sabato 30 novembre 2019

lunedì 25 novembre 2019

l'amore della notte


Siederò sulla riva del fiume
e lascerò andare
tutto quello che ho
e il fiume cambierà corso
e non comprenderà.
Racconterò alla notte il mio amore
e lei non mi farà mancare
le sue note.
Chiederà al cane lontano
di far sentire la sua voce
e alla pioggia di seguire il vento
e gl'imporrà di cadere dolcemente sulle foglie
degli alberi del giardino
dirà al grillo di non attendere
e all’erba di profumare prima del taglio.
Poi mi mostrerà le stelle
e solo una in meno.

L'amore della Notte

tutta in una mano

Un uomo che sa di essere amato tende a sentirsi un gigante,
una donna che sa di essere amata...  tutta in una mano.


Un dolore felice














Un dolore felice dovrà pur nascere

fiore di un mondo meno dannato

che offra a un giorno

la magia in una mano.

Un volo nell'universo

per sentirlo casa,

la libertà della luce

che oblia le ragioni,

e un canto che rompa il silenzio.


briciole d'amore 2

Briciole d'amore - M.Constantine



Resta
ancora un poco
è ancora caldo qui
non pensare
non cancellare nulla
lascia che ti senta
ancora mia.
Non andare via,
non andare via...
in altri pensieri
in altre teorie
lascia che io ti sfiori
che ti stringa forte
lascia che io baci ancora
la tua fronte
i tuoi occhi
il tuo naso
le labbra
le tue braccia
i tuoi fianchi
la tua pelle
il cuore... i sensi
resta ancora un po'
ti prego
resta ancora qui.

stanchezza

E' dentro di me
sulle mie mani
lungo le dita
le braccia
è lì e poi là
è nei muscoli
nelle gambe
dolcemente
induce al sonno
ora è nella mente...
si chiama stanchezza
e Erato mi sorride
e racconta a me di me
ed io non dormo più.

ti leggo nell'aria

Ti leggo nell'aria ... e mi dischiudo con te al medesimo destino.













Conosco
il tuo corpo
e la tua anima,
amo i tuoi pensieri
e ti leggo nell'aria,
nei raggi di luce,
negli sguardi nascosti,
in quelli che domandano,
nelle linee del viso,
nelle luminose pieghe di ogni tuo sorriso
nelle lacrime
a volte trattenute
nel lucido degli occhi
e vivo te
e il mio universo assieme,
assaporo
la tua essenza,
il tuo essere in questo mondo
a renderlo migliore,
sei nella mia storia
ed io nella tua.
Ti amo...
ancora ti amo
e poi...  ti amo...
sento il suono
di queste parole,
assai sfuggente
e raro,
un'alchimia
che non appartiene
all'uomo.
E così
senza accorgermene
scrivo poesie
e mi ritrovo a essere
un poeta d'amore.

mia madre

Mia madre

"Nel mio giardino c'è una piccola pianta, forte, alta e verde, delicata.
Basta un solo giorno che non le do la giusta quantità di acqua e quella mi muore...
come un corpo senza anima.

cieco

Giova' guarda come è bello il cielo... è azzurro, e poi a volte si vedono le stelle che è quasi giorno, e poi ancora a volte è limpido e si va lontano lontano lontano ... fino in fondo, e poi gli uccelli, sono tutti piccoli nel cielo, e le nuvole, quelle poco poco e quelle tanto tanto che si siedono a terra  e quelle che esplodono in alto una dentro l'altra sempre più su e sempre più bianche come castelli, e  poi ci sono quelle nere...quelle che ti vengono addosso, con le fiamme dentro... e poi tanti soli, uno qua uno là uno più in là , ma è sempre lo stesso sole  e cade giù giù come la pioggia, sai Giova' sono fortunato ad essere cieco..

lettera da marito malato



Spero di guarire e di poter tornare
c’è una parte di me che protesta
grida forte e non ha forza di amare
eppure a voi io scrivo soffrendo assai più forte
e vi chiedo di pregare.
E i ragazzi, i ragazzi, cosa dicono della mia assenza?
E le mie cose, i miei libri, i miei compagni, la mia sedia…?
Dite loro che sono ancora vivo ma non so per quanto ancora.
Vi prego, parlate loro di me.
Non posso dirvi che ho desiderio, tanto è il mio soffrire,
ma sappiate che il mio tormento più forte è il ricordo di tutto quello che solo a noi due appartiene …
Qui, intorno a me solo miserie.

