Storia di Clementina
Gallinaro è un paesino piccolo in provincia di Frosinone... si racconta di miracoli e di preghiere.
Quella mattina Maria aveva gli occhi pieni di lacrime. Vestì Clementina con il vestitino più bello. Le scarpette erano lucide, le calze corte col merletto, una vecchia borsa con pochi panni, una bambola di pezza, le pentole per giocare, un roccocò, una scatolina col fiocchetto rosa che tanto le piaceva, e fu così che Maria l'accompagnò. <Vedrai - le disse - questa signora è brava assai ed è amica di mammà e avrà tante cose buone per te>. Maria amava su figlia Clementina e non aveva intenzione di rinunciare completamente a lei, pensava infatti che di tanto in tanto sarebbe passata a trovarla per capire come si trovava nella sua nuova famiglia. Dieci anni, solo dieci, l'età di Clementina. Quel giorno pioveva tanto, il cielo era buio, era una di quelle giornate nate per i passeri tristi. Maria tornò a casa con i piedi tutti bagnati, tolse le vecchie scarpe e se li asciugò con il primo straccio che le capitò davanti. In penombra si avvicinò al comò, il cassettone era già mezzo aperto, non aveva le maniglie, ci infilò le mani e da sotto un lenzuolo ben piegato tirò fuori un pacchettino. Lo scartocciò, e ne venne fuori una cornice di legno con una bella foto della sua bambina, le diede un bacio, quindi la pose sul comò accanto alla campana di vetro con la statuina di Sant'Anna e come se la Santa fosse lì in carne ed ossa si rivolse a lei : <Signora, Voi lo sapete quanto le voglio bene a questa figlia mia e conoscete anche la mia condizione, vegliate Voi su di lei, ve l'affido e io stessa mi affido a Voi>. La bimba vide sempre meno la sua mamma. La sua famiglia ormai era quella del dottore. La scuola non le piaceva per niente e infatti non la frequentò a lungo, si fermò presto, troppo presto. Era sana, onesta, dolce, leale e piena di sogni. Era tutto quello di cui un genitore vero potesse andare fiero senza pretendere molto . E fieri di lei erano il dottore e la moglie. Loro avevano figli propri, e accanto a questi Clementina cresceva. Un poco alla volta aveva imparato a rendersi utile in casa e la signora le voleva bene, certo forse con quell'amore che un po' avanza, ma anche quello era amore sia pure dopo aver amato i propri figli. Mai fu domestica anche se poi si occupava di tutto... , Lei era la quasi figlia, quella più buona, più disponibile a qualche sacrificio e senza pretese, aveva i suoi momenti di silenzio, e intanto il tempo passava. Clementina sognava, e sognava un principe azzurro. La vedo ancora lì seduta sulle scale con la testa presa in un prezioso libro di favole. Lei cresceva e invecchiavano i genitori adottivi. Crescevano anche i figli dell'ingegnere, e l'amore andava sempre più mettendo i puntini sugli i". Strade diverse erano già segnate. Gli studi, i matrimoni ... il lavoro, questo ai figli veri, mentre Clementina restava. Amava tutti, ma si sentiva tradita. Per tutti erano stati scritti dei progetti e tutti li avevano realizzati, e per lei ? No, per lei no. Doveva restare sola? e il sogno di una famiglia sua? avere dei bambini... e quel gran gioco che essi animano? Così agì di testa sua, s'innamorò di un panettiere dagli orari assurdi, il bimbo che venne era stupendo. La nonna adottiva li accolse tutti nella sua casa, e la tenerezza fece il resto. Poi venne il tempo del male. La cara vecchietta aveva una buona pensione, una ricca casa, dei prestigiosi arredi e poi quel ragazzo aveva perso il lavoro, quella famigliola in fondo non aveva legami di sangue, ed erano degli estranei per destino. In quante giornate quei ragazzi con i loro bimbo avevano motivato il tempo della madre adottiva, quanti ricordi di esperienze passate aveva potuto rivivere gioiosamente quella “nonna” ma le non sorelle e i non fratelli , con rispettivi mariti e mogli decisero " il meglio e il giusto". La vecchietta in ospizio e Clementina dovette raccogliere le sue cose. Orgogliosa, ferita da un amore che scomparve all'improvviso come a volte fa la nebbia. Ricominciare. Ecco... cosa doveva fare, e da dove tutto era iniziato e lo scoprì aprendo il vecchio baule ...una bambola di pezza, una piccola scatola con il fiocco rosa, quelle povere cose riallacciarono il tempo. Andò via così Clementina da quella casa, e con solo quello che era già suo, più un bimbo e un compagno. Oggi se la passa male, il bambino cresce, con molto meno del "meglio e del giusto" e mi chiede perché, perché le doveva capitare tutto questo? Io non le so rispondere, non lo so... ma so che quei signori vanno a Gallinaro.

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