lunedì 29 aprile 2019

le corde della pioggia.



Nelle mie mani
un dolore senza ferite.
Chissà come sarà la notte
e come sarà il giorno...
E poi il freddo
ed io sogno ancora.
Piccola gemma
ancora ti nutri sul ramo
di un tronco reciso,
il tuo dolore è alle radici.
Così in primavera
la pioggia canta per me
e le mie dita
suonano le sue corde.



sabato 27 aprile 2019

Dare la vita























Per quanto  tempo vuoi l'amore?  Un'ora, un giorno, un anno?
E quando ti stancherai dell'amore?
L'amore pretende la vita, è come la poesia dei poeti,
non è mai una storia vera se la vivi  una sola primavera.
Puoi  fingere se vuoi,  ma l'amore lo saprà
perché  il vuoto che ti lascia gli appartiene.

venerdì 26 aprile 2019

Fragilità 1

Il fiume conosce il tempo
in cui gli argini riposano,
e come un bambino scopre la verità.

Mio cuore non temere
la solitudine delle distanze
e le bugie dei declivi

che il cielo resti cielo e la terra faccia la terra,
mira la bellezza e l'armonia delle linee e
i colori del cielo e i suoni e ogni vita sincera che nutri

ricorda di esser nato fiume e non tronco che attraversa
perché per quanto le sue storie innamorino
ha solo suoi ricordi e già vissuti.


martedì 23 aprile 2019

Un intero silenzio d'amore

Questa notte
vorrei essere sul mare
vorrei perdermi un poco

nei suoi segreti
nelle sue storie

nelle sue lune
nelle sue stelle

nella sua brezza.

Avrei da raccontargli
un intero silenzio d'amore.

Mi  è rimasta ancora gioia nel cuore,
abbastanza per un'onda.

Gli direi prendi e tocca ogni terra e ogni cuore,
e dì che è tutto quello che possiede un poeta.

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Mi  è rimasta ancora gioia nel cuore,
abbastanza per farne un'onda da affidare al mare.
Gli direi prendi e fa che tocchi ogni terra e ogni cuore,
e dì che è tutto quello che possiede un poeta.




lunedì 22 aprile 2019

Il treno

Un equilibrio tra la vita e la morte, la luce e il buio, ed è così complicato. Il sale e il piacere dell'attraversare le bellezze della valle, necessita che non sia solo vita e che non sia solo morte, bisogna osare un viaggio senza radici in cui si sa che si lascerà qualcosa. Il treno

lunedì 15 aprile 2019

Notre Dame

Il mondo piange
Notre Dame
tra le fiamme l'innocenza
dei bambini del mondo
l'impotenza spiega le sue ali
ma una preghiera
si eleva tutt'intorno
e diviene un canto d'amore
e ciò che il fuoco divora
l'amore lo restituisce..

sabato 13 aprile 2019

L'amore in riva al mare











Una lacrima
e una lacrima,
e un'altra ancora,
la purezza
cancella ogni ombra
la giovinezza
ritrova i tuoi occhi
e l'amore infinito
nutre il cielo.
Petali vivi
di un fiore eterno,
pianto d'amore amando.
Sulla riva del mare
così ha scritto l'onda,
e ogni gabbiano
vi ritorna

giovedì 11 aprile 2019

il racconto di un bacio

Vi racconto una storia, raccolta non nella realtà ma in un sogno. 
Nascono così i romanzi d'amore, ma io non ho voglia di scriverlo, tuttavia ve ne dono un frammento; l'istante di un bacio. Lui è uno che non sono io e che ha una mente piena di sogni, lui è davvero il vento. Lui corre da un fiore all'altro senza un vero intento, perché cosi è nato. Incapace di costruire una casa, tuttavia vivere assieme a lui è come correre verso un abbraccio anche se non  avviene mai, insomma è qualcosa d'inutile per chi non ha follia. Può un personaggio così fare una cosa fuori da questo mondo, far sentire come unica la propria vita, e far volare chi gli sta accanto  senza che lui nemmeno se ne accorga. È una forma di empatia che è somma, semplicemente  si compie una magia che finisce nell'attimo in cui si vuole possederla. Ma una magia resta sempre una magia. Lui vive in un'ombra di una delle più belle città di mare e di turismo che esista al mondo. E la sua non è una vita gioiosa perché rifiutata da una società che impone altro e rifiuta il vento. Lei è una piccola e meravigliosa donna che ha accettato quella società e lavora come cameriera in un albergo per gli altri, proprio sul mare in un mondo che si riempie di colori e di persone vive bramose di gioia, sogni, danze,  vogliono solo divertirsi e stare bene in un certo periodo dell'anno. Entrambi, sia lui che lei  vivono dell'incipit di ogni sogno senza chiedersi nulla di ciò che non serve, se non quanto basta per addormentarsi. I due un giorno s'incontrano per caso o forse  per una scintilla dei quanti, lui riconosce lei e lei lui. Avvertono di sapere tutto l'uno dell'altro, almeno tutto quello che conta e non importa il domani, importa essersi ritrovati e senza alcun diritto a possedersi, senza avvertire null'altro se non il bene di quello stare assieme. Il primo bacio è così naturale, inaspettato, irrefrenabile, nasce da un incrocio di sguardi lì sulle scale, con i corpi morbidi e indifesi, desiderosi di assaporarsi, sì proprio come dentro a un film, ma tutto vero dentro  a un sogno. Quel ritrovarsi è senza ieri, e il brivido dell'amore sublime è lo stesso immenso mistero che fa vibrare la vita in tutto ciò che la possiede. Sono poveri entrambi e con altre storie accanto,  e sono storie che sono certe, ma divenute in un attimo di un'altra dimensione  assurdamente non parallela ma la stessa. Lei gli dà un piccolo lavoro, quello che può, per rivederlo, riparare i costumi da bagno degli ospiti, un borsone pieno di costumi nuovi e colorati ma tutti uguali dello stesso modello, tutti scuciti nello stesso punto, e lui accetta. Lo farà a mano con ago e filo. Loro due si appartengono e lo sanno, ma non possono uscire dai limiti di un sogno da esplorare che pur liberando il sublime dell'amore, senza spiegarlo, senza costruirlo con una storia, è riuscito ad aprire una dimensione vera di un sogno in un'altra. I racconti di constantine.