Tutto questo ho letto in una antica cartolina, in un incerto italiano, e tutto racchiuso in una sola frase… :
” il male sottile non mi dà scampo, andate dal notaio, cara moglie, e chiedete di quello che è necessario, ma fate presto”. 6 Novembre 1923

orgoglio


Non c’è
un solo momento
un solo istante nella mia vita
in cui non mi sia stato chiesto 
di comprendere.

Quel tutto
che da sempre
mi è stato sottratto,
il mio ingiusto dare,
è la mia rabbia.
Il mio orgoglio
è villano,
sì, io lo risputo in faccia.
ma non è quello
il mio talento.

Guardo i libri
preziosi
e li sfoglio in fretta
per non farmi male,
non concedo agli occhi
quello che la vita
ha negato al cuore.

Ma oggi
non resto a cercar versi
o armonie,
perché
ritorni tu.

Tu
egoista
giovane
bella
padrona del mio tempo
ed io del tuo sguardo.

la notte 5


E quando attesi la notte,
ella fu così contenta,
da venirmi incontro
e con tale trasporto,
che il tempo s'ingelosì,
ed io non me ne avvidi
e fu già giorno.
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parole amiche 2

Parole amiche.


Sì,
ho guardato le linee
della mia mano
ora
ti prego
destino
non cambiarmi
lasciami essere quello che sono
non aprirmi gli occhi
non salveresti nulla
se è questo il morire
io lo amo

L'estate d'inverno...quasi primavera.2

L'estate d'inverno...quasi primavera.

L’odore dell’aria e del sole
sull'erba arsa e senza più vita
che di quello profuma
e poi il caldo vento
la liquirizia
l’essenza dei pini
rumori improvvisi nel silenzio delle cicale
ramarri irrequieti tra foglie assetate.
Tu mi nutri con dolci ricordi
per lenire un dolore
che ti appartiene...
sta' zitta...natura
solo per un po'
e se ti chiedo di accarezzarmi
non aver dubbi
è solo follia
ed è mia.

profumo di saponette

Sì ti ho tradita
con il piacere della solitudine
e fino all’alba

ho raccolto i mie ricordi
come le carte dei tarocchi
dorate colorate
e luminose
li ho adagiati nel buio della notte
e ad occhi chiusi
li ho rivissuti

amorevoli fantasmi
e girotondi di vita
in cento cortili
tra il salato di lacrime
e l'odore di lenzuola pulite
leggerezza del corpo
in tenere mani
profumi di saponette
e occhi di bambino

non eri con me
non potevi esserlo
è il tempo dentro
quello che non si nasconde
ma si vive solo in certe notti
nel piacere della solitudine.
.....................................

storie senza inizio

Storia senza inizio

Sono le  ombre che
disegnano il viso,
l'uomo poggia lo sguardo 
sulle proprie mani e
il cuore in silenzio
prova a dargli rifugio.

emoticon2

Quei baci con le stelline.

Trovare rifugio
al corpo
nel leggere l'amore
e lasciar gli occhi
e le labbra a dir di te
mentre attendi tremando
nel cuore l'amore che viene

quando sto bene con te 2




E’ quando
sto bene con te
quando ti desidero perdutamente
quando sono preso,
quando ti abbraccio
quando ti sento mia
non so cosa mi accade...
è allora...appena  un attimo dopo...
che ho già paura di perderti
se il mio tempo finisse...
ho bisogno di dirtelo
perché tu lo sappia
io ti amo
ti amo oltre la  vita.

impossibili parole 2

Impossibili parole

Fermati , raccontami di te...
e se io le dicessi e se tu mi raccontassi...

No, è più forte di me... dirne altre e rincorrere
... nel gioco del mancare

Attraverso le tue stanze quel tempo dell' istante,
fai finta di dormire ed io di non amare

Perchè ne ho bisogno

































La notte...
quale il vero giorno
se non la notte … ?
Quando le ginocchia
quasi toccano il mento
e al sonno
chiedo di non guardare …
Un sorriso 
mi attraversa il cuore
mi travolge 
gli occhi mi raccontano
pensieri nascosti …
e  le tue parole …
le parole mai dette :
"dimmelo che mi vuoi bene.
dimmelo … 
fa' che io  le possa sentire
perché ne ho bisogno".

