"E' mio questo sangue".
Chissà dove nasconde le sue ferite il poeta...
sta lì con la fronte contro l'orizzonte,
come la quercia che sfida la tempesta,
ma chi vuoi che sappia del cuore di un poeta?
Hai mai guardato dentro una lacrima sua?
Ci troveresti sempre una musa e un dolore,
un fiore di tutti e di nessuno,
un fiore di un tempo che corre per suo conto,
che si apre in mezzo al prato e fa il fiore.
Le auto stanche e le luci che innamorano,
la pioggia e il sole che fingono di litigare
e fanno l'amore.
Il calare della sera che tutto promette
e nulla mantiene,
l'amara lettura che impedisce di cercare il cielo
per non ricordare una stella.
Poi l'odore della notte,
il rumore delle parole scritte,
ancor più di quelle dette,
e il vento che le fa rotolare
fin sotto il respiro di un cane randagio
che davvero non sa cosa farne.
Ma cosa vuoi che si sappia del cuore di un poeta,
della malinconia dei sensi,
del sangue dalla mente che oppone resistenza
affinché la pupilla non ceda...
Mio cuore
non ascoltare
le sirene del silenzio,
non ricordare,
non cercare risposte,
tocca pure il buio,
non aver paura,
corri tutti i miei sogni
cerca nuovi confini,
sentieri di essenze profumate
e mura ancora tiepide di sole,
non temere la libertà,
non temere il mal d'amore.


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