nulla. Simone gli si avvicinò, lo guardò dritto negli occhi e vide sotto quel vecchio cappello sgualcito un uomo con uno sguardo perduto.... come quelli che guardano nella nebbia... un cieco nudo agli occhi degli altri.  La nebbia era dentro i suoi occhi e Simone sciolse all'istante ogni dubbio, tirò fuori la moneta e gliela pose nella mano accompagnandola con le sue. Il vecchio la prese, sorrise, abbassò la testa per ringraziare, e siccome si era lentamente alzato... altrettanto lentamente si risedette. Simone entrò in chiesa, e un po' non riusciva a scacciare quei bei pensieri che aveva fatto prima di uscire di casa su come avrebbe speso ciò che non aveva più, ma ormai  era andata così. Fu quella una bella messa. Il nostro ragazzino era veramente in grazia divina. Quando uscì dalla chiesa, su quelle scale non era rimasto più nessuno. Lui guardò bene, ma niente, c'era solo nell'aria un profumo di dolci e poi le sue dita in tasca che giocavano con una moneta d'argento. Una moneta? Simone era incredulo... la tirò fuori, la guardò e la riguardò.... era la stessa, era l'unica, quella che aveva già donato. Simone prese la sua seconda grande decisione... conservarla per tutta la vita, perché era il segno di un dono ricevuto.

sabato 25 gennaio 2014

Fino al mattino

                                                  foto m.fernandez


Sono rimasto 
ad aspettarti 
ma non sei venuta
ovunque tu sia andata
nessuno ti avrà riconosciuta.




martedì 21 gennaio 2014

Un raggio di luce

delle mie emozioni...
dei miei pensieri...
potrei morirne.

Non 
è giusto 
ferirsi così tanto,
le parole hanno paura,
sfuggono, come piume nell'aria, 
questo improvviso senso di vuoto
distrugge tutto, 
la colpa è di un raggio di luce,
corre nel  sangue
e muore nella mia  anima. 

ed io sorrido...

di questa follia.

mercoledì 15 gennaio 2014

Il freddo amico

 
Bussano sul vetro,
si fanno male
gli alberi.
Guardo il cielo
alla ricerca di una luce 
che non trovo.
Le mie ferite, sulle mie ferite. 
Sarà la pioggia, 
senza svegliare la  pelle,
nelle mie vene lascerà il freddo.
Un freddo amico.

giovedì 2 gennaio 2014

Questa notte


amore mio

piove sulle strade vuote

sulle auto dei ragazzi 
che fanno l'amore

piove sui tetti delle case 
con le luci già spente

piove sotto gli alberi 
senza foglie

e scorre l'acqua 
lungo il tronco giù fino alle radici

piove  addosso a me ...
e nell'aria che respiro

piove sulle luci dei lampioni
e su mille cuori innamorati

piovono milioni di fontane 
in un cielo grande
senza stelle e senza luna

ma c'è luce nei miei occhi e

non ho freddo questa notte

ho camminato nei miei pensieri 
nei mie ricordi e 
ti ho raccolta sul mio viso.

-- Questa notte

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...