---- Perché ne ho bisogno
La notte, 
la notte, 
quale il vero giorno 
se non la notte? 
Quando le ginocchia 
quasi toccano il mento...
e al sonno io chiedo 
di non guardare.
Il tuo sorriso 
mi attraversa il cuore,
mi travolge e mi ridona la vita,
disarma,
e gli occhi mi raccontano 
pensieri nascosti.
Così nella notte 
le tue parole, 
le parole mai dette:
"dimmelo che mi vuoi bene... 
dimmelo, 
fa' che io  possa sentirlo...
perché ne ho bisogno".

Paura di amare



In ogni linea del tuo viso,
nella luce dei tuoi occhi
io ti desidero
e sto male a vederti andare via.
Dentro di me,
è così che ti vorrei...
per non dover più dire
e nemmeno tu cercare...
tra parole dette
e silenzi appena sussurrati.
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notte in cui non dormi

Notte
Tu non dormi questa notte 
ed io m’invento corse tra le auto
tu con il sole sul viso e il vento tra i capelli 
che corri verso me.
io mi godo il tuo sorriso,
è  primavera 
e il mondo gira intorno
a una musica di Beethoven che è solo mia.
Poi apro gli occhi 
e scrivo ancora, fa freddo
è già inverno.
----

E io m'innamoro









Nel cielo del mattino
il buio diviene luce
e l’arancio rafforza i confini
dei miei infiniti.
Poi l’azzurro
e ancora le montagne
le nubi, riversate l’una sull'altra,
non una non due 
ma tante come ghiacciai sospesi,
imponenti, rapiscono la mia mente
che insiste a dar misura
delle mie forze.
Stanco, ma non vinto,
sì... deluso,
è l'amore che soccorre.
Se io fossi nube bramerei il cielo,
se io fossi il sole mi cercherei nella vita,
e se luna mi innamorerei delle ombre,
ma io sono un uomo,
e ti vedo,
e allora ti sento 
anche quando non sei con me 
e lo so che è amore,
e per questo io m’innamoro 
ancora m'innamoro.


il tempo di un bacio

Un bacio,
spingere le labbra
sulle labbra.

Baciarle intorno,
riconquistarle in piccole parti,
col cuore in gola,
e sentirne nei sensi
il sapore.

E se io,
nel momento di un bacio...
lo fermassi... il tempo?

E se poi non fosse vero?
A che varrebbe … averne tanto...?

il confine


Il confine.

Ci sono momenti
in cui sento il confine.

E se capita di notte,
io non ho paura

e se ho sonno,
ancora meno.

Quest’attimo
prima o dopo arriverà,

e quanto poco
vale il tempo,

se è quello già trascorso …

forse dieci anni non valgono
più di un solo istante.

E’ tuono nella notte
e chiede alla luce,

ma ha bisogno del tempo
per avere vita,

per non essere
solo un lampo.

In quei momenti,

io so
di essere nato nella luce,

e mi convinco di dover lasciare
in essa,

e quindi attendo,
così come è naturale attendere

la pioggia dopo il tuono.

No, io non sono un eroe,
così penso solo a me

una giornata no

Una giornata no.

Senza racconti e senza poesie e senza sogni,
una giornata no, una giornata da un giorno alla volta.

Sono in tanti, con un tempo così,
una vita alla volta, un anno, due tre, alla volta ,
un mese alla volta, un giorno, un solo giorno
alla volta …

Così poco tempo in tasca, e svogliato,
disgustato, da quello che vedo a margine,
lascio travolgere la mia mente,
e cancello … cancello, così mi ritrovo nel nulla
a vagare.

Già vive egli, un solo attimo alla volta, ed
io allora mi riposo, e mi riscaldo il cuore
del poco che ho, perché è tanto.

Delle discussioni filosofiche, delle discipline,
dell’ordine, del progettare, vien meno il desiderio,
perché della libertà, quanta poca ne
rimane, in una vita … da un giorno alla volta.

sirene

Così si rivelò,

in trama d'oro e d'argento,

nel mentre scorreva tra le mie mani,

quel che si vive in un tempo

che ha un inizio e una fine.


Da un lato la luce,

e dall'altro inversamente correndo,

la morte bruciava.



Fu l’istinto, a soccorrermi,

ritrassi io le mani,

ma della dama nera,

toccai il viso.

pietre




Le mie pietre … 
quella azzurra è la più mia,
con le mie mani
le ho strappate via alla roccia,
le ho contese al lupo,
al pianto,
all'orco,
alla tempesta, 
Dio... quanto le ho protette,
le mie pietre.
Quelle della notte 
le separo da quelle del giorno
e quelle che trattengono la gioia 
da quelle che sanno lenire il dolore,
Per amore io le dono.
l’Amore è ribelle, 
non basta l'amore, non basta mai.
“son pietre, son solo pietre” così la gente.

resta

Resta. La parola più abusata.


