mercoledì 12 aprile 2023

Castagni . Il popolo dei castagni

 





Su in collina,  sopra il monte, non lontano da casa mia,  dove oggi c'è ancora quello che rimane di un antico bosco di castagni, viveva la gente semplice di un piccolo villaggio. Possedevano un pozzo tutto loro, un pezzo di terra  e  il sole che li baciava ogni mattina. Per quanto devota al Dio dei cristiani, tra le gioie dell'adolescenza, il tempo incerto dell'età matura e quello perduto nel non accettare di buon grado quello che introduce alla vecchiaia, questa piccola comunità si accorse che nessuno riusciva a guadagnarsi il Paradiso. Così tutti insieme decisero di mandare qualcuno all'albero sacro perché il  più vecchio uomo del villaggio aveva raccontato che, proprio in quel luogo, un giorno aveva  guardato  dentro il Paradiso. La gente di quel villaggio davvero era semplice,  e credeva un po' a tutto, anche a quello che  un uomo, dopo aver bevuto un buon fiasco di vino,  raccontò di aver  toccato.  Scelsero due di loro, il più saggio e il più giovane. Questi giunti alla quercia antica cominciarono a pregare, ognuno come aveva più o meno imparato e ognuno per proprio conto, erano così fastidiosi con le loro nenie in quella pace che davvero un portale gli si aprì e  Dio irato più che mai :

- <che volete, come osate disturbare?>

- <Signore.... siamo qui per rivolgervi una preghiera, noi siamo certi che non saremo mai in paradiso e questo ci addolora, abbiamo poco tempo e quello di una vita non ci basta, finiamo sempre per consumarlo tutto e arrivare impreparati a quell'appuntamento.>

- <Ah ecco! E voi vorreste che io vi concedessi più tempo quindi? Quello è il tempo!>

- <Signore  a noi basterebbe due volte o tre il tempo concesso fino a oggi e siamo certi che poi saremmo tutti in Paradiso.>

- <Ah! Illusi! Ma come osate chiedere? Via! Andate via che siete già pronti per l'Inferno.>

Detto questo, Dio disse a un angelo di richiudere il portale e lo fece lentamente.  Il  Padre tuttavia avvertì  quel ritardo nel farlo,  fu come se  un albero eterno, di quelli che sono in quel Divino, avesse perduto una foglia e  mai questo era accaduto, nessuno ha mai visto una foglia cadere nella terra in quel luogo, non poteva accadere, non può accadere  eppure  era quello il rumore.

- <Che ti succede  figlio?>

- <Oh ! Nulla mio Signore.>

- <non vorrai farmelo chiedere tre volte!?>

- <Signore, ogni tua decisione è sorgente di giustizia, cosa sono io per non essere d'accordo?>

- <Parla>

- <ma nulla Signore, pensavo a quelle persone, e che hanno creduto e  hanno scelto di chiedere aiuto  nel modo più stupido e impossibile e credibile, che io possa ricordare.>

- <Non se ne parla!  Il tempo concesso è in quella forbice, e  come sai  l'Uomo poi fa sempre danni, figurati cosa combinerebbe  se gli concedessi altro tempo.>

- <Certo mio Signore.>

Ma quella foglia caduta, quel nulla di armonia smarrita, gli ricordava  come quando  da Cristo venne toccato nel mantello... insomma qualcosa era accaduto. Così... decise cose.

La gente di quel piccolo villaggio non ebbe mai una tomba che restasse.  Il giorno che qualcuno spirava,  là dove veniva seppellito il corpo,  quello diveniva il seme di un albero destinato a germogliare e  che durava  tondo tondo mille anni di  una vita umana. Così Dio aveva deciso, affinché  rappresentasse la giustizia Divina per chi aveva avuto tenacia nel chiedere aiuto. Chiamarono quell'albero Castagno. Non troverete questa storia nei libri sacri, o in quelle sulla Natura,  ma solo nel foglio di un poeta,  e forse scritta anche male, perché scriveva in fretta, così come la raccolse da una finestra, giù a valle, ricavata  da un vecchio albero di castagno...  quando  lo scheletro, e non certo  l'anima,  di un abitante di quel villaggio,  gli si mostrò per raccontarsi.

Il popolo dei castagni 

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