mercoledì 28 dicembre 2022

L'amore che non muore

 L'ho visto

in un giorno senza sole,

dove sognano le stelle in primavera

e ancora testardo innamorava...

l'amore che non muore.

Scompare dalle vene

mentre il cuore lo nutre ancora...

l'amore che non muore,

e nel vuoto che rimane

ci si va a morire.

--L'amore che non muore 

domenica 18 dicembre 2022

Il buio della luce - la libertà


 


Ho sempre  tenuto io il buio,

uno stupido, presuntuoso, eroe,

convinto che in cambio potessi donare 

la libertà della luce.

Adesso che è ormai troppo tardi  

mi accorgo dell'inganno del tempo.

Ho amato, eccome se ho amato! 

Ho amato generando l'amore più sconosciuto e più vero, 

il più ingenuo e per questo incerto, 

quello meno credibile perché il più puro,

senza percepire il  trascorrere dei giorni, 

dei mesi, degli anni e quindi le attese, perché è un amore eterno.

Convinto di nutrire  della libertà della luce, un cuore,  una stella,

un sasso, la Luna, l'intero mare al tramonto e forse anche me stesso,

io non avevo compreso  quanto il buio possa innamorare,

quanto è necessario,  perché tutto possa davvero brillare.

giovedì 15 dicembre 2022

l'amicizia

 





La mia malinconia 

avrà pure le sue ragioni,

ma davvero io non posso 

stare a raccontarle,

eppure ogni volta che tracima, 

giuro io lascio volare una parola, 

non è un verso, 

è uno scugnizzo di sorriso 

e mai per caso, 

un mio talento 

che sa innamorare 

e sa dipingere d'azzurro 

in un contrasto,

qualunque cielo ci sia  

in quell'istante.

Tutto questo per distrarre 

e in fondo proteggere anche 

chi mi sta accanto 

mentre affondo nell'assenza 

e quasi io scompaio. 

Allora...  benedetta l'amicizia 

ma quella vera e complicata

 che sempre nutre 

anche nel silenzio, 

concreta, fatta di sostanza e non di ricordi, 

di verità umana e non d'illusioni.

Un panino con la mortadella 

condiviso senza pudore 

su una panchina in mezzo al caos, 

stretti a un raggio di sole 

rimasto incuriosito

dai versi di una vecchia canzone, 

o un babà alla panna 

con  cui sporcarsi  il naso 

venendo fuori come ragazzini 

dalla Galleria Umberto I 

a Napoli senza la paura di perdere

le carte.

L'amicizia, quella stretta sotto il braccio,  

che  sa comprendere e accarezzare, 

che resta generosa e sa nutrirsi  

e nutrire 

e  io penso alle farfalle...  

che sanno lasciare intatto un fiore.

mercoledì 14 dicembre 2022

solitudini








Davvero pensi che l'amore 

sia la leggerezza di  un respiro? 

Un bacio tra bollicine di un vino buono, 

chicchi di mais scoppiati ancora caldi 

e le tue labbra?

O  la forma in cui lasciarti andare

assaporando il fumo di un attimo che si ripete?

Tu forse pensi che sia la misura del tacco 

a stabilire il passo, 

ma è la giovinezza quella,

amore mio.

Corri in riva al mare e cerca l'ombra, 

sii sentinella quando il silenzio è fiume in strada,

quando il tempo muta e la pioggia irrompe,

respira le stazioni, riponi i tuoi occhi, 

i tuoi sensi, in chi si abbraccia, 

quando arrivano, quando partono,

perché nella vita una sola volta capita 

di vivere due solitudini che s'incontrano,   

un amore che non inganna 

perché non ha bisogno di raccontarsi

lunedì 12 dicembre 2022

Per non morire








Ti amo così tanto,  

quest'amore  non chiede alcun consenso,

e per non morire sono prigioniero 

di un bene così profondo ... 

così assolutamente  irragionevole. 

