mercoledì 27 gennaio 2016

La poesia mia


Abbracciare me stesso
e tutto ciò che converge
alla mia sensibilità,
quella più pura,
l'origine di ogni cosa
della mia vita,
prima di qualsiasi istinto
a conservarla.
Scavarmi dentro...
riaprire ogni ferita,
senza timore del sangue,
senza timore del dolore,
senza dimenticare
ogni gioia vissuta,
ogni carezza ricevuta
o negata o amata.
Prendere tutto il
prezioso, che mi appartiene,
consapevole
che non è infinito,
e che muore nell'uomo...
e sapendo di chieder troppo
per il poco che sono,
nutrirmi
per poter leggere
la vita intorno
e ogni cosa che viene,
in un solo unico modo
e scinderlo dal superfluo,
e incastrarlo in parole semplici
e renderlo eterno nell'energia dell'Universo.

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