L’amore, l’amore, l’amore,
quale amore ?
L’amore che resta.

L’amore che è nell’aria,
l’amore che spinge
l’amore che frena,
l’amore … resta.

L’amore che piange,
l’amore che ride,
l’amore che urla,
l’amore che va via,
l’amore … resta.

L’amore impossibile,
l’amore folle,
l’amore diviso,
l’amore maledetto,
l’amore lasciato,
l’amore … resta.

Non andar via
resta.

cuore di un poeta

Simone - la voce di un cuore di poeta. Constantine

Finiscono i colori,
sulla tavolozza 
quel che resta.
La musica non nasce più,
finisce il dolore,
finisce l’amore,
e l’amore cambia
e la voce cambia.

Finisce la vita,
riprende la vita,
forse si muore,
forse si rinasce
o forse nemmeno così.

Quale la verità?
E cosa resta?
La matita è tra le dita,
e la mia mano sulla tua, l’amore, l’amore
e poi ancora l’amore,
e dal cuore fino al foglio,
ora le leggi,
le parole
sono solo tue,
non più le mie.
Ma qual è la verità?
La mia? E chi lo sa?
Finiscono le parole,
fin quando non si sa.

destino2

Sì , buona fortuna...ma gli occhi
tienili giù.

Sono contento eeh...lo hai trovato...
quello che cercavi e giust'adesso.

Ti stringe Lui e non aver ...timore,
ecco brava, fai la cretina.

Lasciali andare altrove quegli sguardi,
e le parole...non lanciarle a terra, quel
muro io lo conosco.

Se puoi, stai muta per un poco...
nemmeno mi volterò a guardarti.

Quel che porto via delle le cose tue... già quelle,
me le tengo, ma solo il tempo...di odiarle un po'.

Aspetta.... questo cielo è mio, e viene
via con me.
Destino

venerdì 22 novembre 2019

Capire


Nei giorni grigi di pioggia,
tieni gli occhi aperti giù in strada
respira le stazioni e osserva le mani
di chi si abbraccia,
perché nella vita
una sola volta capita di vedere
due solitudini che s'incontrano
mentre si lasciano.












Ma davvero tu pensi che l'amore sia tutto in un bicchier di vino?
Nella danza di un colto giullare tra uno schizzo di sperma e altre parole?
Davvero tu pensi che l'amore sia nella leggerezza di un respiro fatto di bollicine
e mais sparato a neve tra le galline nell'aia  nella misura di una sedia
dove affondare e assaporare il fumo di una giovinezza per nulla eterna?
Tu forse pensi che sia la misura del tacco a stabilir il passo... ma io ti dico
corri in riva al mare e resta nell'ombra,
sii sentinella alla finestra umida dei giorni grigi di pioggia,
tieni gli occhi aperti giù in strada quando il silenzio diviene pioggia,
respira le stazioni e tieni gli occhi sulle mani di chi si abbraccia,
perché nella vita una sola volta capita di vedere due solitudini che s'incontrano. 
E se tu sapessi quanto è unica e sublime quella gioia d'amarsi in cui nessuno può metter naso, bocca o mano, quell' amore che non inganna che non ha bisogno di raccontarsi... perché già sa, e non c'è ricetta per nessun poeta.

-- Capire - 

giovedì 14 novembre 2019

poesia per frida.

La notte non fa rumore, 
è la solitudine che tormenta l'anima,
è sete d'amore, 
costringe a un cielo verticale
fatto di stelle e bagliori oltre le tinte scure,
a cui io non appartengo.
Quest'amore usa violenza su
una mia lacrima fino a farle del male,
ha libertà di possedermi 
tra  ricordi del passato
e il presente che
corre per suo conto, 
scegliendo per me la vita come la morte.