sabato 10 dicembre 2022

Difendere la vita con l'amore della poesia








Se il giorno fosse solo un clic e lo fosse anche la notte? Se il cambio fosse un solo istante? Se questa nostra vita, e potrebbe accadere, ci si adeguasse? Se il giorno fosse il bianco e la notte il buio? Se non esistesse un solo colore diverso dal bianco e dal nero, e nemmeno una scala di grigi ma solo il bianco della luce di un clic e il buio di un clic? Se l'uomo fosse il negativo di ogni singolo stato? Non cesserebbe la capacità dell'uomo di costruire comodi divani e ambienti infiniti, ma egli dovrebbe poi cercarli con il tatto o distinguerli con i suoni o affidarsi ai profumi.  L'uomo avrebbe forma ma non un volto, forse dei profili  più ricercati.  La bellezza resterebbe nella linea di contrasto, e per spostarsi in sicurezza dovrebbe affidarsi a percezioni e non più ai suoi occhi. La pioggia avrebbe il freddo del bagnato, ma  avrebbe la stessa luce del giorno o il buio della notte, eppure  l'uomo costruirebbe ripari come oggi.  La nascita e la morte. Il clic dell'unico colore del giorno e il clic dell'unico colore della notte. Vi sembra assurdo tutto questo? Un po' folle... ? Pensate a un paradiso artificiale, quel metaverso che si spegne con un clic a fine gettone... non è più folle ? Lo è?  Siamo ancora in grado di capire di poter perdere tutti i colori naturali? E' Assurdo, ma non lo temiamo solo  perché possediamo da sempre di più e in modo gratuito. Un fiume di poesia ci attraversa, i colori infiniti di un arcobaleno ci permettono di vivere il giorno gradualmente e lo stesso vale per la notte, anche del  sonno a volte non perdiamo il tempo ed forte il disagio in strani pomeriggi in cui al risveglio non sappiamo collocarci nel giusto tratto . Vediamo il sole sorgere e il colorarsi del cielo e la luce arrivare gradualmente come del resto accade anche inversamente  al tramonto . La nascita- sbocciare come un fiore o come un seme che germoglia e diviene albero e poi i rami, i fiori e le foglie e poi le stagioni, i nostri figli, i nostri anziani, noi stessi. Noi siamo abituati a vederci dentro attraverso gli occhi, amiamo il colore degli occhi e ci fidiamo o diffidiamo degli sguardi altrui, a volte amiamo i volti, i nasi, le fossette, le rughe del tempo, le carezze guidate in quei percorsi. Un miliardo di altre cose compongono il nostro esistere e anche la vita più misera che possa capitare avrà da raccontare ben più della differenza  a un tic. Mi chiedo se l'uomo pur avendo così tanto non arrivi per necessità e indifferenza per rinuncia a lasciar ridurre la propria vita addirittura  in senso liberatorio, a un clic. So che da sempre ci sono tiranni  e uomini malvagi con idee ferme e chiare che fanno cose così alle vite altrui.  Io scrivo di poesia d'amore, ma non solo dell'amore che è desiderio dei sensi, ma dell'amore che colora la vita e  in tutte le sue forme,  e spesso divengo come una pozzanghera fastidiosa, quanto inutile, sulla strada della gente,  a volte mi sento la stanchezza addosso, forse perché non sono abbastanza o forse perché non so mentire, e divengo muto perché come tutti gli uomini  posso rovinare  a terra a causa degli eventi. La poesia è colori, la poesia è  tutta la gradualità amica che ci chiede di sciogliere il tempo e centellinarlo, fare resistenza, andare controcorrente.  Non è vero che indicare l'arcobaleno rende ciechi, e lo stesso di quando da ragazzi scoprivamo con una certa autonomia il dono del piacere... ciechi lo si diviene per volontà altrui! La poesia è l'ostacolo a quel demone. La circostanza per cui il  bene e il male non sono un clic è viva e concreta solo perché l'uomo è in grado di vivere  tutte quelle emozioni e colori che chiama vita, e tutto questo  grazie alla poesia, che sa moderare, proteggere, a volte vince  e a volte purtroppo anche soccombe. Buona domenica e se non vi piace quello che ho scritto sappiate che non ho chiesto il permesso di farlo... siate liberi e coraggiosi allo stesso modo.

