lunedì 3 febbraio 2025

Corpi di sale






Ho smesso di cercare,

ho timore a farlo. 

Guarda pure le mie mani,

guarda il mio corpo,

le mie ferite,

sono mie solo mie,

eppure basterebbe un nulla,

è appena un velo,

un velo di ghiaccio.

Il portale è nella luce 

è sotto le mie dita...

non sono parole e

non sono particelle di saliva 

quelle che ho addosso,

ma veleno marcio sputato dal malessere 

dell'erba cattiva,

l'inutile veleno degli innocenti untori,

vacche e porci senza cortili,

menti dismesse e cuori avidi e ammuffiti,

proteggono il nulla,  

i confini, 

di ciò che è destinato a scomparire.

Pietà mi dico! 

Pietà!

Non è forse abbastanza?

Ho dato la vita, 

la mia.

L'ho messa lì

accanto alla tua.

Come l'hai vissuta?

Cosa hai conservato?

Cosa ti è rimasto?

Nulla!

E mi chiedi ancora quando...?

Resta dove sei parassita!

Dio voglia che trovi la forza

per allontanarmi, 

per non guardare e non voltarmi indietro.

Dio mio spegni il mio cuore,

convincilo a non amare,

si chiuda il mio Tempio,

non voglio morire senza la dignità

di quello che sono... 

io sono un essere umano

proteggi il mio amore.

2 commenti:

  1. Anche le parole più dure sanno essere poesia se il sentire di chi scrive è alimentato da bontà e generosità; sono di chi sa amare veramente. Sei il mio poeta Michele Constantine.
    Gisella.

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