Poesia per Frida

La solitudine tormenta l''anima
è sete d'amore
costringe a un cielo verticale
fatto di stelle, bagliori e tinte scure
a cui non appartengo. 
Quest'amore usa violenza su una mia lacrima
ha libertà di possedermi
tra ricordi del passato e questo presente
che corre per suo conto
scegliendo per me la vita come la morte.

martedì 12 novembre 2019

DON FILOMENO

- e dimmi Constantine fin quando la vita ha ragione di essere vissuta?
- cavolo che domanda... io non lo so... posso raccontarti la storia di don Filomeno, un sacerdote che ho conosciuto da bambino e gli sono stato amico per tutta la vita senza un motivo preciso, forse solo perché c'era. Non era una stella, non era un illuminato ma garantiva in maniera severa una messa alle sei del mattino, senza fronzoli e scene da teatro... correva così tanto che la gente per forza, era gente che lavorava, doveva imparare a memoria per ripetere e seguire le sue parole. Era anche generoso, visto che restava sempre senza soldi e insegnava ai ragazzi senza vantarsi di cariche o patrimoni. Insomma era la sua gente,era rude e senza modi ma ci pensava a loro. Quando divenne assai anziano iniziò a parlare in rima, una cosa divertente assai, che infastidiva tutti e lo lasciavano in pace. Con me, e lo avevo ospite spesso a casa mia essendo entrambi buone forchette, in rima non ha mai parlato, Fu il più santo prete della cattedrale, ma in incognito. Quando superò i novanta, non era più in grado di ricordare i volti e anche me, così lo incontrai con un badante fuori dalla curia, lo salutai da sconosciuto e mi avviai per andare via... il mio pensiero fu... a che vale vivere così...e quando la vita non ha più ragione di essere vissuta...? ed ecco che lui con il suo vocione e non in rima, guardando prima il cielo e poi me :- "che bel sole stamattina... che bella giornata". Ecco questa è la risposta, fin quando si ha modo di sentire... il sole e una bella giornata.

Al bar con Andrea, e l'amore lasciato morire

A volte un amore resta sulle dita,  è appiccicoso, lo so è scocciante, soprattutto quando è ormai estraneo, nonostante  tu provi a gettarlo via. Ci si lava le mani più volte, si puliscono tutti gli oggetti, si gettano via tutti i ricordi, se serve gli si grida il peggio contro. Usi il ddt, profumi e candeggina, e via con giuramenti e qualche sputo, ma oddio! cerca e ricerca da qualche parte ci si deve pur essere sporcati!?  Ci sono quelli che mettono in centrifuga  il cuore,  niente! resta sempre un  fastidio, che poi mica lo senti sicuro... dipende da se piove o non piove, se c'è il sole nel cielo o è grigio, se stai da solo o in compagnia, se stai distratto o hai troppo tempo, se qualcosa si ripete oppure no, - se...  e poi  è meglio non parlare del peso dei fioretti alla ignara Santa Madre. Quanti " se ", ecco! la causa di tutto è  un se, e si trova in un posto da dove non si può prendere perché infilarci la mente presuppone un incastro che non si possiede e forse nemmeno si possedeva. Certo che esiste una chiave, ma è una sola, non obbedisce a scelte ragionate,  c'è qualcosa di prezioso ed è la radice di un fiore lasciato ragionevolmente morire.

Al bar, con Andrea.

mercoledì 6 novembre 2019

Polvere

Più che chiedere, ti aspetti che ci sia qualcosa per te nelle persone per le quali hai messo da parte sempre qualcosa... ma bisogna prendere atto che in verità non c'è proprio nulla, solo la polvere, spazzata via dal primo stupido soffio di vento

martedì 5 novembre 2019

Ang

È così che accade che il più libero degli amori nati al mondo addiviene sublime e immortale.
C'è chi nasce perfezione in un mondo imperfetto e gemma dal mistero
e non da una madre, è la più fragile sorgente di una luce sconosciuta
ed è tanto compiuta quanto minore è lo spazio in cui si raccoglie e accoglie.
Un diamante da non toccare, nemmeno provarci... a sfiorarlo.

lunedì 4 novembre 2019

il sapere

C'è una percezione complicata da mettere a fuoco, che stravolge e non cancella, è una scintilla negata, eppure la vivo. Il sapere dell'Uomo è già nell'Uomo.


domenica 3 novembre 2019

Nel giardino del silenzio.

Nel giardino del silenzio
l'uomo dalle spalle larghe
è sospeso come l'aria,
non raccoglie  le foglie
dell'inverno, 
non piega l'erba
della morte
i cipressi danzano il vento,
e la pioggia diviene madre,
il cielo si accanisce
e scorre grigio contro il tempo,
anche il tuono reclama una vita e
i versi fioriscono nella pioggia.
Pioggia,
pioggia fredda
pioggia che nutre
pioggia che scorre
fino alle mani
che trattengono la rabbia
affinché non semini la terra.
Nel giardino del silenzio
l'uomo dalle spalle larghe
è sospeso come l'aria,
non raccoglie le foglie
dell'inverno, 
non calpesta l'erba
della morte.
Nei suoi occhi
due passeri
respirano madidi
la loro presenza.













sabato 2 novembre 2019

La pioggia il due novembre

Sta piovendo una pioggia intensa, gentile, fresca, profumata, forse è la prima pioggia che appartiene veramente all'autunno. E' così seria, è diversa, non usa dialetti, non si cura delle cose superflue, ha un ritmo così deciso, è orgogliosa, ripulisce e lo fa con cura, anche i cimiteri.

