martedì 19 gennaio 2016

senza ipocrisia









Una costola incrinata
così vicina al cuore...
ricordo nudo 
di un giro in bici
e di un dolor 
segreto.
Fu forse quello
l'istante in cui iniziò a morire
lentamente la bellezza,
la prima,
quella che innamora,
quella che possiede il corpo,
che ammalia e
come una giovane fanciulla 
scopre la vita
e nell'istinto si dà.
Quando gli immortali 
sensi si preparano ignari 
ad essere derisi, 
la bellezza e l'armonia, 
incise nell'Uomo, 
morendo, 
nell'inganno del tempo, 
inducono la carne 
a divenire molle 
e le ferite 
ruvide corde...
e tra le pieghe 
ci scrivono i ricordi.
Questo in una strana notte
io vo vivendo e so bene
che mentiranno gli occhi,
e il tatto e la mente,
e il suono e il cuore,
per amore scaveranno 
a mani nude, ferendosi.
Per amore e sempre 
e solo per amore, 
come polvere 
lasceranno cadere 
quel che del vecchio 
ancora vive.
Sarà l'uomo 
giovane,
mai finito,
il più puro, 
il meno colpevole,
a restar solo,
e l'amore
chiuderà i suoi occhi, 
e cercherà la vita che rimane 
in un buio gentile, 
avrà preziose essenze,
e pane degli Dei per
un corpo di un mortale. 
Mentre là fuori la vita
continuerà il suo viaggio 
senza nulla mutare.

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