martedì 31 gennaio 2017

Una storia d'amore

Andrea si era infilato in macchina seguendo solo un istinto, un bisogno d'amore. Quel bar, dieci anni dopo, non era più lo stesso. La nuova proprietaria, una donna fastidiosa, incuriosita da quel viso nuovo, non aveva perso un istante per imporre la sua simpatia, ma lui era lì solo per provocare il destino. A quell'amore con radici in un altra vita, a quell'amore misterioso, stroncato dal presente, proprio a quello, egli aveva deciso di dare una nuova possibilità, anzi una impossibilità. Lì si erano perduti, e lì l'avrebbe cercata. Nessuno sapeva di quello che stava accadendo, era tutto solo nella sua testa, e fino a un attimo prima di assecondare quell'istinto, nemmeno lui lo sapeva. Tentare il destino, con una sola possibilità, senza una storia, sfidarlo e attendere. - Attendere cosa? non c'era un appuntamento e non c'era, nell'aria, una coincidenza così magica. Il problema era quanto tempo restare - quello di un caffè?  troppo poco. Era come barare, in verità nulla aveva senso quella mattina. Allora, Andrea sorrise - chiese una granita di limone e un cucchiaino,  stando bene attento a non toccare il fondo del bicchiere. Aveva già sperimentato la fragilità di quel velo di ghiaccio, che mal celava la tenera irascibilità, di quegli occhi tanto attesi, e poi il tempo era giusto. I ricordi correvano veloci sulle gocce di limone, e cominciavano a far male, era ora di andare.  "Che stupido che sono, non si può mettere alla prova il destino, come se quello avesse una logica, un ricordo, un valore di giustizia"- questo nella sua testa. Tirò fuori le monete e le raccolse una sull'altra, sul tavolino bianco con i segni di altre storie. Intorno a lui un senso di vuoto, sempre più grande e sempre più dentro,  si alzò, con il sapore del sale, e si ritrovò negli occhi di lei, e la mano di lei che gli sfiorava  il viso.

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