L'ipocrisia dei cimiteri

All'inizio la morte la ignori, anche se ti ha portato via un padre, in realtà c'è così tanta vita in te da bambino che non c'è spazio per lei. Non ti tocca, è fuori dai tuoi pensieri e deve camuffarsi in altro per restarci e nemmeno per troppo tempo. La prima volta che sono stato in un cimitero non era per il mio funerale, mi ci portò mia nonna e non era nemmeno per il suo. Una passeggiata. A mia nonna piaceva passeggiare tra i giardini, i silenzi, e gli uccellini, in primavera. insomma quello c'era vicino casa sua, e lì mi portò. Io provavo le gambette che madre natura mi aveva dato, e appena la mia mano le sfuggiva, correvo innanzi a lei affascinato dai quei prati pieni di piccole croci tutte in fila, colorate da piccoli fiocchetti azzurri e rosa e orsacchiotti di ogni tipo. Nonna mi diceva: Michè non toccare! Ero alto meno di un cespuglio di bosso, e mi ero persuaso che quell'odore particolare, che a me non piaceva, era dei morti e non del mondo dei vivi. Pure in quel luogo ero gioioso, e questa cosa a mia nonna non andava giù, me ne faceva evidentemente una colpa, un difetto. E allora mentre attraversavo quel campo  di tristezza, ma anche di innocente armonia, volle che mi affacciassi da un lucernario di una costruzione che si sviluppava come una grotta enorme, verso il basso, nella terra. Avevo cinque anni e una vista da super eroe, vidi una montagna di ossa che quasi mi veniva addosso, alta una decina di metri, centinaia e centinaia di teschi, ossa di ogni misura, mandibole, casse toraciche, tibie, casse da morto, ossa delle braccia e quelle delle dita delle mani ancora integre e quelle dei piedi pure unite alle ossa più grandi fino all'osso sacro. Una grande ammucchiata, disordinata e tagliata in due da un raggio di luce surreale che divideva il bianco dal buio più scuro. Conobbi la morte così, senza la tenerezza dei visi, degli occhi, degli sguardi, senza la carne che protegge e lenisce. Non ebbi paura, ma ciò che mi colpì fu la quantità inimmaginabile di corpi, e quella condizione di abbandono, di mancato rispetto, quell'ammasso. Quel giorno io imparai a riconoscere non la morte, ma fin dove si spinge l'ipocrisia degli uomini. Del mio silenzio successivo fu fiera mia nonna, che mi raccontò che i morti man mano che perdevano i vivi, venivano strappati alla terra e a volte con le stesse bare gettati lì dentro, erano i morti di nessuno e poi quanto diventavano troppi li bruciavano, e si faceva spazio ai nuovi. Ma a questo, nonostante i miei cinque anni, c'ero già arrivato. Per diversi anni ancora ho continuato a correre tra quelle piccoli croci , forse erano mille e più. in quei prati enormi e silenziosi, leggevo i nomi almeno di quelli che avevano fatto in tempo ad averlo, erano tutti bambini.  Oggi per progetto di uomini che spero siano dannati per sempre... in luogo di quei prati si ergono cappelle, che hanno prodotto notevoli economie e inchieste della procura finite nel vuoto dei reati prescritti, a volte vendute nello stesso giorno a famiglie diverse. I cimiteri sono divenuti questo. Un abbraccio a quei bambini di cui non resta più nulla.

venerdì 1 novembre 2019

Se tu

Se tu tenessi al mio sangue
saresti lì come una madre, sottratta alla vita,
intenta a ricomporre quel che resta di un figlio perduto.
Saresti il cane che si rifiuta di lasciare
il corpo di un cuore amico, finito, abitato,condiviso, amato,
interamente vissuto fino a un attimo prima.
Nelle tue mani ci sarebbero i miei versi nati ciechi,
strozzati, troncati dal male della luce che brucia,
tagliati dalle lame dell'ingiustizia.


Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...