Barboni

Attraversavano la strada assieme, erano della stessa altezza, la scelta della miseria livella le misure facendo chinare le schiene per trovarsi. Lui aveva una barba incolta e sporca, un poco ricordava Verdi. Era tutto sporco, sporchi i jeans, i capelli e sporco il giubbotto dove si toccava la schiena abitualmente, perché ne aveva dolore e lo si capiva dalla smorfia. L'età, vent'anni in meno di quelli che mostravano, forse la mia. Lei aveva dei capelli ispidi, rovinati con tante chiome sciolte come la lana dei vecchi cuscini di mia nonna quando la rovesciava a terra d'estate per lavarla e allargarla. Chiome nere e grigie e bianche, visi stanchi e amorevoli quanto duri, tutto maledettamente sporco, la città è sporca e la gonna è sporca, lucida per l'usura contro il marciapiede dove pisciano i cani. Portavano pesanti e fragili buste con il cibo preso dai cassonetti del discount... alle otto del mattino. Ogni giorno tra le altre mani tese ma libere ci sono le loro. Attraversavano la strada come dei turisti spaesati, come dei bambini senza genitori e le macchine sfrecciavano e io ho atteso... preso da mille domande troppo più grandi di me, tutte senza risposte, troppe per me. Vite, vite e storie altrui, sofferenza, miseria, impossibile da capire quanto sia frutto di una scelta e quanto sia invece destino. Temporali, fulmini, e il tempo che muore, il grigio nel cielo. Dove andranno dopo che hanno attraversato questa grande assurda infinita strada? Una ragazza e la sua giovinezza, con la sua freschezza e la sua panda rossa fiammante va di fretta, e suona , suona loro addosso, arrogante, con l'innocenza degli stronzi. La osservo e mi chiedo con quali occhi guarda e cosa non vede... lei va di fretta, non è colpa sua, la vita l'aspetta, la vita è la sua vita... bene! Giuro, l'ho superata e mi ci sono messo davanti, ho rallentato con lo stesso passo dei due barboni innamorati , oh, sì!!! Ha suonato, rossa per la rabbia, e le ho detto con tono da barbone mendicante : mi dispiace ma la macchina va a una sola candela. Ma io ho una diesel, e la strada si è fatta stretta come un binario, tutti suonavano e io sbuffavo nuvole bianche fino al cielo con la mia locomotiva del cuore, infame e inutile giustiziere , fanculo signorina arriverà tardi stamattina.

giovedì 4 aprile 2019

Un giorno ribelle





In un giorno ribelle alla primavera,
tutto quello che è rimasto
ed è sopravvissuto alla resa
delle passate stagioni:

il grigio che incombe 
ed esalta il cielo e lo stende oltre i confini dell'uomo, 
lo cavalca e ne imbriglia la luce;

la pioggia,  la madre che nutre la terra;

il freddo, il severo pianto di un mondo che non cede 
che dona l'infinito al silenzio e libera ogni suono, ogni voce, 
ogni giusto, ogni anima dalle catene 
e dalle bocche volgari voraci del nulla;

il tuono di un uccello  che  squarta il cielo dell'uomo 
per un cielo divino sulle cime imponenti e supplicanti 
degli alberi di un bosco di castagni;

la eco che ha voce e non  ripete.

L'amore non rinuncia a ricordare
e annota la misura umana del tempo.
Tutto questo dentro di me
in un giorno ribelle.








martedì 2 aprile 2019

Le mani

Le mani sanno sempre cosa fare. C'è chi prega allargando le braccia e libere e aperte le usa  per percepire le vibrazioni dell'Universo. C'è chi le unisce a quelle degli altri come in una danza antica per avere più voce. C'è  poi chi invece le mani le avvicina dolcemente, polpastrello su polpastrello, a imitare i silenzio . Ma  c'è anche  chi ha bisogno di tenere stretto il proprio dolore e intreccia le dita di una mano con quelle dell'altra mano. Le mani - 

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...