lunedì 5 dicembre 2022

Iride e Speranza



Devi sapere amico mio che tanti e tanti anni fa, al di qua e al di là del fiume, esistevano due villaggi. Oh! Erano abitati da gente assai prepotente e litigiosa, pronta a uccidere per un piede di terra. Ma proprio in quei villaggi per volontà di antichi Dei , nacquero Iride - figlio di Fiume, che era un bellissimo giovane con il mare negli occhi, e Speranza - figlia di Fuoco, anche lei bellissima e  aveva il verde dei campi in primavera nei suoi. I due si conobbero da bambini risalendo le rive opposte dello stesso fiume, e quando raggiunsero l'età della giovinezza decisero di attraversarlo entrambi per incontrarsi giusto in  mezzo. Lì danzarono, e diedero vita a vortici che ancora oggi compaiono senza alcuna ragione. Ma torniamo alla nostra storia; quando la gente di Fiume e quella di Fuoco si accorsero di quest'amore, si dichiararono guerra e incatenarono i ragazzi ognuno nel proprio villaggio.  Una notte  Iride e Speranza riuscirono a scappare e certi che si sarebbero riabbracciati  al centro del fiume corsero verso quel luogo e così fu.  Lì decisero di fare l'amore. La gente di Fiume da una parte e quella di Fuoco  dall'altra accorsero con lunghi bastoni e impedirono ai due di poter tornare a riva. Quando li videro esausti e destinati alla morte li lasciarono alla corrente del fiume. Un Ibis sacro, che  aveva assistito a tutto questo male,  chiamò a sé Aironi e Garzette dalla terra di Giza e assieme raccolsero i corpi i ragazzi morenti e li portarono sulla cima di una  piramide che non era mai stata un monte, e quella si aprì rivelando un segreto oscuro. Apparve un Tempio, e il suo  sacerdote ne venne fuori, Grano era il nome suo  e amava l'lbis messaggero  così tanto  che all'istante gli regalò il Volturno. Grano non poteva cambiare gli eventi futuri tar gli uomini , ma poteva fermare il tempo, tenendoli quindi in vita con sé per sempre. Tutti gli uccelli, gli animali...  proprio tutti, i corvi, le poiane, le volpi e qualche cinghiale della Piana, prepararono ghirlande di festa per questi ragazzi miracolosamente restituiti alla vita e le viti offrirono la loro uva per il vino e gli alberi suonarono i loro tronchi con i maestri picchi per battere un ritmo che scuotesse la valle. Fu festa in eterno e i ragazzi in un istante senza fine ripresero a danzare la loro vita. Quando la gente di Fiume e di  Fuoco  sentirono i suoni della festa nell'aria della notte, accorsero ai piedi della Piramide con torce di fuoco, decisi a finire quello che avevano iniziato, ma quella terra  cosi fertile si aprì sotto di loro e li inghiottì, divorandoli per sempre. Ebbene se ancora oggi  capitasse di chiedere a qualche vecchio  contadino al di là del fiume... se gli fosse mai capitato di sentire di notte rumori di una festa lontana provenienti proprio da quel monte vedreste comparire sul suo volto la paura e andrebbe via.

domenica 4 dicembre 2022

IL FIORE DEL DOLORE


                                                                                                 ph.m.constantine



È un urlo senza voce, 

non può essere raccontato,

è  il dolore della vita 

foss'anche di un passato mai vissuto o forse 

di un futuro che verrà, 

ma davvero non può essere raccontato.

È percezione in uno sguardo 

che nemmeno sa dire con certezza  quando 

fu la prima volta, o quando si è destato.

È nel sangue  segnato su una tavola di legno 

viva come il muscolo del cuore,

dove sono incise  le origini di ogni storia  umana

eppure se io dovessi dare una forma,

una qualunque concretezza a sì tal dolore,

per  cagionare lenimento o per giustizia, 

io giuro sceglierei un fiore.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...