La mia malinconia
avrà pure le sue ragioni,
ma davvero io non posso
stare a raccontarle,
eppure ogni volta che tracima,
giuro io lascio volare una parola,
non è un verso,
è uno scugnizzo di sorriso
e mai per caso,
un mio talento
che sa innamorare
e sa dipingere d'azzurro
in un contrasto,
qualunque cielo ci sia
in quell'istante.
Tutto questo per distrarre
e in fondo proteggere anche
chi mi sta accanto
mentre affondo nell'assenza
e quasi io scompaio.
Allora... benedetta l'amicizia
ma quella vera e complicata
che sempre nutre
anche nel silenzio,
concreta, fatta di sostanza e non di ricordi,
di verità umana e non d'illusioni.
Un panino con la mortadella
condiviso senza pudore
su una panchina in mezzo al caos,
stretti a un raggio di sole
rimasto incuriosito
dai versi di una vecchia canzone,
o un babà alla panna
con cui sporcarsi il naso
venendo fuori come ragazzini
dalla Galleria Umberto I
a Napoli senza la paura di perdere
le carte.
L'amicizia, quella stretta sotto il braccio,
che sa comprendere e accarezzare,
che resta generosa e sa nutrirsi
e nutrire
e io penso alle farfalle...
che sanno lasciare intatto un fiore.